{"id":10588,"date":"2009-09-04T12:00:00","date_gmt":"2009-09-04T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-047\/non-locality-myths-and-metaphors-in-networked-art-and-quantum-systems\/"},"modified":"2020-10-28T11:54:00","modified_gmt":"2020-10-28T10:54:00","slug":"non-locality-myths-and-metaphors-in-networked-art-and-quantum-systems","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/non-locality-myths-and-metaphors-in-networked-art-and-quantum-systems\/","title":{"rendered":"La Non-localita&#8217;: Miti E Metafore Nei Sistemi Quantici E Arte Di Rete"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span style=\"font-size: 1.5em;\">Introduzione<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">I sistemi formati da particelle quantiche sembrano possedere la capacit\u00e0 di comunicare istantaneamente l&#8217;uno con l&#8217;altro, sfidando il nostro modo tradizionale di concepire lo spazio e la distanza. Questa caratteristica del mondo quantico, nota come non-localit\u00e0, \u00e8 spesso utilizzata in riferimento al World Wide Web ed in particolar modo all&#8217;arte interattiva di rete dove lo spazio sembra essere risucchiato con un click del mouse all&#8217;interno di collegamenti ipertestuali. \u00c8 davvero possibile applicare tutto ci\u00f2 alla realt\u00e0?<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">La non-localit\u00e0 ed i sistemi quantistici<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Secondo la meccanica Newtoniana, due oggetti non possono comunicare pi\u00f9 rapidamente della velocit\u00e0 della luce e questo assunto \u00e8 stato elevato al rango di legge, proprio come la legge di gravit\u00e0 o il secondo principio della termodinamica. Di conseguenza apprendere che vi sarebbero prove sperimentali attestanti la violazione da parte dei sistemi quantistici del principio di localit\u00e0 \u0096 principio centrale della nostra visione dello spazio come strumento oggettivo \u0096 risulta uno vero e proprio shock. Il principio di localit\u00e0 conferisce unicit\u00e0 e individualit\u00e0 alle cose collocandole in un unico posto nello spaziotempo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Secondo Newton e per riscontro empirico dei nostri sensi sappiamo che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio contemporaneamente, a meno che non presumiamo di essere di fronte al medesimo oggetto. Ebbene quello che la meccanica quantistica sta cercando di dirci sulle particelle correlate ed i sistemi quantistici \u00e8 esattamente quanto segue: non importa quanto spazio intercorra tra due particelle correlate, queste comunicheranno fra di loro come se non ci fosse alcuno spazio. Nel mondo tradizionale nel quale i nostri sensi si sono sviluppati una cosa del genere sarebbe impossibile, altro invece accadrebbe nel mondo quantico per il quale la nostra evoluzione ci ha lasciati tanto ciechi a livello percettivo quanto impreparati dal punto di vista cognitivo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/netart_jeremylevine06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">La caratteristica della non-localit\u00e0 \u00e8 sempre stata un aspetto sottaciuto dell&#8217;interpretazione ortodossa della meccanica quantistica, o interpretazione di Copenaghen, avanzata dai quattro fondatori della nuova fisica \u0096 <span class=\"testoscuro\">Niels Bohr, Max Born, Werner Heisenberg e Pascual Jordan<\/span> \u0096 e presentata al Congresso di Solvay del 1927. Sfortunatamente la non-localit\u00e0 non possedeva strumenti di dimostrazione empirica, non tanto a causa di un limite della tecnologia quanto piuttosto di un limite intrinseco al modello quantico stesso. O almeno cos\u00ec sembr\u00f2. Nel 1965 per\u00f2 una piccola fessura si dischiuse nella scatola nera della localit\u00e0 quantistica, quando <span class=\"testoscuro\">John Stewart Bell<\/span> pubblic\u00f2 la sua cosiddetta <em>Bell inequality<\/em>. Posto un universo completamente locale e deterministico, la disuguaglianza di Bell pone un limite massimo al grado di correlazione che \u00e8 possibile ottenere negli esperimenti che coinvolgono coppie di particelle.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Con un passaggio logico incredibilmente sottile Bell sdogan\u00f2 una violazione della probabilit\u00e0 casuale per spiegare il comportamento correlato delle particelle. Egli mostr\u00f2 come, secondo la meccanica quantistica, particelle correlate separate da enormi distanze comunichino istantaneamente le une con le altre. Senza un attimo di ritardo. Neanche nell&#8217;ordine di un miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di nanosecondo. Ma la comunicazione istantanea tra particelle era un resto del mondo Newtoniano, che Einstein aveva rovesciato con le sue teorie sulla relativit\u00e0. La violazione del limite della velocit\u00e0 della luce indusse Einstein a definire simili correlazioni &#8220;terrificante azione a distanza&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Einstein era convinto che l&#8217;interpretazione di Copenaghen proposta da Bohr e dai suoi seguaci avesse tralasciato alcune informazioni di vitale importanza \u0096 variabili misteriose contenute dalle particelle al momento di abbandono della propria fonte \u0096 che spiegassero il fenomeno in termini classici. Einstein sbagli\u00f2 e poich\u00e9 questo non accadde di frequente \u00e8 importante capirne il motivo. La risposta giace nell&#8217;incapacit\u00e0 di Einstein di accettare la premessa del dualismo ontologico: l&#8217;esistenza di un olismo immateriale che presuppone un elemento immateriale della realt\u00e0 al di fuori del tempo e dello spazio. <span class=\"testoscuro\">Anton Zeilinger<\/span> avverte quei filosofi con una scarsa conoscenza delle imprevedibili correlazioni della quantistica meccanica di non scavare troppo in profondit\u00e0, pena l&#8217;incappare in una condizione di &#8220;confusione allo stato terminale&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Dal 1982 numerosi esperimenti sono stati condotti da <span class=\"testoscuro\">Alain Aspect<\/span> e da altri per dimostrare la disuguaglianza di Bell. Nel 1997 <span class=\"testoscuro\">Antoine Suarez e Valerio Scarani <\/span>proposero un esperimento che fu portato avanti successivamente da<span class=\"testoscuro\"> Nicholas Gisin<\/span> e dai suoi collaboratori presso il Group of Applied Physics dell&#8217;universit\u00e0 di Ginevra. L&#8217;esperimento, di estrema importanza per capire la caratteristica della non-localit\u00e0 nei sistemi quantistici, consisteva nel prendere coppie di fotoni e spararle alla velocit\u00e0 della luce in direzioni opposte. Successivamente i due fotoni venivano misurati in zone molto lontane fra loro. L&#8217;esito della misurazione di ogni fotone rispecchiava uno tra due valori alternativi (diciamo o + o -). Quello che Gisin e i suoi colleghi fisici scoprirono fu non solo che i risultati prodotti dai fotoni erano correlati ma anche che questa correlazione proveniva dal di fuori dello spaziotempo. I risultati mostrano che &#8220;non \u00e8 possibile distinguere, nemmeno in linea di principio, quale sia la misura dipendente e quale quella indipendente&#8221;. In altre parole non c&#8217;\u00e8 modo di distinguere il &#8220;prima&#8221; dal &#8220;dopo&#8221; come regimi spaziotemporali indipendenti. La strada purtroppo \u00e8 ancora tutta in salita.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/netart_jeremylevine05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Non vorrei combattere una battaglia gi\u00e0 persa, ma se il limite di velocit\u00e0 della luce non \u00e8 violato allora la non-localit\u00e0 fa riferimento a qualcosa di davvero profondo: l&#8217;olismo quantico. &#8220;In natura ci sono connessioni che si verificano ad una velocit\u00e0 superiore a quella della luce e senza propagazione di energia. \u00c8 questo il presupposto della non-localit\u00e0 della meccanica quantistica.&#8221; Le connessioni di cui Suarez parla non dovrebbero essere interpretate come una violazione delle leggi della fisica classica. Le leggi tradizionali reggono. Il limite di velocit\u00e0 della luce di Einstein regge. Ma solo per quanto concerne i macro-oggetti che costituiscono le cose fisicamente visibili del nostro universo. Nella nostra realt\u00e0 esiste anche un livello invisibile e immateriale: una realt\u00e0 quantica. E questo mondo subatomico ha un codice comportamentale diverso.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">I modelli di Einstein non hanno alcuna implicazione sulla cosiddetta &#8220;azione terrificante&#8221;, sebbene questo non basti per istituire una dimensione temporale assoluta e illimitata. Dunque, quello che in realt\u00e0 la meccanica quantistica suggerisce \u00e8 che in caso di misurazioni di tipo spazio separate la connessione che le correlazioni rivelano non corrisponde ad alcun ordine in tempo reale, e di conseguenza, non \u00e8 legata ad alcun modello comprensibile sperimentalmente.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">La non-localit\u00e0 descrive le connessioni fondamentali tra parti che sfuggono alle nostre percezioni. Ciononostante n\u00e9 l'&#8221;ordine esteso&#8221; di sistemi complessi, n\u00e9 la &#8220;terrificante azione a distanza&#8221; di particelle correlate dovrebbero essere intesi come trasmissione istantanea. Se il significato della &#8220;non-localit\u00e0 quantistica&#8221; \u00e8 poco chiaro, l&#8217;olismo quantico presenta il grande vantaggio di non suggerire nessun tipo di &#8220;trasmissione istantanea&#8221; ma si riferisce esplicitamente all&#8217;esistenza di caratteristiche universali che non sono contenute nelle caratteristiche delle sottoparticelle.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">La non-localit\u00e0 \u00e8 quella propriet\u00e0 indivisibile di un sistema che conferisce ad esso un&#8217;identit\u00e0 superiore alla somma delle sue parti. La &#8220;dipendenza istantanea del potenziale quantico da tutte le caratteristiche dell&#8217;intero apparato sperimentale&#8221; richiede l&#8217;accettazione da parte nostra del fatto che le nozioni di &#8220;tempo e spazio&#8221; sono piuttosto delle costruzioni dell&#8217;intelletto che scoperte. La nozione di oggetti discreti separati nello spazio \u00e8 messa in discussione non solo dalla nostra capacit\u00e0 di comprendere la meccanica quantistica ma anche dal nostro contatto con molteplici forme d&#8217;arte dei nuovi mezzi di comunicazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">La riduzione analitica \u00e8 di grande utilit\u00e0 quando la correlazione \u0096 una forma di accoppiamento molto forte \u0096 conferisce &#8220;maggiore realt\u00e0&#8221; ad un sistema composto che non ai suoi componenti. Ma cosa si intende davvero con la nozione di &#8220;maggiore realt\u00e0&#8221;? In termini quantistici e come contenuto nella nostra definizione la &#8220;realt\u00e0&#8221; \u00e8 semplicemente uno stato quantico. Ma forse \u00e8 pi\u00f9 utile dire che l'&#8221;olismo&#8221; costituisce un ulteriore &#8220;ordine di realt\u00e0&#8221;. L'&#8221;ordine di realt\u00e0&#8221; composto o verticale (a nidificazione gerarchica) proprio dell&#8217;olismo, rintracciabile nelle opere di arte interattiva e nelle particelle quantiche correlate, rappresenta una sfida alla riduttiva logica binaria del tradizionale dualismo fisico. Invece abbiamo bisogno di adottare un dualismo concettuale che opponga da una parte la realt\u00e0 formata dalle componenti del sistema e dall&#8217;altra quella costituita dalla loro relazione organizzata.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/netart_jeremylevine04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><em>Richard Wickers, 15&#215;15 (2006), Screenshot<\/em><\/div>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">La non-localit\u00e0, la Media Art ed il World Wide Web<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Se l&#8217;incontro che possiamo avere in un museo con un dipinto di Rothko \u00e8 di tipo ravvicinato, il contatto con un&#8217;opera d&#8217;arte che viaggia in rete ci collega ad elementi del sistema che distano migliaia di chilometri l&#8217;uno dall&#8217;altro. L&#8217;arte digitale dei nuovi mezzi di comunicazione esistente nello spazio pubblico dei network \u0096 sia su Internet che su apparecchi mobili come telefonini e palmari \u0096 pu\u00f2 essere letta come una nuova forma di arte pubblica. Rispetto a forme di arte pubblica pi\u00f9 tradizionali, l&#8217;arte su Internet, fruibile dall&#8217;intimit\u00e0 della propria casa introduce uno slittamento dalla dimensione legata ad un luogo determinato a quella globale, rompe le barriere tra pubblico e privato e occupa uno spazio esteso privo di collocazione geografica.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">La non-localit\u00e0 di cui parla <span class=\"testoscuro\">Christiane Paul <\/span>\u00e8 una conseguenza della perdita della nostra percezione delle distanze e della separazione spaziale su Internet. Al posto di uno spazio geografico c&#8217;\u00e8 uno spazio in rete. &#8220;Il computer \u00e8 una macchina di collegamento. Gran parte dell&#8217;arte dei nuovi mezzi di comunicazione, e specialmente l&#8217;opera che nasce in rete, non possiedono di per s\u00e9 dimensioni spaziali, ma nodi e livelli di connessione&#8221;. Tuttavia, come illustra Antoine Suarez in una e-mail rivolta all&#8217;autore, &#8220;il concetto di non-localit\u00e0 quantistica non si applica all&#8217;arte interattiva nella medesima accezione tecnica: l&#8217;interazione nell&#8217;arte avviene sempre via Internet, e dunque ad una velocit\u00e0 inferiore a quella della luce&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">La non-localit\u00e0 \u00e8 una metafora di quella che Barabasi definisce la propriet\u00e0 &#8220;small world&#8221; (&#8220;piccolo mondo&#8221;) dei network. Barabasi ci invita ad immaginare un cerchio fatto di nodi separati da piccole maglie, come le perle di una collana. &#8220;Grazie ai lunghi ponti che formano, spesso posti a collegamento di nodi su lati opposti del cerchio, la distanza tra tutti i nodi viene straordinariamente a mancare&#8221;. Il teorico dei computer <span class=\"testoscuro\">Manuel Castells<\/span> descrive il carattere moderno dei network come &#8220;Lo spazio dei flussi\u0085 che collegano posti lontani intorno ad una serie di funzioni e di significati condivisi sulla base di circuiti elettronici e corridoi di trasporto ad alta velocit\u00e0, isolando e reprimendo quella logica dell&#8217;esperienza avviluppata nello spazio fisico&#8221;. Il concetto di &#8220;spazio dei flussi&#8221; rappresenta una metafora della non-localit\u00e0 delle reti di telecomunicazione moderne. Cos\u00ec, emancipatasi dai vincoli geografici, l&#8217;opera d&#8217;arte di rete pu\u00f2 scivolare simultaneamente sugli schermi di migliaia di computer.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\">Richard Vickers<\/span> aiuta Warhol a mantenere la sua promessa di fama futura in <em>15&#215;15<\/em>, che consente a chiunque abbia una webcam di caricare il proprio contributo dal vivo ed essere inserito in una griglia di video provenienti dai visitatori del sito. Vickers aiuta Warhol a mantenere la sua promessa. Quest&#8217;ultimo riesce a trasportare 15 posti diversi sulla finestra del vostro browser incoraggiando al contempo i visitatori a partecipare. <em>Instant Places<\/em> di <span class=\"testoscuro\">Maciej Wisniewski <\/span>utilizza l&#8217;esperienza non-locale di Internet per collegare computer diversi e formare una piattaforma libera dalle costrizioni geografiche, di tempo e di luogo. <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Instant Places <\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">presentava predatori (falchi) e prede (topi) che erano capaci di muoversi tra diversi data places e comunicavano tramite messaggistica istantanea.&#8221;<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/netart_jeremylevine03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><em>Maciej Wisniewski, Instant Places, 2002, netzbasierte Installation, Karlsruhe 2002, Img by F. Wamhof<br \/>\n<\/em><\/div>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Le tecnologie di telepresenza utilizzano Internet per sfidare la nozione di un s\u00e9 localizzato e intrappolato nel suo contenitore organico. Le tacite leggi della vicinanza che conferiscono maggiore rilevanza a quelle cose che sono fisicamente pi\u00f9 vicine ai nostri corpi vengono ribaltate dalla non-localit\u00e0 che possiamo esperire attraverso l&#8217;arte della telepresenza. Questo \u00e8 quanto <span class=\"testoscuro\">Eduardo Kac<\/span> mette in atto con <em>Teleporting to an unknown state<\/em> (lett. &#8220;il teletrasporto verso uno stato sconosciuto&#8221;). L&#8217;installazione trasforma l&#8217;esperienza di Internet in un sistema che assicura la sopravvivenza. In una stanza buia un piedistallo sorregge un vaso di terra che funge da culla per un singolo seme. Attraverso un video proiettore posizionato in alto e rivolto verso il piedistallo partecipanti remoti mandano luce per permettere la fotosintesi e la crescita del seme nell&#8217;oscurit\u00e0 pi\u00f9 totale: il tutto rigorosamente via Internet&#8221;. Coloro che aderiscono al progetto di Kac si assumono la responsabilit\u00e0 di curare le piante creando una comunit\u00e0 virtuale di &#8220;telegiardinieri&#8221; dimentichi della collocazione fisica di ciascun individuo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><em>Search for you<\/em> di <span class=\"testoscuro\">Will Pappenheimer<\/span> si avvale invece di webcam interattive dotate di riflettori di luce con cui esplorare una stanza buia in cerca di contatto umano. Il raggio di luce non \u00e8 tanto uno strumento di illuminazione e di sorveglianza, quanto una specie di &#8220;avatar virtuale&#8221;. La luce diventa una proiezione di s\u00e9 stessi. Le conseguenze della non-localit\u00e0 tecnologica hanno appena iniziato a farsi sentire.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">&#8220;La nostra sfera privata ha smesso di essere il palcoscenico su cui si svolge il dramma del soggetto in contrasto con i suoi oggetti e la sua immagine: non esistiamo pi\u00f9 come tragediografi o attori ma come terminali di molteplici network. La televisione \u00e8 la prefigurazione pi\u00f9 diretta di tutto ci\u00f2, e persino oggi il nostro spazio vitale viene concepito come un&#8217;area di ricezione e di gestione, come uno schermo di monitoraggio dotato di potere telematico, vale a dire, capace di regolare qualsiasi cosa per mezzo del telecomando&#8221;.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Conclusione<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il &#8220;tramonto&#8221; della distanza fisica con cui si viene a contatto nelle nuove forme di arte digitale \u00e8 evocativo del comportamento delle particelle correlate spazialmente separate della meccanica quantistica, che sembrano comunicare come se non ci fosse alcuna distanza. La non-localit\u00e0 descrive uno stato in cui abbiamo informazioni circa componenti spazialmente separate di sistemi complessi. Le particelle quantiche rappresentano &#8220;punti di intersezione&#8221; di determinate relazioni. Lo scambio e la manipolazione di informazioni a prescindere dalla distanza \u00e8 una delle variabili dinamiche comuni ai sistemi quantistici e all&#8217;arte interattiva dei nuovi mezzi di comunicazione. Detto in parole povere la nostra esperienza con questi sistemi interattivi svela le lacune del nostro modo di percepire lo spazio. Tanto nel caso dei sistemi quantistici quanto in quello dell&#8217;arte interattiva di rete lo spazio \u00e8 sempre relativo agli occhi del soggetto sensibile. In entrambi i casi, esperiamo la non-localit\u00e0 grazie all&#8217;interazione con i fenomeni virtuali: ossia le reti invisibili di comunicazione o l&#8217;onda di probabilit\u00e0 immateriale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Anche se nell&#8217;interazione sul web il limite di velocit\u00e0 della luce non viene violato, \u00e8 piuttosto frequente provare un senso di immediatezza che oltrepassa le distanze, intorpidendo le nostre percezioni di luogo e vicinanza.&#8221; Ma come abbiamo visto la non-localit\u00e0 rappresenta pi\u00f9 di una sfida fenomenologica al nostro senso intuitivo di spazio: \u00e8 un segno di un regno virtuale &#8220;pi\u00f9 profondo&#8221; al di fuori dello spaziotempo \u0096 una dimensione solistica testardamente riluttante al nostro metodo d&#8217;indagine scientifico, dei cui limiti aveva gi\u00e0 parlato il grande astrofisico Sir Arthur Eddington (1882-1944).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/netart_jeremylevine01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><em>Will Pappenheimer<\/em>, <em>Search for you (2004)<\/em>, <em>Installation render<\/em><\/div>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">&#8220;Dobbiamo diffidare da coloro che intendono di ridurre Dio (realt\u00e0 ultima) ad un sistema di equazioni differenziali. Un simile fiasco deve essere evitato a qualsiasi costo. Per quanto le ramificazioni della fisica dovessero estendersi grazie alle future scoperte scientifiche, non potranno certo ricoprire per loro stessa natura lo sfondo in cui \u00e8 collocato il loro essere\u0085 Abbiamo imparato che esplorando il mondo esterno con i metodi delle scienze fisiche non arriviamo ad una realt\u00e0 concreta piuttosto ad un oscuro mondo fatto di simboli che questi metodi sono inadatti a penetrare.&#8221;<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">La realt\u00e0 \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di &#8220;letture istruttive&#8221; o di equazioni differenziali, di conseguenza dobbiamo affidarci ad altri mezzi di discernimento e dotarci di modelli complementari: ad esempio prendendo spunto dall&#8217;artista le cui tecniche di comprensione non sono limitate dal bisogno di quantificare analiticamente ma piuttosto dalla volont\u00e0 di sintetizzare poeticamente. Le piene implicazioni della non-localit\u00e0 potrebbero essere fuori dalla nostra portata, rimane il fatto che gli artisti che si avvalgono delle moderne reti di telecomunicazione sono capaci di evocare aspetti del fenomeno. Ecco come l&#8217;arte riempie i vuoti del nostro approccio scientifico alla comprensione del mondo.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I sistemi formati da particelle quantiche sembrano possedere la capacit\u0088 di comunicare istantaneamente l&#8217;uno con l&#8217;altro, sfidando il nostro modo tradizionale di concepire lo spazio e la distanza. Questa caratteristica del mondo quantico, nota come non-localit\u0088, \u008f spesso utilizzata in riferimento al World Wide Web ed in particolar modo all&#8217;arte interattiva di rete dove lo spazio sembra essere risucchiato con un click del mouse all&#8217;interno di collegamenti ipertestuali. \u00c8 davvero possibile applicare tutto ci\u0098 alla realt\u0088?<\/p>\n","protected":false},"author":47,"featured_media":26695,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,200],"tags":[40,80,58,13],"class_list":["post-10588","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-047","tag-focus","tag-interaction","tag-net-art","tag-networking"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La Non-localita&#039;: Miti E Metafore Nei Sistemi Quantici E Arte Di Rete &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/non-locality-myths-and-metaphors-in-networked-art-and-quantum-systems\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La Non-localita&#039;: Miti E Metafore Nei Sistemi Quantici E Arte Di Rete &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Quantum particle systems seem to possess the ability to communicate instantaneously with each other, defying our classical understanding of space and distance. This feature of the quantum world, known as non-locality, is often used to describe the World Wide Web, and particularly interactive networked art, which seems to collapses space into mouse clicks and links. But is it really applicable?[:it]I sistemi formati da particelle quantiche sembrano possedere la capacit\u0088 di comunicare istantaneamente l&#039;uno con l&#039;altro, sfidando il nostro modo tradizionale di concepire lo spazio e la distanza. 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