{"id":10583,"date":"2009-07-03T12:00:00","date_gmt":"2009-07-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-046\/active-imagination-and-design-paradoxes\/"},"modified":"2020-10-28T11:40:50","modified_gmt":"2020-10-28T10:40:50","slug":"active-imagination-and-design-paradoxes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/","title":{"rendered":"L&#8217;immaginazione Attiva E I Paradossi Del Design"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Le &#8220;tecnologie indossabili&#8221; sono uno degli scenari pi\u00f9 annunciati di convivenza con le nuove tecnologie nella quotidianit\u00e0: sia che svolgano funzionalit\u00e0 di ausilio sportivo o medico, di comunicazione mobile o di potenziamento sensoriale, esse vanno annoverate tra gli scenari pi\u00f9 diffusi della progettazione e dal design tecnologico.<\/p>\n<p>Lo sviluppo di queste applicazioni, sempre a cavallo tra creativit\u00e0 ed evoluzione, sembra ricadere pienamente tra i casi di &#8220;meta design&#8221; secondo la definizione elaborata da <span class=\"testoscuro\">Elisa Giaccardi e Gerhard Fischer<\/span> (in <em>Creativity and Evolution: a metadesign perspective<\/em>, Jounal of Digital Creativity, n.1, Marzo 2008): con il termine di metadesign gli autori intendono infatti un quadro concettuale di design che permetta, grazie a nuove forme collaborative e interdisciplinari di design, nuove infrastrutture tecniche che contribuiscano a migliorare le condizioni sociali ed economiche.<\/p>\n<p>Spesso per\u00f2 la programmaticit\u00e0 degli ambienti di sviluppo tecnologico si scontra con il classico paradosso prescrittivo: come \u00e8 possibile anticipare, e soprattutto comprendere, bisogni tecnologici inespressi di tecnologie, soprattutto per i casi sopradescritti di &#8220;tecnologie indossabili&#8221; in cui la sfida del design riguarda applicazioni che pervadono la vita quotidiana degli individui e, letteralmente, dei loro corpi?<\/p>\n<p>Uno degli esperimenti pi\u00f9 interessanti in questa direzione \u00e8 stato quello attuato da<span class=\"testoscuro\"> Lone Koefoed Hansen<\/span> (della University of Aarhus, finanziato dal Danish Research Council for the Humanities) e <span class=\"testoscuro\">Susan Kozel per l&#8217;Interactivity Lab della Simon Fraser University<\/span> presso la British Columbia canadese. In un loro contributo, apparso sul <em>Journal of Digital Creativity <\/em> (Vol.18, Issue 4, Dicembre 2007) hanno descritto l&#8217;esperienza sperimentale di &#8220;tecnologie indossabili&#8221; in un progetto denominato <em>Placebo Sleeves <\/em>, il quale, a sua volta, costituisce la singola fase di un progetto pi\u00f9 ampio denominato <em>Whispers<\/em> in cui un gruppo di ricerca, composto da artisti, designer e sviluppatori di software, studia principalmente l&#8217;estetica e l&#8217;impatto culturale delle tecnologie indossabili sulla societ\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag46\/articoli\/img\/design_luigighezzi01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><span class=\"testo_Iframe\">Img: courtsesy by Susan Kozel e Lone Koefoed Hansen<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Nel nostro caso \u00e8 forse pi\u00f9 interessante sottolineare l&#8217;esperienza particolare del singolo esperimento di<em> Placebo Sleeves<\/em>, anzich\u00e9 del macroprogetto di ricerca <em>Whispers <\/em>, per comprendere come gli aspetti sociali, performativi e fenomenologici del rapporto tra esseri umani e tecnologia sia molto pi\u00f9 complesso e in itinere di quello che profilano solitamente i deterministi tecnologici o i costruttivisti antropologici.<\/p>\n<p>La sperimentazione di <em>Placebo Sleeves <\/em> \u00e8 partita dall&#8217;ottimo presupposto di superare il paradosso dell&#8217;implementazione, spostando il focus della ricerca: si \u00e8 passati dallo studio delle implicazioni del nuovo design all&#8217;analisi delle connessioni e delle prospettive d&#8217;uso delle nuove applicazioni. Un assunto importante del progetto considera che i nuovi paradigmi delle tecnologie future non vengano prodotti semplicemente durante la fase di design, ma che essi emergano dalla cultura pratica (per citare &#8216;Howard Rheingold degli <em>Smart mobs<\/em>). Diventa quindi centrale lo studio delle culture d&#8217;utilizzo secondo diverse metodologie, soprattutto quelle legate al teatro e alle tecniche di performance perch\u00e9 hanno una lunga tradizione di espressione della corporeit\u00e0, essendo il corpo l&#8217;ambiente centrale di sviluppo delle tecnologie indossabili.<\/p>\n<p>Per attuare questo percorso, il gruppo di ricerca ha provato a calare il concetto di &#8220;Embodied Imagination&#8221; (tradotto in italiano con &#8220;immaginazione attiva&#8221;) nei contesti d&#8217;uso delle tecnologie indossabili. Il termine \u00e8 stato elaborato in prima istanza da Carl Jung e sviluppato successivamente da Robert Bosnak e James Hillman con alcune pratiche terapeutiche e creative. Le tecniche di immaginazione attiva sono finalizzate a favorire quei movimenti espressivi (pittura, danza, musica) che possono diventare i canali attraverso i quali l&#8217;inconscio pu\u00f2 affiorare alla coscienza. Secondo questa metodologia, attraverso tecniche di creativit\u00e0 \u00e8 possibile giungere alla forma trascendente dei sogni o delle memorie sopite che rivelano stati della persona al di l\u00e0 della sua consapevolezza.<\/p>\n<p>Il corpo in questo caso viene considerato secondo la metafora teatrale del palcoscenico, sul quale l&#8217;inconscio riproduce una serie di stati complessi che attraverso le tecniche di immaginazione attiva, possono accrescerne le sensazioni, i sentimenti e la consapevolezza. La Hansen e la Kozel hanno tentato di applicare alcune di queste tecniche terapeutiche per comprendere le dinamiche &#8220;emozionali&#8221;, individuali e collettive associate all&#8217;immaginario che si pu\u00f2 sviluppare nell&#8217;utilizzo quotidiano delle tecnologie indossabili.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag46\/articoli\/img\/design_luigighezzi03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><span class=\"testo_Iframe\">Img: courtsesy by Susan Kozel e Lone Koefoed Hansen<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Se nel progetto generale <em>Whispers <\/em> sono stati quindi utilizzati sensori biodinamici e interfacce aptiche e audio inseriti nei capi d&#8217;abbigliamento che in contatto wireless con gli altri sperimentatori hanno creato modi di trasmissione e condivisione inediti di sensazioni corporali, il progetto <em>Placebo <\/em> ha scelto deliberatamente di utilizzare oggetti \u0096 delle maniche &#8211; che potessero apparire s\u00ec ad alto contenuto tecnologico, ma che in realt\u00e0 erano &#8220;vuote&#8221; e quindi proprio per questa leggerezza potessero suscitare l&#8217;impressione di un altissimo grado di sofisticazione.<\/p>\n<p>Per evitare la scoperta anticipata dell&#8217;escamotage, le esperienze d&#8217;uso di queste maniche si sono svolte tutte in setting teatrali, secondo cornici prestabilite di attivit\u00e0 e di interazione con gli altri partecipanti. Per giungere ai risultati dell&#8217;esperimento sono state rispettate due linee guida principali, la prima \u00e8 stata quella di estendere al contesto della vita quotidiana le sensazioni provate in ambiente sperimentale, soprattutto attraverso la verbalizzazione in script predefiniti e la seconda \u00e8 stata appunto quella di non esplicitare i limiti delle tecnologie di comunicazione presenti nelle maniche. Durante e dopo le prove delle maniche \u00e8 stato chiesto ai partecipanti di esprimere le impressioni, le sensazioni ed emozioni provate durante i vari setting, stimolando soprattutto la forza evocativa e poetica dell&#8217;oggetto tecnologico (rimarcando ad esempio le fasi gestuali, cinestetiche ed espressive dell&#8217;utilizzo tecnologico) e non le sue funzionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Il materiale raccolto ha riportato esperienze personali, dirette, spesso umoristiche e intime. Le impressioni sono state associate spesso al carattere dello sperimentatore, alle sue speranze e ai suoi timori. Pochi utilizzatori hanno espresso raccomandazioni tecnologiche sulle funzionalit\u00e0 delle &#8220;maniche&#8221;. I performers hanno espresso straordinarie proiezioni biografiche e antromorfe grazie alla tecnologia placebo: alcuni sperimentatori, indossando le maniche, hanno avvertito nostalgie familiari o geografiche, altri ancora hanno cominciato a chiamare con nomi propri le maniche, mentre alcuni hanno denunciato l&#8217;eventualit\u00e0 che le maniche potessero &#8220;creare nuove forme di dipendenza&#8221;, ma nessuno ha avvertito l&#8217;assenza della tecnologia negli oggetti indossati.<\/p>\n<p>Lo spazio elastico delle performance ha permesso quindi di catturare una serie di connessioni di &#8220;immaginazioni attive&#8221; che avevano come base la tecnologia e la comunicazione e venivano diffuse attraverso le relazioni interpersonali. La performance ha restituito spessore umano all&#8217;esperienza d&#8217;uso e al rapporto uomo-tecnologia perch\u00e9 ha fondato la propria analisi non solo sulle qualit\u00e0 logiche e cognitive, ma anche su quelle affettive, passionali e immaginative.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag46\/articoli\/img\/design_luigighezzi05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><span class=\"testo_Iframe\">Img: courtsesy by Susan Kozel<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>I risultati apportano un rilevante contributo allo spazio d&#8217;azione del meta-design di oggetti d&#8217;uso quotidiano perch\u00e9 dimostrano che l&#8217;essere umano, soprattutto in contesti comuni, si rapporta alle tecnologie con regole ambigue, apparentemente illogiche perch\u00e9 caricate emotivamente e spesso in contrasto con la semplice valutazione di funzionalit\u00e0.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/whisper.iat.sfu.ca\/%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/whisper.iat.sfu.ca\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le &#8216;tecnologie indossabil&#8221; sono uno degli scenari pi\u009d annunciati di convivenza con le nuove tecnologie nella quotidianit\u0088: sia che svolgano funzionalit\u0088 di ausilio sportivo o medico, di comunicazione mobile o di potenziamento sensoriale, esse vanno annoverate tra gli scenari pi\u009d diffusi della progettazione e dal design tecnologico.<\/p>\n","protected":false},"author":167,"featured_media":26837,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,36,199],"tags":[75,40],"class_list":["post-10583","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-design","category-issue-046","tag-fashion","tag-focus"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;immaginazione Attiva E I Paradossi Del Design &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L&#039;immaginazione Attiva E I Paradossi Del Design &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Weareable technologies are one of the most heralded examples of coexistence with new technologies in the everyday life. Whether they function as medical or sports aid, or they are used for mobile communication or sensory increase, they are part of the most wide spreaded scenery of planning and technological design[:it]Le &#039;tecnologie indossabil&quot; sono uno degli scenari pi\u009d annunciati di convivenza con le nuove tecnologie nella quotidianit\u0088: sia che svolgano funzionalit\u0088 di ausilio sportivo o medico, di comunicazione mobile o di potenziamento sensoriale, esse vanno annoverate tra gli scenari pi\u009d diffusi della progettazione e dal design tecnologico. [:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2009-07-03T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-28T10:40:50+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Active-Imagination-And-Design-Paradoxes.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"333\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Gigi Ghezzi\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Gigi Ghezzi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/\",\"name\":\"L'immaginazione Attiva E I Paradossi Del Design &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Active-Imagination-And-Design-Paradoxes.jpg\",\"datePublished\":\"2009-07-03T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-28T10:40:50+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/c22239e696275ed40b26d82359785734\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Active-Imagination-And-Design-Paradoxes.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Active-Imagination-And-Design-Paradoxes.jpg\",\"width\":500,\"height\":333},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Active Imagination And Design Paradoxes\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/c22239e696275ed40b26d82359785734\",\"name\":\"Gigi Ghezzi\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/luigi-ghezzi-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/luigi-ghezzi-96x96.jpg\",\"caption\":\"Gigi Ghezzi\"},\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/gigi-ghezzi\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"L'immaginazione Attiva E I Paradossi Del Design &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"L'immaginazione Attiva E I Paradossi Del Design &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]Weareable technologies are one of the most heralded examples of coexistence with new technologies in the everyday life. Whether they function as medical or sports aid, or they are used for mobile communication or sensory increase, they are part of the most wide spreaded scenery of planning and technological design[:it]Le 'tecnologie indossabil\" sono uno degli scenari pi\u009d annunciati di convivenza con le nuove tecnologie nella quotidianit\u0088: sia che svolgano funzionalit\u0088 di ausilio sportivo o medico, di comunicazione mobile o di potenziamento sensoriale, esse vanno annoverate tra gli scenari pi\u009d diffusi della progettazione e dal design tecnologico. [:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2009-07-03T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-28T10:40:50+00:00","og_image":[{"width":500,"height":333,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Active-Imagination-And-Design-Paradoxes.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Gigi Ghezzi","twitter_misc":{"Scritto da":"Gigi Ghezzi","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/","url":"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/","name":"L'immaginazione Attiva E I Paradossi Del Design &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Active-Imagination-And-Design-Paradoxes.jpg","datePublished":"2009-07-03T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-28T10:40:50+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/c22239e696275ed40b26d82359785734"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Active-Imagination-And-Design-Paradoxes.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Active-Imagination-And-Design-Paradoxes.jpg","width":500,"height":333},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/active-imagination-and-design-paradoxes\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Active Imagination And Design Paradoxes"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/c22239e696275ed40b26d82359785734","name":"Gigi Ghezzi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/luigi-ghezzi-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/luigi-ghezzi-96x96.jpg","caption":"Gigi Ghezzi"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/gigi-ghezzi\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/167"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10583"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10583\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59735,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10583\/revisions\/59735"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26837"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}