{"id":10569,"date":"2009-07-03T12:00:00","date_gmt":"2009-07-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-046\/persepolis-2-0-creative-support-to-iran\/"},"modified":"2020-10-28T11:32:07","modified_gmt":"2020-10-28T10:32:07","slug":"persepolis-2-0-creative-support-to-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-046\/persepolis-2-0-creative-support-to-iran\/","title":{"rendered":"Persepolis 2.0: Supporto Creativo All&#8217;iran"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Quello che sta accadendo in Iran in questi giorni \u00e8 stato ed \u00e8 sotto gli occhi di tutti. In seguito a presunti brogli elettorali, il presidente Ahmadinejad \u00e8 stato eletto nuovamente in Iran lo scorso met\u00e0 Giugno, scatendando le proteste formali del candidato sconfitto Moussavi che hanno innescato poi moti di protesta ben pi\u00f9 violenti e diffusi per le strade di Teheran e delle citt\u00e0 principali del paese.<\/p>\n<p>Come si temeva la polizia Iraniana non \u00e8 stata a guardare e ha reagito con una violenza e una repressione senza eguali, arrestando decine di giovani, torturandoli e uccidendo un numero imprecisato di persone per le strade. Repressione che \u00e8 proseguita anche sulla Rete, luogo deputato per alcuni coraggiosi blogger per diffondere notizie sull&#8217;evolversi degli eventi, utilizzando sapientemente anche i social networks come Twitter e Facebook. Le agenzie di stampa di tutto il mondo si sono interessate all&#8217;evento, per poi per\u00f2 distogliere gradualmente l&#8217;attenzione nel momento in cui il flusso di notizie dall&#8217;Iran \u00e8 rallentato, a causa princpalmente della chiusura di alcuni blog nel timore di alcuni di loro di essere tracciati mediante Id ed essere cos\u00ec accusati di reato capitale (!!!).<\/p>\n<p>Reazioni indignate si sono susseguite in Rete, petizioni e cause da seguire con la dinamica ormai conosciuta (e di cui ci si inizia a domandare la reale efficacia) dei social networks Penso sia inutile in questa sede aggiungere altre parole di commento che rischiano di suonare banali di fronte di una situazione che noi Occidentali (sicuamente noi Italiani) siamo ben lontani anche solo dal provare a comprendere, per non esserci mai, mai, trovati in situazioni di repressione simili o anche solo paragonabili.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che mi sono sentito di fare tramite Digicult, \u00e8 stato di creare un corto circuito tra una notizia di carattere artistico e creativo, e un argomento di carattere politico cos\u00ec importante come la situazione Iraniana, per rendere Digicult un piccolo strumento di supporto, senza per questo sradicare le sue radici e il suo scopo edoiriale e culturale. Per questo motivo, scoperta l&#8217;esistenza del progetto <span class=\"testoscuro\">Persepolis 2.0<\/span> (progetto di re-editing della graphic novel <span class=\"testoscuro\">Persepolis dell&#8217;iraniana Marjane Satrap<\/span>i, che ha riscosso grande successo a livello internazionale e che traccia un parallelo grafico ed editoriale tra la Rivoluzione Iraniana del 1979 narrata nella storia originale e ci\u00f2 che sta accadendo in questi giorni in Iran), ho prima di tutto deciso di supportare il progetto come da loro richiesto incollando il codice Html delle tavole grafiche sulla home di Digicult (chi ci legge lo faccia, ndr), in secondo luogo di diffonderlo tramite Facebook e infine di provare a fare loro un&#8217;intervista per questa edizione di Digimag. Un&#8217;intervista fatta in 24 ore, all&#8217;ultimo momento utile prima della pubblicazione, ma che ci onora e che ci fa sperare possa essere un piccolo tassello ulteriore di aiuto per il popolo Iraniano in lotta.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag46\/articoli\/img\/netart_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Innanzitutto, vorrei sapere qualcosa di pi\u00f9 riguardo la vostra idea e il vostro progetto Persepolis 2.0. S\u00f2 che \u00e8 nato come forma di protesta e di denuncia in seguito alle fortissime repressioni della polizia Iraniana per reprimere le sommosse popolari di protesta contro i brogli alle ultime elezioni presidenziali, ma immagino che dietro ci sia anche un&#8217;idea precisa su come usare la rete e i social network, nonch\u00e9 l&#8217;impatto immediato di una graphic novel famosa in tutto il mondo come Persepolis. Volete raccontarmi qualcosa in pi\u00f9 circa la genesi del progetto?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sina &amp; Payman<\/strong>:<\/span> S\u00ec, l&#8217;idea \u00e8 scaturita da un intenso desiderio di fare QUALCOSA. Noi viviamo entrambi in un paese dove la protesta politica \u00e8 illegale e siamo sempre un po&#8217; cinici riguardo l&#8217;efficacia delle dimostrazioni o delle petizioni. Quindi, il giorno successivo al primo intensissimo giorno di repressioni (lo scorso 20 giugno), ci siamo interrogati su come aiutare in un modo efficace. Abbiamo subito capito che i nostri amici negli stati Uniti e in Belgio (dove siamo cresciuti) non capivano veramente cosa stesse succedendo in Iran in quei giorni, e abbiamo altres\u00ec compreso che avremmo dovuto colmare questo gap di comprensione. La decisione di usare le immagini di Marjane Satrapi, si \u00e8 basata su due motivi principali: il primo, che Persepolis \u00e8 un lavoro icona che \u00e8 stato visto da milioni di persone, e questo avrebbe aumentato di molto l&#8217;efficacia del nostro lavoro. Ma il secondo motivo, il pi\u00f9 importante, \u00e8 che le immagini della rivoluzione del 1979 rispecchiano perfettamente ci\u00f2 che sta succedendo nel 2009. In entrambi i casi, milioni di Iraniani hanno dimostrato in tutto il paese contro la repressione politica e sociale. Abbiamo quindi lavorato dalle sei di sera alle tre del mattino per una settimana, e abbiamo quindi lanciato il progetto il sabato successivo.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Quale \u00e8 il vostro background? Come avete lavorato tecnicamente sulla graphic novel originale, utilizzando gli stessi personaggi, la stessa iconografia, lo stesso tratto grafico?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sina &amp; Payman<\/strong>:<\/span> Siamo entrambi dei marketing manager. Io in particolare lavoro sul marketing passaparola per le startups a livello globale, mentre Payman si focalizza sul global marketing per grandi marchi. Il lavoro tecnicamente \u00e8 stato facile, abbiamo usato Photoshop per sostituire i testi originali con i nostri, e Illustrator per assemblare le immagini. La parte pi\u00f9 difficile \u00e8 stata scegliere le immagini che potessero riflettere fedelmente gli eventi della settimana: ma come ti dicevo c&#8217;\u00e8 una grande corrispondenza tra le immagini che narrano la rivoluzione del 1979 e quello che sta succedendo oggi\u0085<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag46\/articoli\/img\/netart_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Avete per caso contattato anche l&#8217;autrice Marjane Satrapi? Lavorete in futuro su altri capitoli, focalizzandovi magari su altri momenti di una lotta che vi auguro alla fine vittoriosa?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sina &amp; Payman<\/strong>:<\/span> S\u00ec, abbiamo avuto il permesso da parte di Marjane di usare le sue immagini e s\u00ec, stiamo gi\u00e0 lavorando anche in altri modi per educare le persone non Iraniane a una piena conoscenza di ci\u00f2 che sta avvenendo nel nostro paese.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Voi ovviamente chiedete sul sito di Persepolis 2.0 alla comunit\u00e0 in Rete, di diffondere quanto pi\u00f9 possibile il progetto su Internet e tramite i Social Networks. So anche che state iniziando a registrare le statistiche sul dominio; quindi, quali riscontri avete ricevuto dalla Rete fino a questo momento e come vorrete utilizzare le statistiche che state raccogliendo?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Sina &amp; Payman<\/span><\/strong>: Da quando abbiamo lanciato il sito 6 giorni fa, ci sono stati oltre 50.000 visitatori unici da oltre 150 paesi differenti. Questa propagazione \u00e8 avvenuta quasi solo esclusivamente tramite Facebook. Sebbene ci siano stati ovviamente articoli relativi a Persepolis 2.0 nell&#8217;ambito dei mass media, hanno generato pochissimo traffico in confronto a quello che \u00e8 successo tramite Facebook. Abbiamo ricevuto un numero enorme di email da tutto il mondo, che ci chiedevano come avrebbero potuto supportare al meglio il progetto, e abbiamo ricevuto anche moltissime email da Iraniani stessi all&#8217;interno dell&#8217;Iran che ci ringraziavano per l&#8217;aiuto che gli stavamo dando. Quello che vogliamo fare \u00e8 andare oltre: vogliamo usare la notoriet\u00e0 del progetto Persepolis 2.0 per ispirare gente &#8220;normale&#8221; in tutto il mondo a produrre una propria espressione creativa di solidariet\u00e0: ci sar\u00e0 pure una ragione per la quale gli artisti e gli scrittori sono considerati cos\u00ec &#8220;pericolosi&#8221; dall&#8217;estabilishment politico corrotto<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Ci\u00f2 che sta accadendo in questi giorni in Iran \u00e8 qualcosa di cos\u00ec atroce rispetto alla violazione dei normali diritti umani, che \u00e8 qualcosa di veramente difficile da tollerare e accettare per noi Occidentali. Non oso immaginare cosa possa significare per voi Iraniani quindi. Quali sono i vostri sentimenti al momento e cosa pu\u00f2 veramente accadere nel prossimo futuro in Iran? Quanto \u00e8 forte la speranza che nutrite verso il grande sciopero nazionale che Moussavi ha indetto per la prossima settimana?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Sina &amp; Payman<\/span>: Gli Iraniani della mia generazione sono stati segnati da un grande evento, la Rivoluzione del &#8217;79, che per\u00f2 non hanno vissuto sulla loro pelle. La classe dirigente in Iran ha represso fin a questo momento ogni tentativo di creare una societ\u00e0 libera, e questo ha portato a uno stato mentale di generale apatia. In ogni caso, la speranza che precedeva queste elezioni e le dimostrazioni di massa che ne sono seguite, hanno infuso in tutti noi un senso di speranza che si \u00e8 diffuso molto pi\u00f9 velocemente di quello che avremmo mai pensato. Penso che la maggioranza degli Iraniani non volessero un vero cambiamento del regime, ma solo maggiore libert\u00e0 sociale, economica e politica, con un minor grado di corruzione in giro. Quindi, anche se le proteste sono state duramente colpite dall&#8217;azione della polizia, con arresti e torture continue, la fiducia e la credibilit\u00e0 nel regime sono largamente crollate a livello generale nel paese. Tutto questo per dire che lo sciopero nazionale e altre misure di questo tipo, saranno tutte iniziative per indebolire il regime e portare eventualmente verso un Iran pi\u00f9 libero. Quanti anni ci sono voluti per avere un Afro-Americano di nome Hussein alla Casa Bianca? Molti meno di quanti si preventivavano. Credo quindi che la stessa cosa possa accadere in Iran, ed \u00e8 per questo che se il regime vuole mantenere il potere dovr\u00e0 prima o poi rispettare i desideri di una popolazione che per il 70% \u00e8 al di sotto dei 30 anni.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag46\/articoli\/img\/netart_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Nel corso degli ultimi giorni, abbiamo apprezzato ancora una volta l&#8217;efficacia dei Social Networks e delle tecnologie Internet. Alcuni blogs sono stati l&#8217;unica fonte di informazione non filtrata proveniente da dentro l&#8217;Iran, mentre Twitter o Facebook come detto hanno consentito alle persone di comunicare con il mondo al di fuori del loro paese. Allo stesso tempo, pare che ora il governo Iraniano abbia chiuso molti di questi blog, abbia bloccato l&#8217;accesso a Internet e infatti ci sono molte meno notizie di quello che sta accadendo rispetto a qualche giorno fa. Si legge anche del rischio capitale che corrono coloro che hanno postato notizie nei giorni scorsi e che non si sono protetti sufficientemente dal tracking del loro Id. Siete in contatto con alcuni di questi blogger in Iran e c&#8217;\u00e8 il richio concreto che il paese venga chiuso completamente a Internet in modo tale che non si possa pi\u00f9 sapere cosa accade a Teheran?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sina &amp; Payman<\/strong>:<\/span> Non penso francamente che l&#8217;Iran diventer\u00e0 mai come la Corea del Nord. La popolazione in Iran \u00e8 incredibilmente avanzata da un punto di vista tecnologico, \u00e8 liberale, ha forti connessioni con i paesi di tutto il mondo (dove viviamo in California per esempio, ci sono oltre 2 milioni di Iraniani, molti dei quali viaggiano regolarmente da e verso l&#8217;Iran). E quindi, se il governo chiudesse completamente Internet, loro stessi non sarebbero in grado di comunicare e fare affari con il resto del mondo. Credo quindi che la cosa migliore che io possa fare per aiutare il mio paese sia di educare i miei amici non Iraniani, nonch\u00e8 di provocare un movimento di solidariet\u00e0 diffuso verso il popolo Iraniano, perch\u00e9 vedere che il mondo li sta supportando ha un profondo effetto sulla loro capacit\u00e0 di organizzare proteste, scontri, etc\u0085Noi siamo gente molto emotiva, facili alla gioia e alla disperazione. Questo \u00e8 il motivo per cui milione di persone si sono riversate nelle strade nel 1979 e lo stanno facendo ancora oggi. Questo \u00e8 anche il motivo per cui Internet e gli strumenti di comunicazione sociale continueranno a fornirci informazioni, anche se saranno allo stesso tempo strumenti di disinforazione da parte del governo, come si inizia gi\u00e0 a vedere purtroppo su Twitter.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Ci\u00f2 che personalmente odio \u00e8 la grande ipocrisia del mondo Occidentale, il suo sistema di fare giornalismo e comunicazione di massa, nonch\u00e9 il suo sistema di siti web e di social networks presettati che alla fin fine si interessano solo di alcune notizie, coprono determinati eventi, solo quando i fatti sono veramente nuovi e attirano quindi attenzione e lettori. Dopo pochi giorni, l&#8217;interesse verso determinati temi scema, e i siti web o anche i social networks smettono di parlarne. Come si potrebbero utilizzare Internet, le tecnologie free e peer to peer, i codici open source, i free softwares, per essere veramente strumenti utili in questo tipo di situazioni repressive e come le piattaforme web o i social networks potrebbero essere usati in modo efficace al di fuori del sistema\/mercato di comunicazione di massa?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Sina &amp; Payman<\/span><\/strong>: Guarda, sono completamente d&#8217;accordo con te. Gli eventi che stanno accadendo in Iran, hanno mostrato al mondo il flusso interno dei sistemi tradizionali di comunicazione di massa: \u00e8 stato deprimente per gli Iraniani vedere come la notizia della morte di Michael Jackson abbia dominato le prime pagine dei giornali. Tutto ci\u00f2 indica che c&#8217;\u00e8 un ruolo per i mass media: servono semplicemente come fonte per il passaparola. Ed \u00e8 stato lo stesso passaparola che per\u00f2 ha ispirato i mass media a occuparsi della situazione delle proteste in Iran: pi\u00f9 persone parlano dell&#8217;Iran (o di altre situazioni di repressione), maggiori sono le possibilit\u00e0 che i mass media ne parlino. Dopo tutto, dobbiamo tenere presente che i massmedia fanno affari, quindi li possiamo coinvolgere solo innescando un interesse genuino tra le persone per mezzo dei social networks, dei blog, etc\u0085.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag46\/articoli\/img\/netart_mk06\u00f9.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Un&#8217;ultima domanda che non vuole essere una domanda. Vorrei semplicemente che usaste questo spazio per dire quello che volete, per lasciare semplicemente un messaggio a coloro che leggeranno questa intervista.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sina &amp; Payman<\/strong>:<\/span> Vorremmo solo ringraziare tutte le persone che hanno scritto ed espresso solidariet\u00e0 verso il popolo Iraniano e che ci hanno chiesto come avrebbero potuto dare una mano. Il popolo Italiano \u00e8 stato speciale nell&#8217;offrirci solidariet\u00e0 e assistenza, per esempio. Ma ritorno a quello che dicevo prima: pensate anche voi a un modo creativo per suportare espressamente il popolo Iraniano. Tanto pi\u00f9 sar\u00e0 creativo, maggiore sar\u00e0 la possibilit\u00e0 per renderlo &#8220;virale&#8221;, perch\u00e9 anche solo educare una persona e ispirarla all&#8217;azione sar\u00e0 di grande aiuto. Dopo tutto, ci\u00f2 che accade in Iran ha un effetto devastante su tutto il Medio Oriente, e ci\u00f2 che accade in questa regione ha effetto su tutto il mondo. La Rivoluzione Iraniano del 1979 aveva scatenato il supporto di dozzine di movimenti Islamici, per esempio. Immagina se lo stesso regime Iraniano fosse motivato ad essere pi\u00f9 aperto e pi\u00f9 libero a causa della protesta della gente in tutto il mondo, immagina che effetto potrebbe avere su altri regimi repressivi dello stesso tipo\u0085.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.spreadpersepolis.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.spreadpersepolis.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci\u0098 che mi sono sentito di fare tramite di Digicult, \u008f stato di creare un corto circuito tra una notizia di carattere artistico e creativo, e un argomento di carattere politico cos&#8221; importante come la situazione Iraniana, per rendere Digicult un piccolo strumento di supporto, senza per questo sradicare le sue radici e il suo scopo edoiriale e culturale. Per questo motivo, scoperta l&#8217;esistenza del progetto Persepolis 2.0 (progetto di re-editing della graphic novel Persepolis dell&#8217;iraniana Marjane Satrapi, che ha riscosso grande successo a livello internazionale, che traccia un parallelo grafico ed editoriale tra la Rivoluzione Iraniana del 1979 narrata nella storia originale e ci\u0098 che sta accadendo in questi giorni in Iran), ho prima di tutto deciso di supportare il progetto come da loro richiesto incollando il codice Html delle tavole grafico sulla home di Digicult (chi ci legge lo faccia, ndr), in secondo luogo di diffonderlo tramite Facebook (idem) e infine di provare a fare loro un&#8217;intervista per questa edizione di Digimag. Un&#8217;intervista fatta in 24 ore, all&#8217;ultimo momento utile prima della pubblicazione, ma che ci onora e che ci fa sperare possa essere un piccolo tassello ulteriore di aiuto per il popolo Iraniano in lotta.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":26792,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,199],"tags":[53,58,13],"class_list":["post-10569","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-046","tag-interviews","tag-net-art","tag-networking"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Persepolis 2.0: Supporto Creativo All&#039;iran &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-046\/persepolis-2-0-creative-support-to-iran\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Persepolis 2.0: Supporto Creativo All&#039;iran &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]I decided therefore to use Digicult as spokeman and create a short-circuit between some artistic and creative news and an important political event, i.e. the crisis in Iran. I wanted to make Digicult a small instrument of support, anyway without changing its roots and its cultural and editorial aim. Moreover I discovered the project Persepolis 2.0: it is a re-editing project by the graphic novel Persepolis created by the Iranian Marjane Satrapi which has had a lot of international success and offers a geographic and editorial comparison between the Iranian Revolution of 1979 (which is part of the original history) and what is happening nowadays in the Country. For this reason I decided first of all to support the project as requested, i.e. copying the Html code of the graphic tables on Digicult&#039;s homepage (all readers are kindly requested to do the same) and secondly to widespread it through Facebook. Last but not least I tried to get an interview for this edition of Digimag. It is an interview made in 24 hours, just before the publication of the newspaper, but it honours us and we hope it can be another small anchor to help the struggling Iranian people[:it]Ci\u0098 che mi sono sentito di fare tramite di Digicult, \u008f stato di creare un corto circuito tra una notizia di carattere artistico e creativo, e un argomento di carattere politico cos&quot; importante come la situazione Iraniana, per rendere Digicult un piccolo strumento di supporto, senza per questo sradicare le sue radici e il suo scopo edoiriale e culturale. Per questo motivo, scoperta l&#039;esistenza del progetto Persepolis 2.0 (progetto di re-editing della graphic novel Persepolis dell&#039;iraniana Marjane Satrapi, che ha riscosso grande successo a livello internazionale, che traccia un parallelo grafico ed editoriale tra la Rivoluzione Iraniana del 1979 narrata nella storia originale e ci\u0098 che sta accadendo in questi giorni in Iran), ho prima di tutto deciso di supportare il progetto come da loro richiesto incollando il codice Html delle tavole grafico sulla home di Digicult (chi ci legge lo faccia, ndr), in secondo luogo di diffonderlo tramite Facebook (idem) e infine di provare a fare loro un&#039;intervista per questa edizione di Digimag. 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It is an interview made in 24 hours, just before the publication of the newspaper, but it honours us and we hope it can be another small anchor to help the struggling Iranian people[:it]Ci\u0098 che mi sono sentito di fare tramite di Digicult, \u008f stato di creare un corto circuito tra una notizia di carattere artistico e creativo, e un argomento di carattere politico cos\" importante come la situazione Iraniana, per rendere Digicult un piccolo strumento di supporto, senza per questo sradicare le sue radici e il suo scopo edoiriale e culturale. 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