{"id":10566,"date":"2009-06-03T12:00:00","date_gmt":"2009-06-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-045\/_augmentology-1l0l1_interface-between-two-worlds\/"},"modified":"2020-10-28T10:58:05","modified_gmt":"2020-10-28T09:58:05","slug":"_augmentology-1l0l1_interface-between-two-worlds","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-045\/_augmentology-1l0l1_interface-between-two-worlds\/","title":{"rendered":"_augmentology 1[l]0[l]1_: Interfaccia Tra Due Mondi"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Il progetto <span class=\"testoscuro\"><em>_<\/em>Augmentology 1[L]0[L]1<em>_<\/em><\/span> si estende in una moltitudine di ambienti, come una creatura con molti viticci, esplora e riferisce le informazioni ad un hub centrale, collocato sul blog di Augmentology. Esistente nel virtuale, il compito \u00e8 quello di esplorare altri mondi sintetici, cercando di riflettere qualcosa della vita al loro interno e nel nostro mondo. L&#8217;insieme di idee e progetti che ne consegue pu\u00f2 essere considerato come &#8220;un manuale sintetico della realt\u00e0&#8221;, come viene definito da <span class=\"testoscuro\">Mez Breeze<\/span>, net artist e game theorist statunitense, che ha iniziato il progetto.<\/p>\n<p>Mez, insieme a <em>Joseph DeLappe, Shane Hinton, Trevor Dodge e Greg J. Smith<\/em> sta sviluppando e testando idee provenienti dalle esplorazioni di incontri online e dallo sviluppo delle personalit\u00e0 virtuali, utilizzando una gamma di piattaforme che comprende <em>World of Warcraft, EVE Online e Second Life<\/em>, cos\u00ec come i siti di social network quali T<em>witter, Facebook e Friendfeed<\/em>.<\/p>\n<p>I rapporti scritti esplorano i temi del dualismo del vivere all&#8217;interno di un ambiente digitale e allo stesso tempo nel &#8220;mondo reale&#8221;. La blog entry del progetto <em>Augmentology<\/em>, dal titolo <em>&#8220;Reality Mixing + the Geospecifity Complex&#8221;<\/em> , mette in discussione l&#8217;inquieta relazione che si crea fra i due mondi. Infatti il concetto di In Real Life (IRL) come modo per esprimere la nostra posizione, come suggerisce Mez, \u00e8 usato molto spesso da coloro i quali mostrano un atteggiamento negativo verso i mondi online. Si ha la sensazione che ci sia uno status egemonico annesso ai diversi ambienti, e quello off-line \u00e8 il pi\u00f9 importante. Non che chi utilizza ambienti online consideri &#8220;pi\u00f9&#8221; importanti Second Life e altri, ma forse bisogna fare una considerazione sull&#8217;importanza dell&#8217;essere attivi al loro interno: poich\u00e9 essi sono considerati qualcosa di pi\u00f9 di semplici &#8220;campi gioco&#8221;.<\/p>\n<p><em>AFK (Away From Keyboard)<\/em> &#8220;indica un&#8217;inclusivit\u00e0 che concerne gli stati geofisici e sintetici. Mentre <em>IRL (In Real Life)<\/em> evoca connotazioni gerarchiche in relazione alle definizioni della realt\u00e0, AFK indica un coinvolgimento fluttuante e fluido.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag45\/articoli\/img\/softwareart_markhancock04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>E&#8217; questo desiderio di creare un&#8217;interfaccia pi\u00f9 scorrevole fra i due mondi che guida il lavoro di ricerca e pratica di <em>_Augmentology 1[L]0[L]1<\/em><em>_<\/em>. Invece della stridente sconnessione dall&#8217; uno all&#8217;altro, ci sono sovrapposizioni e connessioni geologiche.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Joseph DeLappe<\/span>, artista e Associate Professor del Department of Art presso la University of Nevada, come parte della sua residenza ad <em>Eyebeam a New York<\/em>, port\u00f2 a termine una marcia di 240 miglia su Second Life usando l&#8217;avatar di Gandhi. La ricostruzione della <em>Marcia del Sale<\/em> che Gandhi comp\u00ec in segno di protesta contro l&#8217;imposizione di una tassa sul sale durante il periodo di occupazione Britannica, \u00e8 stata realizzata usando un tapis roulant collegato a Second Life. Per sei giorni a settimana, DeLappe camminava sul tapis roulant invitando altri su Second Life ad unirsi a lui nella marcia. La camminata fisica insieme alla frequente immersione porta a ci\u00f2 che lui descrive come &#8220;<em>un grande senso di realizzazione, che rende soddisfatti e in tutta sincerit\u00e0 impazienti di un riposo di cui si sente molto il bisogno! Ho compiuto un viaggio piuttosto entusiasmante, sia in senso fisico che concettuale. Nei giorni che seguirono la fine della ricostruzione, questo senso di euforia venne lentamente soppiantato da un senso di malinconia e mi sentivo amareggiato e nello stesso tempo in contraddizione perch\u00e9 la marcia era terminata&#8221;. <\/em><\/p>\n<p>A compimento della marcia, <em>DeLappe<\/em> costru\u00ec parecchie versioni di diverse dimensioni del suo avatar, compresa la riproduzione alta 17&#8242; realizzata con cartone e colla a caldo. Questa fusione dei due mondi, uniti sia fisicamente con l&#8217;uso del tapis roulant e della scultura che attraverso la connessione emotiva con il suo avatar (rispecchiata dalla richiesta di un compagno di marcia di &#8220;non uccidere Gandhi&#8221;) allontana queste idee dall&#8217;essere semplici punti di vista e giochi di parole, avvicinandole alla consapevolezza che esiste una connessione emotiva nel mondo digitale. Cos\u00ec, pi\u00f9 che solo la reazione a un aggiornamento su Facebook riguardante lo stato di benessere di un amico (lo status di relazione o l&#8217;ultima night out), stiamo cominciando a sviluppare una sorta di connessione incrociata biologico\/mentale in cui potremmo richiamare alla mente qualche accadimento e non essere in grado di ricordarne la localizzazione. Come una rievocazione di qualcosa che sembra reale, ma che di fatto \u00e8 avvenuta in un sogno. La connessione emotiva \u00e8 l&#8217;elemento reale, non proprio la localizzazione. In questo modo, possiamo cominciare a comprendere quanto della nostra vita \u00e8 attivit\u00e0 mentale piuttosto che fisica.<\/p>\n<p>La blog entry <em>Identity Ecologies + Avatar Formations <\/em>esplora ulteriormente questo senso del &#8220;dove&#8221; risiedano le nostre identit\u00e0. Dalla prospettiva della psicologia sociale tradizionale, identifichiamo noi stessi attraverso punti di riferimento e tratti biologici, ma una personalit\u00e0 online si estende rompendo questa tradizionale formazione razionale di ci\u00f2 che siamo. Al contrario, Mez sostiene che, con tanti giocatori aventi personalit\u00e0 multiple su World of Warcraft o altre piattaforme, tale estensione sfocer\u00e0 naturalmente nella schizofrenia. Ma invece sembra che queste personalit\u00e0 multiple &#8220;rappresentino una capacit\u00e0 di completa immersione da parte dell&#8217;utente e tengano conto di un coinvolgimento perfetto. C&#8217;\u00e8 spazio per una convergenza di tali costruzioni compresa la potenzialit\u00e0 di imparare in modo approfondito da queste sintetiche formulazioni di identit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag45\/articoli\/img\/softwareart_markhancock03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il nome stesso del progetto <em>_Augmentology 1[L]0[L]1_<\/em>, con la sua combinazione di 101 che fa riferimento al romanzo di George Orwell <em>&#8220;1984&#8221; <\/em> e all&#8217;espressione <em>&#8220;LOL (Laugh Out Loud)&#8221;<\/em>, contiene all&#8217;interno l&#8217;essenza di ci\u00f2 che mira a raggiungere. Nel romanzo <em>1984 <\/em>, la stanza 101 contiene tutti gli orrori possibili che una persona possa immaginare. Diventa un riflesso di qualunque cosa temiate di pi\u00f9. Qui \u00e8 utilizzata come scherno verso chi crede che non vi sia bisogno di avventurarsi nel virtuale, che tutto quello che trover\u00e0 sar\u00e0 costituito dai peggiori tratti dell&#8217;esistenza umana: banalit\u00e0, sesso e futili sproloqui.<\/p>\n<p><em>_Augmentology 1[L]0[L]1_<\/em> ha lo stesso effetto delle annotazioni sul campo di un team di antropologia, conducendo le esplorazioni verso territori conosciuti ma non definiti. Questi territori sono sia psicologici che geofisici, anche se le coordinate possono esistere solo in un mondo virtuale. Le annotazioni di ricerca sono raccolte continuamente e pubblicate man mano che vengono fatte nuove esplorazioni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come per i collaboratori preesistenti, anche per i nuovi membri c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di partecipare alle esplorazioni facendo delle annotazioni sul campo. <em>_Augmentology 1[L]0[L]1_ <\/em>\u00e8 un manuale sintetico della realt\u00e0 per la nostra era digitale.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/arsvirtuafoundation.org\/research\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/arsvirtuafoundation.org\/research\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto Augmentology 1[L]0[L]1 si estende in una moltitudine di ambienti, come una creatura con molti viticci, esplora e riferisce le informazioni ad un hub centrale, collocato sul blog di Augmentology. 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