{"id":10561,"date":"2009-06-03T12:00:00","date_gmt":"2009-06-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-045\/the-aware-and-creative-technology-of-goto10\/"},"modified":"2020-10-28T10:57:19","modified_gmt":"2020-10-28T09:57:19","slug":"the-aware-and-creative-technology-of-goto10","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/the-aware-and-creative-technology-of-goto10\/","title":{"rendered":"La Tecnologia Creativa E Consapevole Dei Goto10"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<table class=\"testo_iframe\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"5\" cellpadding=\"10\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Libert\u00e0, autonomia e controllo degli strumenti e dei processi di creazione dovrebbero essere la base per ogni progetto non solo artistico, ma anche politico e sociale, che possa considerarsi realmente democratico.<\/p>\n<p>Eppure il concetto di autonomia, che porta con s\u00e9 lo spinoso quanto inevitabile aspetto della responsabilit\u00e0, sembra allontanarsi sempre di pi\u00f9 dai nostri ambienti di produzione intellettuale a qualsiasi livello, trasformati spesso in vuote e &#8220;ricattabili&#8221; comunit\u00e0 prive di passioni e incapaci di aggregare, e tanto meno condividere, idee visionarie e progetti di trasformazione culturale e sociale.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 un caso, o forse no, che tra le migliori proposte per sovvertire il capillare sistema di controllo del tardo capitalismo ci siano quelle provenienti dall&#8217;ambiente ipertecnologico di programmatori\/artisti. L&#8217;idea visionaria quanto realistica \u00e8 che la capacit\u00e0 di fare rete in modo autonomo e libero sfruttando e ampliando le tecnologie a disposizione possa essere davvero il nodo centrale per un nuovo modello di vita basato sulla condivisione delle informazioni e dei processi a livello locale e globale.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Il collettivo GOTO10 <\/span>(<em>le risposte a questa intervista sono sono state elaborate a nome di GOTO10 da Karsten Gebbert, Claude Heiland-Allen, Aymeric Mansoux, Marloes de Valk e Thomas Vriet <\/em>)<span class=\"testoscuro\">, attivo ormai da anni nell&#8217;ambito dell&#8217; attivismo tecnologico a livello internazionale, <\/span>\u00e8 un ottimo esempio di come un gruppo di programmatori-artisti riesca ad affrontare e vincere le paludi dei nostri tempi attraverso un uso creativo, consapevole e ragionato della tecnologia. Li ho intervistati per farci raccontare alcuni aspetti del loro complesso progetto. <strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag45\/articoli\/img\/netart_giuliasimi01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: Cominciamo dall&#8217;inizio. Come \u00e8 nato GOTO10?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>GOTO10<\/strong>:<\/span> Goto10 \u00e8 stato creato nel 2003 da Thomas Vriet e Aymeric Mansoux. E&#8217; iniziato come un&#8217;organizzazione di due sole persone a Poitiers in Francia, con lo scopo di supportare le attivit\u00e0 che ruotavano attorno alla musica elettronica sperimentale e all&#8217;arte digitale. Dopo aver organizzato numerosi workshop e concerti a livello locale, <span class=\"testo_iframe\">GOTO10<\/span> \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 internazionale ed si \u00e8 trasformato in un collettivo di 11 artisti\/musicisti\/programmatori provenienti da tutta Europa. Nel 2005 l&#8217;associazione ha cominciato a definire e a mettere in pratica i propri obiettivi: una distribuzione GNU\/Linux per artisti chiamata <span class=\"testoscuro\">pure: dyne<\/span>, un network IRC che collega organizzazioni con simili intenti e ospita nuovi gruppi e reti, il <span class=\"testoscuro\">Make Art Festival<\/span>, un programma di workshop per supportare gli artisti nell&#8217;utilizzo diei <em>FLOSS <\/em>e l&#8217;output artistico e teorico del collettivo nella forma di performance, mostre e conferenze.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni l&#8217;associazione ha aggiunto due importanti progetti, per rinforzare il lato teorico: <span class=\"testoscuro\">The Digital Artists&#8217; Handbook <\/span> (in collaborazione con l&#8217;organizzazione inglese <em>Folly<\/em>) e la pubblicazione <span class=\"testoscuro\">FLOSS+Art<\/span>, edita da <span class=\"testo_iframe\"><em>Mute publishing Ltd<\/em><\/span>. Il primo \u00e8 una guida pratica per l&#8217;uso di software open source dedicato a pratiche di arte digitale, il secondo riflette sulla crescente relazione tra l&#8217;ideologia del Free Software, i contenuti aperti e l&#8217;arte digitale. Fornisce quindi una visione all&#8217;interno di miti sociali, politici ed economici e di tutte le realt\u00e0 collegate a questo fenomeno. Il libro \u00e8 scritto, progettato e pubblicato usando solo <em>FLOSS<\/em>, ha una licenza aperta ed \u00e8 disponibile gratuitamente online. Entrambe le pubblicazioni contengono articoli scritti da numerosi esperti del settore.<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Giulia Simi:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">Il vostro primo scopo \u00e8 supportare FLOSS (Free\/Libre\/Open Source Software) come metodo libero e indipendente per creare strumenti per l&#8217;arte digitale. Questa pratica coinvolge programmatori ed artisti che lavorano insieme per l&#8217;autonomia dei processi creativi. Credo che questo sia un&#8217;attivit\u00e0 di grande importanza politca, non solo per l&#8217;ambiente legato ai nuovi media. Pensi che i non addetti ai lavori, come i comuni utenti di computer, potranno mai controllare i propri strumenti tecnologici? E se s\u00ec, pensi che questo potrebbe rappresentare un cambiamento sostanziale a livello sociale?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">GOTO10<\/span>: <\/strong>Prima di tutto, \u00e8 importante capire che in <span class=\"testo_iframe\">GOTO10<\/span> non abbiamo artisti e programmatori ma &#8220;artisti-programmatori&#8221;. Questa \u00e8 per noi una distinzione importante che segna il passaggio dal &#8220;software come strumento&#8221; al &#8220;software come medium&#8221;. In questo senso, nella nostra prospettiva ci sono due punti fondamentali: il primo, che il <em>FLOSS <\/em> non \u00e8 un&#8217;alternativa agli applicativi proprietari ma un modo totalmente differente di pensare e usare i computer, il secondo che le componenti chiave di gran parte delle attivit\u00e0 associate al <em>FLOSS <\/em> sono la condivisione delle informazioni e l&#8217;apprendimento.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un approccio totalmente nuovo che incoraggia l&#8217;educazione e la sperimentazione al posto del solito atteggiamento tipico del consumatore passivo. Si potrebbe dire quindi che gi\u00e0 questo \u00e8 un cambiamento significativo che ha certamente implicazioni pi\u00f9 vaste di quelle legate agli artisti software o ai programmatori.<\/p>\n<p>In generale possiamo considerare decisamente positiva la crescita del mercato per le piattaforme GNU\/Linux (che attrae tra l&#8217;altro pi\u00f9 sviluppatori e spinge l&#8217;interesse verso la realizzazione di pi\u00f9 funzionalit\u00e0 e di un&#8217;interfaccia pi\u00f9 user friendly). L&#8217;aspetto chiave che rende la piattaforma interessante a noi e ad altri \u00e8 la sua libert\u00e0 e la sua hackerabilit\u00e0. In questo senso, quello che \u00e8 veramente importante per noi non \u00e8 se GNU\/Linux adesso sia in grado di diventare un giocatore significativo nel settore desktop, ma se possiamo usarlo profondamente per cambiare il nostro approccio a come collaboriamo e produciamo, compreso il possesso e la propriet\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag45\/articoli\/img\/netart_giuliasimi03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Giulia Simi:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">Quanto \u00e8 importante il fundraising nel vostro lavoro e quali sono le vostre strategie per portare avanti i vostri progetti fuori dagli ambienti mainstream dell&#8217;arte contemporanea?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">GOTO10<\/span><\/strong>: Tutti i nostri progetti nascono come un appasionato atto di creazione. Molti di questi, ovviamente, non hanno fondi. Da soli, come GOTO10<strong>,<\/strong> portiamo avanti piccoli progetti in autonomia. Se alcuni degli esperimenti (idee per workshop, musica, progetti software, eventi etc&#8230;) cominciano a crescere e divengono stabili allora cerchiamo di ottenere dei finanziamenti per supportarli, o semplicemente cerchiamo di mostrarli in giro, a seconda della natura dei progetti. Dall&#8217;altro lato, i progetti pi\u00f9 grandi hanno bisogno di una cura particolare, specialmente una volta che sono usciti dalla nicchia privata. Per esempio il <span class=\"testoscuro\">Make Art Festival <\/span>a Poitiers, non potrebbe esistere senza fondi pubblici (principalmente locali e statali) e senza l&#8217;aiuto di altre organizzazioni-partner a livello locale e internazionale.<\/p>\n<p>In generale, data la difficolt\u00e0 di trovare fondi per il software libero e l&#8217;arte digitale cerchiamo sempre di essere molto bravi con i soldi. Di conseguenza accade spesso che inseriamo progetti &#8220;trojan&#8221; all&#8217;interno di altri progetti. Per esempio se uno di noi ottiene una residenza d&#8217;artista da qualche parte, tendiamo ad usare il software GOTO10 per i progetti, in modo che la tecnologia possa essere sviluppata ulteriormente, testata, documentata, etc.<\/p>\n<p>Alla fine, non abbiamo una strategia particolare per il nostro lavoro, eccetto continuare a fare cosa ci piace e non costringerci a compromessi per renderci visibili in quella o quell&#8217;altra scena artistica. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 andare ad inventare nuove tipologie di progetti e di lavoro con le persone con cui condividiamo le stesse visioni di libert\u00e0, cultura e arte open source.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: La vostra attivit\u00e0 \u00e8 principalmente basata sulla capacit\u00e0 di fare network. In particolare, non avendo una sede fisica comunicate soprattutto via IRC e mailing lists, che sono anche tra i primi strumenti del fare rete in internet. Ma cosa pensate del web 2.0 e delle piattaforme di social network? Credete sia possibile utilizzarle in modo sperimentale e creativo?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">GOTO10<\/span><\/strong>: Web 2.0 \u00e8 un po&#8217; vago, non significa molto in realt\u00e0, ma non c&#8217;\u00e8 dubbio che i recenti progressi nelle tecnologie aperte hanno reso i siti web in grado di produrre davvero ottime cose. Noi non siamo ancora degli accaniti promotori di piattaforme di social networking &#8211; il modello di community chiusa soffre di <em>&#8220;vendor lock-in&#8221;, <\/em> che \u00e8 completamente contro lo spirito dell&#8217;internet libero e aperto. Le tecnologie (per esempio i feed RSS e Atom) esistono per creare un&#8217;alternativa aperta e diffusa attraverso la quale ogni individuo possa controllare i propri contenuti, ma possa anche interagire con altri siti e costruire una community pi\u00f9 vasta che non \u00e8 controllata da qualche azienda con scopi di profitto. Inoltre, queste piattaforme non permettono una reale comunicazione umana, concentrendosi soltanto sul trasferimento e la selezione di informazioni e giocando sull&#8217;abilit\u00e0 sempre crescente dell&#8217; <em>homo sapiens sapiens online <\/em>di contemplare se stesso allo specchio.<\/p>\n<p>Certo, questo non preclude esperimenti artistici, che possono comunque essere fatti in determinati ambienti, al momento in cui non sono semplicemente dimostrazioni gratuite dell&#8217;uso di una certa tecnologia. Come network per\u00f2, noi li troviamo davvero poveri e limitati se paragonati a quello che internet offre e ancora permette di fare oggi. Se per collaborare in rete usiamo ancora &#8220;vecchi&#8221; sistemi e protocolli \u00e8 perch\u00e9 funzionano perfettamente e non sono sovraffollati, quindi perch\u00e9 cambiare? Certo questo non ha niente a che vedere con un rifiuto sistematico delle pi\u00f9 recenti tecnologie e innovazioni. Anzi, al contrario, facciamo un largo uso di sistemi di controllo di versione distribuiti e server virtuali e siamo sempre alla ricerca di trasformazioni per il nostro work-flow, cercando di provare ad adottare sistemi sempre nuovi di collaborazione in rete e condivisione delle informazioni.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag45\/articoli\/img\/netart_giuliasimi04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Giulia Simi:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">Un&#8217;ultima domanda sui vostri progetti futuri: a cosa state lavorando in questo periodo?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">GOTO10<\/span><\/strong>: L&#8217;ultimo progetto dei \u00e8 stato il lancio di una netlabel, <span class=\"testoscuro\">GOSUB10<\/span>, presentata a Marzo 2009 durante il <em>Wintercamp ad Amsterdam<\/em>, che pubblica musica e audio-visivi innovativi creati con FLOSS. All&#8217;interno di <span class=\"testo_iframe\"><em>Linuxwochen a Linz 2009<\/em><\/span>, i membri di GOTO10 hanno sviluppato e presentato <span class=\"testoscuro\"> \/mode + v noise<\/span>, una piattaforma di musica collaborativa basata su IRC.<\/p>\n<p>I prossimi step sono orientati a sviluppare ulteriormente e rendere ancora pi\u00f9 strutturati i progetti a lungo termine, come <span class=\"testoscuro\">pure:dyne, art.deb\/people, makeart e digital artists&#8217; handbook<\/span>. Dopo il <span class=\"testo_iframe\"><em>Summerlab a Gijon<\/em><\/span>, ci sar\u00e0 una lunga settimana di svuluppo pure:dyne ospitata nel centro di arte contemporanea locale <em>LABoral<\/em>, dove il nostro principale scopo sar\u00e0 quello di rilasciare una versione migliore e ampliata della piattaforma.<\/p>\n<p>E infine, <span class=\"testo_iframe\"><em>Make Art Festival 2009 <\/em><\/span> si svolger\u00e0 durante la seconda settimana di dicembre, quindi rimanete aggiornati e iscrivetevi alla newsletter per tutte le novit\u00e0 in arrivo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/goto10.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/goto10.org\/<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il collettivo GOTO10, attivo ormai da anni nell&#8217;ambito dell&#8217; attivismo tecnologico a livello internazionale, \u008f un ottimo esempio di come un gruppo di programmatori-artisti riesca ad affrontare e vincere le paludi dei nostri tempi attraverso un uso creativo, consapevole e ragionato della tecnologia. 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