{"id":10551,"date":"2009-06-03T12:00:00","date_gmt":"2009-06-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/"},"modified":"2020-10-28T10:54:40","modified_gmt":"2020-10-28T09:54:40","slug":"raster-noton-shopping-style","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/","title":{"rendered":"Lo Shopping Raster Noton"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Sperimentazione. La produzione artistica di <span class=\"testoscuro\">Carsten Nicolai (aka alva noto)<\/span>, uno dei pochi artisti nell&#8217;ambito del l&#8217;arte digitale che non ha bisogno di alcuna presentazione, \u00e8 da sempre caratterizzata da un elemento di costante ricerca: dalle frequenze sonore ai visuals, l&#8217;estetica digitale e minimale, in cui noise e glitch si legano alla matematica e a forme geometriche, ha attraversato un&#8217;evoluzione che lo ha reso uno degli artisti pi\u00f9 importanti, longevi e affermati del panorama elettronico internazionale.<\/p>\n<p>La linearit\u00e0 e la costante investigazione verso nuove forme espressive e multimediali ha segnato anche le realizzazioni della sua <span class=\"testoscuro\">etichetta di produzione audiovisiva Raster-Noton <\/span> (o meglio: <em>raster-noton . archiv f\u00fcr ton und nichtton <\/em>), che Cartsen Nicolai ha fondato e tutt&#8217;ora cura con Olaf Bender (aka Byetone), musicista anch&#8217;egli e parte del roster della label Berlinese. Una piattaforma e un network che non si ferma alla sola produzione musicale in quanto etichetta &#8220;classica&#8221;, ma che tende ad un modello di produzione multidisciplinare che fa della cura nella produzione dell&#8217;oggetto, visto come feticcio elegante e minimale da collezione, vera e propria oggettiviazzazione materiale dell&#8217;estetica audiovisiva dei suoi fondatori e degli artisti coinvolti nel progetto.<\/p>\n<p><em>Raster Noton<\/em> ha fatto scuola in questo, indicando la strada a tantissime altre label a livello internazionale, segnando probabilmente il terreno per l&#8217;unica modalit\u00e0 di sopravvivenza economica di una etichetta musicale nell&#8217;epoca di Internet e del peer-to-peer: seguire un filone musicale d&#8217;eccezione ed esteticamente ben connotato, curare in modo maniacale la produzione dell&#8217;oggetto CD, fare network trai propri artisti e diffondere il nome della label attraverso concerti ed esibizioni nei principali festival e nelle pi\u00f9 importanti gallerie internazionali, emergere rispetto alla produzione elettronica di massa ed &#8220;elevarsi&#8221; ad uno stato quasi &#8220;mitico&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag45\/articoli\/img\/audiovideo_monicaponzini01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Nata dalla fusione delle due etichette <span class=\"testoscuro\">Rastermusic e Noton<\/span>, <em>Raster-Noton <\/em> ha raccolto attorno a se e ha quindi prodotto artisti molto diversi tra loro ma accomunati dalla medesima ricerca sul suono e sulla sua traduzione in termini grafici e visuali: oltre ad Alva Noto e Byetone, tra gli altri \u00e8 impossibile dimenticare <span class=\"testoscuro\">William Basinski, Ivan Pavlov aka CoH , Ryoji Ikeda, Ryuichi Sakamoto, Nibo, Richard Chartier e Carl Michael von Hausswolff<\/span>.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">e-flux<\/span>, network internazionale che collega artisti, curatori e varie istituzioni attraverso il proprio sito, ha presentato lo scorso 28 Maggio, presso il proprio spazio espositivo a New York la mostra <span class=\"testoscuro\">&#8220;Raster Noton: The Shop&#8221;<\/span>, in cui l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;etichetta viene presentata sotto forma di un ideale negozio, privato per\u00f2 del fattore commerciale. L&#8217;intero spazio espositivo \u00e8 stato trasformato in un archivio attivo della vita e della filosofia della label, con i cd, le copertine, le pubblicazioni, le sonorit\u00e0 e l&#8217;installazione <span class=\"testoscuro\">&#8220;White Line Light&#8221;<\/span>. Opera di Bender e Nicolai, costituita da due tubi al neon la cui luminosit\u00e0 varia e reagisce alle sonorit\u00e0 create dal duo, l&#8217;opera segue con grande coerenza la ricerca sulla fisicit\u00e0 del suono, sulle varie modalit\u00e0 di visualizzazione di esso tramite elementi non solo digitali ma anche materici e fisici, seguita da <em>Carsten Nicolai<\/em> sin dagli inizi della sua carriera e che vanta capitoli importanti come <em>Telefunken (2000), Infinite (1997), Mikro Makro (1997), Polar (2000), Spray (2004), Sonic Lumiere (2003), Logic Licht (2001), Snow Noise (2002) e Syn Chron (2004)<\/em><\/p>\n<p>Per l&#8217;occasione, <em>Olaf Bender<\/em> e <em>Cartsen Nicolai <\/em>si sono anche esibiti in una performance audio-video raccolta e intimistica, in un crescendo graduale di elementi sonori e visivi. Abbiamo incontrato brevemente <em>Carsten Nicolai<\/em> poco prima dell&#8217;inaugurazione della mostra, non tanto per parlare della sua attivit\u00e0 in senso ampio (di questo ci eravamo gi\u00e0 occupati precedentemente nell&#8217;articolo <span class=\"testoscuro\">&#8220;Carsten Nicolai: l&#8217;estetica dell&#8217;errore<\/span>&#8220;, su <span class=\"testo_iframe\"><em>Digimag 18 dell&#8217;Ottobre 2006<\/em><\/span>, in occasione della prima del suo nuovo progetto <em>Xerrox<\/em> &#8211; <a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=423\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=423<\/a>) ma per discutere espressamente della mostra <em>&#8220;The Shop&#8221;<\/em>. E&#8217; quindi grande l&#8217;onore di poterlo ospitare nuovamente sulle pagine di Digimag<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: Questa mostra offre una visione d&#8217;insieme dell&#8217;attivit\u00e0 della raster-noton. Come la definiresti?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Cartsen Nicolai<\/strong>:<\/span> Non facciamo questo tipo di mostra (<em>&#8220;The Shop<\/em>&#8220;) cos\u00ec spesso, ma devo dire che abbiamo fatto parecchio fino ad ora, dato che abbiamo realizzato gi\u00e0 pi\u00f9 di 100 lavori. In un certo senso, \u00e8 bello vedere come dai primissimi lavori che abbiamo lanciato ad adesso, ci sia sicuramente una sorta di continuit\u00e0. Si pu\u00f2 vedere come abbiamo seguito una linea particolare, in termini musicali e della qualit\u00e0 estetica, parlando di packaging e design.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag45\/articoli\/img\/audiovideo_monicaponzini02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">D&#8217;altra parte, invece, il tuo metodo di lavoro \u00e8 stato definito &#8220;frammentato&#8221;: sei d&#8217;accordo con questa definizione? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Cartsen Nicolai<\/strong>:<\/span> S\u00ec, e mi fa piacere: considero la parola &#8220;frammentazione&#8221; come un termine positivo. In termini di suono, usiamo frammenti di suoni piuttosto che suoni &#8220;finiti&#8221; e gia pronti. Forse perch\u00e9 abbiamo una visone molto &#8220;microscopica&#8221; dei suoni e lavoriamo molto sui dettagli. Frammentazione \u00e8 probabilmente un aspetto, ma se vedi la mostra, noti che non \u00e8 poi cos\u00ec frammentaria, c&#8217; \u00e8 come detto questa sorta di continuit\u00e0. L&#8217;abbiamo chiamata <em>&#8220;The Shop&#8221;<\/em> perch\u00e9 ha a che fare con l&#8217;idea di archivio, che \u00e8 uno dei sottotitoli della nostra etichetta.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Ci puoi parlare dell&#8217;installazione <em>&#8220;White Line Light&#8221; <\/em>, che hai creato con Olaf Bender?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Cartsen Nicolai<\/strong>:<\/span><em> &#8220;White Line Light&#8221; <\/em> e&#8217; nata con l&#8217;intenzione di essere sia una installazione a se stante, che parte di un &#8220;negozio&#8221; non-commerciale, come accade appunto in questa mostra. Ogni volta la usiamo in maniera un po&#8217; diversa e la installiamo a seconda dello spazio. Essenzialmente, connette pochi e semplici elementi, ma a cui siamo veramente interessati. E&#8217; molto pura nella sua semplicit\u00e0. Noi cerchiamo la connessione tra suono e luce e ci piace quindi un&#8217;estetica industriale molto semplice: ci sono al suo interno, una serie di elementi tipici non solo della Raster Noton, ma anche di noi stessi come artisti.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">E l&#8217;aspetto visivo? Nei tuoi lavori \u00e8 spesso collegato alle tue sonorit\u00e0\u0085 <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Cartsen Nicolai<\/strong>:<\/span> Uso questa tipologia di connessione quasi sempre nei miei lavori. Se consideri il package design come qualcosa di grafico, vedi che siamo interessati a questa connessione fin dall&#8217;inizio della nostra produzione come <em>Raster Noton<\/em>. Pi\u00f9 tardi negli anni, soprattutto durante le nostre performance, abbiamo cominciato ad introdurre visuals in accompagnamento al suono, ed ora questo e&#8217; un elemento molto forte della nostra produzione live.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">E in questo caso sembra che tendiate ad usare la linearit\u00e0, la matematica e le &#8220;griglie&#8221; in maniera preponderante\u0085 <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Cartsen Nicolai<\/strong>:<\/span> Penso che ogni artista abbia &#8220;strategie&#8221; molto semplici. Di base usiamo semplici forme geometriche, un&#8217;estetica 2D, molto grafica, che probabilmente nasce da un approccio geometrico che riflette il nostro background basato sulla matematica e l&#8217;ottica, che sono forti elementi d&#8217;ispirazione. Ma allo stesso tempo anche elementi con cui abbiamo a che fare tutti i giorni e che quindi pervadono la nostra quotidianit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag45\/articoli\/img\/audiovideo_monicaponzini03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Qual \u00e8 il tuo rapporto con Internet? Qualche anno fa, mi avevi detto che il fattore interattivo applicato all&#8217;arte non ti interessava. Hai cambiato opinione? E dal punto di vista della tua etichetta, che ruolo gioca Internet nella distribuzione, nel raggiungere il vostro pubblico? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Cartsen Nicolai<\/strong>:<\/span> Sono ancora convinto che sia difficile lavorare su Internet come un medium artistico e interattivo, non sono un grande fan della Rete in questo senso. Ma sono convinto che Internet sia un fantastico strumento di comunicazione e distribuzione. Tutti noi lo usiamo ormai nella nostra vita di tutti i giorni: certe volte funge da biblioteca o archivio, oppure da mezzo di comunicazione o di scambio. Lo vedo pi\u00f9 come un mezzo di informazione e comunicazione, ma non come piattaforma artistica. Lavoro talmente tanto con Internet, che ho pi\u00f9 desiderio di lavorare con prodotti &#8220;fisici&#8221;, oggetti stampati piuttosto che sempre e solo sullo schermo di un computer.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.raster-noton.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.raster-noton.net\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.alvanoto.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.alvanoto.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.carstennicolai.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.carstennicolai.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.myspace.com\/benderbyetone\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.myspace.com\/benderbyetone <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.e-flux.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.e-flux.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sperimentazione. La produzione artistica di Carsten Nicolai (aka alva noto), uno dei pochi artisti nell&#8217;ambito del l&#8217;arte digitale che non ha bisogno di alcuna presentazione, \u008f da sempre caratterizzata da un elemento di costante ricerca: dalle frequenze sonore ai visuals, l&#8217;estetica digitale e minimale, in cui noise e glitch si legano alla matematica e a forme geometriche, ha attraversato un&#8217;evoluzione che lo ha reso uno degli artisti pi\u009d importanti, longevi e affermati del panorama elettronico internazionale. 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Carsten Nicolai's (aka alva noto) artistic production, (one of the few artists in the digital art who does not need any presentation) has always been characterized by an element of constant research: thinking about sound frequencies and visuals, digital and minimal aesthetics, where noise and glitch are bound to mathematics and geometric shapes, has gone through an evolution that made him one of the most important, long-established and famous artists in the international electronic scene. [:it]Sperimentazione. La produzione artistica di Carsten Nicolai (aka alva noto), uno dei pochi artisti nell'ambito del l'arte digitale che non ha bisogno di alcuna presentazione, \u008f da sempre caratterizzata da un elemento di costante ricerca: dalle frequenze sonore ai visuals, l'estetica digitale e minimale, in cui noise e glitch si legano alla matematica e a forme geometriche, ha attraversato un'evoluzione che lo ha reso uno degli artisti pi\u009d importanti, longevi e affermati del panorama elettronico internazionale. Telefunken (2000), Infinite (1997), Mikro Makro (1997), Polar (2000), Spray (2004), Sonic Lumiere (2003), Logic Licht (2001), Snow Noise (2002) e Syn Chron (2004)[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/monica.ponzini.5","article_published_time":"2009-06-03T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-28T09:54:40+00:00","og_image":[{"width":500,"height":333,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/audiovideo_monicaponzini04.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Monica Ponzini","twitter_misc":{"Scritto da":"Monica Ponzini","Tempo di lettura stimato":"13 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/","url":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/","name":"Lo Shopping Raster Noton &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/audiovideo_monicaponzini04.jpg","datePublished":"2009-06-03T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-28T09:54:40+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/9fdd38049d5348d6311804ad98509c92"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/audiovideo_monicaponzini04.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/audiovideo_monicaponzini04.jpg","width":500,"height":333},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-045\/raster-noton-shopping-style\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Raster Noton Shopping Style"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/9fdd38049d5348d6311804ad98509c92","name":"Monica Ponzini","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/monica-ponzini-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/monica-ponzini-96x96.jpg","caption":"Monica Ponzini"},"sameAs":["http:\/\/www.stategrezzi.com\/stategrezzi_2.0\/stategrezzi.php","https:\/\/www.facebook.com\/monica.ponzini.5"],"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/monica-ponzini\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10551","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/52"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10551"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10551\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59703,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10551\/revisions\/59703"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26894"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}