{"id":10539,"date":"2009-05-04T12:00:00","date_gmt":"2009-05-04T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-044\/imaging-sounds-of-natasha-barrett\/"},"modified":"2020-10-28T10:50:27","modified_gmt":"2020-10-28T09:50:27","slug":"imaging-sounds-of-natasha-barrett","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-044\/imaging-sounds-of-natasha-barrett\/","title":{"rendered":"Immaginando I Suoni Di Natasha Barrett"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span> (1972) \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti e talentuose compositrici contemporanee di musica elettronica. Lavora principalmente con la composizione e l&#8217;uso creativo del suono e la sua produzione spazia dalla composizione per concerto alla sound-art a grandi installazioni sonoro-architettoniche.<\/p>\n<p align=\"left\">Natasha Barret ama circondarsi di collaborazioni tra le pi\u00f9 diverse, sia con musicisti come <span class=\"testoscuro\">Tanja Orning (DR.OX)<\/span> <span class=\"testoscuro\">o Stefan Osterjo<\/span>, sia con designer sperimentali e scienziati. Sia che scriva per esecutori dal vivo o per ensemble elettroacustici, sia che si dedichi all&#8217;interpretazione di performance acusmatiche o, come pi\u00f9 recentemente, all&#8217;improvvisazione elettroacustica dal vivo, il fulcro del suo lavoro deriva da un approccio acusmatico al suono: le immagini sonore che esso pu\u00f2 evocare, le tecniche che lo caratterizzano e che rivelano dettagli che l&#8217;orecchio normalmente perderebbe. Il potenziale spazio-musicale del suono acusmatico caratterizza quindi fortemente il suo lavoro.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett <\/span>ha studiato in Inghilterra con <span class=\"testoscuro\">Jonty Harrison e Denis Smalley<\/span>, conseguendo un dottorato e un master in composizione (entrambi i titoli accademici sono stati finanziati dalla sezione umanistica della British Academy). Dal 1999 la Norvegia \u00e8 stata la sua base di composizione e ricerca per raggiungere un pubblico internazionale. <span class=\"testoscuro\">U.S.O. Project<\/span> l&#8217;ha quindi incontrata, per una lunga chiacchierata sui suoi lavori, le sue composizioni e le sue tecniche di creazione, partendo dalla vittoria con il pezzo acusmatico <span class=\"testoscuro\">&#8220;Kongsberg Silver Mines&#8221; al prestigioso &#8220;Giga-Hertz-Award for electronic music del 2008 (field recording, processing e composizione)&#8221;. <\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\" style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\"><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: Puoi svelarci il dietro le quinte del tuo pezzo acusmatico &#8220;Kongsberg Silver Mines&#8221;?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>:<em> <span class=\"testoscuro\">&#8220;<\/span><\/em><span class=\"testoscuro\">Kongsberg Silver Mines&#8221;<\/span> \u00e8 stata inizialmente una delle tre audio-installazioni usata come preludio a <span class=\"testoscuro\">&#8220;Sub Terra&#8221;<\/span>. Le altre due sono<span class=\"testoscuro\"> &#8220;Under the Sea Floor (Coring and Strata)&#8221; e &#8220;Sand Island&#8221;<\/span>. Ciascuno di questi tre lavori mette a fuoco i suoni unici di tre siti del sottosuolo norvegese, creando viaggi surreali, semi-narrativi. <em>&#8220;Sub Terra&#8221;<\/em> vuole condurre il visitatore attraverso i mondi sonori racchiusi sottoterra, progressivamente sempre pi\u00f9 vicini a uno spazio da concerto e quindi si cristallizza in una forma musicale che \u00e8 pi\u00f9 astratta rispetto alle installazioni introduttive. La versione di <em>&#8220;Kongsberg Silver Mines&#8221;<\/em> suonata al concerto \u00e8 stato uno speciale remix dell&#8217;attuale installazione. Questa versione \u00e8 stata creata per lo ZKM Klangdom &#8211; una cupola di 43 altoparlanti. Per questa occasione ho voluto creare una versione indipendente, per essere ascoltata dall&#8217;inizio alla fine, evitando i caratteristici tempi aperti di una installazione.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>&#8220;Sub Terra&#8221; <\/em>\u00e8 stato commissionato da <span class=\"testoscuro\">Ny Musikk Rogaland<\/span>, un&#8217;organizzazione che opera con la musica contemporanea e l&#8217;arte nel sud-ovest della Norvegia. Molto tempo prima di fissare il titolo e il concetto, il piano \u00e8 stato quello di esplorare le caratteristiche dei mondi sonori nascosti nell&#8217;esperienza quotidiana. &#8220;Ny Musikk Rogaland&#8221; utilizza spesso una vecchia fabbrica di birra per concerti e altri eventi, che \u00e8 stata in parte trasformata in uno spazio d&#8217;arte. Nel seminterrato di questo edificio si trova un enorme ammasso di cantine, e fu per questo spazio che le installazioni furono inizialmente destinate (anche se alla fine sono state distribuite nella citt\u00e0 norvegese di Stavanger). La folle acustica delle cantine mi ha suggerito il tipo di field recordings che avrei voluto fare.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">I suoni di <span class=\"testoscuro\">&#8220;Kongsberg Silver Mines&#8221;<\/span> sono stati registrati durante un viaggio presso le miniere d&#8217;argento di Kongsberg, un enorme complesso minerario risalente al 1700, che si estende per oltre 1 km di profondit\u00e0 e per diversi km dentro una montagna. Per l&#8217;accesso alle miniere sono stata affiancata da un gruppo di geologi in visita per una ricerca. Ho fatto una registrazione sul percorso originale di 2 km del vecchio treno utilizzato per il trasporto di argento e dei minatori in entrata e in uscita dalle miniere. Il suono assordante e le immense vibrazioni del vecchio vagone sono stati sorprendenti. E&#8217; stato necessario indossare degli auricolari, cos\u00ec ho dovuto registrate guardando solo il livello del microfono, senza monitoring. Una volta all&#8217;interno delle miniere siamo stati raggiunti da una guida norvegese. In un inglese traballante ci ha spiegato la storia locale e mostrato alcuni degli ascensori originali ancora in funzione. Ho registrato quasi tutto e ho cercato di catturare completamente l&#8217;atmosfera in modo da inserire l&#8217;esperienza nella composizione.<\/p>\n<p align=\"left\">Per <span class=\"testoscuro\">&#8220;Under the sea floor (Coring and Strata)&#8221;<\/span> ero invece alla ricerca di suoni nell&#8217;ambiente marino. In questo momento l&#8217;Universit\u00e0 di Oslo ha intrapreso un progetto di ricerca in cui un campione lungo 10 metri \u00e8 stato prelevato da un cratere nel fiordo di Oslo, 32 metri sotto il livello del mare. Mi sono intrufolata in questo viaggio grazie ad un amico e non ero completamente sicura di cosa aspettarmi a parte che avrei dovuto fare attenzione a non disturbare! Quindi, per due giorni sono rimasta in disparte su un freddo, umido battello da trivellazione, registrando suoni sul ponte, sott&#8217;acqua e a livello del mare (e per fortuna avevo comprato idrofoni con 40 metri di cavo!). Nell&#8217;opera ci sono anche altre due serie di suoni: i primi non provengono da field recording, ma da un&#8217;onda sismica creata da una grande esplosione registrata con un array di 2000 geophone distribuiti su decine di chilometri. Il suono di ogni geophone dura circa 15 secondi, e registra la risposta da parte della crosta terrestre e a fondo nel mantello. L&#8217;impulso e la risposta sono a frequenze molto basse, ben al di sotto dei 50 Hz. Ho ottenuto le registrazioni dei geophone come un insieme di dati sismici. Dopo varie prove ho scoperto che utilizzando i dati provenienti da ogni centesimo geophone, le informazioni geologiche sono state conservate, riducendo al tempo stesso il set di dati ad una dimensione accettabile. Ciascuno di questi 20 flussi di dati \u00e8 stato convertito in suono udibile alla frequenza di campionamento originale di soli 125 Hz. Dopo averlo trasposto nell&#8217;altezza, il suono era finalmente nello spettro dell&#8217; udibile.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;uso dei dati sismici come segnali di controllo ha creato la terza serie di suoni. I dati controllavano principalmente la frequenza e la modulazione del volume delle sinusoidi. Selezionando un intervallo temporale (velocit\u00e0) e una ampiezza di modulazione (variazione di altezza) adatti, la riproduzione simultanea dei 20 flussi di dati sonifica la risposta sismica della crosta terrestre e del mantello. Le correlazioni ed interferenze udibili sono state anche utilizzate come punti di partenza per lo sviluppo della composizione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #ffffff; font-size: xx-small;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Per le registrazioni della terza installazione <span class=\"testoscuro\">&#8220;Sand Island&#8221;<\/span> ho semplicemente sotterrato due idrofoni sotto la sabbia nella zona di marea di una piccola baia sul S\u00f8ndre Sand\u00f8y in Hvaler in Norvegia. Dopo 4 ore la marea solleva gli idrofoni dalla sabbia e li trasporta in un letto galleggiante di alghe.<\/p>\n<p align=\"left\">Quando si tratta di trasformazione \u00e8 pi\u00f9 facile parlare di &#8220;perch\u00e9&#8221;, piuttosto che di &#8220;come&#8221;: utilizzo le tecniche e i software pi\u00f9 opportuni in quel momento. Sia che si tratti di tecniche di montaggio e missaggio tradizionali che derivano dalla manipolazione del &#8220;nastro magnetico&#8221;, o dell&#8217;ultimo software di elaborazione numerica nel dominio della frequenza, per me il punto \u00e8 quello di analizzare ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 interessante e importante per la composizione. Questo procedimento normalmente inizia con l&#8217;esplorazione di un suono, prima con l&#8217;analisi spettrale, temporale e spaziale della forma (il contenuto intrinseco), e in secondo luogo indagando il modo in cui il suono collega direttamente e per astrazione le nostre esperienze in entrambi i percorsi (il contenuto estrinseco).<\/p>\n<p align=\"left\">Composizione quindi significa dare un senso a tutte queste informazioni, esplorare contrappunti e movimenti, soprattutto quando ulteriori trasformazioni rafforzano le connessioni emergenti. Nelle installazioni \u00e8 stato importante mantenere la direzionalit\u00e0 dell&#8217;aspetto narrativo della composizione, ed uno stretto collegamento con la mia esperienza originale durante le sessioni di registrazione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\" style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: Come hai deciso quali suoni utilizzare per &#8220;Sub Terra&#8221;?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span>: Le installazioni non erano originariamente destinate a performance in concerto, anche se ora esistono remix da concerto. Ogni installazione \u00e8 destinata ad essere aperta, per un ascoltatore che entra ed esce come vuole, mentre il concerto &#8220;Sub Terra&#8221; richiede all&#8217;ascoltatore di essere attento per i 16 minuti del lavoro: una situazione che ha in qualche modo coinvolto due diversi approcci al suono e alla struttura. Ho voluto legare suoni narrativi e chiaramente riconoscibili alle installazioni, mentre il lavoro per il concerto sarebbe stato pi\u00f9 astratto e &#8216;intrinseco&#8217;. Qui abbiamo un paradosso che, spero, crei un certo grado di tensione nel processo dell&#8217;ascolto: le installazioni sono semi-narrative ma abbastanza non lineari da consentire ad un ascoltatore di restare fino a quando lo desidera, mentre il concerto \u00e8 pi\u00f9 astratto, ma contiene un livello di dettaglio e connessioni strutturali che richiede un continuo processo di ascolto. Per &#8220;Sub Terra&#8221; ho creato una nuova rete di connessioni dai materiali pi\u00f9 astratti usati nell&#8217;installazione: si sentono anche materiali con chiari riferimenti all&#8217;installazione, ma il loro sviluppo \u00e8 leggermente diverso.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: Negli ultimi anni hai ricevuto moltissime commissioni da molte Istituzioni. Le loro richieste hanno influenzato\u00a0 le tue idee e il lavoro stesso?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>: In genere sono libera di comporre ci\u00f2 che desidero, con due tipi di linee guida. La prima \u00e8 se il lavoro \u00e8 acusmatico o coinvolge esecutori dal vivo. Il secondo \u00e8 la durata, ed un grado di coinvolgimento concordato, che si riflette nel tempo necessario per comporre il lavoro. Anche per una commissione che \u00e8 parte di un festival tematico generalmente sono in grado di specificare quello che vorrei fare. Solo in pochi casi sono rigorosamente controllata. Ad esempio l&#8217;anno scorso ho composto del materiale sonoro per un artista visivo, per cui i requisiti erano stati chiaramente specificati.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testoscuro\" style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: Quali software hai utilizzato per comporre i brani? Che cosa li rende speciali?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>: Beh, come ho detto prima \u00e8 pi\u00f9 facile parlare di &#8220;perch\u00e9&#8221;, piuttosto che di &#8220;come&#8221; utilizzo qualsiasi software che sia adatto, e probabilmente lo stesso di tutti gli altri. Tutto sta a come si utilizzano gli strumenti! Quattordici anni fa forse avrei discusso di come usavo i sistemi mainframe all&#8217;universit\u00e0, o un software che era non commerciale e personalizzato. Ora, la maggior parte degli \u00a0algoritmi di trasformazione del suono non commerciali che usavamo alla met\u00e0-fine anni Novanta \u00e8 incorporata nei software commerciali, che sono accessibili a tutti e significativamente pi\u00f9 facili da usare che i programmi difettosi dello scorso decennio. Anche se costruiamo una patch di MaxMSP fatta su misura, stiamo ancora lavorando all&#8217;interno di raccolta ben definita di oggetti di MaxMSP (cosa che faccio spesso). Possiamo naturalmente scrivere i nostri programmi ed i nostri oggetti, tuttavia sono principalmente algoritmi gi\u00e0 esistenti. Posso per\u00f2 parlare di uno area che trovo interessante, cio\u00e8 la differenza tra il software destinato al controllo in &#8216;tempo reale&#8217;, e il software pi\u00f9 adatto per lo scripting e il controllo in tempo differito. Per molte ragioni, il controllo in tempo reale e in tempo differito dello stesso algoritmo, \u00e8 in grado di produrre risultati nettamente diversi.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong> USO<\/strong>: Qual \u00e8 l&#8217;importanza di &#8220;Ambisonics&#8221; nelle tue opere? <\/span><br \/>\n<em><br \/>\n<\/em><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>: Ho utilizzato <em>&#8220;Ambisonics&#8221;<\/em> per la prima volta nel 1999, ed ho scoperto come strutture spaziali tridimensionali (piuttosto che immagini stereofoniche &#8220;fantasma&#8221;), possano essere trasmesse direttamente all&#8217;ascoltatore, senza bisogno di cuffie. Precedentemente, per me, il suono tridimensionale viveva metaforicamente nell&#8217;immagine stereofonica fantasma, oppure nella diffusione sonora nel corso di un concerto, tramite una grande orchestra. Nel mio lavoro dal 2000 in poi, <em>&#8220;Ambisonics&#8221;<\/em> ha aperto un nuovo livello di potenziale compositivo, sia in termini di suono che di struttura temporale. Mi riferisco al suono 3-D nel continuum spaziale, piuttosto che al suono posizionato su specifici altoparlanti. Nonostante tutto, utilizzo regolarmente la diffusione sonora tradizionale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testoscuro\" style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: Puoi parlarci dei tuoi mentori e del modo in cui hanno influenzato il tuo lavoro?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>: Hmm. Beh i mentori cambiano, non \u00e8 cos\u00ec? Forse non ho nessun vero mentore, bens\u00ec persone che ammiro, od opere che ammiro e che mi sono d&#8217;ispirazione, e la lista cresce continuamente, ed abbraccia la musica elettronica, la \u00a0musica strumentale e l&#8217;arte visiva. Per citare alcuni classici: i primi lavori di <span class=\"testoscuro\">Stockhausen. Xenakis. Luc Ferrari. Fran\u00e7ois Bayle. Brian Ferneyhough.<\/span> I primi lavori elettronici e per nastro magnetico dagli anni &#8217;50 ai &#8217;70: dai primi traggo ispirazione per la composizione, degli altri ammiro lo spirito pionieristico e l&#8217;enorme impegno a causa del lungo processo realizzativo di quei tempi.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong> USO<\/strong>: Che cosa significa essere un compositore di musica elettroacustica in Norvegia oggi? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span>: Immagino significhi la stessa cosa che in qualsiasi altro luogo in Europa. Si deve essere aperti e attivi in un&#8217;ampia definizione di musica elettroacustica, come composizione e come arte che coinvolge il suono, pur mantenendosi fedeli alle convinzioni personali e alle proprie conoscenze.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: Come pu\u00f2 sopravvivere un compositore oggi nella comunit\u00e0 globale, dove il mercato dei profitti determina la realt\u00e0 che ci circonda, agendo come un processo di selezione naturale, ed escludendo i pensatori da questi schemi? <\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>: Se ti arrendi al mercato e ai profitti, allora potresti forse essere in grado di vivere attraverso il tuo lavoro con il suono, ma poi dovresti chiedere a te stesso se sei sopravvissuto in ci\u00f2 che credi, e se lo trovi ancora divertente. Il punto \u00e8 che nessuna forma di arte marginale contemporanea sopravvive in un mercato libero. Ma vi \u00e8 solo raramente un mercato completamente libero. Esistono fondi pubblici e sovvenzioni private per le forme d&#8217;arte marginali. In alcuni paesi sono ovviamente molto scarsi, difficili da ottenere e, purtroppo, a volte distribuiti su base collegiale. Le collaborazioni possono essere interessanti sia in termini creativi, sia utili per l&#8217;apertura di nuove opportunit\u00e0 di finanziamento. Vorrei suggerire di essere fedeli alle proprie idee, ma di essere anche sufficientemente flessibili per immaginare come un &#8216;idea potrebbe funzionare in una situazione alternativa<em>. <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testoscuro\" style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\"><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: C&#8217;\u00e8 spazio per una scena musicale contemporanea nella nostra cultura occidentale?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>: S\u00ec. Ci saranno sempre persone che desiderano essere attivamente stimolate dalla musica o l&#8217;arte, piuttosto che semplicemente &#8220;assorbire&#8221; o utilizzare la musica come una funzione, per esempio per ballare o per lavorare. So di non essere la sola a trovare l&#8217;esperienza intellettuale una delle spezie della vita, e la musica contemporanea \u00e8 una delle aree che offre questo tipo di esperienza.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: Pier Paolo Pasolini ha detto che &#8220;il progresso senza un vero sviluppo culturale \u00e8 irrilevante&#8221;. Qual \u00e8 per te l&#8217;effettivo rapporto tra il progresso tecnologico e la comunit\u00e0 della musica elettroacustica?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>: Bisogno stare attenti a non confondere lo sviluppo culturale e il progresso tecnologico. Essi sono ovviamente strettamente collegati, ma non sono esattamente la stessa cosa. Lo sviluppo culturale \u00e8 pi\u00f9 complesso da definire rispetto al progresso tecnologico (che \u00e8 anche esso problematico, e forse sarebbe meglio discutere del cambiamento tecnologico). Nel corso degli ultimi anni, ho osservato che il cambiamento tecnologico, che ha reso gli strumenti pi\u00f9 facili da usare, ha avuto un duplice effetto. Da un lato vediamo un maggiore interesse per la musica elettroacustica non-pop (chiunque pu\u00f2 metterci le mani ad un costo contenuto), il che possiamo dire \u00e8 una buona cosa, bench\u00e9 affiancata da un&#8217;ondata di lavori simili fra di loro. Ma \u00e8 difficile trovare un opera veramente buona, anche solo per le ore di musica che devi ascoltare prima di trovare la &#8220;pietra preziosa&#8221;. Un altro cambiamento gi\u00e0 in atto \u00e8 il sistema di conservazione e distribuzione della musica. Attualmente la distribuzione in Internet \u00e8 aperta e facile, il che potrebbe essere visto come uno sviluppo sia tecnologico sia culturale. Ma, all&#8217;entrata in vigore di nuove leggi e forze di mercato, questi cambiamenti potrebbero comportare una recessione culturale.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: Che cosa rende speciale la tua collaborazione con Tanja Orning (DR.OX)?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>: Trovo che lavorare con una persona reale e reattiva in una sessione di improvvisazione, richiede un diverso modo di lavorare e di pensare rispetto a quando sei seduto da solo a comporre. Trovo importante questa variet\u00e0. Il fatto che qualcun altro proponga idee che non sono le tue, rende le collaborazioni sempre interessanti, ma in particolare riguardo la mia improvvisazione elettronica dal vivo, questo significa che devo pensare molto velocemente. E questo \u00e8 divertente! Ho un progetto simile con un chitarrista svedese, Stefan Ostersjo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani10.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testoscuro\" style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\"><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>USO<\/strong>: Qual \u00e8 la differenza principale tra la composizione per un supporto digitale e per una performance con musicisti dal vivo?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Natasha Barrett<\/span><\/strong>: C&#8217;\u00e8 molto da dire a proposito, ma vorrei fissare i punti principali che riguardano unicamente la musica acusmatica rispetto a quella elettroacustica dal vivo. Tralascio la laptop-performance dato che aprirei una discussione leggermente diversa. Il punto della musica acusmatica \u00e8 che non vi \u00e8 nulla da percepire attraverso gli occhi, che concretizzi l&#8217;oggetto sonoro originale, n\u00e9 la sua provenienza, n\u00e9 il contesto situazionale in cui il suono \u00e8 stato fatto. L&#8217;ascolto acusmatico \u00e8 parte della nostra vita quotidiana. L&#8217;ascolto, la comprensione e l&#8217;immedesimarsi nella musica acusmatica \u00e8 semplicemente concentrarsi sull&#8217;esperienza acusmatica all&#8217;interno di un livello in cui le strutture sono modellate, riconfigurate e ricollegate dal compositore. L&#8217;ascolto di musica acusmatica \u00e8 quindi naturale. La percezione di strutture complesse non richiede la comprensione della musica strumentale occidentale, nessuna formazione \u00e8 necessaria al di l\u00e0 della vita in generale.<\/p>\n<p>Quando invece coinvolgiamo un esecutore strumentale, sebbene evitiamo collegamenti alla storia nel nostro materiale compositivo, l&#8217;ascoltatore individua lo strumento ed entra in una modalit\u00e0 di ascolto calibrata in base alla sua comprensione della musica strumentale occidentale, almeno in una certa misura. La musica elettroacustica &#8220;visiva&#8221;, pu\u00f2 incorporare materiale sonoro preesistente o creare materiale elettroacustico dal vivo: dobbiamo quindi considerare i numerosi rapporti tra questi strati e lo strumento dal vivo. Quando un esecutore live viene introdotto, la composizione deve tenerlo in considerazione &#8211; per capire quali siano i limiti umani, per capire e sfruttare l&#8217;azione dal vivo, per incorporare l&#8217;elemento umano live nella composizione fissa<em>.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.natashabarrett.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.natashabarrett.org<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.giga-hertz.de\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.giga-hertz.de<\/a> <\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bvm.museum.no\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.bvm.museum.no<\/a> <\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.nymusikk.no\/index_NY.php?lev1=121\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.nymusikk.no\/index_NY.php?lev1=121<\/a> <\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ambisonics\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">en.wikipedia.org\/wiki\/Ambisonics<\/a> <\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/zkm.de\/zirkonium\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">zkm.de\/zirkonium<\/a><\/strong>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Natasha Barrett (1972) \u008f una delle pi\u009d importanti e talentuose compositrici contemporanee di musica elettronica. 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