{"id":10536,"date":"2009-05-04T12:00:00","date_gmt":"2009-05-04T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-044\/visual-music-marathon\/"},"modified":"2020-10-28T10:49:50","modified_gmt":"2020-10-28T09:49:50","slug":"visual-music-marathon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-044\/visual-music-marathon\/","title":{"rendered":"Visual Music Marathon"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\"><span style=\"color: #333333; font-size: 13px;\">L&#8217; idea che musica e immagini in movimento fossero in qualche modo connesse risale addirittura a Newton. Ma \u00e8 soprattutto a partire dai primi del &#8216;900, e in seguito con il cinema sperimentale, il video e il digitale negli ultimi decenni, che la <\/span><span class=\"testoscuro\" style=\"color: #333333; font-size: 13px;\">Visual Music, la resa cio\u00e8 di musica in immagini<\/span><span style=\"color: #333333; font-size: 13px;\"> (per la maggior parte astratte), ha avuto uno sviluppo considerevole.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>La dimensione prettamente temporale di musica e video sembra legare &#8220;naturalmente&#8221; i due media e lascia aperto lo spazio per infinite sperimentazioni e accostamenti, dall&#8217;astrattismo puro a motivi pi\u00f9 figurativi. <span class=\"testoscuro\">La 2009 Visual Music Marathon che si \u00e8 svolta al Visual Arts Theatre di New York<\/span>, ha presentato una rassegna di 64 video selezionati tra oltre 300 lavori provenienti da 33 paesi, oltre a video storici e due gruppi curati da <span class=\"testoscuro\">Larry Cuba dello storico Iota Center e da Bruce Wands dell&#8217;altrettanto importante School of Visual Arts di New York<\/span>.<\/p>\n<p>La storia delle pratiche legate alla sinestesia tra musica e video \u00e8 stata esplorata attraverso i lavori seminali di <span class=\"testoscuro\">Hans Richter, Mary Ellen Bute, Oskar Fischinger, Norman McLaren, Hy Hirsh, Robert Breer, John Whitney e Len Lye<\/span>. Molti di questi artisti sono partiti da esperienze pittoriche (Richter e Fischinger, nei primi decenni del &#8216;900, ma anche Robert Breer a partire dagli anni &#8217;50), hanno incorporato vari media (come Mary Ellen Bute con la fotografia e mixed media o Norman McLaren con disegni su pellicola), o hanno sperimentato con le &#8220;nuove&#8221; tecnologie a loro disposizione (come John Whitney, considerato il padre della computer grafica), per arrivare a creare dei prodotti video il cui fulcro era la simbiosi con la musica.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/audiovideo_monicaponzini04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\">La musica visiva, una <span class=\"testoscuro\">Gesamtkunstwerk (un&#8217;opera d&#8217;arte totale, come proposto al mondo da Richard Wagner quasi tre secoli fa)<\/span> che unisce l&#8217;arte visiva alla musica <strong>, <\/strong>esisteva gi\u00e0 da tre secoli sotto diverse forme. Isaac Newton, nel suo trattato intitolato <em>Opticks <\/em>del 1704, osserv\u00f2 che le proprozioni tra le onde luminose dello spettro e la diversa lunghezza delle corde necessarie a produrre determinate note erano simili.Tutto ci\u00f2 suscit\u00f2 un interesse generale per una nuova tecnica chiamata musica dei colori, e in seguito, due inventori ottocenteschi <span class=\"testoscuro\">Bainbridge Bishop e Alexander Wallace Rimington<\/span> inventarono<em> l&#8217;organo a colori<\/em>.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\">Nel XX secolo, <span class=\"testoscuro\">Thomas Wildred fece alcune ricerche sulla luce come forma d&#8217;arte attraverso i &#8220;Lumia&#8221;<\/span>, composizioni di luce e colore, formate da lenti, prismi e gel che cambiavano lentamente col tempo, portandole in scena anche nei concerti del 1924-25. Fra i pionieri di allora non si possono non menzionare <span class=\"testoscuro\">Oskar Fischinger<\/span>, <span class=\"testoscuro\">che incluse l&#8217;atto fisico della pittura, e John e James Whitney, che portarono la musica visiva nell&#8217;epoca del computer<\/span>.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\">Dal momento che i software di qualit\u00e0 stanno ormai diventando accessibili come i pennelli e i colori, i boh\u00e9mien e gli artisti pi\u00f9 esperti vengono considerati alla stregua degli animatori professionisti, entrando cos\u00ec nell&#8217;arena della musica visiva. I progressi e l&#8217;accessibilit\u00e0 della tecnologia audiovisiva e il moltiplicarsi dei mezzi di comunicazione in rete stanno facendo espandere vertiginosamente questo settore, lasciando all&#8217;organizzazione creativa di una mostra contemporanea tanta libert\u00e0 d&#8217;azione e di sistemazione quanto quella di Visual Music Marathon.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/audiovideo_monicaponzini03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\">Il campo della musica visiva comprende anche i film, la danza, la musica, le Belle Arti e l&#8217;animazione. Molti artisti affermati in questo settore espongono le loro opere non solo nei musei d&#8217;arte, ma anche nei locali da ballo e queste vengono spesso utilizzate nei video di musica popolare e nei videogame. Per meglio capire, sperimentare e valutare questa tecnica in rapida ascesa, bisogna osservare la musica visiva attraverso la lente d&#8217;ingrandimento della teoria, della storia e della terminologia dei settori e delle discipline gi\u00e0 affermate come la musica (di tutti i generi), le Belle Arti visive, la danza e i film.<\/p>\n<p>La rassegna dei video contemporanei si \u00e8 concentrata in particolare sulle realizzazioni pi\u00f9 recenti e sperimentali, non-narrative ed astratte, in cui uno degli elementi fondamentali \u00e8 sicuramente il fattore digitale, l&#8217;utilizzo di software per &#8220;allacciare&#8221; esperienze visuali per la musica. Ma non \u00e8 l&#8217;unico: la visual music, come del resto la videoarte in generale, fonde modalit\u00e0 espressive di altri media, come la gi\u00e0 menzionata pittura, ma anche la danza, l&#8217;animazione e, ovviamente, i film.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, in una &#8220;full-immersion&#8221; di un&#8217;intera giornata, l&#8217;enorme, travolgente variet\u00e0 della &#8220;visual music&#8221; viene analizzata attraverso i lavori pi\u00f9 svariati, dove soprattutto la computer grafica rende in immagini, colori e forme i ritmi, le melodie, le armonie, i movimenti e le improvvisazioni della musica.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag44\/articoli\/img\/audiovideo_monicaponzini01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Simon Goulet<\/span> con i suoi delicati ghirigori sintetici, <span class=\"testoscuro\">Scott Pagano<\/span> con astrattismi matematici, <span class=\"testoscuro\">Dennis Miller<\/span> e le sue vibranti membrane di colore, <span class=\"testoscuro\">Robert Seidel <\/span>con il suo naturalismo espressionista, sono solo alcuni dei artisti che hanno esplorato la Visual Music in maniera personale all&#8217;interno di questa rassegna, che hanno tracciato un percorso di sperimentazione, fondendo forme prettamente naturali e algoritmi, tradizione del passato e tensione per ci\u00f2 che non \u00e8 ancora stato espresso pienamente.<\/p>\n<hr \/>\n\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.2009vmm.neu.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.2009vmm.neu.edu\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.iotacenter.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.iotacenter.org <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.brucewands.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.brucewands.com<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea che musica e immagini in movimento fossero in qualche modo connesse risale addirittura a Newton. 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