{"id":10530,"date":"2009-04-02T12:00:00","date_gmt":"2009-04-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/"},"modified":"2020-10-28T10:07:00","modified_gmt":"2020-10-28T09:07:00","slug":"darwin-from-the-microscope","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/","title":{"rendered":"Darwin Nel Microscopio"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Darwin compie 200 anni e dobbiamo ammettere che se dovessimo valutare questo periodo di tempo dall&#8217;attualit\u00e0 della sua opera scientifica, non li dimostra affatto. Sebbene in Italia non si festeggi se non per piccole manifestazioni (uno stato a libert\u00e0 scientifica cattolicamente limitata) c&#8217;\u00e8 qualcuno come il CNR che con un numero dell&#8217;Almanacco della Scienza ha pensato perlomeno di ricordarne l&#8217;anniversario. <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.almanacco.cnr.it\/base_tutto_cnr.asp?ID_rubrica=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.almanacco.cnr.it\/base_tutto_cnr.asp?ID_rubrica=1<\/a><\/p>\n<p>Non voglio soffermarmi sulla diatriba creazionisti-evoluzionisti, sia perch\u00e9 non mancano ottimi articoli che animano il dibattito, sia perch\u00e9 non mi sembra questa una direzione che possa arricchire ulteriormente l&#8217;enorme patrimonio scientifico che Darwin ci ha lasciato. Se uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti della teoria darwiniana \u00e8 la sua contemporaneit\u00e0, vale per\u00f2 la pena soffermarsi sugli aspetti che ne rivelano l&#8217;impatto sulla societ\u00e0 odierna, come ad esempio i modi in cui viene accettata o rifiutata.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">E&#8217; stata questa la principale preoccupazione di Venla Oikkonen, ricercatrice presso il Christina Institute for Women&#8217;s Studies dell&#8217;University di Helsinki. Nel suo contributo <em>Narrating Descent: Popular Science, Evolutionary Theory and Gender Politics <\/em> (Journal Science as Culture, V.18, n.1 marzo 2009) <\/span>ha approfondito e reso pi\u00f9 complesso il tema della popolarizzazione della scienza.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/newmedia_luigighezzi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Infatti uno dei modi che i temi scientifici, anche quelli pi\u00f9 complessi, hanno per essere compresi e, per cos\u00ec dire, riuscire a circolare, \u00e8 assumere la forma di una storia: lo dimostrano i documentari, gli articoli giornalistici, le trasmissioni radiofoniche che sono infarcite di aneddoti di scienziati eroici, di lotte molecolari, di cavallucci marini gay, ecc.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il discorso scientifico darwiniano, alcuni autori hanno gi\u00e0 focalizzato la loro attenzione alle forme narrative attraverso le quali \u00e8 diventato popolare e come pi\u00f9 in generale ha influenzato i valori culturali ad esso associato (cfr. ad es. Myers,1990, <em>Writing Biology: Texts in the Social Construction of Scientific Knowledge <\/em> e Mellor,2003, &#8220;Between fact and fiction: demarcating science from non-science in popular physics books&#8221;. <em>Social Studies of Science <\/em> 33:4).<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Secondo Curtis (Curtis, R.,1994, &#8220;Narrative form and normative force: baconian story-telling in popular science&#8221;, <em>Social Studies of Science <\/em> 24:3 , pp. 419-461) <\/span>il discorso scientifico popolare che segue schemi narrativi \u00e8 uno strumento potente per promuovere una visione normativa della scienza e allo stesso tempo per immunizarla dalle critiche, un modo di moralizzare il pubblico di destinazione mentre apparentemente sembra solo descrivere &#8220;fatti&#8221; (e questo la dice lunga sul perch\u00e9 dell&#8217;acrimonia creazionista).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/newmedia_luigighezzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">H. Porter Abbott ha per\u00f2 descritto approfonditamente i motivi dell&#8217;inenarrabilit\u00e0 della teoria darwiniana<\/span>: innanzitutto l&#8217;evoluzione non \u00e8 una &#8220;buona storia&#8221;, meglio ancora, non \u00e8 una storia tout court, perch\u00e9 gli attori, cio\u00e8 le specie non esistono come racconto se non a posteriori, quando si sono estinte o sono in estinzione; lo stesso vale per gli eventi evolutivi, che, oltre ad essere anch&#8217;essi identificabili, solo a posteriori consistono in una strana combinazione di interdipendenza (le variazioni su di un livello evolutivo sortiscono un effetto sugli altri livelli) e di indipendenza (relazioni di causalit\u00e0 indiretta e la mancanza intenzionalit\u00e0).<span class=\"testoscuro\"> Sono questi i due cardini del famoso modello degli &#8216;equilibri punteggiati&#8217; proposta da Stephen Jay Gould e Niles Eldredge<\/span>, tuttora uno dei principali punti a sostegno della teoria darwiniana.<\/p>\n<p>In altre parole i protagonisti della storia cambiano continuamente, inoltre sono numerosi, e questa moltitudine \u00e8 dominata da un meccanismo cieco di vita, amore e morte senza un disegno intelligente (al quale i creazionisti tuttavia credono).<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">La Oikkonen ha spinto queste considerazioni verso nuove mete e ha collocato il suo oggetto d&#8217;analisi principalmente sui binari dei gender studies.<\/span> In particolare si \u00e8 soffermata sulle pressioni alle quali \u00e8 sottoposta la teoria evoluzionistica quando viene resa pi\u00f9 narrativa: da un lato si \u00e8 interessata alle convenzioni della scrittura popolare che privilegiano le storie che hanno a che fare con la scienza e la natura, (tali convenzioni si realizzano grazie a strutture narrative definite &#8220;familiari&#8221;, come trame di avventura, di scoperta e conflitto), dall&#8217;altro lato ha voluto porre in conflitto questi dispositivi narrativi &#8220;popolarizzanti&#8221; con i risultati pi\u00f9 produttivi della ricerca testuale sul discorso scientifico darwiniano. <span class=\"testoscuro\">Uno degli studi pi\u00f9 famosi in questo senso \u00e8 senz&#8217;altro quello di Herman H. P Abbott<\/span> (cfr. Abbott H. P. Herman, D., (2003) <em>Unnarratable knowledge: the difficulty of understanding evolution by natural selection. Narrative Theory and the Cognitive Sciences). <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/newmedia_luigighezzi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Tuttavia Oikkinen non si \u00e8 soffermata, come Abbott, sui concetti che sono stati maggiormente impoveriti della teoria darwiniana, ma ha approfondito pi\u00f9 che altro l&#8217;aspetto opposto, come quello dei dispositivi narrativi che hanno permesso la negoziazione dell&#8217;inenarrabilit\u00e0 per renderla popolarmente coerente e riconoscibile.<\/p>\n<p>Per fare ci\u00f2 ha avviato un&#8217;analisi semantica approfondita di <span class=\"testoscuro\">due testi di scienza popolare molto conosciuti come quello di Bryan Sykes e Adam Curse: <em>A Future without Men <\/em> e di Natalie Angier Woman: <em>An Intimate Geography<\/em><\/span> che hanno in comune l&#8217;attribuzione di un ruolo cruciale alla &#8220;micro-narrazione&#8221;, ovvero al mondo delle entit\u00e0 microscopiche (che forse potremmo definire meglio come &#8220;narrazione microscopica&#8221;), dei geni, dei cromosomi e dei gameti. Con questi due testi, Oikkonen ha voluto suggerire la possibilit\u00e0 di una ulteriore dimensione d&#8217;analisi per la teoria evoluzionista, uno spazio che va oltre a quello delle specie e degli organismi.<\/p>\n<p>Oikkonen ha distinto principalmente quattro livelli d&#8217;efficacia della micro-narrazione, grazie ad essi la teoria evoluzionista \u00e8 giustificata e accettata con una popolarit\u00e0 rilevante; riassumendo sommariamente, il primo livello consiste in una sorta di coerenza e completezza del mondo microscopico dei geni e della chimica organica, una sorta di carattere di immortalit\u00e0 che le specie e gli organismi non hanno perch\u00e9 governati dalla legge visibile della mortalit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/newmedia_luigighezzi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il secondo livello ha pi\u00f9 a che fare con una cultura mediale contemporanea: il fascino visuale delle sequenze genetiche, la cui visione \u00e8 stata permessa dalle tecnologie microscopiche e ha reso il DNA un&#8217;affascinante icona culturale del nostro tempo, favorendone la diffusione e l&#8217;interesse fin dalla prima et\u00e0 scolare.<\/p>\n<p>Terzo, cos\u00ec come hanno sottolineato <span class=\"testoscuro\">Lancaster e Roof (Lancaster, R. N. (2003) T<em>he Trouble with Nature: Sex in Science and Popular Culture <\/em>; Roof, J. (1996) <em>Come as You Are: Sexuality and Narrative <\/em>)<\/span>, i discorsi popolari contemporanei sull&#8217;evoluzionismo \u0096 soprattutto quelli di natura psicologica \u0096 hanno utilizzato un forte antropomorfismo microscopico legato alla sessualit\u00e0, che a volte ha raggiunto il parossismo di associare i cromosomi X e Y direttamente a miniature di genere maschile\/femminile (emblematici in questo senso i lavori di B. Sykes, oltre a quello analizzato da Oikkonen anche <em>Blood of the Isles: Exploring the Genetic Roots of Our Tribal History <\/em>). Questi attribuiti sessuali associati ai cromosomi hanno soddisfatto una certa nostalgia per una sessualit\u00e0 binaria che quotidianamente viene messa in discussione. In questo senso, il mantenimento di precisi confini tra sessualit\u00e0 e comportamento ha concesso alla micro-narrazione un senso di sicurezza a convinzioni di genere che negano la moltiplicazione e la volatilit\u00e0 della sessualit\u00e0 nell&#8217;attuale societ\u00e0 tardo-moderna o postmoderna.<\/p>\n<p>Infine, il quarto livello \u00e8 funzionale al discorso scientifico stesso, in quanto \u00e8 autolegittimante: la micro-narrazione \u00e8 pi\u00f9 popolare perch\u00e9 valorizza in s\u00e9 la scienza, ma per fare ci\u00f2 deve stimolare sentimenti, deve fornire certezze e tutto ci\u00f2 proviene dalla dimensione spaziale in cui ci troviamo. Grazie alla micro-narrazione, al &#8220;dentro gli organismi&#8221; in cui ci troviamo, la vastit\u00e0 della scienza pu\u00f2 apparire &#8220;contenuta&#8221; perch\u00e9 riferita a un&#8217;interiorit\u00e0, a un dentro delle specie e degli organismi, quindi a una certa idea popolare di &#8220;finitezza&#8221; che si oppone alla complessit\u00e0 delle maggiori teorie scientifiche attuali, e grazie a questa finitezza favorire la sua accettabilit\u00e0 con sentimenti di sicurezza e di fiducia nella ricerca scientifica.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/newmedia_luigighezzi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il lavoro di Oikkonen, sebbene non sia scevro da sovrainterpretazioni, ha dimostrato come l&#8217;analisi semantica di opere popolari di micronarrazione, possa rivelare meccanismi di legittimazione della scienza. Una teoria complessa e per nulla lineare come quella evoluzionista pu\u00f2 diventare popolare attraverso schemi assertivi di fiducia, di speranza, di sessualit\u00e0 patriarcale. L&#8217;analisi semantica dei testi scientifici popolari si rivela quindi uno strumento estremamente interessante per la comprensione della cultura contemporanea.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Darwin compie 200 anni e dobbiamo ammettere che se dovessimo valutare questo periodo di tempo dall&#8217;attualit\u0088 della sua opera scientifica, non li dimostra affatto. 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Sebbene in Italia non si festeggi se non per piccole manifestazioni (uno stato a libert\u0088 scientifica cattolicamente limitata) c'\u008f qualcuno come il CNR che con un numero dell'Almanacco della Scienza ha pensato perlomeno di ricordarne l'anniversario.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2009-04-02T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-28T09:07:00+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/newmedia_luigighezzi07.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Gigi Ghezzi","twitter_misc":{"Scritto da":"Gigi Ghezzi","Tempo di lettura stimato":"13 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/","name":"Darwin Nel Microscopio &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/newmedia_luigighezzi07.jpg","datePublished":"2009-04-02T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-28T09:07:00+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/b7ee7cf588f96e1510073b5de1977901"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/newmedia_luigighezzi07.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/newmedia_luigighezzi07.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/darwin-from-the-microscope\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Darwin Nel Microscopio"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/b7ee7cf588f96e1510073b5de1977901","name":"Gigi Ghezzi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/luigi-ghezzi-96x96.jpg","contentUrl":"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/luigi-ghezzi-96x96.jpg","caption":"Gigi Ghezzi"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/gigi-ghezzi\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/167"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10530"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59674,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10530\/revisions\/59674"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}