{"id":10527,"date":"2009-04-02T12:00:00","date_gmt":"2009-04-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-043\/chris-woebken-la-gioia-in-divenire\/"},"modified":"2020-10-28T10:06:33","modified_gmt":"2020-10-28T09:06:33","slug":"chris-woebken-la-gioia-in-divenire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/chris-woebken-la-gioia-in-divenire\/","title":{"rendered":"Chris Woebken: La Gioia In Divenire"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Uscito dalla nidiata di designers della Royal Academy of Arts, ricercatore presso la New York University, <span class=\"testoscuro\">Chris Woebken<\/span> \u00e8 tra i pi\u00f9 originali interaction design americani.<\/p>\n<p>Dopo aver esposto le sue idee alla mostra <span class=\"testoscuro\">Design and the Elastic Mind<\/span>, realizzata al MoMA di\u00a0 New York nel 2008 e curata dalla direttrice del dipartimento di architettura e design del Moma, <span class=\"testoscuro\">Paola Antonelli (di cui Digimag aveva parlato nel numero 34 &#8211; https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1158<\/span>), ha preso parte alla <em>Biennale di Design <\/em> a St.Etienne e si appresta a partecipare alla mostra <em>Extreme Frontiers, Urban Frontiers <\/em> di Valencia.<\/p>\n<p>La biologia cellulare, la realizzazione di interfacce capaci di mutare i nostri punti di vista, la realizzazione di universi possibili o immaginari, sono alcuni dei campi in cui si svolge la ricerca di Chris Woebken, che si definisce come un experience designer, un progettista di esperienze. Uno dei suoi progetti sicuramente pi\u00f9 noti e affascinanti \u00e8 <span class=\"testoscuro\">&#8220;Sensual Interfaces&#8221;<\/span> <span class=\"testoscuro\">in cui il designer, piuttosto che focalizzarsi sullo sviluppo delle nanotecnologie, preferisce concentrarsi sull&#8217;esplorazione del loro potenziale ulteriore,<\/span> creando quindi prototipi di materiali manipolabili come per esempio gli &#8220;elettroni organici&#8221;. E ancora, <span class=\"testoscuro\">&#8220;Sensillae&#8221; del 2008 \u00e8 un progetto di interaction design<\/span> che consiste in una serie di strumenti che creino un campo d&#8217;azione in grado di innescare un dialogo e un linguaggio di comunicazione tra insetti ed esseri umani.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/ia_stefanoraimondi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">&#8220;Escape&#8221;, \u00e8 invece un device che consente di esplorare e di giocare con le proprie fobie:<\/span> lo scopo dello strumento, non \u00e8 quello di mascherare l&#8217;ambiente circostante potenzialmente fobico con delle ambientazioni sonore, ma anzi di innescare nuove interazioni sonore con l&#8217;ambiente circostante potenzialmente fobico, in modo tale da annullarlo mediante l&#8217;elemento dell&#8217;esplorazione e del gioco. <span class=\"testoscuro\">Infine, il &#8220;Flicflex&#8221;, un futuribile interfaccia elettronica flessibile<\/span>, un foglio elettronico che attraverso azioni molto fisiche come lo strappare, lo sfogliare, il flettere, consente una modalit\u00e0 innovativa e piacevole di &#8220;maneggiare&#8221; le informazioni.<\/p>\n<p>Nel quadro di un processo di ricerca attuato da Digicult, sul rapporto tra design, arte e scienza, nello sviluppo di nuove modalit\u00e0 di interazione e progettazione tra materiali, discipline, idee e progetti, <span class=\"testoscuro\">l&#8217;intervista a un designer come Chris Woebken<\/span>, si colloca sicuramente come uno delle tappe pi\u00f9 importanti di questo percorso. Di altri suoi progetti, legati sempre al rapporto tra specie umane e non umane, animali, o robotiche, ci parla meglio lui stesso nel corso di questa chiacchierata<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Stefano Raimondi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Vorrei iniziare questa intervista parlando del tuo approccio al lavoro. Curiosando all&#8217;interno del tuo sito internet ho trovato, nascosta, la frase &#8220;Enjoy Life&#8221;<\/span>.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chris Woebken<\/strong>:<\/span> Apprezzare la vita significa per me godere dei piccoli piaceri, osservare e scoprire il pi\u00f9 possibile. Realizzo centinaia di immagini di oggetti, cose, situazioni, posti e persone. Mi piace scoprire posti nuovi, specialmente negozi di hardware o negozi come &#8220;Canal Rubber&#8221; a New York o il negozio di insetti &#8220;Mushi-Sha&#8221; a Tokio o ancora il ristorante coreano nascosto nel seminterrato della drogheria &#8220;Hana&#8221; a Londra.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/ia_stefanoraimondi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Stefano Raimondi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Credo che la gioia possa essere considerata come una parte importante del processo di creazione estetica, nonostante il termine &#8220;estetica&#8221; sembra oggi essere visto, da artisti e designer, con un&#8217;accezione negativa se non addirittura primitiva<\/span>.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chris Woebken<\/strong>:<\/span> Il graphic design pu\u00f2 essere descritto come un sistema o un linguaggio mentre l&#8217;estetica \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 personale e complesso. Ho passato i miei primi anni di designer in un &#8220;geeky software engineering environment&#8221;. Non c&#8217;era un linguaggio visuale o un prodotto finale particolarmente interessante, ma un modo di pensare o di risolvere i problemi attraverso un metodo di lavoro particolarmente estetico. Accanto all&#8217;ideazione degli esperimenti ho trovato molto utile, per la mia ispirazione, sfogliare e consultare libri di fotografia. Spesso i fotografi fanno osservazioni migliori rispetto ai designer, creano temi e sistemi che offrono moltissimi punti di partenza per grandi progetti di design.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 che vedere un grande lavoro, piuttosto che nel prodotto finito, la gioia per me si trova nel processo e nello sviluppo di un&#8217;idea o di un progetto. Quando guardo al lavoro delle altre persone sono pi\u00f9 interessato a capire il pensiero e i processi che sono dietro i loro esperimenti, e vederne gli sviluppi. Capire le modalit\u00e0 lavorative e le fasi che costituiscono il prototipo \u00e8 molto pi\u00f9 interessante che vedere la presentazione del progetto. Il design oggi ha meno a che fare con le qualit\u00e0 funzionali dell&#8217;oggetto ed \u00e8 invece pi\u00f9 collegato alla fruizione esperienziale dei prodotti, dei servizi e del contesto. La gioia \u00e8 veramente parte della mia vita quotidiana e del processo di design.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/ia_stefanoraimondi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Stefano Raimondi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Kierkegaard affermava che la seduzione era il culmine del processo estetico. Uno dei tuoi lavori si intitola: <em>Seduction = adhesion * viscosity<\/em><\/span>.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chris Woebken<\/strong>:<\/span> La Seduzione \u00e8 un&#8217;area a cui sono particolarmente interessato in quanto permette di creare un linguaggio visivo atto a vedere l&#8217;invisibile. Sarebbe un grande successo se riuscissi a creare un linguaggio visivo in grado di suscitare l&#8217;immaginazione delle persone. Vendere l&#8217;idea di &#8220;futuri possibili&#8221;, come se fossero un prodotto, \u00e8 quello che sto cercando di fare; la rappresentazione di un&#8217;idea \u00e8 una cosa importante ed eterna.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Stefano Raimondi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Hai realizzato almeno tre progetti inerenti la sfera animale; dal recente <em>Bat Billboard <\/em>, ad e <em>Sensillae <\/em>. Perch\u00e9 sei cos\u00ec affascinato dal mondo animale e dalla sua interazione con la sfera umana? In cosa questi progetti differiscono uno dall&#8217;altro e qual \u00e8 il loro obiettivo? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chris Woebken<\/strong>:<\/span> In particolare sono interessato all&#8217;aumento delle capacit\u00e0 vitali e alla loro combinazione con il sintetico, anche attraverso l&#8217;ibridazione robotica. Ho lavorato ad una serie di progetti attorno al tema della relazione tra specie umana e non umana, creando interfacce e linguaggi per produrre e esplorare i rapporti tra umano ad animale, come i giochi <span class=\"testoscuro\">&#8220;Animal superpowers&#8221; e &#8220;Beetle Wrestler<\/span><em>&#8220;, <\/em> creato insieme a Natalie Jeremijenko. Entrambe permettono di modificare la nostra percezione e di relazionarci al contesto naturale con una sensibilit\u00e0 non pi\u00f9 umana ma animale. Il progetto interattivo <em>Sensillae <\/em> \u00e8 un esperimento cognitivo pi\u00f9 complicato e meno ludico che espande la sensibilit\u00e0 umana attraverso un animale minuscolo. <span class=\"testoscuro\">&#8220;Bat Billboard&#8221; <\/span> suggerisce invece di recuperare gli accessori urbani e creare habitat per animali selvaggi nella citt\u00e0, rendendo questa interazione uno spettacolo scherzoso. Con questi progetti voglio creare una discussione riguardo alle possibilit\u00e0 future di design alternativi e di come il nostro rapporto con i sistemi naturali potr\u00e0 cambiare nel tempo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/ia_stefanoraimondi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Stefano Raimondi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Il progetto <em>Future of money <\/em> porta alla luce la tua curiosit\u00e0 verso i rituali e i gesti quotidiani. Sembri allo stesso tempo essere attratto e impaurito da un mondo dove il virtuale supera i rituali, come se i rituali non potessero vivere o essere creati nel virtuale. Parlando con le persone vedo una grande confusione tra ci\u00f2 che \u00e8 digitale e ci\u00f2 che \u00e8 virtuale. Qual \u00e8 la tua opinione a riguardo?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chris Woebken<\/strong>:<\/span> sistemi virtuali e la stratificazione dell&#8217;informazione digitale possono essere la base per sviluppare un livello virtuale capace di offrire nuovi servizi e nuove interazioni. Ho indagato l&#8217;approccio delle persone ali soldi digitali, chiedendo se i sistemi digitali potessero essere disegnati in modo da creare esperienze significative e azionare meccanismi di feedback.<\/p>\n<p>Durante gli esperimenti mi \u00e8 parso evidente che gli attuali sistemi sono spesso molto sofisticati da un punto di vista ingegneristico ma non offrono una vera esperienza dal punto di vista del design.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Stefano Raimondi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Prova a definire in modo sintetico ciascuna di queste parole: Nanotecnologia<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chris Woebken<\/strong>:<\/span> Il futuro della nanotecnologia e la biologia cellulare.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/ia_stefanoraimondi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Stefano Raimondi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Corpo<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chris Woebken<\/strong>:<\/span> Il cioccolato si scioglie a 37\u00b0C, esattamente la temperatura del corpo.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Stefano Raimondi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Potere <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chris Woebken<\/strong>:<\/span> Partecipazione e convinzione<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Stefano Raimondi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Intervista<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chris Woebken<\/strong>:<\/span> Riflessione<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.woebken.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.woebken.net\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uscito dalla nidiata di designers della Royal Academy of Arts, ricercatore presso la New York University, Chris Woebken \u008f tra i pi\u009d originali interaction design americani.<\/p>\n","protected":false},"author":142,"featured_media":27234,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,196,330],"tags":[50,53],"class_list":["post-10527","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-043","category-science","tag-hybrid-design","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Chris Woebken: La Gioia In Divenire &#8226; 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