{"id":10521,"date":"2009-04-02T12:00:00","date_gmt":"2009-04-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-043\/material-hybridization\/"},"modified":"2020-10-28T10:09:09","modified_gmt":"2020-10-28T09:09:09","slug":"material-hybridization","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/material-hybridization\/","title":{"rendered":"Ibridazioni Materiche"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testoscuro\" align=\"left\">I grandi progressi compiuti dalla scienza dei materiali negli ultimi decenni hanno offerto al progetto di artefatti nuove e inconsuete opportunit\u00e0 di interpretazione dei tradizionali concetti di famiglia di materiali, di propriet\u00e0 e di ambito di applicazione che in passato hanno caratterizzato la selezione dei materiali nell&#8217;attivit\u00e0 di designer, architetti e artisti.<\/p>\n<p>I materiali contemporanei acquisiscono un contenuto di informazione e di funzionalizzazione sempre pi\u00f9 elevato. Possono essere progettati per adattarsi a esigenze ed applicazioni anche molto complesse, e per avvertire e reagire a stimoli e sollecitazioni in modo sempre pi\u00f9 simile ai sistemi viventi. Tutto questo richiede nuove chiavi di lettura e nuovi strumenti cognitivi per approcciare alla scelta dei materiali pi\u00f9 adatti a tradurre le volont\u00e0 espressive del design e dell&#8217;arte.<\/p>\n<p>Uno scenario che pu\u00f2 essere definito &#8220;ibrido&#8221; perch\u00e9 caratterizzato da entit\u00e0 materiali con propriet\u00e0 tecniche ed estetiche inusuali, non catalogabili in un&#8217;identit\u00e0 materica intesa secondo i canoni consolidati. Propriet\u00e0 che sfuggono alle convenzionali classificazioni e categorie che si dissolvono fino a diventare evanescenti. <span class=\"testoscuro\">Legni morbidi, ceramiche liquide o flessibili, plastiche elettroluminescenti o biodegradabili, cementi trasparenti, vetri a opacit\u00e0 controllata sono i materiali del prossimo futuro<\/span>, che stanno gi\u00e0 rivoluzionando il progetto contemporaneo, uniti da un comune denominatore: il superamento delle tradizionali barriere tra tipologie di materiali e dei legami, un tempo inequivocabili, tra qualit\u00e0 e famiglie di materiali.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/design_carlalangella02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Alluminio schiumato.<\/p>\n<p>In questo scenario la sperimentazione di nuovi processi di produzione e di trasformazione e il trasferimento di questi da un settore all&#8217;altro diventano sempre pi\u00f9 significativi e influenti. Sia i nuovi materiali che quelli tradizionali, sottoposti a tali processi possono acquisire propriet\u00e0 del tutto differenti da quelle originarie, che li rendono spesso non pi\u00f9 riconoscibili.<\/p>\n<p>La materia modificata e funzionalizzata tende a fondersi con la performance e a divenire essenza del prodotto stesso, rimuovendo le linee di demarcazione da sempre esistenti tra oggetto materiale e funzione. I dispositivi definiti smart o intelligenti ad esempio, che inglobano tecnologie elettroniche e informatiche cos\u00ec miniaturizzate da indurre a definirli materiali, integrano queste tre sfere fino a farle coincidere.<\/p>\n<p>In questo scenario di ibridazione tra materia animata e inanimata si confondono utente e strumento. <span class=\"testoscuro\">&#8220;Non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di uomo e di artefatto tecnologico, di soggetto e di oggetto, ma bisogna parlare di &lt;&gt;, cio\u00e8 di interazioni tra uomo e macchine<\/span>, dove forse noi non siamo pi\u00f9 i &#8216;soggetti&#8217; e dove le cose, gli oggetti, che usiamo e con cui potenziamo ed estendiamo la nostra mente e i nostri sensi, rivelano aspetti loro che ci erano prima impensabili e aprono su nuovi &#8216;mondi&#8217; e ci avviano a nuove logiche. La presenza di questi oggetti &#8216;intelligenti&#8217; ha conseguenze sullo statuto della realt\u00e0, ma anche su quello del nostro corpo e incide nei modi di relazione con gli altri e sul nostro stesso linguaggio&#8221; (Fiorani E., <em>La comunicazione a rete globale <\/em>, Lupetti, Milano 1998, p. 10).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/design_carlalangella03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Alumina ceramic foam.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\">L&#8217;ibridazione come strumento per il design ambientalmente sostenibile<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di modificare i materiali costituisce un&#8217;opportunit\u00e0, non solo in termini estetici e prestazionali, ma anche di impatto ambientale. Grazie alla possibilit\u00e0 di intervenire progettualmente sulle caratteristiche \u00e8 possibile influire anche sulle prestazioni ambientali partendo dai loro limiti per superarli.<\/p>\n<p>Attraverso processi innovativi, come la co-estrusione, \u00e8 possibile, ad esempio,<span class=\"testoscuro\"> realizzare componenti mono-materici, dunque pi\u00f9 facilmente riciclabili, nei quali lo stesso materiale assume propriet\u00e0 diverse in diverse parti dell&#8217;oggetto (densit\u00e0, peso molecolare, conducibilit\u00e0, orientazione)<\/span> per aderire in maniera puntuale e specifica a diverse esigenze strutturali o funzionali. Un approccio simile viene seguito dalla natura che nei sistemi viventi ottiene la differenziazione funzionale, non variando gli elementi chimici di base, ma piuttosto le modalit\u00e0 di organizzazione delle loro strutture.<\/p>\n<p>Materiali consueti come metalli e ceramiche processati in modo da assumere una struttura schiumata (foam) offrono interessanti opportunit\u00e0 di riduzione della quantit\u00e0 di materia e aumento della resistenza specifica ma anche interessanti potenzialit\u00e0 estetiche.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/design_carlalangella04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><em>Cascade,<\/em> installazione realizzate da Michelle Brand con fondi di bottiglie in PET.<\/p>\n<p>Oggi i materiali innovativi, vengono utilizzati dai designer e dalle aziende produttrici anche con una volont\u00e0 comunicativa allo scopo di manifestare l&#8217;attenzione del produttore nei confronti di tematiche come: ricerca scientifica, innovazione tecnologica e impegno nel perseguire performance sempre pi\u00f9 elevate. Un approccio che in alcuni casi, per\u00f2, prescinde dalle reali esigenze funzionali dell&#8217;ambito delle applicazione e per questo rischia di rendere la scelta poco appropriata al tipo di prodotto e alle potenzialit\u00e0 dei materiali, deprimendole piuttosto che valorizzarle.<\/p>\n<p>I materiali e i dispositivi interattivi, ad esempio, vengono scelti prevalentemente in applicazioni legate alla dimensione del gioco, ma possono avere molte e diverse potenzialit\u00e0 tecniche e funzionali anche in ambiti molto distanti come il social design o il design per la sostenibilit\u00e0. In queste aree del design in cui il messaggio concettuale espresso dai prodotti assume una grande importanza in termini di sensibilizzazione e informazione diviene particolarmente importante affrontare con consapevolezza il tema della valenza comunicativa dei nuovi materiali e delle nuove tecnologie.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">I nuovi materiali grazie alle loro caratteristiche di progettabilit\u00e0, interattivit\u00e0 e reattivit\u00e0 sono caratterizzati da un elevato contenuto di informazione.<\/span> <span class=\"testoscuro\">La possibilit\u00e0 di manipolarli agendo sulla loro struttura e la tendenza alla miniaturizzazione delle tecnologie informatiche e della comunicazione offrono sempre maggiori opportunit\u00e0 di &#8220;controllare&#8221; <\/span>progettualente anche il messaggio concettuale trasmesso dai prodotti. Nel design per la sostenibilit\u00e0 tale potenzialit\u00e0 costituisce un&#8217;utile opportunit\u00e0 poich\u00e9 consente di associare ad un prodotto concepito in modo da avere un ridotto impatto ambientale un messaggio concettuale coerente con l&#8217;approccio sostenibile.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/design_carlalangella05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><em>Wattson <\/em> prodotto da <em>DIY Kyoto.<\/em><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">I materiali smart, ad esempio, sono in grado di rilevare e comunicare lo stato di degrado, di manutenzione, ed eventuali danni avvenuti in tempo reale che possono consentire immediate operazioni di ripristino e manutenzione<\/span>. Possono, quindi, dar luogo a strutture reattive, auto-diagnostiche o auto-riparanti, con cicli di vita pi\u00f9 lunghi e pi\u00f9 intensi, in grado di comunicare agli utenti informazioni dotate di un significato sociale e culturale, orientate a stimolare la loro consapevolezza rispetto a problematiche relative alla sostenibilit\u00e0 ambientale e a indurre comportamenti compatibili.<\/p>\n<p>Ad esempio, l&#8217;utilizzo di materiali riciclati \u00e8 sempre stato vincolato al loro aspetto estetico multi-cromatico che viene automaticamente associato a concetti di accezione negativa come: ridotte prestazioni meccaniche o bassa durabilit\u00e0, che ne limitano le possibilit\u00e0 d&#8217;uso. Le funzioni del design dovrebbero includere anche la capacit\u00e0 di &#8220;nobilitare&#8221; questi tipi di materiali, interpretandone ed amplificandone le potenzialit\u00e0 espressive e comunicative e la loro capacit\u00e0 di condurre valori etici, invertendo quella accezione negativa in positiva.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">I materiali plastici biodegradabili e compostabili, invece, tendono a confondersi e a somigliare sempre pi\u00f9 alle plastiche convenzionali che sono chiamati a sostituire.<\/span> In questo caso l&#8217;intervento del design dovrebbe, invece, orientarsi a &#8220;esplicitarne&#8221; il valore ambientale attraverso interventi progettuali mirati all&#8217;aspetto comunicativo. Inglobando, ad esempio, in un prodotto realizzato in plastica compostabile del materiale vegetale o dei semi destinati a crescere se l&#8217;oggetto viene &#8220;piantato&#8221; nel terreno, alla fine della sua vita utile, si pu\u00f2 evocare concettualmente le loro propriet\u00e0, correlate alla sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/design_carlalangella06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><em>Energy Curtain <\/em> di <em>Static <\/em>!.<\/p>\n<p>Quello orientato al messaggio comunicativo \u00e8 un tipo di approccio seguito oggi prevalentemente da un design sperimentale molto pi\u00f9 vicino all&#8217;arte contemporanea che al progetto per la produzione industriale. \u00c8 il caso delle istallazioni di <span class=\"testoscuro\">Michelle Brand, eco-designer inglese, che lavora sulla possibilit\u00e0 di estendere la vita degli scarti derivanti dai prodotti di massa, ad esempio i fondi delle bottiglie dell&#8217;acqua minerale in PET<\/span>, attraverso la realizzazioni di componenti di arredo, come tende e filtri di separazione, che ne rivelano le potenzialit\u00e0 estetiche, sottese nelle loro geometrie o negli effetti di rifrazione della luce, allo scopo di sottolineare le potenzialit\u00e0 della materia anche quando diviene scarto.<\/p>\n<p>La comunicazione di valori etici costituisce una fondamentale e preziosa opportunit\u00e0 per il design e per l&#8217;architettura per concepire oggetti che &#8220;denunciano&#8221; problematiche, valori e obbiettivi sostenibili. Il design ha una responsabilit\u00e0 sempre maggiore nei confronti delle tematiche della sostenibilit\u00e0 ambientale. Le sue opportunit\u00e0 di intervento e di condizionamento sono sempre pi\u00f9 ampie, dalla scelta dei materiali e dei processi produttivi con cui realizzare gli artefatti, oggi infatti il design pu\u00f2 influire anche sull&#8217;impatto ambientale di tutto il ciclo di vita dei prodotti e sulle loro modalit\u00e0 di consumo e fruizione.<\/p>\n<p>L&#8217;acquisizione di nuovi scenari e modelli di consumo da parte di un&#8217;utenza sempre pi\u00f9 ampia consente di amplificare fortemente i risultati delle politiche ambientali, che in passato erano sostenute prevalentemente da gruppi sociali e culturali molto circoscritti e specializzati.. Oggi la ricerca in questo campo ha ottenuto risultati ormai consolidati, cos\u00ec come sono ormai consolidate le metodologie e gli strumenti per il progetto sostenibile.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/design_carlalangella07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&#8216;E-Static Shadows&#8217; ricerca progettuale e sperimentale del designer Zane Berzina e dell&#8217;architetto Jackson Tan orientata a mettere a punto tessuti smart in grado di rendere percepibile l&#8217;energia statica.<\/p>\n<p>Si \u00e8 aperta una nuova fase in cui i risultati dell&#8217;applicazione di questi principi e metodi devono essere verificati ad una scala pi\u00f9 ampia attraverso una diffusione che coinvolga sempre pi\u00f9 utenti e che avvenga attraverso processi comunicativi progettati e strategici, in grado di condurre ad una consapevolezza sempre pi\u00f9 profonda ed estesa. In questa fase il ruolo del design nel diffondere e &#8220;indurre&#8221; tale consapevolezza \u00e8 fondamentale e prelude a nuove modalit\u00e0 e forme di intervento progettuale.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I grandi progressi compiuti dalla scienza dei materiali negli ultimi decenni hanno offerto al progetto di artefatti nuove e inconsuete opportunit\u0088 di interpretazione dei tradizionali concetti di famiglia di materiali, di propriet\u0088 e di ambito di applicazione che in passato hanno caratterizzato la selezione dei materiali nell&#8217;attivit\u0088 di designer, architetti e artisti.<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":27173,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,196],"tags":[],"class_list":["post-10521","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-043"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Ibridazioni Materiche &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/material-hybridization\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ibridazioni Materiche &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]The important progresses made by the science of materials in the last decades, have offered to the artifacts&#039; projecting new and unusual opportunities to interpret the traditional concepts of materials&#039; family, characteristics and sphere of application that in the past were typical of the materials selection for designers, architects and artists. 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