{"id":10520,"date":"2009-04-02T12:00:00","date_gmt":"2009-04-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-043\/alain-thibault-elektra-from-past-to-the-future\/"},"modified":"2020-10-28T10:08:59","modified_gmt":"2020-10-28T09:08:59","slug":"alain-thibault-elektra-from-past-to-the-future","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-043\/alain-thibault-elektra-from-past-to-the-future\/","title":{"rendered":"Alain Thibault: Elektra From Past To The Future"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframe\">Prosegue con questo articolo il percorso di avvicinamento ad<\/span><span class=\"testoscuro\"> Elektra 2009, decima edizione del festival di ricerca sull&#8217;Arte Audiovisiva e la New Media Art pi\u00f9 completo e interessante di tutto il territorio Nord Americano.<\/span><span class=\"testo_iframe\"> E in generale uno dei pi\u00f9 raffinati a livello internazionale, nonch\u00e8 uno dei pi\u00f9 amati dagli artisti stessi, particolare che non deve essere mai sottovalutato, a mio avviso.<\/span><\/p>\n<p>Per questo numero di Aprile, ho ritenuto opportuno parlare direttamente con <span class=\"testoscuro\">Alain Thibault, artista pioniere del rapporto sinestetico e immersivo in ambito audiovisivo in coppia con l&#8217;artista Yan Bruleux come Pureform.<\/span> <span class=\"testoscuro\">Alain \u00e8 per\u00f2 anche lo storico direttore artistico di Elektra<\/span>, nonch\u00e8 artefice riconosciuto dello sviluppo, della crescita e del consolidamento di un intero movimento sia artistico, che di ricerca, culturale e professionale che negli ultimi dieci anni ha posto Montreal sulla mappa internazionale della sperimentazione artsitica mediante le nuove tecnologie digitali.<\/p>\n<p>Come \u00e8 chiaro a tutti coloro che sono stati ad Elektra almeno una volta, e a tutti gli artisti che vengono invitati a esibirsi, nonch\u00e8 a tutti i professionisti che <span class=\"testoscuro\">vengono riuniti di anno in anno all&#8217;interno dell&#8217;International Art Market<\/span>,<span class=\"testoscuro\"> il lavoro di Alain Thibault non \u00e8 &#8220;solo&#8221; quello di selezionare e decidere quali opere e artisti esibire<\/span>, ma anche quello di promuovere Elektra a livello internazionale, legandolo a una serie di realt\u00e0, di festival, di centri di ricerca, di riviste, di critici e curatori, colmano il gap anche geografico che separa Montreal dall&#8217;Europa, centro nevralgico del mercato e della produzione arstica digitale.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Quando fui invitato alla prima edizione dell&#8217;International Art Market durante Elektra 2006, ebbi nettamente questa sensazione: visitando altri centri di ricerca artistica in citt\u00e0, inseriti all&#8217;interno del circuito di luoghi e spazi legati al Market, come <span class=\"testoscuro\">Hexagon o SAT, notai l&#8217;importanza del lavoro di Alain Thibault e della piattaforma di promozione artistica e culturale in cui si stava Elektra per gli artisti della comunit\u00e0 francofona. U<\/span>n lavoro al quale, come direttore di Digicult e tramite l&#8217;agenzia Digimade, sono inevitabilmente sensibile: per lo meno per avere conferma di come la funzione del curatore oggi, debba necessariamente (per lo meno in alcune situazioni culturali marginali, di cui l&#8217;Italia sicuramente fa parte per differenti motivi) essere una figura pi\u00f9 complessa, assimilabile a quella di un operatore culturale, in grado di fare rete e di condividere idee e progetti, in grado di lavorare non solo per se stesso ma per un progetto pi\u00f9 ampio, per una visione pi\u00f9 grande.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/elettronica_marcomancuso05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Elektra, oltre a essere un ottimo festival che consente di conoscere progetti di ricerca audiovisiva nell&#8217;ambito delle performance, delle installazioni interattive, della robotica, della new media art, \u00e8 anche e soprattutto questo: una piattaforma di condivisione culturale, alla quale anche noi di <span class=\"testoscuro\">Digicult contribuiremo nuovamente non solo &#8220;coprendo&#8221; il festival con interviste e approfondimenti critici, ma dando il nostro contribuito presentando, in anteprima Nord Americana, il live &#8220;op7&#8221; di Otolab. <\/span>Andiamo a conoscere meglio i dettagli di questa decima edizione, che si terr\u00e0 dall&#8217;1 al 10 Maggio presso UsineC e altri spazi di Montreal, dalla voce di Alain Thibault&#8230;<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Questa \u00e8 la decima edizione del festival Elektra e so che state preparando un&#8217;edizione davvero speciale, 10 giorni di performance, eventi live e incontri. Le piacerebbe darci qualche anteprima? Quali saranno gli artisti partecipanti e cosa vi aspettate da Elektra09?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alain Thibault<\/strong>:<\/span> Beh, a questa decima edizione del festival Elektra, saranno presenti: <span class=\"testoscuro\">RYOJI IKEDA<\/span> [test pattern] &#8211; Premiere nord-americana, <span class=\"testoscuro\">RYOICHI KUROKAWA<\/span> [rheo] Premiere nord-americana, <span class=\"testoscuro\">ANTIVJ &amp; PRINCIPLES OF GEOMETRY<\/span> [a stereoscopic show] &#8211; Premiere nord-americana, <span class=\"testoscuro\">DEFASTEN<\/span> [Openland] &#8211; Premiere nord-americana, <span class=\"testoscuro\">OTOLAB [op7]<\/span> &#8211; Premiere canadese presentati da te e Digicult, <span class=\"testoscuro\">KURT HENTSCHL\u00c4GER [feed] <\/span>&#8211; Per l&#8217;ultima volta a Montr\u00e9al, Festa per il decimo anniversario, sabato 9 maggio: <span class=\"testoscuro\">ARNAUD REBOTINI <\/span>[Music Components, live] &#8211; Premiere canadese, <span class=\"testoscuro\">BLACK STROBE<\/span> [live] e varie installazioni di artisti canadesi in tutta la citt\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/elettronica_marcomancuso04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Hai diretto Elektra fin dagli esordi e inoltre, come artista, ti muovi da molti anni attraverso gli sviluppi nell&#8217;ambito dell&#8217;Audiovisual and New Media Art. Com&#8217;\u00e8 cambiato il festival rispetto alle prime edizioni, quali direzioni ha seguito per quanto riguarda i cambiamenti e gli sviluppi della creativit\u00e0 artistica digitale?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alain Thibault<\/strong>:<\/span> ELEKTRA \u00e8 prodotto dalla ACREQ, una societ\u00e0 di concerti elettroacustici fondata nel 1978 dai compositori della ea. Sono diventato direttore artistico nel 1993. E&#8217; stata una lunga dissolvenza incrociata tra ci\u00f2 che questa comunit\u00e0 si aspettava e il futuro di questo genere, che io stavo valutando. Elektra \u00e8 diventato un evento audiovisivo con una forte componente di musica sperimentale associata a elementi visivi, di ogni genere, video, robotica ecc\u0085 Date le nostre radici musicali, performance e concerti sono per noi molto importanti. Ora Elektra \u00e8 un festival di digital art. Non presentiamo solo &#8220;mostre&#8221; ma installazioni (sonore, interattive), proiezioni, conferenze, dimostrazioni, ecc\u0085 Cos\u00ec, proprio dal 1999 abbiamo iniziato a presentare artisti come Granular Synthesis e Pierre Henry per passare lentamente a new media artist e musicisti interessati di audiovisual.<\/p>\n<p>Attualmente siamo molto interessati ai lavori immersivi. La quarta rappresentazione di Feed, lavoro seminale dell&#8217;artista austriaco Kurt Hentschalger, \u00e8 un ottimo esempio dell&#8217;interesse nel pubblico nei confronti di quel tipo di lavoro. Il successo che abbiamo riscontrato tra il pubblico (successo relativo, certo, perch\u00e9 ci focalizziamo su lavori sperimentali, non su party techno) \u00e8 stato davvero importante per ottenere un maggiore sostegno finanziario, oltre che riconoscenza.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/elettronica_marcomancuso01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Quanto \u00e8 cambiata la struttura interna di Elektra negli ultimi anni? \u00c8&#8217; nato un Elektra Lab, l&#8217;International Art Market e cos\u00ec via. Quanto contano per lei in quanto direttore artistico questi cambiamenti importanti?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alain Thibault<\/strong>: <\/span>Beh, sicuramente questi sviluppi che abbiamo avuto, ci hanno davvero permesso di a restare maggiormente in contatto con gli altri continenti, in particolare l&#8217;Europa dove \u00e8 maggiormente sviluppata la pratica dell&#8217;Arte Audiovisiva e della New Media Art. In Nord America, una volta passata l&#8217;isola di Montreal c&#8217;\u00e8 il deserto. Da Toronto a Vancouver ancora non sta succedendo niente di importante nel nostro campo. Cos\u00ec come negli Stati Uniti, quasi niente. Credo davvero che ci\u00f2 che facciamo o presentiamo rappresenti il futuro dell&#8217;arte. \u00c8&#8217; fondamentale che le persone (un ringraziamento speciale va alle giovani generazioni che sono sicuramente meno tecnofobe di noi) conoscano l&#8217;esistenza di questo modo di fare arte. L&#8217;<span class=\"testoscuro\">International Marketplace for Digital Art<\/span> \u00e8 quindi molto importante per creare una rete di produttori interessati a mettere in mostra le digital art sperimentali.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Nel 2006 sono stato invitato alla prima edizione dell&#8217;International Art Market e ricordo di esso un&#8217;esperienza davvero positiva, condividendo idee e progetti tra festival e network culturali. In che modo \u00e8 cresciuto il progetto negli ultimi 3 anni e come sta proseguendo la vostra idea originale di legare Elektra a un network di festival e realt\u00e0 internazionali? Mi puoi fare un esempio concreto di un normale progetto sviluppato tra Elektra e gli altri partner?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alain Thibault<\/strong>: <\/span>Per esempio, molti artisti Canadesi sono stati invitati in altrettanti festival Europei innanzitutto, Per esempio, Tvestroy \u00e8 stato rappresentato quest&#8217;anno al <span class=\"testoscuro\">Nemo di Parigi, allo STRP di Eindhoven, al RIAM di Marsiglia. La rivista MCDm Musique Culture Digitale<\/span> ci ha invitato presso la Maison des M\u00e9tallos lo scorso Settembre per presentare quattro installazioni da artisti di Montreal, con l&#8217;aggiunta di una sera di performances con <span class=\"testoscuro\">Bill Vorn, Jean Pich\u00e9, Yan Breuleux, Thomas Begin, Matthew Biederman, e me.<\/span> Bill Vorn sta attuallmente mostrando i suoi robots a Maubeuge and Creteil (Exit festival) e stiamo preparando un piccolo tour per il prossimo Settembre in Francia e in Olanda. <span class=\"testoscuro\">Elektra \u00e8 stato poi invitato presso il Grand Palais di Parigi per una settimana di performances audiovisive, con artisti e ricercatori dell&#8217;Hexagram. Abbiamo infine un invito dal Sonic Acts di Amsterdam, Arcadi Nemo sta producendo un nuovo lavoro di Herman Kolgen<\/span> che sar\u00e0 mostrato in esclusiva al pubblico di Elektra quest&#8217;anno al Market. Stiamo poi portando in mostra a Montreal artisti dallo stato del Winninpeg. Abbiamo sperimentato che questo processo di collaborazioni richiede un po&#8217; di tempo per attivarsi, ma i risultati stanno crescendo in maniera esponenziale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/elettronica_marcomancuso02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Quest&#8217;anno Montreal (e il Quebec) festeggia il suo decimo anno in termini di creazione e sviluppo di nuove strutture nel campo della new media art. In che modo Elektra \u00e8 legato alle altre realt\u00e0 creative e produttive presenti in citt\u00e0, come Exagon, SAT e altre? Condividete conoscenze, idee o progetti? Hanno un ruolo attivo all&#8217;interno di Elektra?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alain Thibault<\/strong>:<\/span> L&#8217;idea \u00e8 quella di aiutarsi a vicenda. Siamo interessati a presentare lavori per gli artisti associati a Hexagram e SAT, per esempio. E questi artisti hanno bisogno di un luogo per mostrare le loro opere alla comunit\u00e0. Quindi, noi siamo un perfetto complemento. Sanno che abbiamo molta cura per tutti gli aspetti tecnici di ogni presentazione. E ora, avendo accesso a un grande gruppo di produttori internazionali attraverso il mercato, hanno la possibilit\u00e0 di presentare le loro opere al di fuori del Canada.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: So che \u00e8 difficile da dire, ma qual \u00e8 secondo te l&#8217;artista o il progetto o anche il momento di questi 10 anni che ricordi come il pi\u00f9 rappresentativo dello spirito di Elektra che avete cercato di condividere con il pubblico e gli artisti?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alain Thibault<\/strong>:<\/span> \u00c8 bizzarro, ma molte persone pensano che l&#8217;arte creata con le tecnologie sia &#8220;senza anima&#8221;, o che non abbia emozioni. Devo dire che le opere che ricordo maggiormente sono quelle in cui ho provato le emozioni pi\u00f9 forti. Penso che la digital art abbia la capacit\u00e0 di suscitare un&#8217;emozione vera in cui sembra che stia per accaderti qualcosa, ma tutto sembra sotto controllo. Ricorder\u00f2 sempre <span class=\"testoscuro\">Motion Control Modell 5 di Granular Synthesis.<\/span> E&#8217; stato presentato per due serate nel 1997, prima dell&#8217;inizio di Elektra, presso l&#8217;Usine C (pi\u00f9 un&#8217;ulteriore serata durante Elektra 2000). La combinazione di elementi visivi e suoni era piuttosto impressionante. Riuscivo a sentire lo spostamento d&#8217;aria tra le gambe e i pantaloni. Anche i subwoofer (in questa occasione c&#8217;\u00e8 un muro dedicato a loro), spingevano l&#8217;aria fino al mio naso. Non dovevo sforzarmi di respirare\u0085.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag43\/articoli\/img\/elettronica_marcomancuso03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Poi <span class=\"testoscuro\">Feed di Kurt Hentschlager<\/span>, \u00e8 stato un progetto sicuramente molto importante. La prima volta che ho visto l&#8217;opera ho pensato: ok, questo \u00e8 veramente quello che avviene quando si muore. L&#8217;opera immersiva finale. Poi anche l&#8221;installazione <span class=\"testoscuro\">Spatial Sound: 100dB at 100 km\/h, a cura degli artisti olandesi Edwin vander Heide e Marnix de Nisj.<\/span> Una grande opera interattiva, suonata con macchina e splendidi suoni. La paura \u00e8 quella di ricevere l&#8217;altoparlante in faccia mentre gira velocissimamente. Ma non succede!<\/p>\n<hr \/>\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.elektramontreal.ca\/2009\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.elektramontreal.ca\/2009\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue con questo articolo il percorso di avvicinamento ad Elektra 2009, decima edizione del festival di ricerca sull&#8217;Arte Audiovisiva e la New Media Art pi\u009d completo e interessante di tutto il territorio Nord Americano. 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