{"id":10516,"date":"2009-03-02T12:00:00","date_gmt":"2009-03-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-042\/italiano-futurismi-teatrali-a-la-spezia\/"},"modified":"2020-10-28T09:54:33","modified_gmt":"2020-10-28T08:54:33","slug":"italiano-futurismi-teatrali-a-la-spezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-042\/italiano-futurismi-teatrali-a-la-spezia\/","title":{"rendered":"Futurismi Teatrali A La Spezia"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Forse non tutti sanno che la citt\u00e0 della Spezia ha ospitato un nutrito gruppo di artisti e di eventi futuristi: oltre all&#8217;Aereopoema marinettiano infatti la citt\u00e0 ligure ha dato i natali al <span class=\"testoscuro\">poeta, intellettuale e letterato Ettore Cozzani<\/span>, formatosi culturalmente agli ideali postrisorgimentali e fondatore della <span class=\"testoscuro\">rivista futurista &#8220;L&#8221;Eroica&#8221;<\/span> che ebbe vita lunga (fino al 1944) e che ospit\u00f2 tra gli altri, <span class=\"testoscuro\">testi originali di D&#8217;Annunzio e dello stesso Marinetti.<\/span><\/p>\n<p>Tracce di architetture civili e di opere visive futuriste (mosaici, sculture, oggetti d&#8217;arredo) sono sparse nella citt\u00e0, contribuendo a un itinerario originale purtroppo ancora non sfruttato in pieno dall&#8217;amministrazione comunale. In epoca di celebrazioni per il centenario del manifesto futurista (pubblicato sul quotidiano francese &#8220;Le Figaro&#8221; il 20 febbraio del 1909) La Spezia accoglie <span class=\"testoscuro\">una nuova produzione dell&#8217;associazione Xlab da un&#8217;idea del giornalista Corrado Ricci ispirata a <em>&#8220;La vista del mondo&#8221; <\/em>di Ettore Cozzani e interpretato da Jole Rosa per la regia di Mem\u00e9 Perlini. <\/span><\/p>\n<p>Il poema verr\u00e0 ricreato all&#8217;interno di due suggestive location: la prima all&#8217;interno dell&#8217; <span class=\"testoscuro\">Arsenale della Marina Militare il 19 marzo<\/span>, festa del patrono della citt\u00e0, San Giuseppe unico giorno in cui i civili possono visitare la citt\u00e0 &#8220;nascosta&#8221;, il luogo dove vengono riparate e dove trovano ricovero temporaneo le navi militari e la nave scuola Amerigo Vespucci. In questo caso \u00e8 stata scelta l&#8217;area denominata &#8220;andana dei bacini di carenaggio&#8221;, una sorta di passerella tra i bacini in muratura dove vengono riparate le navi una volta svuotata l&#8217;acqua di contenimento. La seconda location \u00e8 la torre dell&#8217;orologio del Palazzo delle Poste della Spezia, progettato nel 1933 da Angiolo Mazzoni secondo i dettami Manifesto dell&#8217;Architettura aerea futurista e rivestito internamente dei mosaici di Prampolini e Fillia aventi come tema le comunicazioni marittime, terrestri, aeree e telegrafiche ( l<span class=\"testoscuro\">a performance avverr\u00e0 in occasione della Notte Bianca il 21 marzo<\/span>). Si tratta in entrambi i casi di un percorso teatrale volto alla riscoperta di territori nascosti della citt\u00e0, dei volti sconosciuti ma grondanti di storia e memoria di una citt\u00e0 di mare che sta vivendo un momento di crisi industriale e sta pensando a nuovi futuribili economie da sviluppare attraverso percorsi d&#8217;arte e di storia e a nuovi progetti di riconversione di aree militare anche a fini turistici.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il teatro si inserisce quindi in un dibattito attualissimo, volto a ridonare l&#8217;area militare dell&#8217;Arsenale -che quest&#8217;anno celebra i 140 di fondazione- alla citt\u00e0 quale possibile fonte di ricchezza e di nuova occupazione. L&#8217;Arsenale potr\u00e0 diventare una sorta di &#8220;museo a cielo aperto&#8221; mettendo in mostra i luoghi degli antichi mestieri marinari che stanno scomparendo insieme alle architetture e alle fortificazioni militari di fine Ottocento, ai capannoni delle velerie. Le rappresentazioni di marzo alle Poste e all&#8217;Arsenale anticipano un grandioso e ambizioso progetto di produzione teatrale sempre a firma di Mem\u00e9 Perlini con Jole Rosa e un numeroso cast di attori, che verr\u00e0 svolto interamente dentro l&#8217;Arsenale Militare in occasione della 1\u00b0 Festa della Marineria a giugno e che espander\u00e0 la tematica futurista alla riflessione sulla macchina ad opera di<span class=\"testoscuro\"> Luigi Pirandello (il riferimento \u00e8 al romanzo I Quaderni di Serafino Gubbio operatore con la riscrittura di Nico Garrone \u0096 a cui lo spettacolo \u00e8 dedicato in memoria &#8211; e Andrea Balzola)<\/span>.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Mem\u00e9 Perlini <\/span>\u00e8 uno dei protagonisti della stagione della ricerca teatrale italiana degli anni Settanta e Ottanta; per i suoi spettacoli onirici e evocativi e per la sua sapienza nell&#8217;uso della luce, il critico Giuseppe &#8220;Beppe&#8221; Bartolucci coni\u00f2 il termine &#8220;teatro-immagine&#8221;. Come \u00e8 stato ampiamente riconosciuto, Perlini anticipa il fenomeno media-teatrale utilizzando per il teatro anche il linguaggio cinematografico, creando un corto circuito fecondo e insieme sovversivo tra linguaggi e codici. Mem\u00e9 Perlini arriva alla Spezia invitato dall&#8217;attrice <span class=\"testoscuro\">Jole Rosa <\/span>, interprete di alcuni suoi spettacoli storici tra cui <span class=\"testoscuro\">Eliogabalo <\/span> (dove recitava anche un giovane Tony Servillo); Jole Rosa, conturbante musa del Teatro di ricerca romano degli anni Ottanta e del cinema, ha lavorato con Carmelo Bene (La cena delle beffe), con Fellini (La citt\u00e0 delle donne) e da qualche tempo, trasferitasi alla Spezia \u00e8 impegnata in un personale progetto di valorizzazione territoriale del Golfo dei Poeti attraverso originali trekking poetici e ispirati quadri teatrali connessi con ambientazioni marine.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\">Lo spettacolo<\/p>\n<p>Si parte dall&#8217;evocazione del mare da parte del pellegrino e della vista del Golfo dal Monte Castellana di Ettore Cozzani. La vista pian piano si perde oltre l&#8217;isola Palmaria e come in un crescendo onirico la visione si estende a aree geografiche lontanissime, fino alla Groenlandia e oltrepassando sempre di pi\u00f9 i dati sensibili, arriva a Dio in un movimento ascensionale metaforico descritto sinesteticamente con grande pathos. Davide Marcesini ha interpretato per la locandina e la cartolina-invito il senso del movimento futurista immortalando Jole Rosa in diverse pose del volto e del corpo montate insieme. La vista del mondo secondo Perlini perde la connotazione tardo romantica (pi\u00f9 che futurista) del testo per diventare una macchina di visione &#8220;cinematica&#8221;-cinematografica. Che i futuristi fossero attratti dalla magia del cinema \u00e8 cosa nota, diceva Marinetti: &#8220;Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si ricompone senza l&#8217;intervento umano&#8221;. Nelle due versioni all&#8217;aperto e al chiuso, Jole Rosa scender\u00e0 e successivamente ascender\u00e0 al cielo traghettata da funi, gru, barche volanti.<\/p>\n<p>La visione del mondo dal Golfo della Spezia diventa un sogno a occhi aperti, un quadro surrealista o forse una realt\u00e0 fisico-geografica possibile, come sosteneva lo scienziato Trafford da cui Cozzani pare abbia tratto ispirazione per il suo poema. Trafford ebbe infatti la visione del mondo dal monte Castellana davanti all&#8217;Isola Palmaria prospiciente Portovenere e lo document\u00f2 in alcuni scritti. Realt\u00e0 o sogno non importa: con l&#8217;arte, l&#8217;immaginazione e le macchinerie tutto \u00e8 possibile. All&#8217;interno del Palazzo delle Poste Jole Rosa danzer\u00e0 in un acrobatico e insieme mistico volo aereo-pittorico tra i 200 metri quadrati di decorazione polimaterica e coloratissima all&#8217;interno della Torre dell&#8217;orologio. Cos\u00ec l&#8217;Isola Palmaria evocata dalle parole di Cozzani, tra le musiche dal vivo di Eddy De Matheis, si manifesta come un tassello luccicante del mosaico prampoliniano, che brilla tra le scenogra fie e i costumi argentati e specchianti realizzati da Mario Sturlese con lo sguardo sottoins\u00f9 del pubblico messo tutt&#8217;intorno alle scale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Con i capelli rossi vaporosi e ricci, con indosso una stoffa che la fa diventare alta e solenne come una metopa del Partenone e con ai piedi gli scarponi da camminatore dei cieli, tagliata da lame di luce, Jole Rosa diventa il folletto buono Ariel della Tempesta, la contadina che ascende al cielo in <em>Teorema <\/em>di Pasolini o la Santa che si stacca dal quadretto di un ex voto devozionale. Lei \u00e8 lass\u00f9 che ci racconta una storia di mare, di navigazioni e di approdi fortunati, tra tiraggi di corde, imbragature e sartiame; racconta di coste avvistate dal pennone dell&#8217;albero maestro e come in un zoom di un film \u0096o come da una schermata da Google Earth- effettivamente, vediamo dispiegarsi intorno a noi il cosmo, in un simbolico abbraccio marino che non conosce fine.<\/p>\n<p>Il teatro \u00e8 macchina, il teatro \u00e8 luce, il teatro \u00e8 sogno.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse non tutti sanno che la citt\u0088 della Spezia ha ospitato un nutrito gruppo di artisti e di eventi futuristi: oltre all&#8217;Aereopoema marinettiano infatti la citt\u0088 ligure ha dato i natali al poeta, intellettuale e letterato Ettore Cozzani, formatosi culturalmente agli ideali postrisorgimentali e fondatore della rivista futurista &#8216;L&#8217;Eroica&#8217; che ebbe vita lunga (fino al 1944) e che ospit\u0098 tra gli altri, testi originali di D&#8217;Annunzio e dello stesso Marinetti.<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":27292,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,195],"tags":[63,65],"class_list":["post-10516","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-042","tag-performing-art","tag-report"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Futurismi Teatrali A La Spezia &#8226; 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