{"id":10515,"date":"2009-03-02T12:00:00","date_gmt":"2009-03-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-042\/italiano-produzioni-romane-produzioni-libere\/"},"modified":"2020-10-28T09:54:23","modified_gmt":"2020-10-28T08:54:23","slug":"italiano-produzioni-romane-produzioni-libere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-042\/italiano-produzioni-romane-produzioni-libere\/","title":{"rendered":"Produzioni Romane, Produzioni Libere"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Roma, 2004. Nasce <span class=\"testoscuro\">ZTL &#8211; Zone Teatrali Libere <\/span> una sorta di rete informale di operatori teatrali indipendenti che raccoglie identit\u00e0 e vocazioni molto diverse. Ne fanno parte spazi polifunzionali come Rialto Santambrogio e Angelo Mai, il teatro Furio Camillo, , la compagnia teatrale Triangolo Scaleno Teatro e il collettivo artistico Santasangre, attivo all&#8217;interno del Kollatino Underground, ovvero strutture che esprimono un nucleo operativo estremamente vivo.<\/p>\n<p>E&#8217; una molteplicit\u00e0 non facile, sia da rendere leggibile all&#8217;esterno, sia nel proprio funzionamento interno. Ed \u00e8 una struttura flessibile, che ridiscute sempre la propria aggregazione. Questa molteplicit\u00e0 di anime si \u00e8 manifestata anche nella diversificazione di volta in volta del proprio modo di esprimersi: una nottola informativa, il contributo al convegno <span class=\"testoscuro\">Teatrinvisibili <\/span> la coorganizzazione del convegno istituzionale del <strong class=\"testoscuro\">Festival Teatri di Vetro<\/strong>, il progetto di produzione <strong class=\"testoscuro\">ZTL-pro<\/strong>. A unirle c&#8217;\u00e8 lo sforzo di promuovere l&#8217;esistenza di artisti e spazi che alimentano la ricerca teatrale, ma anche l&#8217;urgenza politica di porre continuamente all&#8217;attenzione delle Istituzioni le istanze e le problematiche della cultura indipendente.<\/p>\n<p>Gli spazi e le strutture di <strong class=\"testoscuro\">ZTL <\/strong> derivano da sempre la propria forza, la propria sensibilit\u00e0 al cambiamento e le proprie risorse dalla disponibilit\u00e0 a farsi attraversare dalla realt\u00e0 contemporanea. Hanno sempre privilegiato l&#8217;aspetto culturale (e in particolare teatrale), la produzione indipendente, sia da un punto di vista materiale che di linguaggi, la sperimentazione estetica, ovvero gli aspetti che rappresentano la spia pi\u00f9 precisa e attendibile dei temi che agitano la contemporaneit\u00e0. A unire i diversi soggetti di ZTL c&#8217;\u00e8 lo sforzo di promuovere l&#8217;esistenza di artisti e spazi che alimentano la ricerca teatrale, ma c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;urgenza politica di porre continuamente all&#8217;attenzione delle Istituzioni locali le istanze e le problematiche della cultura indipendente. L&#8217;eterogeneit\u00e0 dei soggetti di ZTL rappresenta una molteplicit\u00e0 non facile, sia da rendere leggibile all&#8217;esterno, sia nel proprio funzionamento interno. Questa molteplicit\u00e0 di anime si \u00e8 manifestata anche nella diversificazione di volta in volta del proprio modo di progettare dal 2004 a oggi e ZTL-pro rappresenta il progetto pi\u00f9 complesso, ma non l&#8217;unico, messo in atto dalla rete.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Roma, 2008. Nasce <strong class=\"testoscuro\">ZTL \u0096 pro<\/strong>, dallo sforzo della rete <strong class=\"testoscuro\">ZTL<\/strong>, sostenuto dalla Provincia di Roma e ospitato dalla Fondazione Romaeuropa, di strutturare un sostegno alla fase pi\u00f9 nascosta, fragile eppure assolutamente fondante del lavoro spettacolare: la produzione. E&#8217; una pratica consolidata degli spazi indipendenti quella di sostenere le produzioni nella pratica, fornendo spazi, tecnica, assistenza a costo zero, ma anche, indirettamente, costruendo occasioni di visibilit\u00e0 e ponendo e rilanciando continuamente all&#8217;attenzione delle istituzioni le istanze dell&#8217;intero settore.<\/p>\n<p>La Provincia di Roma decide nel 2008 di destinare una parte dei finanziamenti derivanti dal patto Stato-Regioni al progetto di produzione di ZTL. La Provincia coinvolge anche il Teatro Palladium , gestito dalla Fondazione Romaeuropa, e si definisce un calendario di date per ospitare i debutti delle produzioni. La Provincia riconosce la competenza di ZTL ad individuare le realt\u00e0 artistiche da finanziare e attraverso una sperimentazione di collegialit\u00e0 tra le strutture della rete si sono individuate 6 realt\u00e0 artistiche del panorama romano e si \u00e8 deciso di finanziarne le nuove produzioni attraverso un contributo economico, la messa a disposizione degli spazi per le prove, il debutto al Teatro Palladium e la creazione di un nucleo organizzativo che le assista nella promozione. Le sei compagnie scelte nel 2008 sono state: <strong class=\"testoscuro\">MK, Andrea Cosentino, Immobile Paziente, Muta Imago, Alessandra Cristiani e Habill\u00e8 d&#8217;eau<\/strong>. I debutti sono avvenuti da febbraio all&#8217;autunno 2008 . A questo si aggiungono due contributi (purtroppo molto al di sotto di una produzione) alle compagnie<strong class=\"testoscuro\"> Maddai <\/strong>e <strong class=\"testoscuro\">Malebolge <\/strong>. Per questo ZTL-pro non pu\u00f2 che essere un esperimento, un punto di partenza inevitabilmente parziale, che speriamo possa perfezionarsi e consolidarsi, come speriamo che iniziative del genere si moltiplichino e divengano diffuse e stabili, dando dignit\u00e0 e riconoscimento al lavoro artistico.<\/p>\n<p>Attualmente si sta svolgendo la seconda edizione di <strong class=\"testoscuro\">ZTL-pro<\/strong>, nonostante il drastico taglio al patto Stato-Regioni, destinato alla Provincia di Roma, abbia determinato una riduzione quasi della met\u00e0 delle risorse del progetto. Tuttavia, anche grazie alla disponibilit\u00e0 degli artisti, il progetto vedr\u00e0 il debutto di altre cinque produzioni di artisti romani: <span class=\"testoscuro\">Tony Clifton Circus, Lacasadargilla di Lisa Ferlazzo Natoli, NON Company di Alessandro Pintus, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, ZDDNTR. <\/span>Sabato 14 febbraio in occasione del debutto delle produzioni 2009 con la compagnia <strong class=\"testoscuro\">Tony Clifton Circus <\/strong>che ha messo in scena &#8220;La morte di Babbo Natale&#8221;, spettacolo irriverente, un po&#8217; beffardo ma perspicace e provocatorio in un Teatro Palladium stracolmo, ho incontrato una delle organizzatrici del progetto, <strong class=\"testoscuro\">Francesca Donnini<\/strong>, con la quale mi sono trattenuto per scambiare alcune considerazioni ed opinioni sul lavoro svolto sino a questo momento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Francesca parlami della situazione teatrale contemporanea nella capitale.<\/span><\/p>\n<p><strong class=\"testoscuro\">Francesca Donnini<\/strong>: n questo momento a Roma c&#8217;\u00e8 un fermento creativo che credo non sia eguagliato da nessun&#8217;altra citt\u00e0 italiana. C&#8217;\u00e8 una tale quantit\u00e0 di gruppi e soprattutto una variet\u00e0 di linguaggi esplorati che \u00e8 praticamente impossibile tracciarne una mappa esaustiva. Evito volutamente di fare nomi perch\u00e9 non potrei che essere parziale e riduttiva, ma si va dalla danza d&#8217;autore contemporanea alla presenza fisica performativa al teatro danza vero e proprio (questo solo per rimanere nell&#8217;ambito dei linguaggi corporei). Nell&#8217;ambito della parola si va dai nuovi narratori agli attori-autori monologanti ad autori capaci di produrre delle drammaturgie molto complesse e raffinate. C&#8217;\u00e8 poi il teatro dei luoghi, che spesso sfocia nell&#8217;installazione, un teatro tecnologico e visivo molto raffinato, un teatro artigianale fatto di piccoli oggetti scelti, di immagini memoriali. E poi moltissimi attori ben preparati, autori di se stessi, che hanno creato un linguaggio riconoscibile e autonomo che tiene la scena con mezzi minimi e tutti essenziali.<\/p>\n<p>Accanto a questa ricchezza di artisti, fioriscono i luoghi. Apro una piccola parentesi: luoghi e spazi non sono la stessa cosa. Uno spazio \u00e8 qualcosa di riconoscibile, connotato. Uno spazio \u00e8 qualcosa di fisico. Un teatro, per esempio, \u00e8 uno spazio. Invece un luogo \u00e8 qualcosa di vuoto, connotato dai propri contenuti, da ci\u00f2 che vi avviene e che li riempie. E cos\u00ec ci si \u00e8 inventati il teatro anche l\u00e0 dove nessuno lo avrebbe immaginato. Spesso si tratta di luoghi estremamente suggestivi (e totalmente abbandonati) che sono stati riportati in vita dall&#8217;attivit\u00e0 culturale. Per esempio il Rialto \u00e8 un&#8217;ex scuola e, ancora prima, era parte del convento di S. Ambrogio: nelle stesse stanze si avvicendano spettacoli teatrali, reading, concerti, dj set, video, presentazioni di libri, riunioni, installazioni. L&#8217;ex-mattatoio \u00e8 diventato sede di un festival, si fanno spettacoli in una sala di un forte militare dell&#8217;Ottocento. Sar\u00e0 anche un po&#8217; una tradizione romana, iniziata con le famose &#8220;cantine&#8221; negli anni Settanta, ma \u00e8 stato determinante che qualcuno si sia preso dei luoghi e li abbia aperti alla citt\u00e0, in modo pi\u00f9 o meno legale (ma sempre legittimo). Spesso si tratta di luoghi piccoli, adatti ad accogliere qualche decina di spettatori. Sono luoghi di aggregazione volutamente opposta a quella di massa, televisiva e superficiale. Sono luoghi in cui le persone si scelgono, si riconoscono e anche il rapporto con l&#8217;oggetto artistico \u00e8 assolutamente diverso: molto pi\u00f9 intimo, diretto e frontale.<\/p>\n<p>Nella Capitale si registra un paradosso clamoroso: da una parte una creativit\u00e0 selvaggia, assolutamente esaltante e sfrenata. Dall&#8217;altra parte la totale indifferenza delle istituzioni che stanno clamorosamente perdendo l&#8217;occasione. Prima, sotto Veltroni, Roma \u00e8 stata un palcoscenico ipertrofico a cielo aperto. I grandi eventi, veri e propri bagni di folla, appiattivano e annegavano tutti gli sforzi degli operatori indipendenti, grandi e piccoli, e li privavano di qualunque riconoscimento. La &#8220;direzione artistica&#8221; del Comune ha creato momenti di grande visibilit\u00e0 per la citt\u00e0 , ma non per gli artisti e non si \u00e8 preoccupata di creare alcuna struttura stabile a favore della crescita delle giovani realt\u00e0, nessun meccanismo di scommessa e ricambio.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Perch\u00e8 a Roma c&#8217;\u00e8 molta attenzione e apertura per le giovani generazioni e comunque per gli eventi artistici in generale?<\/p>\n<p><strong class=\"testoscuro\">Francesca Donnini<\/strong>: Come ti dicevo, bisogna distinguere quando si parla di attenzione: da parte delle istituzioni l&#8217;attenzione si manifesta in maniera occasionale, discontinua, e non stanno creando un sistema di avvio di giovani compagnie alla scena. L&#8217;attenzione c&#8217;\u00e8 da parte della rete fittissima di luoghi e operatori che si sforzano di andare a vedere e scoprire gli artisti, che parlano con i molti artisti che passano nei luoghi, sono presenti nelle loro sedi, viaggiano per festival e per premi.<\/p>\n<p>Molti di questi operatori sono artisti a loro volta e spesso sono alla ricerca di un incontro proprio con un artista simile o, anzi, estremamente diverso. C&#8217;\u00e8 quindi una circolazione continua, una reciprocit\u00e0 estremamente vitale che ha creato negli anni il consolidamento di una comunit\u00e0 numerosa e agguerrita fatta di artisti, spettatori, giovani critici, tecnici, programmatori autoproclamati. Questa comunit\u00e0 produce continuamente oggetti artistici (dire &#8220;spettacoli&#8221; \u00e8 ormai riduttivo) ma soprattutto pensiero. Si alimenta una riflessione continua e a pi\u00f9 voci che trova continuamente risorse e modi imprevisti per manifestarsi. A Roma esiste quindi una sorta di presidio permanente che osserva la realt\u00e0 artistica circostante e traccia una mappa continuamente variabile delle possibilit\u00e0 di agire nella capitale.<\/p>\n<p>Questo universo parallelo ha inventato anche i propri mezzi di sopravvivenza che prescindono necessariamente dal finanziamento pubblico. Questo non significa che manchino rapporti con le istituzioni e a volte si riescono anche a organizzare alcune iniziative intercettando qualche contributo pubblico. La differenza \u00e8 tra l&#8217;occasionalit\u00e0 del contributo pubblico e la continuit\u00e0 della progettualit\u00e0: la progettualit\u00e0 delle strutture va avanti a prescindere e crea un sistema articolato e permanente che accoglie e accompagna il lavoro artistico in ogni sua fase.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Come facciano queste strutture a sopravvivere \u00e8 complesso da spiegare: anzitutto dipendono da un&#8217;economia spesso privata (oserei dire &#8220;imprenditoriale&#8221;) e tramite altre attivit\u00e0 (feste, musica, bar, affitto degli spazi) reperiscono le risorse per portare avanti il lavoro artistico. Cercano di sfruttare e ottimizzare al massimo anche le risorse tecniche e professionali (dotazioni luci, audio e video, personale di ufficio stampa\u0085). Si \u00e8 creata un&#8217;economia su piccola scala, totalmente nuova e alternativa rispetto alla &#8220;grande&#8221; economia dei luoghi tradizionali. I costi sono pochi perch\u00e9 gli spazi sono piccoli e autogestiti, gli spettacoli leggeri, privi di grandi esigenze tecniche, i cachet non esistono o sono minimi.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il segno anche di un momento storico diverso: fino agli anni Ottanta poteva avere senso pensare a una citt\u00e0 come Roma servita da poche strutture culturali forti e specializzate (in teatro, cinema, danza, opera lirica), sostenute fondamentalmente dal finanziamento pubblico, orientate a una dinamica di concorrenza. Con gli anni Novanta diventa pi\u00f9 forte l&#8217;idea che anche le grandi strutture debbano avere una dinamica da privati, lo Stato si ritrae soprattutto da un punto di vista economico, al principio di concorrenza si sostituisce quello di sinergia tra strutture. Questa dinamica \u00e8 stata intercettata molto pi\u00f9 rapidamente dalle piccole realt\u00e0 indipendenti che dai colossi della cultura e il principio di messa in rete e di circolazione hanno contribuito alla sopravvivenza di tutti.<\/p>\n<p>Fra l&#8217;altro negli ultimi mesi a Roma si registra un fenomeno interessante: si \u00e8 probabilmente estinto lo slancio pi\u00f9 &#8220;aggressivo&#8221; che, a partire da una spinta aggregativa forte, portava all&#8217;occupazione di alcuni spazi abbandonati che diventavano luoghi di socialit\u00e0 condivisa. Adesso prevale uno spirito pi\u00f9 moderato e concreto e alcuni giovanissimi operatori, anzich\u00e9 creare spazi nuovi, sta cercando di rivitalizzare alcuni piccoli luoghi storici che da anni avevano perso vitalit\u00e0. E&#8217; il caso del <span class=\"testoscuro\">Teatro Argot col giovanissimo Tiziano Panici, del Teatro dell&#8217;Orologio con Fabio Morgan o Maria Laura De Bardi al Forte Prenestino<\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Quali artisti e quali spettacoli che hai visto ti sono rimasti impresso e su quali punteresti?<\/p>\n<p><strong class=\"testoscuro\">Francesca Donnini<\/strong>: Come ti dicevo all&#8217;inizio, non amo fare nomi perch\u00e9 sarei per forza parziale e condizionata dai miei gusti personali. Certamente sono molto convinta della validit\u00e0 delle proposte all&#8217;interno di ZTL-pro, ma, ripeto, \u00e8 una selezione parziale. La rosa da cui siamo partiti era molto pi\u00f9 numerosa ed erano tutti ugualmente validi. Scegliere \u00e8 stato molto duro e siamo sinceramente dispiaciuti per tutti quelli che non siamo riusciti a finanziare.<\/p>\n<p>Posso dirti una cosa che suoner\u00e0 strana: punto molto sui non-giovani. Nel senso che credo ci siano molti artisti di 35-40 anni che hanno raggiunto una pienezza e una coerenza artistica, ma sono ancora da scoprire per molti operatori e per il pubblico ampio. Finora hanno portato avanti un percorso protetto, ma hanno dimostrato con gli ultimi lavori di poter affrontare la scena nazionale.<\/p>\n<p>Non abbiamo l&#8217;ansia dello scouting, dello scoprire prima di tutti, di lanciare la nuova &#8220;stella&#8221; che nessuno ancora conosce. E&#8217; un meccanismo che appartiene alla moda, all&#8217;usa e getta, non al lento artigianato della scena. Punto sul fermento che c&#8217;\u00e8 in questa citt\u00e0. Credo fermamente che sia uno squarcio di futuro gi\u00e0 in atto. Penso che la cosa pi\u00f9 probabile sia che le grandi strutture dovranno dotarsi di meccanismi pi\u00f9 leggeri, diversificati, fluidi, come hanno gi\u00e0 fatto spontaneamente le strutture indipendenti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\">.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: I progetti futuri?<\/p>\n<p><strong class=\"testoscuro\">Francesca Donnini<\/strong>: E&#8217; un momento molto difficile e non si possono fare previsioni. Sicuramente mi auguro che prosegua il progetto ZTL-pro, anche come riconoscimento del lavoro fatto nelle prime due edizioni. Spero poi che le realt\u00e0 indipendenti continuino a consolidarsi e a mantenere vivo il tessuto culturale della citt\u00e0, dandole uno slancio sempre pi\u00f9 europeo.<\/p>\n<hr \/>\n\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ztl.roma.it%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.ztl.roma.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.teatro-palladium.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.teatro-palladium.it<\/a> <\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.teatro-palladium.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.rialtosantambrogio.org<\/a> <\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.romaeuropa.net%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.romaeuropa.net <\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/ww.tonycliftoncircus.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.tonycliftoncircus.com<\/a><\/strong>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 2004. 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