{"id":10507,"date":"2009-03-02T12:00:00","date_gmt":"2009-03-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-042\/brian-eno-synthesist\/"},"modified":"2020-10-28T09:56:54","modified_gmt":"2020-10-28T08:56:54","slug":"brian-eno-synthesist","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-042\/brian-eno-synthesist\/","title":{"rendered":"Brian Eno: Synthesist"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\">Brian Eno<\/span> ha inaugurato luned\u00ec 16 febbraio il <span class=\"testoscuro\">258\u00b0 Anno dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia nell&#8217;Isola di San Servolo<\/span>, dove sono trasferiti i principali corsi dell&#8217;indirizzo &#8216;Nuove Tecnologie Per Le Arti&#8217;.<\/p>\n<p align=\"left\">Ho ri-scoperto <span class=\"testo_iframe\">Brian Eno come pensatore del futuro, Brian Eno come compositore e artista visivo, Brian Eno come sperimentatore<\/span> d&#8217;arte con la sua visione a tutto tondo, la multidisciplinariet\u00e0, l&#8217;incontro e l&#8217;integrazione tra diverse arti. Ne \u00e8 esempio il suo impegno nella <span class=\"testoscuro\">Fondazione del Lungo Presente (Long Now Foundation)<\/span>,<strong>\u00a0 <\/strong>un&#8217;istituzione culturale nata per promuovere e diffondere, nell&#8217;arco dei prossimi 10.000 anni, il pensiero &#8220;pi\u00f9 lento\/migliore&#8221;, confrontandosi con l&#8217;odierna mentalit\u00e0 &#8220;pi\u00f9 veloce\/meno costoso&#8221;. La Fondazione scrive infatti gli anni utilizzando cinque cifre invece di quattro: 02009 invece di 2009.<\/p>\n<p>Ho compreso il successo di un artista che naviga tra varie discipline senza nessuna sottoscrizione a una particolare categoria e senza dover giurare fedelt\u00e0 ad essa. Un uomo che ha sempre osservato il mondo con le sue installazioni, riproponendolo con la sua meticolosa orchestrazione di luci e strati di suono intrecciati per creare un&#8217;esperienza unica, per diventare parte integrante di un luogo, di uno spazio. &#8221; <em>Luoghi mentali in cui ci si pu\u00f2 immergere.&#8221; <\/em>Pioniere del tape-looping e di altre forme di manipolazione sonora, <span class=\"testoscuro\">Brian Eno ha lavorato con Robert Fripp nei primi anni 1970<\/span>, guardando al di l\u00e0 della tradizionale &#8216;canzone&#8217;, estendendo la composizione all&#8217;atto di costruzione del suono stesso. <span class=\"testoscuro\">Nel 1975, Eno rilascia &#8216;Discreet Music&#8217;<\/span>, facendo conoscere al vasto pubblico pop un nuovo genere musicale chiamato &#8216;ambient&#8217;. Egli ha osservato che la musica ambient &#8211; a differenza di quella &#8220;narrativa&#8221; con un inizio, una met\u00e0 e una fine &#8211; presenta uno stato stazionario. &#8221; <em>E&#8217; come guardare un fiume. Musica in cui nuotare, in cui galleggiare, in cui perderci.&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Nei primi anni 199O la musica ambient esplode nelle classifiche, evolvendosi poi in una serie di nuove forme musicali ibride. Eno nella sua ricerca \u00e8 stato anche il pioniere del campionamento e dell&#8217;uso di found sounds in<span class=\"testoscuro\"> &#8216;My Life in the Bush of Ghosts&#8217;, una collaborazione con David Byrne (1981)<\/span>, anni prima che il mondo fosse pronto per tutto questo. (<em>Ho usato voci dalla personalit\u00e0 ignota, voci trovate (found voices), erano solo suoni trasportati nell&#8217;atmosfera di quel momento. (My life in the Bush of Ghosts) &#8211; Brian Eno)<\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Ecco alcuni estratti significativi tratti dalla &#8220;lectio magistralis&#8221; proclamata da Eno.<\/span><\/p>\n<p>Molti anni fa, al tempo di Margaret Thatcher &#8211; la versione inglese di Silvio Berlusconi &#8211; il governo ridusse i finanziamenti per le scuole d&#8217;arte, dicendo: &#8220;Gli artisti non sono importanti, la scienza, la tecnologia e la difesa, queste sono materie importanti.&#8221; Ogni volta che un governo compie queste scelte, il suo messaggio \u00e8: &#8220;Dobbiamo smettere di pensare al futuro.&#8221; E&#8217; l&#8217;inizio della fine della societ\u00e0. Questo significa realmente che non viene compreso quello che \u00e8 l&#8217;uso dell&#8217;arte, qual&#8217;\u00e8 il suo scopo, la sua funzione. Naturalmente le persone che provengono dalle scuole d&#8217;arte, non solo diventano pittori o scultori, ma anche progettisti, grafici, disegnatori tessili, disegnatori industriali. Diventano insegnanti, musicisti &#8211; questo accade molto spesso in Inghilterra.<\/p>\n<p>Ho calcolato che, come sistema di istruzione, la scuola d&#8217;arte \u00e8 probabilmente pi\u00f9 efficace di qualsiasi altra in termini di creazione del reddito in un Paese. Quindi, credo che in termini economici, si possa giustificare l&#8217;esistenza di Istituzioni come l&#8217; <em>Accademia di Belle Arti di Venezia <\/em>. Penso tuttavia, che la vera motivazione sia di natura diversa e che abbia a che fare con l&#8217; &#8220;immaginazione&#8221; . Ci\u00f2 che rende l&#8217;uomo diverso da tutte le altre creature del pianeta \u00e8 la capacit\u00e0 di <em>immaginare un futuro che non esiste ancora <\/em>, il cosiddetto &#8220;dono dell&#8217;immaginazione.&#8221; Possiamo costantemente creare nuove realt\u00e0 nella nostra mente, possiamo esperire e vivere queste realt\u00e0. Quando una societ\u00e0 perde il suo rispetto per questo dono, interrompe lo sviluppo, ferma il progresso.<\/p>\n<p>L&#8217;immaginazione &#8220;attiva&#8221; \u00e8 la cosa che ci rende umani e ci rende capaci di pensare a un futuro migliore, di pensare il mondo in un modo nuovo, diverso. Quello che ci \u00e8 richiesto \u00e8 di cercare di convincere la popolazione, e il governo in particolare, che tutto questo \u00e8 importante. Non si pu\u00f2 semplicemente dire: &#8220;Beh, Venezia \u00e8 sempre stato un luogo meraviglioso in cui le arti si sono sviluppate.&#8221; Per il futuro della vostra immaginazione un posto come l&#8217; <em>Accademia <\/em> non significa solo 258 anni di tradizione, ma \u00e8 in realt\u00e0 una speranza per come si pu\u00f2 pensare in futuro.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Mi piacciono tutte le immagini che sono in relazione con l&#8217;acqua, come l&#8217;essere su una barca, questo guscio che ci costruiamo che ci permette di stare in quel magnifico materiale che \u00e8 l&#8217;acqua e che ti permette di galleggiare e di muoverti contro di essa. Mi piacciono tutti i luoghi che sono penetrati dall&#8217;acqua e Venezia naturalmente ne \u00e8 un grandioso esempio.&#8221; &#8211; estratto da <\/em>&#8220;Imaginary Landscapes&#8221; <em>&#8211; Brian Eno <\/em><\/p>\n<p>Ho iniziato la mia vita come pittore. Come la maggior parte delle persone che in Inghilterra hanno studiato pittura, arte e storia dell&#8217;arte, ho suonato in un gruppo (Roxy Music). E&#8217; per questo che le scuole d&#8217;arte inglesi esistono davvero, per creare musicisti pop (ride), ma questo \u00e8 un segreto, la maggior parte delle persone che lavorano in scuole d&#8217;arte non lo sanno (!). Non ho mai abbandonato l&#8217;esperienza della pittura, probabilmente \u00e8 stata sempre la mia pi\u00f9 grande ispirazione.<\/p>\n<p>Alla fine degli anni settanta, ho iniziato a sperimentare con il video e la luce utilizzando ambedue in modo musicale piuttosto che semplicemente come immagini. A poco a poco ho portato il processo compositivo pi\u00f9 vicino all&#8217;esperienza pittorica. Oggi ho la possibilit\u00e0 di dire grazie a Gabriella Cardazzo, che mi ha dato la possibilit\u00e0 di esibirmi per la prima volta qui a Venezia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Non ho mai fatto musica che mi interessasse soltanto da un punto di vista intuitivo. E&#8217; sempre stata legata ad una certa posizione teorica che io ritenevo tale in quel momento. Ma credo che la musica non debba far vedere questo e che, quando l&#8217;ascolti, non te ne devi accorgere. La vera importanza delle posizioni teoriche \u00e8 che ti portano a prendere delle decisioni che non prenderesti altrimenti, che il buon senso di impedirebbe di prendere.\u00a0\u00a0 Volevo separare la musica dallo essere un&#8217;astratta collezione di suoni e volevo renderla come un luogo in cui sei gi\u00e0 stato, un luogo che hai conosciuto. All&#8217;epoca chiamavo questi luoghi <\/em>Imaginary Landscapes<em>&#8221; &#8211; Brian Eno <\/em><\/p>\n<p>Il mio lavoro oggi si pone a met\u00e0 strada fra musica e immagini. Continuo a fare esperienze ibride in questi settori tutti i giorni. A volte insegno a Londra presso il Royal College of Art. Anni fa \u00e8 nato il dipartimento di &#8216;Illustrazione&#8217;. Quando sono comparsi i primi computer, improvvisamente ha cominciato a diventare sempre pi\u00f9 grande; successivamente \u00e8 stato rinominato dipartimento di &#8216;Comunicazione&#8217;. Ora \u00e8 frequentato da centinaia di studenti, \u00e8 di gran lunga il pi\u00f9 grande del Royal College.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e8 chiunque decida di fare qualcosa che non rientri nella categorie di pittura, scultura, storia dell&#8217;arte, design industriale o altro finisce in questo dipartimento. Continua a crescere. Una delle cose a cui bisogna prestare attenzione quando si tenta di impostare un corso, \u00e8 quello di non rendere i confini troppo rigidi. &#8216;Comunicazione&#8217; \u00e8 in realt\u00e0 solo una parola che copre tutto il resto. E tutto il resto \u00e8 ci\u00f2 che insegno adesso . Tutto il resto \u00e8 quello che faccio.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Creo un ambiente completamente immaginario per la musica. Il film &#8211; la cosa intorno alla musica &#8211; riscrive la musica stessa. La consapevolezza che una musica sia musica da film stimola l&#8217;immaginazione a pensare in modo pittorico e scenico, a collegare le emozioni del film alla musica. Smetti di ascoltare il pezzo in astratto e immagini la situazione cui appartiene.&#8221; &#8211; Brian Eno <\/em><\/p>\n<p>In una delle mie vite, sono produttore discografico. Questo significa stare al fianco di alcuni dei migliori musicisti viventi, persone che usano anche strumenti tradizionali come chitarra, batteria, basso, e cos\u00ec via. Negli studi di registrazione lavoro inoltre con alcuni dei pi\u00f9 sofisticati computer attualmente sul mercato. Sono ben consapevole delle possibilit\u00e0 di ciascuno di essi: i musicisti non possono sostituire il computer, cos\u00ec come il computer non pu\u00f2 sostituire i musicisti. Hanno compiti diversi.<\/p>\n<p>Una delle cose interessanti che ho imparato in 35 anni di lavoro in studio di registrazione \u00e8 l&#8217; espansione di possibilit\u00e0 con la tecnologia a disposizione. Immaginiamo di avere una chitarra con innumerevoli interruttori: passeremmo la maggior parte del nostro tempo sullo strumento esplorando le migliaia di opzioni senza mai suonare la chitarra. Questo \u00e8 ci\u00f2 che accade spesso con la tecnologia, <em>le persone cercano di imparare ci\u00f2 che \u00e8 a loro disposizione anzich\u00e8 apprendere che cosa si pu\u00f2 fare con esso <\/em>. Opzioni significa il numero di scelte che avete a vostra disposizione. E&#8217; molto difficile relazionarsi con un numero illimitato di potenzialit\u00e0. Sarebbe come avere un amico che si comporta come una persona diversa ogni volta che lo si incontra. Con strumenti limitati \u00e8 possibile sviluppare il rapporto con essi, investendo pi\u00f9 tempo nell&#8217;esplorazione di possibilit\u00e0 emotive. Questo \u00e8 valido anche per tutti gli strumenti tradizionali di arte visiva.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/elettronica_matteomilani05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Se metti qualcosa in un lettore CD la gente penser\u00e0 che probabilmente sia musica &#8230; Se metti qualcosa in una cornice e la appendi in una galleria d&#8217;arte, le persone penseranno che sia un dipinto. E gli dedicheranno un&#8217;attenzione particolare rispetto a quella per gli schermi del loro computer o alle loro scarpe.&#8221; &#8211; Brian Eno<\/em><\/p>\n<p>In musica, con l&#8217;invenzione dello &#8216;studio di registrazione&#8217;, abbiamo fatto un enorme passo in avanti nel XX secolo, paragonabile all&#8217;invenzione dell&#8217;orchestra nel XVIII secolo. E&#8217; nata una nuova forma d&#8217;arte. Forse non dovremmo pi\u00f9 chiamare &#8216;musica&#8217; con questo nome, dovremmo ribattezzarla, dovremmo accettare il fatto che ora sono richieste competenze diverse, differenti modalit\u00e0 di ascolto. Nel mondo &#8216;digitale&#8217;, ora \u00e8 come essere in un posto tropicale in fatto di idee. Nei Tropici nuove forme di vita vengono alla luce: alcune di esse sopravvivono e si riproducono, altre esistono per un periodo limitato per poi trasformarsi in qualcosa di diverso. Allo stesso modo, nell&#8217;arte ci sono sempre nuove proposte, alcune di esse destinate a un futuro importante, altre a una piccola nicchia. Le buone intuizioni non si perdono mai.<\/p>\n<hr \/>\n\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.accademiavenezia.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.accademiavenezia.it<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.longnow.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.longnow.org<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.enoshop.co.uk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.enoshop.co.uk<\/a><\/p>\n<p><strong> <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.artspace.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.artspace.it<\/a><\/strong>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brian Eno ha inaugurato luned&#8221; 16 febbraio il 258\u00b0 Anno dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia nell&#8217;Isola di San Servolo, dove sono trasferiti i principali corsi dell&#8217;indirizzo &#8216;Nuove Tecnologie Per Le Arti&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":27305,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,195,308],"tags":[39,53],"class_list":["post-10507","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-042","category-sound","tag-electronic-music","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Brian Eno: Synthesist &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-042\/brian-eno-synthesist\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Brian Eno: Synthesist &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]On Monday 16 February, Brian Eno has inaugurated the 258 th year of the Venice Academy of Fine Arts on the island San Servolo , where the principal courses of the school \u008fNew technologies for the arts&#039; are transferred. 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