{"id":10501,"date":"2009-03-02T12:00:00","date_gmt":"2009-03-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-042\/cristophe-bruno-from-dada-to-google\/"},"modified":"2020-10-28T09:54:53","modified_gmt":"2020-10-28T08:54:53","slug":"cristophe-bruno-from-dada-to-google","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-042\/cristophe-bruno-from-dada-to-google\/","title":{"rendered":"Cristophe Bruno: From Dada To Google"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\">Christophe Bruno<\/span> , di cui Digimag ha gi\u00e0 parlato sul <span class=\"testoscuro\">numero #25 con una mia intervista <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=836\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">(www.digicult.it\/digimag\/article.asp?id=836<\/a>)<\/span>, \u00e8 uno dei net.artisti pi\u00f9 conosciuti a livello internazionale. Lucido, ironico, dissacrante, affronta da sempre questioni legate alla mercificazione e al controllo del linguaggio da parte del mercato tardo-capitalista, dalla &#8220;societ\u00e0 dello spettacolo&#8221; a &#8220;l&#8217;era dell&#8217;accesso&#8221;.<\/p>\n<p>Il suo <span class=\"testoscuro\">&#8220;Google Adwords Happening&#8221; <\/span>, performance virtuale in cui riusc\u00ec a far apparire annunci poetici e surreali tramite il sistema adwords che tutti ormai conosciamo, risale al 2002 e gli valse una menzione d&#8217;onore ad <span class=\"testoscuro\">Ars Electronica <\/span> l&#8217;anno seguente. <em>&#8220;Come perdere soldi con la tua arte&#8221; <\/em>, questo il sottotitolo, andava a colpire e sovvertire il nodo dolente su cui spesso si trova imbrigliato il mercato dell&#8217;arte contemporanea, continuamente alla ricerca di strategie di vendita nella spinosa <em> &#8220;epoca della riproducibilit\u00e0 tecnica&#8221; <\/em> in stadio ormai avanzato. Google lo censur\u00f2 &#8211; ci spiegher\u00e0 perch\u00e9 in questa intervista &#8211; e i suoi annunci riuscirono a rimanere online solo 24 ore, ottenendo comunque 12.000 visualizzazioni. La parola clonata, svuotata, monetizzata. La parola controllata, indotta, falsificata. Benvenuti nel &#8221; <em>capitalismo semantico <\/em>&#8220;, ultimo stadio di una societ\u00e0 che sembra vampirizzare ogni nostro pensiero, sogno, desiderio.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">&#8220;Dadameter&#8221;<\/span>, il suo ultimo grande progetto attualmente esposto nello spazio virtuale della galliera <span class=\"testoscuro\">Jeu de Paume <\/span> a Parigi (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.jeudepaume.org\/?page=article&amp;sousmenu=107&amp;idArt=788&amp;lieu=9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.jeudepaume.org\/?page=article&amp;sousmenu=107&amp;idArt=788&amp;lieu=9<\/a>), ci mette davanti in modo satirico una <em>&#8220;decadenza dell&#8217;aura del linguaggio&#8221; <\/em>&#8211; come recita il sottotitolo dell&#8217;opera, in chiaro omaggio a <span class=\"testoscuro\">Walter Benjamin <\/span> &#8211; elaborando una cartografia delle parole immagazzinate nella Rete in tempo reale per misurare la nostra distanza da Dada. E&#8217; stato infatti <span class=\"testoscuro\">Raymond Roussel<\/span>, eccentrico scrittore amato da dadaisti e surrealisti, ad ispirare l&#8217;artista. Le sue opere teatrali, costruite interamente su giochi combinatori che scoprono il lato ambiguo, evocativo e ludico della parola, sembrano in qualche modo precedere una meccanizzazione del linguaggio che acquister\u00e0 ben altri significati a distanza di un secolo. <em> &#8220;From <\/em>Dada <em> to <\/em>Google&#8221; , senza passare dal via.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/netart_giuliasimi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il progetto, assai complesso, ha visto circa 6 anni di gestazione e ha richiesto la costruzione di un motore software specifico. <span class=\"testoscuro\">Cristohpe Bruno <\/span> \u00e8 stato aiutato in questo dal matematico e programmatore <span class=\"testoscuro\">Valeriu Lacatusu <\/span>, suo collaboratore anche per &#8220;<span class=\"testoscuro\">Logo.Hallucination&#8221;: <\/span> un software, questo, capace di analizzare l&#8217;intera banca dati del linguaggio presente in Rete e di selezionarlo secondo parametri di omofonia e appartenenza allo stesso campo semantico. Pi\u00f9 precisamente <span class=\"testoscuro\">si tratta di Google Similarity <\/span>, ovvero quante volte una coppia di termini compare nella stessa pagina nelle ricerche di Google.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una <em>Dadamap <\/em>che visualizza e interpreta con sguardo satirico il nostro linguaggio &#8211; solo in lingua inglese, per l&#8217;esattezza &#8211; secondo un criterio di distanza da Dada.<\/p>\n<p>Ovvero: quanta energia, evocazione, ambiguit\u00e0, poesia \u00e8 rimasta nel linguaggio <em>pay per click <\/em> dei nostri tempi? Quanto ci rimane ancora prima di essere definitivamente risucchiati dalla noia universale che non lascia spazio neanche all&#8217;ironia? Di &#8221; <span class=\"testoscuro\">Dadameter&#8221; <\/span> e dei suoi risvolti concettuali e politici abbiamo parlato direttamente con Christophe Bruno.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/netart_giuliasimi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: Puoi raccontarci com&#8217;\u00e8 nato il progetto di Dadameter? Da cosa \u00e8 partita l&#8217;idea?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Christophe Bruno<\/span><\/strong>: L&#8217;idea del progetto risale al 2002, dopo la performance intitolata &#8220;Google Adwords Happening&#8221; , in cui realizzai che le parole, i nostri atomi primari, erano diventati una merce: ogni parola di ogni linguaggio ha un prezzo fluttuante nel mercato globale del &#8220;capitalismo semantico&#8221;. Compresi subito, che le dinamiche economiche alla base di tali strutture aziendali globali, fossero quelle di costruire delle cartografie del pensiero capaci di prevedere il nostro comportamento come consumatori e ottimizzare cos\u00ec il sistema dell&#8217;Adwords.<\/p>\n<p>Decisi quindi di provare a vedere se fosse possibile costruire queste cartografie, ma a quel tempo era troppo difficile perch\u00e9 richiedeva strumenti matematici e di calcolo piuttosto complessi. Pi\u00f9 tardi ho incontrato un matematico e programmatore, <span class=\"testoscuro\">Valeriu Lacatusu<\/span>, grazie a cui il progetto \u00e8 divenuto possibile.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 solo nel 2006 che ho avuto l&#8217;idea di collegare questo concetto alla nascita di Dada, attraverso la figura chiave di <span class=\"testoscuro\">Raymond Roussel. <\/span>La meccanizzazione della produzione letteraria sviluppata da Roussel nel campo dell&#8217;omofonia e dell&#8217;equivoco, echeggiava il tentativo di &#8220;taylorizzazione del discorso&#8221; che Google aveva intrapreso nel campo del significato.<\/p>\n<p>Ho cominciato cos\u00ec a chiedermi cose bizzarre tipo &#8220;qual \u00e8 la densit\u00e0 del dadaismo nel nostro linguaggio&#8221;? La dimensione della regione del linguaggio dove l&#8217;omofonia e l&#8217;equivoco sono importanti potrebbero in qualche modo fornire una misura della nostra distanza da Dada. Ecco, cos\u00ec \u00e8 cominciato il progetto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/netart_giuliasimi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Giulia Simi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Come spieghi bene nella tua video intervista per Jeu de Paume (http:\/\/jeudepaume.nfrance.com\/~k1096\/index.html), la meccanizzazione del linguaggio (concetto fondamentale in gran parte dei tuoi lavori) \u00e8 passato da una produzione letteraria, in Dada, ad una monetaria, in Google. Cosa pensi sul futuro del linguaggio? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Christophe Bruno<\/strong>:<\/span> Dadameter ha come sottotitolo &#8220;indice globale della decadenza dell&#8217;aura del linguaggio&#8221;, e in effetti la mia sensazione \u00e8 quella che nel tardo capitalismo ci sia stato uno spostamento paradigmatico verso la questione del linguaggio. Il quadro generale a me sembra il seguente: negli anni &#8217;60 c&#8217;\u00e8 stato uno spostamento dall&#8217;oggetto verso le relazioni e il flusso, secondo il concetto della &#8220;trasfigurazione del banale&#8221;, che ha preceduto il passaggio verso &#8220;l&#8217;era dell&#8217;accesso&#8221;. Il linguaggio, cos\u00ec come \u00e8 immagazzinato nel web, non \u00e8 altro che la codificazione di tutte le relazioni umane esistenti e questa struttura panottica \u00e8 divenuta parte di un dispositivo di sorveglianza globale e di post-controllo. Questa decadenza dell&#8217;aura del linguaggio, o <span class=\"testoscuro\">&#8220;zombificazione&#8221; <\/span>del discorso, pu\u00f2 essere visto anche come decadenza dell&#8217;aura del relazionale, e c&#8217;\u00e8 una connessione paradossale tra il &#8220;testo globale&#8221; e l&#8217;aspetto performativo del discorso. Il futuro del discorso deve essere capito in questo contesto di articolazione globale tra spettacolo e post-controllo, tra un assoluto feticismo del relazionale che controbilancia la decadenza della sua stessa aura.<\/p>\n<p>Vale la pena notare, in questo senso, il fatto paradossale che quando il mio <span class=\"testoscuro\">&#8220;Google Adwords Happening&#8221; <\/span> venne censurato non fu perch\u00e9 il mio linguaggio era troppo privo di senso o oltraggioso, ma perch\u00e9 non avevo niente da dire (il click through rate della mia <em>adwords poesia <\/em>era troppo basso e quindi metteva in pericolo il mercato del linguaggio).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag42\/articoli\/img\/netart_giuliasimi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: Google \u00e8 spesso direttamente o indirettamente presente nei tuoi lavori, cos\u00ec come molti altri progetti di net.art. In effetti possiamo forse affermare che oggi Google \u00e8 praticamente un sinonimo di web. Ma \u00e8 stato veramente Google ad uccidere l&#8217;utopia del web? Cosa sarebbe il web senza Google?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Christophe Bruno<\/strong>:<\/span> L&#8217;utopia del web \u00e8 stata uccisa quasi subito, poco prima che scoppiasse la famosa bolla di internet, prima dell&#8217;avvento di Google. Google \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 importanti attori nel passaggio dal primo al secondo web e quello che Google ha ottenuto non \u00e8 la morte dell&#8217;utopia del web. Al contrario, loro erano nati nel contesto di quell&#8217;utopia e hanno cercato di farla rivivere, usandola e snaturandola al fine di raggiungere lo stato ultimo della mercificazione. In effetti l&#8217;ecologia del linguaggio libero promosso da Google non \u00e8 che il cuore della loro dinamica economica.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Giulia Simi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Questo progetto ha richiesto un lungo e complesso processo di elaborazione. Alla fine, grazie anche a Valeriu Lacatusu, il motore software di Dadameter \u00e8 un interessante strumento che analizza continuamente l&#8217;enorme banca dati del linguaggio presente nella rete. Hai mai pensato di usarlo per altri scopi, politico\/sociologici per esempio? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Christophe Bruno<\/strong>:<\/span> S\u00ec, e sono stato contattato da aziende che lavorano in questi campi. Ma lo scopo principale di Dadameter era satirico, quindi non so cosa potrebbe succedere in un tale contesto schizofrenico.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.iterature.com\/dadameter\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.iterature.com\/dadameter\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Christophe Bruno , di cui Digimag ha gi\u0088 parlato sul numero #25 con una mia intervista, \u008f uno dei net.artisti pi\u009d conosciuti a livello internazionale.<\/p>\n","protected":false},"author":50,"featured_media":27250,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,239,195],"tags":[53,58],"class_list":["post-10501","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-articles","category-issue-042","tag-interviews","tag-net-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Cristophe Bruno: From Dada To Google &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-042\/cristophe-bruno-from-dada-to-google\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Cristophe Bruno: From Dada To Google &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Christophe Bruno - whom I previously interviewed in Digimag 25, is one of most known net.artists worldwide. 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