{"id":10498,"date":"2009-02-02T12:00:00","date_gmt":"2009-02-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/"},"modified":"2020-12-11T11:01:16","modified_gmt":"2020-12-11T10:01:16","slug":"cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/","title":{"rendered":"Cada: Hai Detto Di Volere Un&#8217;evoluzione?"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\"><span class=\"testoscuro\">CADA \u00e8 una piattaforma culturale multidisciplinare di base a Lisbona<\/span>: un centro che organizza workshop, incontri, attivit\u00e0 culturali ed eventi in quell&#8217;area grigia che sta al confine tra arte e design.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">L&#8217;interesse di CADA \u00e8 focalizzato ovviamente sulle nuove tecnologie digitali e sui software, anche se \u00e8 forse pi\u00f9 esatto osservare che anche CADA (come alcuni studi di arte e design italiani come Limiteazero, Dot Dot Dot, Todo e altri) rivolge la sua attenzione sull&#8217;uso e il misuso di tecnologie portabili e oggetti della vita di tutti i giorni, riconfigurabili con un&#8217;attitudine che molto ha preso dal mondo hacker, ad oggetti di design, di produzione audiovisiva, di visualizzazione di dati complessi, di comunicazione, di interazione. Il tutto basandosi sulle tecnologie software pi\u00f9 diffuse oggi: da Processing a VVVV, da Arduino a Sybian, dal C++ a Oper Frameworks.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Un po&#8217; come accade in Italia, <span class=\"testoscuro\">Sofia Oliveira, Jared Hawkey e Rui Trinidade<\/span>, i 3 membri fondatori di CADA, hanno fatto di necessit\u00e0 virt\u00f9 e sfidando il generale disinteressa e la scarsa competenza di organi scolastici e istituzioni hanno nel tempo raccolto fondi per aprire un proprio posto indipenedente: un luogo quindi dover poter iniziare a creare una propria microeconomia di produzione, alternando progetti artistici a progetti commerciali e a workshop con ospiti internazionali in grado di soddisfare le esigenze di una nuova classe di studenti alla ricerca di contenuti artistici e progettuali attuali. <strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;occasione di questa intervista nasce da un mio processo di ricerca a livello europeo di spazi indipendenti, non istituzionali, poliproduttivi e polifunzionali a cavallo tra arte e design, e dall<span class=\"testoscuro\">&#8216;invito che Jared Hawkey ha ricevuto lo scorso Novembre da parte di Celestino Soddu al Generative Art Festival a Milano.<\/span> Un&#8217;occasione questa per CADA di incontrare alcuni pioneri dell&#8217;arte e dei software generativi, ma al contempo un&#8217;occasione per confrontarsi con lo spirito eccessivamente accademico che ancora alberga nei nostri istituti, che inevitabilmente perde contatto con l&#8217;humus della produzione e della creativit\u00e0 legata a nuovi codici e nuove estetiche.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"testoscuro\" colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/softwareart_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Volete parlarmi della piattaforma CADA. Quali sono le vostre attivit\u00e0, quali le persone coinvolte e quali i vostri backgrounds?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span> CADA \u00e8 nata nel 2004. Si occupa di arte e lavori sperimentali, ispirata e indagatrice delle nuove tecnologie o di strutture tecnologiche. Non \u00e8 l&#8217;unica attivit\u00e0 questa nella quale siamo coinvolti, ma questi sono i tempi nei quali viviamo. Ci sono quindi grandi temi che seguiamo in questo dipartimento, ed infinite possibilit\u00e0. Molto tempo fa, abbiamo compreso a fondo come si possa diventare facilmente insani cercando di lavorare in modo autonomo con i computer e come spesso i progetti siano complessi e richiedano degli skills combinati. Per questo motivo siamo molto coinvolti nel lavoro collaborativo ma anche convinti che il lavoro pi\u00f9 efficace provenga dall&#8217;andare a fondo delle cose: tendiamo a lavorare in modo libero, seguendo progetto dopo progetto.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span> CADA in Portoghese significa ciascuno. Noi lavoriamo quindi su due fronti: il lavoro di progetto e i workshops. Ci sono tre membri chiave: Rui Trinidade che era un giornalista e attualmente organizza conferenze e mostre di design. Jared il cui background \u00e8 l&#8217;arte e io che ho un background in sociologia. Sono sempre stata anche interessata a sistemi, networks e processi generativi. E al pattern della vita di tutti i giorni<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span> Patterns nascosti. Oggetti con la propria vita, che sopravvivono nei loro piccoli mondi. Computing ambientale, in altre parole. Suppongo che tutti noi siamo di base realisti, ma ci deve essere anche spazio per una pittura d&#8217;ambiente, per un tempo congelato e per il fatto che qualche volta tutto sembra lo stage di un set.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/softwareart_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Come \u00e8 collegata la vostra attivit\u00e0 con i workshops con la vostra attitudine alla pratica artistica e alla produzione? In altri termini, ci sono delle relazioni possibile con progetti come &#8220;TODAY, mobile application&#8221; [http:\/\/today.cada1.net] or &#8220;sketcher 1.01&#8221; e i risultati\/inputs\/outputs che emergono dai workshops che organizzate?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span> Non c&#8217;\u00e8 propriamente un link in senso letterale tra i progetti e i workshops, per\u00f2 una forma di collegamento s\u00ec. I workshops infatti sono fatti normalmente attorno a temi, strumenti e processi che noi stessi siamo interessati a esplorare. Il link con TODAY per esempio \u00e8 che nel 2006 ero affascinata da una quasi totale mancanza di lavori sperimentali sui telefoni cellulati. Avendo gi\u00e0 avviato molti workshops su Processing, decisi di organizzare il primo workshops di Mobile Processing che si concluse incontrando Heitor Ferreira che in seguito lavor\u00f2 con noi a TODAY. Quando abbiamo iniziato, con un budget piccolissimo, realizzammo velocemente perch\u00e9 non c&#8217;erano molti workshops e progetti di questo tipo: perch\u00e9 sono molto complessi e richiedono differenti sistemi operativi, centinaia di devices differenti, tanto denaro e molti cellulari a disposizione. Quindi, in termini di sviluppo, richiedono un grande budget, specialmente se si vuole andare a fondo nel sistema operativo. Quindi, i workshops sono divertenti da fare e una buona idea per scambiare conoscenza e incontrare persone con interessi simili. Ne abbiamo fatti su Processing, Arduino e ne stiamo facendo uno sugli iPhone questo Febbraio.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Ditemi qualcosa di pi\u00f9 di &#8220;TODAY, mobile application&#8221; <em>e <\/em>di <em> &#8221; <\/em>sketcher 1.01 <em>&#8221; <\/em>o di qualche altro vostro progetto di cui siete completamente soddisfatti. Pensate che ci possa essere una sorta di linea comune che attraversa questi progetti e che li lega concettualmente o tecnicamente?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span> TODAY \u00e8 un&#8217;opera di computing ambientale.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span>TODAY \u00e8 un&#8217;opera di arte generativa e slash design.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span>E&#8217; un&#8217;opera di visualizzazione di dati.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/softwareart_mk08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span>E&#8217; un freeware. Un&#8217;applicazione che visualizza cosa accade sul tuo cellulari in termini di comunicazione. Quindi \u00e8 come la storia della tua giornata, ha un carattere sicuramente auto-biografico.<\/p>\n<p><strong class=\"testoscuro\">Jared Hawkey: <\/strong>E no, non ha alcuna relazione con ci\u00f2 che abbiamo fatto precedentemente. Anche se forse \u00e8 sempre esistito in qualche pattern nascosto.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span>S\u00ec, prima di iniziare non eravamo assolutamente feticisti dei cellulari, ne avevamo di poco costosi, con schermi in bianco e nero<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span>Heitor \u00e8 uno sviluppatore per cellulari e ovviamente ne aveva uno molto buono.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span>Ma siamo sempre stati curiosi di come la comunicazione poteva apparire. E il cellulare ci sembr\u00f2 uno strumento ovvio da esplorare, dato che lo possiedono circa 3.2 miliardi di persone. Al contempo ci interessava esplorare la sfera del personale e quindi trovammo il cellulare uno strumento molto intimo, all&#8217;opposto di vederlo come l&#8217;ennesimo strumento per il social network.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span>Il cellulare vive nel nostro profondo, qualcosa che vogliamo consultare mentre aspettiamo l&#8217;autobus.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/softwareart_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: La vostra attitudine sembra essere spostata verso quei territori di confine dell&#8217;uso\/misuso di tecnologie digitali e strumenti meccanici o elettronici, di attitudine hacking verso gli ogetti della vita di tutti I giorni e di tecnologie interattive, verso i softwares generativi per il graphic design e la visualizzazione di dati complessi. Come lavorate quindi su nuovi progetti e come sviluppare un workshops a CADA?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span> Il &#8220;mix perfetto&#8221;, grazie. Hmmmm, non lo so, riguardo il &#8220;misuso&#8221; e &#8220;l&#8217;attitudine hacking&#8221;: sicuramente non abbiamo messo in piedi un &#8220;misuso&#8221; del cellulare per esempio in TODAY in un modo disfunzionale, ironico, abusivo o inutile. Ma \u00e8 vero che abbiamo perso molti capelli per fare qualcosa che a tutti noi \u00e8 sembrato stupido, ovvio, logico e semplice: per questo motivo pu\u00f2 essere considerato come un grande hack, aver fatto cio\u00e8 qualcosa contro la logica comune, sfidando le costrizioni.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span> Quando incominciamo qualcosa, cerchiamo di non pensare troppo al fatto che si tratti di un lavoro di arte o di design. Vediamo dove lo sviluppo ci porta; quindi la distinzione non \u00e8 mai un punto di partenza. Personalmente, quello che mi interessa nel design \u00e8 il suo modello di distribuzione, cio\u00e8 nella capacit\u00e0 di raggiungere tante persone nello stesso modo, relazionandosi alla loro vita di tutti i giorni, all&#8217;opposto dell&#8217;avere un lavoro esposto in una galleria.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span>Vivere?&#8230; su un sistema di supporto della vita.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/softwareart_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span>S\u00ec, mi piace l&#8217;idea che un&#8217;opera venga portata in giro nelle bors nelle persone, o nelle buste di plastica.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span>Non lo so. Se intendi che i lavori di design funzionano con il mondo delle commodities, rivolgendosi alla generazione di sensazioni pre-esperienziate e che l&#8217;arte questo non lo fa, allora TODAY \u00e8 probabilmente un pezzo di arte. Ma quando lo abbiamo fatto, lo abbiamo pensato come un pezzo di design, solo perch\u00e9 l&#8217;Arte mette molta pressione sulle cose. E perch\u00e9, questo probabilmente perch\u00e8 la mia definizione di Arte, come definita dal mondo delle accademie di cui io sono un prodotto, \u00e8 troppo ristretta, l&#8217;idea che esso fosse uno strumento riflessivo, nei termini del suo posto nel discorso della produzione, non era una vera e propria intenzione. Abbiamo poi visto che esso poteva esistere nel sociale, dato che si svolgeva su uno strumento considerato l&#8217;oggetto di hardware consumer per eccellenza. Tre ragioni quindi per chiamarlo un&#8217;opera di design: poi ovviamente i designer la chiamano arte e gli artisti ti guardano come se fossi in combutta con il diavolo.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span>Quando parliamo ai design che provengono da un mondo maggiormente commerciali e di mercato e loro ci danno dei feedback su TODAY, dicono che avremmo bisogno di implementare i componenti di servizio, la funzionalit\u00e0 o che dovrebbe essere pi\u00f9 veloce e che il sistema visuale \u00e8 troppo astratto. E allora noi pensiamo: &#8220;oh Dio, non \u00e8 sicuramente un pezzo di design&#8221;, perch\u00e9 la sua lentezza e il suo lato contemplativo sono per noi le chiavi del lavoro. Ma quando parliamo con persone che provengono dal mondo dell&#8217;arte, sembrano avere un problema ad approcciarsi ai cellulari e non riescono veramente a comprendere che non li stiamo vendendo. Penso quindi che siamo in una sorta di spazio intermedio, qualcosa che puoi benissimo chiamare experimental design.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span>Ultimamente le distizioni necessitano di qualche revisione. Ma noi non vogliamo rimanerne soffocati: siamo abbastanza felici di essere categorizzati come &#8220;altro&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/softwareart_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Voi affermate che CADA \u00e8 connessa con la community di Lisbona e immagino quanto sia stato questo un lungo lavoro da fare nel corso degli anni. Quanto \u00e8 difficile e quale \u00e8 il livello di attenzione delle Istituzioni culturali, delle scuole, delle accademie, del pubblico, dei media verso la cultura, il design e l&#8217;arte digitale? Quanto \u00e8 difficile, in altre parole, trovare soldi e aiuti dalle Istituzioni per mantenere vive le attivit\u00e0 di CADA e come siete eventualmente legati ad altri centri culturali in citt\u00e0 o in Portogallo?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span>CADA \u00e8 partito con un fondo di due anni pubblico e privato, con l&#8217;obbiettivo di stimulare sui temi da te indicati l&#8217;area del Portogallo. Quindi abbiamo avuto dei soldi da distribuire in giro, che ha significato fare promozione, indire una competizione per due anni, dove i vincitori potevano sviluppare con noi il loro progetto, organizzare un programma televisivo sull&#8217;arte elettronica Portoghese, attivare workshops ed eventi e cos\u00ec via. Una volta che i fondi si sono fermati nel 2006, \u00e8 diventato pi\u00f9 difficile proseguire con questi servizi pubblici: il prossimo anno saremo in grado nuovamente di partecipare alla richiesta di fondi, ma per il momento dobbiamo lavorare sull&#8217;equilibrio tra programmazione e produzione del lavoro. Realisticamente, quello che possiamo proseguire a fare senza fondi, sono proprio i workshops: lo scorso anno abbiamo per\u00f2 preso dei fondi per progetti specifici, come TODAY o altri progetti e anche per un festival Mixed Media di quattro giorno co-prodotto con Polar Produce, da Bristol.<\/p>\n<p>Quindi non ci possiamo proprio lamentare. Abbiamo anche una partnership che ci consente di fare questi workshops con un po&#8217; di soldi a disposizione, come uno spazio gratis e l&#8217;attrezzatura per i workshops. Stiamo inoltre iniziando una collaborazione con un&#8217;universit\u00e0, un laboratorio di ingegneria computazionale, per sviluppare lavori insieme. C&#8217;\u00e8 un prezzo da pagare se diventi troppo istituzionale, quindi io sono felice di questo spazio indipendente.<\/p>\n<p>I media tradizionali non danno troppa attenzione ai lavori tecnologici: e io non do molta attenzione a loro del resto. Quando faccio qualcosa, tutti i miei sforzi di comunicazione vanno online e di norma funzionano bene. C&#8217;\u00e8 questa tradizione Portoghese a lamentarsi e compiangersi che ci toglie tantissime energie, anche se penso che in generale sia difficile muoversi in quest&#8217;area grigia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/softwareart_mk07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Infine, come \u00e8 stata l&#8217;esperienza al Generative Art festival qui a Milano qualche mese fa e pi\u00f9 in generale, cosa ne pensate del grande hype che circonda i tools generativi negli ultimi anni? Quale pu\u00f2 essere il futuro di questa disciplina di arte\/design?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Jared Hawkey<\/strong>: <\/span> Ero fuori di me a Milano: ci avevi detto cosa aspettarci, ma ero totalmente impreparato. E&#8217; stato qualcosa di completamente accademico: sono andato per imparare e come &#8220;un bravo bambino&#8221; ho fatto molto demande. Sia Celestino Soddu che Enrica Colabella sono dei veri pionieri ed \u00e8 stato grande essere parte di un incontro cos\u00ec venerabile, c&#8217;era persino Philip Galanter. E ho effettivamente imparato molto. La sola cosa che non ho digerito, \u00e8 che come ti ho detto quando ci siamo incontrati, c&#8217;era un generale desiderio verso la complessit\u00e0. Per esempio, capisco e posso essere d&#8217;accordo con il richiamo alla Poetica di Celestino ed Enrica e amo il modo in cui si inseriscono nell&#8217;architettura Modernista per creare aperture nella soggettivit\u00e0 e nella conseguente mancanza di identit\u00e0 nelle citt\u00e0 moderne e perch\u00e9 quindi sia necessario produrre gli output e le forme quanto pi\u00f9 complesse possibili. Ma ho percepito in un certo qual modo la loro posizione, un po&#8217; troppo militante.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Sofia Oliveira<\/strong>: <\/span> Pensi che sia veramente cos\u00ec hype? E&#8217; sicuramente diventata la forma espressiva pi\u00f9 importante del motion graphic e del graphic design, nonch\u00e9 del flusso commerciale ovviamente. Quale possa essere il suo futuro non lo so.<\/p>\n<hr \/>\n\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.cada1.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.cada1.net\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CADA \u008f una piattaforma culturale multidisciplinare di base a Lisbona: un centro che organizza workshop, incontri, attivit\u0088 culturali ed eventi in quell&#8217;area grigia che sta al confine tra arte e design.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":27408,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,194],"tags":[53,67],"class_list":["post-10498","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-041","tag-interviews","tag-software-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Cada: Hai Detto Di Volere Un&#039;evoluzione? &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Cada: Hai Detto Di Volere Un&#039;evoluzione? &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]CADA is a cultural, multi-disciplinary platform based in Lisbon: a centre that organises workshops, meetings, cultural activities and events within that grey area that lies at the margin between art and design. [:it]CADA \u008f una piattaforma culturale multidisciplinare di base a Lisbona: un centro che organizza workshop, incontri, attivit\u0088 culturali ed eventi in quell&#039;area grigia che sta al confine tra arte e design.[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/marcomancuso.digicult\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2009-02-02T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-12-11T10:01:16+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/softwareart_mk03.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Marco Mancuso\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Marco Mancuso\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"35 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/\",\"name\":\"Cada: Hai Detto Di Volere Un'evoluzione? &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/softwareart_mk03.jpg\",\"datePublished\":\"2009-02-02T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-12-11T10:01:16+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/softwareart_mk03.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/softwareart_mk03.jpg\",\"width\":280,\"height\":210},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Cada: Hai Detto Di Volere Un&#8217;evoluzione?\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255\",\"name\":\"Marco Mancuso\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png\",\"caption\":\"Marco Mancuso\"},\"description\":\"Marco Mancuso \u00e8 critico, curatore e ricercatore, specializzato in arte, filosofia e tecnoscienza. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Culture Digitali presso l'Universit\u00e0 Iuav di Venezia e insegna presso l'Universit\u00e0 Alma Mater di Bologna e Naba Milano. Ha curato mostre e collaborato con istituzioni come Transmediale, Sonar+D, Sonic Acts, Baltan Laboratories. STRP, Nemo, V2, Elektra, Todaysart, Impakt tra gli altri. \u00c8 il fondatore della piattaforma Digicult, co-fondatore di SSH - Sound Studies Hub presso l'Universit\u00e0 Iuav e membro dell'advisory board per il progetto \\\"Future Innovation\\\" presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. \u00c8 anche autore dei libri \\\"Arte, Tecnologia e Scienza\\\" (2018) e \\\"Intervista con New Media Art\\\" (2020).\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.marcomancuso.net\",\"https:\/\/www.facebook.com\/marcomancuso.digicult\",\"https:\/\/twitter.com\/digicult\"],\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/marco-mancuso\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Cada: Hai Detto Di Volere Un'evoluzione? &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Cada: Hai Detto Di Volere Un'evoluzione? &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]CADA is a cultural, multi-disciplinary platform based in Lisbon: a centre that organises workshops, meetings, cultural activities and events within that grey area that lies at the margin between art and design. [:it]CADA \u008f una piattaforma culturale multidisciplinare di base a Lisbona: un centro che organizza workshop, incontri, attivit\u0088 culturali ed eventi in quell'area grigia che sta al confine tra arte e design.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/marcomancuso.digicult","article_published_time":"2009-02-02T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-12-11T10:01:16+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/softwareart_mk03.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Marco Mancuso","twitter_misc":{"Scritto da":"Marco Mancuso","Tempo di lettura stimato":"35 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/","name":"Cada: Hai Detto Di Volere Un'evoluzione? &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/softwareart_mk03.jpg","datePublished":"2009-02-02T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-12-11T10:01:16+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/softwareart_mk03.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/softwareart_mk03.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-041\/cada-did-you-say-you-wanted-an-evolution\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Cada: Hai Detto Di Volere Un&#8217;evoluzione?"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255","name":"Marco Mancuso","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png","caption":"Marco Mancuso"},"description":"Marco Mancuso \u00e8 critico, curatore e ricercatore, specializzato in arte, filosofia e tecnoscienza. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Culture Digitali presso l'Universit\u00e0 Iuav di Venezia e insegna presso l'Universit\u00e0 Alma Mater di Bologna e Naba Milano. Ha curato mostre e collaborato con istituzioni come Transmediale, Sonar+D, Sonic Acts, Baltan Laboratories. STRP, Nemo, V2, Elektra, Todaysart, Impakt tra gli altri. \u00c8 il fondatore della piattaforma Digicult, co-fondatore di SSH - Sound Studies Hub presso l'Universit\u00e0 Iuav e membro dell'advisory board per il progetto \"Future Innovation\" presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. \u00c8 anche autore dei libri \"Arte, Tecnologia e Scienza\" (2018) e \"Intervista con New Media Art\" (2020).","sameAs":["http:\/\/www.marcomancuso.net","https:\/\/www.facebook.com\/marcomancuso.digicult","https:\/\/twitter.com\/digicult"],"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/marco-mancuso\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10498","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10498"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10498\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61761,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10498\/revisions\/61761"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}