{"id":10493,"date":"2009-02-02T12:00:00","date_gmt":"2009-02-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-041\/eduardo-navas-track-me-not-please\/"},"modified":"2020-10-28T09:51:10","modified_gmt":"2020-10-28T08:51:10","slug":"eduardo-navas-track-me-not-please","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/eduardo-navas-track-me-not-please\/","title":{"rendered":"Eduardo Navas: Track Me Not, Please!"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">A tre anni da una lunga intervista sul progetto editoriale <span class=\"testoscuro\">Newmediafix<\/span>, con il quale ho collaborato come redattrice per quasi un anno e che, come da progetto editoriale, ripubblica e distribuisce testi ed interviste dei pi\u00f9 importanti progetti editoriali internazionali incentrati su arte e media, tra cui Digicult, ho incontrato nuovamente <span class=\"testoscuro\">Eduardo Navas per un&#8217;intervista sul suo ultimo progetto ondine, &#8220;Traceblog&#8221;<\/span>.<\/p>\n<p>L&#8217;artista, teorico, curatore e ricercatore americano ha lavorato su software e risorse in Rete per il blogging, legate a dinamiche di networking e lavoro di remix e diffusione di cultura e concetti, informazioni e pensieri, sin dagli inizi della sua carriera che lo ha reso oggi una delle voci pi\u00f9 influenti a livello internazionale in termini di cultura di Rete e uso\/abuso dei suoi strumenti. Come lui stesso afferma nel corso di questa lunga chiacchierata parlando in senso ampio dei suoi lavori: &#8220;si tratta di progetti attraverso cui esplorare le implicazioni della crescente pervasivit\u00e0 del flusso di informazione e le sue manipolazioni. Da questo punto di vista , vedo il progetto in diretta relazione con le mie ricerche in corso sulla cultura del blogging.<\/p>\n<p>In linea con i suoi precedenti progetti di net art come &#8220;<span class=\"testoscuro\">Goobalization&#8221; e &#8220;Diary of a Star&#8221;<\/span>, e nello stesso tempo continuando le sue ricerche teoriche su blogging e remix, <span class=\"testoscuro\">&#8220;Traceblog&#8221; \u00e8 quindi un progetto online che usando un plugin gratuito fornito dagli stessi sviluppatori di Firefox (Track me not)<\/span>, pensato per offuscare la trasparenza delle attivit\u00e0 di ricerca degli utenti del browser, pubblica i log dell&#8217;attivit\u00e0 di browsing di Navas su un determinato sito internet. Un progetto che rende esplicito come il nostro navigare su siti Internet consenta ai browser di archiviare dati sensibili che possono essere utilizzati per scopi sia commerciali che di controllo: un fenomeno, quello del data mining, ormai quasi fuori controllo pensando sia alle piattaforme web 2.0 che stimolano l&#8217;ossessione degli utenti Internet di mostrarsi e conoscersi, sia alle piattaforme pi\u00f9 comuni di blog in mano a grossi gruppi commerciali (Blogger per esempio che appartiene oggi a Google). Di questo e molto altro abbiamo quindi parlato con Eduardo Navas&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/netart_lucreziacippitelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Presentaci in poche parole l&#8217;essenza di &#8220;Traceblog&#8221;. Non le sue &#8220;istruzioni per l&#8217;uso&#8221;, che gli utenti di Internet possono trovare nella pagina di presentazione del sito, ma essenzialmente il suo concept. Su cosa \u00e8 incentrato il tuo ultimo progetto online?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Eduardo Navas<\/strong>:<\/span> Parte del mio intento concettuale \u00e8 spiegato nella pagina &#8220;About&#8221; del sito, ma sono contento di questa domanda perch\u00e9 ci sono alcune questioni che ho lasciato inespresse, in parte perch\u00e9 voglio che l&#8217;utente consideri le implicazioni del progetto, di cui vorrei siano evidenziati alcuni punti. La spiegazione della pagina &#8220;About&#8221; affronta i temi della sorveglianza e data-mining e la loro relazione con la perdita della privacy. Quello che per\u00f2 non ho spiegato per\u00f2 \u00e8 che uso &#8220;Traceblog&#8221; per riflettere sugli sviluppi che il blogging ha vissuto negli ultimi anni e su come l&#8217;espressione delle opinioni personali attraverso un blog si sia trasformato in un rumore di fondo dovuto all&#8217;ipersaturazione ed alle aspettative per le quali ognuno dovrebbe di fatto avere un blog personale.<\/p>\n<p>L&#8217;automazione dell&#8217;accesso all&#8217;informazione \u00e8 diventata di fatto la norma con i feeds RSS, e per un periodo ho riflettuto sul fatto che l&#8217;atto del blogging \u00e8 diventato automatico e nello stesso tempo che la redazione di un diario \u00e8 semplicemente un lavoro che \u00e8 difficile da portare avanti al giorno d&#8217;oggi, anche a causa del multi-tasking che ci si aspetta dalle persone. <span class=\"testoscuro\">Me ne sono reso conto con il mio progetto &#8220;Diary of a star&#8221; (un reblogging dei &#8220;Diari di Andy Warhol&#8221;, &lt;http:\/\/navasse.net\/star&gt;, n.d.r). <\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/netart_lucreziacippitelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Quindi, oltre a puntare il dito sulla questione della trasparenza del data-mining, resa evidente per esempio dai commenti degli utenti di Internet sui blogs, volevo anche creare un progetto che mettesse a fuoco la possibilit\u00e0 di creare un software in grado di scrivere qualcosa al posto mio, di cui non mi dovessi preoccupare se fosse interessante o no da leggere, e renderlo pubblico. L&#8217;appropriazione di TrackeMeNot, (l&#8217;estenione di Firefox sviluppata per offuscare le ricerche su internet degli utenti del browser), mi ha permesso di mettere in pratica tutti questi interessi, sottolineando allo stesso tempo come il blogging sia diventato in certi casi un atto pervasivo di noia.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che mi piace di <span class=\"testoscuro\">TrackMeNot<\/span> \u00e8 il fatto che gli pseudo-risultati di ricerca sono in qualche modo un riflesso di quello che faccio online. Secondo i suoi sviluppatori, TrackMeNot mantiene una memoria delle ricerche effettuate su motori di ricerca ed inizia ad assimilare risultati paralleli che potrebbero in qualche modo essere ci\u00f2 che l&#8217;utente cerca. Trovo questo punto interessante, soprattutto vedere come i risultati potrebbero essere di mio interesse, ma non ho mai pensato di fare una tale ricerca. E&#8217; come avere un mio doppio, un clone del quale sto imparando ogni giorno qualcosa in pi\u00f9. Mi piace questo aspetto di TrackMeNot, e di fatto si \u00e8 trattato del motivo per il quale me ne sono interessato.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/netart_lucreziacippitelli04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Abbiamo gi\u00e0 avuto una lunga intervista tre anni fa, sul tuo progetto &#8220;newmediaFiX&#8221; (https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=239). Da allora, il tuo progetto editoriale sembra procedere. Nello stesso tempo hai sviluppato un intensa attivit\u00e0 teorica con il tuo blog &#8220;Remix Theory&#8221;, l&#8217;attivit\u00e0 curatoriale per la galleria @calit2, dell&#8217;Universit\u00e0 di San Diego California (USDC), dove sei dottorando. &#8220;Traceblog&#8221; sembra averti riportato ai tuoi primi lavori online. Mi riferisco in particolare a &#8220;Diary of a Star&#8221; (2004-2007) e &#8220;Goobalization&#8221; (2005). Quale percorso ti ha portato a &#8220;Traceblog&#8221; nel contesto della tua attuale ricerca artistica e teorica?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Eduardo Navas<\/strong>:<\/span> Ho lavorato sui software e risorse online per il blogging per un lungo periodo, per sviluppare la maggior parte dei miei progetti su Internet. credo che i miei interessi curatoriali siano contestualizzabili nell&#8217;estetica del blogging, che in sostanza ho preso in considerazione per selezionare e valutare contenuti per le mie presentazioni. Le forme attraverso cui i materiali sono presentati sono ovviamente diverse, ma in principio fare un blog \u00e8 come curare: un blog \u00e8 un remix.<\/p>\n<p>&#8220;Traceblog&#8221; \u00e8 solamente un estensione di ci\u00f2 che ho esplorato in &#8220;Diary of a Star&#8221;, ma affronto la questione in un modo diverso, assumendo una posizione critica sul data-mining. Considero anche &#8220;Traceblog&#8221; come un progetto critico cos\u00ec come &#8220;Goobalization&#8221;. Si tratta per me di un altro progetto attraverso cui esplorare le implicazioni della crescente pervasivit\u00e0 del flusso di informazione e le sue manipolazioni. Da questo punto di vista , vedo il progetto in diretta relazione con le mie ricerche in corso sulla cultura del blogging.<\/p>\n<p>Quindi non so dire se sono tornato ai miei precedenti lavori pensati per Internet, come suggerisci. Direi che sto facendo ci\u00f2 che ho sempre fatto, usare i blog per parlare di culture del networking.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/netart_lucreziacippitelli03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: In passato ho assistito alle tue presentazioni sul blogging, che introducevi come un&#8217;attivit\u00e0 collegata in qualche modo alla cultura hacker. Con &#8220;Traceblog&#8221; sembra che tu abbia completamente cambiato il tuo punto di vista, collegando il blogging al web 2.0 ed ai pi\u00f9 ovvi e popolari social networks come Facebook, Flickr, Myspace o Youtube. Che \u00e8 successo nel frattempo all'&#8221;etica hacker&#8221;?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Eduardo Navas<\/strong>:<\/span> Credo che l'&#8221;etica hacker&#8221; sia ancora in gioco nella cultura online. Ma i blogs sono stati assimilati, come succede di solito con tutto ci\u00f2 che viene introdotto ed acquisisce un significato nelle comunit\u00e0 online. Una delle ragioni per cui ho affrontato il blogging, \u00e8 perch\u00e9 gli sviluppatori conoscono perfettamente il suo potenziale nel data-mining. Ne ero perfettamente consapevole da quando Google ha comprato Blogger. Sapevo che i motori di ricerca stavano entrando in una nuova fase di pervasivit\u00e0. Quando nel passato mi sono occupato di hackers, \u00e8 perch\u00e9 li avevo collegati alla nozione di &#8220;gioco&#8221;. Credo che in particolare nella lecture a cui fai riferimento mi riferivo a Richard Stallman, quando ricordava le sue esperienze all&#8217;universit\u00e0. Stallman spiega che gli hackers sono interessati nel giocare con le cose, per vedere cosa potrebbe succedere. Gli hackers amano immaginare come far funzionare le cose secondo modalit\u00e0 inaspettate. Non faccio riferimento a questa attitudine esclusivamente rivolta ai computers, ma la estendo a tutte le aree della vita (e credo che altre persone che parlano hacking la pensino nello stesso modo). Credo che questa cultura sia in parte stato il motore per lo sviluppo dei blogs e di altre piattaforme Cms. Oggi l&#8217;estetica hacker del &#8220;gioco per vedere cosa succede&#8221; \u00e8 in campo in ogni contesto. Chiunque, anche l&#8217;utente pi\u00f9 casuale, ha l&#8217;opportunit\u00e0 di modificare uno strumento, e fa riferimento ai forum dove viene spiegato chiaramente come modificare o migliorare qualcosa.<\/p>\n<p>Ma se parli di hacking come una forma di resistenza, credo che questo sia un altro aspetto molto forte della cultura dei networks, ma il blog gioca un ruolo contingente o complementare in questo contesto. Se ti riferisci al blogging come uno strumento con potenzialit\u00e0 critiche, in linea con una pratica critica di hacking, credo sia ancora possibile. Dipende dalle persone fare ci\u00f2 che vogliono.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/netart_lucreziacippitelli05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: L&#8217;Estetica di &#8220;Traceblog&#8221; mostra, secondo me, il tuo interesse in essere totalmente under-stated. Credo che tu abbia deliberatamente usato un&#8217;interfaccia grafica semplice e di uso comune, scelta tra le interfacce disponibili su Blogger: uno sfondo verde, caratteri tipografici totalmente privi di design, le pagine riempite con lunghi ed illegibili ghosts della tua ricerca su Internet attivata dal plugin di Firefox TrackMeNot. Da aprile 2008, &#8220;Traceblog&#8221; pubblica online pagine e pagine di links e caratteri. Non hai scelto tua nessuna estetica underground (e credo tu abbia evitato di farlo deliberatamente). Non stai facendo tua nessuna posizione politica critica e radicale. Non stai giocando con i grandi classici come il &#8220;Grande fratello&#8221; di Orwell, non hai abbracciato le posizioni radicali delle comunit\u00e0 hacker sulla necessit\u00e0 di garantire la privacy degli utenti di internet contro il controllo e l&#8217;uso commerciale dei contenuti. C&#8217;\u00e8 una ragione specifica per tutto questo?.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Eduardo Navas<\/strong>:<\/span> C&#8217;\u00e8 una ragione molto specifica per il look di &#8220;Traceblog&#8221;. Ritorno cos\u00ec alla tua domanda precedente dove mi chiedi dell&#8217;estetica hacker. In un certo senso &#8220;Traceblog&#8221; \u00e8 un hacking concettuale. Con questo intendo che ho preso due elementi pensati per funzionare in un certo modo e li ho uniti per arrivare a una riflessione critica. Per fare ci\u00f2, ho dovuto lavorare il meno possibile sui due elementi di cui mi sono appropriato. Ho scelto Blogger perch\u00e9 \u00e8 immerso nel sistema. Si tratta di una delle piattaforme di blogging pi\u00f9 popolari e, come ho gi\u00e0 accennato, ritengo estremamente importante che oggi sia stato acquisito da Google, che \u00e8 a sua volta uno dei motori di ricerca che TrackMeNot usa per effettuare le ricerche automatiche. In questo senso l&#8217;informazione circola a tutto tondo.<\/p>\n<p>Puoi pensare a &#8220;Traceblog&#8221; come un &#8220;conceptual mashup&#8221;. Intendo cio\u00e8 che, come in un mashup musicale, chi ascolta pu\u00f2 riconoscere due o pi\u00f9 elementi in gioco nello stesso momento. &#8220;Traceblog&#8221; funziona nello stesso modo. Presenta semplicemente i logs delle ricerche cos\u00ec come vengono archiviati ogni volta che avvio Firefox. Inoltre ha l&#8217;aspetto di un blog di Blogger con uno dei pi\u00f9 generici templates grafici. Presentare i materiali con un&#8217;impostazione grafica di default decostruisce il loro stato naturale. L&#8217;utente pu\u00f2 cos\u00ec rendersi conto delle implicazioni di ci\u00f2 che si pensa comunemente scontato. Nello stesso tempo gli aggiornamenti, come tu hai notato, non sono di facile fruizione da parte di un lettore: negano ogni possibile lettura dei contenuti ed al massimo chi ci si trova davanti pu\u00f2 immaginare che si tratti di un qualche tipo di scanning random di termini. Questo \u00e8 in effetti un&#8217;accusa contro l&#8217;ossessione che le persone hanno di esprimere se stessi, sottolineando che l&#8217;auto espressione online attraverso i blogs \u00e8 stata gradualmente cooptata a un livello tale che pu\u00f2 essere oggi interpretata come una forma vuota di intrattenimento. I log che tu vedi sulle pagine fanno riferimento a quest&#8217;aspetto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/netart_lucreziacippitelli06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Ci\u00f2 che trovo personalmente interessante di &#8220;Track me Not&#8221; \u00e8 il fatto che lo staff di Firefox, che lo ha sviluppato nel 2006, spiega nella pagina del download che il plugin &#8220;protegge gli utenti dall&#8217;archiviazione dei sui dati personali a fini commerciali&#8221;, sottolineando l&#8217;aspetto commerciale dell&#8217;uso dei dati degli utenti di Internet da parte delle multinazionali dell&#8217;informazione. Citando la pagina di presentazione di &#8220;Traceblog&#8221; sul tuo sito, (http:\/\/navasse.net\/traceblog\/about.html), confermi quanto detto sopra, scrivendo che &#8220;l&#8217;archiviazione dell&#8217;attivit\u00e0 di navigazione su Internet degli utenti \u00e8 diventata un elemento essenziale per il data-mining [&#8230;] spesso usato per capire meglio i trends della gente&#8221;. Non fai nessun riferimento specifico a qualcosa che credo sia il vero lato inquietante della &#8220;trasparenza&#8221; di ogni attivit\u00e0 legata a Internet (dal mandare una mail a navigare): il controllo, soprattutto nell&#8217;ottica della &#8220;guerra contro il terrore&#8221; ancor pi\u00f9 legittimata dopo l&#8217;attentato alle torri del World Trade Center dell&#8217;11 settembre 2001. Si tratta in generale di un meccanismo che opera in sottofondo da decenni, pensa per esempio a Echelon. Pensi che lo sviluppo del web 2.0 e la massificazione dei social networks abbia cambiato qualcosa in termini di uso critico del networking e controllo?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Eduardo Navas<\/span><\/strong>: Credo che una delle cose che riguardano le persone con una coscienza individuale critica \u00e8 come le tecnologie emergenti possono essere abusate per scopi politici. Sono diplomatico nelle mie dichiarazioni sull&#8217;archiviazione di dati degli utenti per fini commerciali perch\u00e9 credo che esista un lato positivo nello sviluppo del data-mining. Ma il problema maggiore per me \u00e8 che esiste davvero poca educazione sulle implicazioni delle tecnologie emergenti che riguardano il data-mining.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda Echelon, ha cambiato il controllo sui Media? Naturalmente si, considerando che si trattava di una collaborazione tra Gran Bretagna e Stati Uniti ed altre potenze mondiali. Ma in realt\u00e0 si trattava di un estensione dei primi tempi di Internet. Come si sa, non avremmo avuto Internet senza Guerra Fredda. Quindi sapere che le potenze globali stanno investendo per lo sviluppo del data-mining non \u00e8 un fatto inaspettato. Credo che se le comunit\u00e0 sono consapevoli degli sviluppi tecnologici e si organizzano bene, le tecnologia pu\u00f2 continuare a progredire. L&#8217;esempio pi\u00f9 ovvio da ricordare sono le ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Credo fermamente che Obama abbia vinto perch\u00e9 ha capito come funzionano le culture online, ed ha usato il pi\u00f9 possibile le tecnologie disponibili per raggiungere quante pi\u00f9 persone fosse possibile. E&#8217; diventato velocemente senso comune come Obama abbia imparato dagli errori di John Kerry a dalle strategie di Howard Dean.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag41\/articoli\/img\/netart_lucreziacippitelli08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>In ultima istanza, credo che l&#8217;educazione sia la vera questione centrale oggigiorno. In realt\u00e0 lo \u00e8 forse sempre stata. L&#8217;educazione \u00e8 il solo investimento che non pu\u00f2 andare incontro a crisi violente come quelle dei mercati. E&#8217; l&#8217;attivit\u00e0 con maggiore valore, ed \u00e8 per questo diventata sempre pi\u00f9 cara negli Stati Uniti. Una volta che una persona ha capito qualcosa, non pu\u00f2 perderla, e quindi la sua posizione pu\u00f2 solamente crescere in termini di valore. Quindi in ambito culturale la vera questione riguarda sempre l&#8217;educazione. &#8220;Traceblog&#8221; riguarda educare se stessi ed imparare le vere implicazioni delle azioni quotidiane che appaiono innocenti ed incidentali ma che hanno un grande valore per chi colleziona dati personali. &#8220;Traceblog&#8221; parla di consapevolezza. La consapevolezza non pu\u00f2 essere comprata o venduta, ma pu\u00f2 solo sviluppare scambi critici. Dobbiamo sempre tenerlo ben presente.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/navasse.net\/traceblog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/navasse.net\/traceblog\/<\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/newmediafix.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/newmediafix.net<\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/navasse.net\/star\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/navasse.net\/star\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A tre anni da una lunga intervista sul progetto editoriale Newmediafix, con il quale ho collaborato come redattrice per quasi un anno e che, come da progetto editoriale, ripubblica e distribuisce testi ed interviste dei pi\u009d importanti progetti editoriali internazionali incentrati su arte e media, tra cui Digicult, ho incontrato nuovamente Eduardo Navas per un&#8217;intervista sul suo ultimo progetto ondine, &#8216;Traceblog&#8217;<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":27336,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,239,194],"tags":[53,58,13],"class_list":["post-10493","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-activism","category-articles","category-issue-041","tag-interviews","tag-net-art","tag-networking"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Eduardo Navas: Track Me Not, Please! &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/eduardo-navas-track-me-not-please\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Eduardo Navas: Track Me Not, Please! &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Three years ago I had a long interview with Eduardo Navas about his editorial project, &#039;NewmediaFix&#039;, the online platform that republishes and redistributes texts and interviews from the most influential international magazines focused on art and media (between them Digicult) and which I collaborated with as editor for almost one year. I met again by email Eduardo for another interview about his last online project, &#039;Traceblog, launched on October 2008&#039;[:it]A tre anni da una lunga intervista sul progetto editoriale Newmediafix, con il quale ho collaborato come redattrice per quasi un anno e che, come da progetto editoriale, ripubblica e distribuisce testi ed interviste dei pi\u009d importanti progetti editoriali internazionali incentrati su arte e media, tra cui Digicult, ho incontrato nuovamente Eduardo Navas per un&#039;intervista sul suo ultimo progetto ondine, &#039;Traceblog&#039;[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/eduardo-navas-track-me-not-please\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/lucrezia.cippitelli\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2009-02-02T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-28T08:51:10+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/Eduardo-Navas.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Lucrezia Cippitelli\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Lucrezia Cippitelli\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"26 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/eduardo-navas-track-me-not-please\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/eduardo-navas-track-me-not-please\/\",\"name\":\"Eduardo Navas: Track Me Not, Please! 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