{"id":10469,"date":"2008-12-04T12:00:00","date_gmt":"2008-12-04T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-040\/italiano-rinus-van-alebeek-das-kleine-fieldrecordings\/"},"modified":"2020-10-26T11:30:16","modified_gmt":"2020-10-26T10:30:16","slug":"italiano-rinus-van-alebeek-das-kleine-fieldrecordings","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-040\/italiano-rinus-van-alebeek-das-kleine-fieldrecordings\/","title":{"rendered":"Rinus Van Alebeek: Das Kleine Fieldrecordings"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">Dal 2006 ha luogo a Berlino<span class=\"testoscuro\"> &#8220;Das kleine Fieldrecordings Festival&#8221;, un festival dedicato alle registrazioni ambientali <\/span>con un taglio tendenzialmente musicale. &#8220;Das kleine Fieldrecordings Festival&#8221;, giunto ora alla sua quarta edizione \u00e8 curato dall&#8217;olandese <span class=\"testoscuro\">Rinus Van Alebeek , artista, &#8220;tape musician&#8221; e scrittore sotto lo pseudonimo di Philip Markus. <\/span><\/p>\n<p>Iniziato come festival itinerante tra diversi quartieri e spazi della citt\u00e0 sembrerebbe essersi stabilito per ora nel quartiere di Neuk\u00f6lln. <span class=\"testoscuro\">&#8220;Das kleine Fieldrecordings Festival&#8221; \u00e8 un festival no-budget<\/span> che &#8211; grazie alla disponibilit\u00e0 dei luoghi in cui viene presentato e delle loro risorse, oltre che alla disponibilit\u00e0 dei musicisti a presentare i loro progetti in cambio di un contributo simbolico \u0096 nel suo &#8220;piccolo&#8221; mostra e alimenta una scena musicale fatta di cacciatori di suoni.<\/p>\n<p>La rassegna mostra metodologie e pratiche molto differenti che possono stimolare comparazioni tra i paesaggi sonori presentati &#8211; appartenenti a contesti simili ma registrati in luoghi diversi &#8211; , introdurre mondi immaginari generati dalla somma di pi\u00f9 atmosfere sonore, oppure, diffondendo musica concreta, musica elettroacustica, rumore e radiodrammi, possono addirittura suggerire forme narrative .<\/p>\n<p>Accolta dal tepore della casa di Rinus ho avuto occasione chiacchierare piacevolmente con lui sul Festival. Prima di lasciar spazio all&#8217;intervista, vorrei ringraziarlo vivamente per essersi reso disponibile a rispondere in italiano.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/elettronica_valeriamerlini02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Valeria Merlini<\/strong>: Che cosa ti ha spinto a voler dar vita a &#8220;Das kleine Fieldrecordings Festival&#8221;?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> Stavo cercando di aiutare dei musicisti, tra i quali <span class=\"testoscuro\">Patrick Franke, fondatore della&#8221; Alula Ton Serien&#8221;<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.alulatonserien.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.alulatonserien.de<\/a>) e <span class=\"testoscuro\">Lasse Marc Riek, cofondatore di &#8220;Gruenrecorder&#8221; (www.gruenrekorder.de)<\/span> , a trovare delle date per suonare a Berlino. Dato il numero cospicuo delle richieste, ho pensato di organizzare un festival. Per cercare altri musicisti che potessero avere interesse a partecipare, ho consultato l&#8217;elenco dei contatti di <span class=\"testoscuro\">&#8220;Phonographers<\/span>&#8221; (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.phonography.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.phonography.org<\/a>), ho chiesto a <span class=\"testoscuro\">Derek Holzer, cooiniziatore di &#8220;Sound Transit&#8221;<\/span>, e al collettivo<span class=\"testoscuro\"> &#8220;Tape Only&#8221;<\/span>, a cui si erano aggiunti nell&#8217;estate del 2006 Stephane Leonard e Marcel T\u00fcrkowsky . Cos\u00ec \u00e8 partito il Festival.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Valeria Merlini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Perch\u00e8 circoscrivere il festival alle riprese ambientali? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> Da un lato perch\u00e8 me ne occupo da anni, dall&#8217;altro perch\u00e8 ascoltando cosa offriva la scena musicale berlinese ai concerti, mi ero accorto che la presenza di field recordings era scarsissima.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/elettronica_valeriamerlini03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Valeria Merlini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Come ti sei avvicinato ai field recordings?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> Mi trovavo in Italia, dove la radio \u00e8 un disastro. Stancatomi di ascoltare sempre le stesse cassette, mentre sbrigavo le faccende domestiche, ho iniziato a fare registrazioni ambientali. Riascoltandole mi sono accorto che riuscivo a visualizzare il mio ricordo e rivivere l&#8217;esperienza fatta. Quasi come in un viaggio nel tempo. Successivamente, nel 2000, al<span class=\"testoscuro\"> Lem Festival (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.gracia-territori.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.gracia-territori.com<\/a>)<\/span> di Barcellona organizzato da Victor Nubla, un vecchio leone del mondo della Home Tape, ho seguito per tre mesi consecutivi i concerti che si tenevano ogni fine settimana in bar diversi. La prima volta che ci sono andato, mi ero stupito dal fatto che i suoni che stavo sentendo fossero simili a quelli che ascolto sempre in cuffia. In quel momento ho trovato il mio mondo.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Valeria Merlini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">&#8220;Klein&#8221; in tedesco significa piccolo. In che cosa si manifesta la piccolezza del Festival&#8221;?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> Nel ritmo del nome, nel suo suono. L&#8217;idea di &#8220;klein&#8221; credo di averla presa dal nome di una serie televisiva della ZDF, &#8221; Das kleine Fernsehspiel&#8221; , che esiste da pi\u00f9 di quarant&#8217;anni e che ha contribuito alla mia formazione cinematografica. La scelta del nome credo che sia anche dovuta al mio subconscio: presento field recordings all&#8217;interno di un Festival, che di fatto \u00e8 piccolo. Conseguentemente potrei dire che l&#8217;influenza del programma televisivo \u00e8 una piccola influenza, ma c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/elettronica_valeriamerlini04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\"><strong><span class=\"testoscuro\">.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Valeria Merlini:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">Mi piace il fatto che &#8220;Das kleine Fieldrecordings Festival &#8221; sia in parte un progetto itinerante, che inviti alla esplorazione della citt\u00e0 e dei suoi suoni durante la ricerca del luogo della serata. In quali contesti \u00e8 stato proposto il Festival?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> La prima edizione del festival, nel novembre 2006, si era proposta di portare le persone in spazi che suonano tra loro in modo diverso, situati in diversi quartieri della citt\u00e0 (Mitte, Friedrichshain, Prenzlauerberg, Kreuzberg). In questa edizione il Festival ha luogo prevalentemente a Neuk\u00f6lln, vicino a casa, dove fortunatamente ci sono molti spazi disponibili. Mi piace l&#8217;idea di poter tornare a casa a piedi. All&#8217;inizio quando ero alla ricerca di spazi, dopo aver fatto dei sopralluoghi della citt\u00e0 in biciletta ed aver individuato e scelto alcuni luoghi possibili, chiedevo ai gestori la loro disponibilit\u00e0 ad ospitare una parte del Festival. Solitamente si trattava di bar, gallerie, spazi per concerti e piccoli teatri. Quasi sempre ho ricevuto subito una risposta positiva. Sicuramente, il fatto di essere a Berlino, ha aiutato.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Valeria Merlini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">&#8221; Das kleine Fieldrecordings Festival&#8221; mostra le riprese ambientali sotto registri diversi: dalla forma di diario di viaggio o di documentario sonoro, a quella di concerto, a quella performativa, a quella installativa. Ci\u00f2 che li accomuna \u00e8 la pratica del registrare, usata come punto di partenza per raccogliere le fonti sonore dalle quali o con le quali sviluppare un proprio linguaggio sonoro. Dalle riprese ambientali emerge la ricchezza di informazioni sui luoghi e sui contesti in cui vengono fatte. Quasi un gioco con la nostra identit\u00e0 sonora. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> Innanzi tutto \u00e8 importante distinguere tra chi diffonde i suoni e chi li riceve. Io, in quanto ascoltatore so, che chi arriva al Festival \u00e8 stato in un determinato luogo, ha scelto un soggetto da registrare in un certo modo. \u00c9 gi\u00e0 da quel momento che il field recorder definisce il carattere che influenzer\u00e0 il suo processo compositivo. Per questo motivo associo sempre la figura di chi partecipa al Festival ad un personaggio che racconta una storia. Vedo sempre quella persona, circondata dai suoi suoni, che mostra un&#8217;immagine del suo mondo. L&#8217; altra cosa sono io, ascoltatore, a cui piace sognare e viaggiare nel suono. Quando alcuni suoni sono riconoscibili e appartengono anche al mio mondo, sar\u00e0 quasi evidente che andr\u00f2 a proiettarmi in un mondo immaginario parzialmente conosciuto.<\/p>\n<p>Secondo me nei concerti dove vengono suonati field recordings una composizione \u00e8 da considerarsi finita quando, entrata nelle orecchie dell&#8217;ascoltatore, fiorisce. La sua fine non combacia con l&#8217;intenzione dell&#8217;esecutore, ma con la presa di coscienza dell&#8217;esperienza sonora da parte degli ascoltatori. Per questo motivo, quando introduco gli appuntamenti del Festival, sono particolarmente prudente con i termini che uso. Una parola molto forte dal punto di vista immaginativo, pu\u00f2 influenzare l&#8217;esperienza dell&#8217;ascoltatore. Quindi, provo ad essere un po&#8217; astratto. Potrei dire che la mia parte di attivista nella societ\u00e0 sia sottolineare con ogni concerto l&#8217;importanza di ascoltare.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/elettronica_valeriamerlini05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Valeria Merlini:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">La partecipazione al Festival \u00e8 aperta a tutti field recorder?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>: <\/span>Quasi tutte le persone che entrano nel mondo dei field recordings, nel farlo, hanno fatto una scelta specifica. Quando si propongono di partecipare al Festival, dico di si. Se chi si propone ha anche altri progetti sperimentali, quello che intende proporre deve consistere almeno all&#8217; 80% di riprese ambientali, come l&#8217;acqua nel nostro corpo.<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Valeria Merlini:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">&#8221; Das kleine Fieldrecordings Festival&#8221; sembra essere un&#8217;operazione ricca e generosa nel mostrare il valore dell&#8217;atmosfera sonora, questione che in modo esteso, ma limitato alla sfera urbana, \u00e8 stato affrontato nel Festival Tuned City (http:\/\/www.tunedcity.de\/), tenutosi di recente a Berlino e a cui hai partecipato. Per te come potrebbe essere immaginata una progettazione dello spazio urbano e architettonico sensibile all&#8217;aspetto sonoro?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> Basterebbe disegnare una citt\u00e0 senza traffico. Forse la pi\u00f9 grande sfida per architettura sarebbe togliere all&#8217;urbanit\u00e0 la sua velocit\u00e0, derivata dal traffico e dai modi comunicativi. Sarebbe bello tornare ad un mondo che si muove a piedi. Io sono cresciuto in un borgo modello degli anni &#8217;50 al confine con la citt\u00e0. In prossimit\u00e0 c&#8217;erano campi con diverse coltivazioni a seconda degli anni e un piccolo bosco, che distava circa due chilometri a piedi. In vent&#8217; anni il paesaggio si era lievemente modificato, ma di recente vi \u00e8 stata designata una strada che ha tolto tutto. Da quel momento mi sono reso conto che tutto il mio ricordo di questo terreno risaliva a quando ero piccolo e lo percorrevo a piedi. Quando si \u00e8 piccoli il tempo non esiste: per arrivare al bosco tutto era una chiacchiera, un&#8217;esaltazione. L&#8217;eccitazione di arrivare e di giocare l\u00ec.<\/p>\n<p>Da pi\u00f9 grande per raggiungere la scuola percorrevo la stessa strada. Anche in quel caso tutto il tempo era legato dall&#8217; esperienza dell&#8217;andare a piedi tra i campi e osservare il lento cambiamento del paesaggio. Ora, con la costruzione della strada, lo stesso tragitto pu\u00f2 essere percorso in un minuto e mezzo, anzich\u00e8 l&#8217;eternit\u00e0 che ho sempre portato con me. Trovo che viaggiare rinchiusi un veicolo sia un&#8217;esperienza monotona, sia nel percorso che si ripete, che nei suoni che accompagnano lo spostamento, che nell&#8217;assenza di una percezione intima e diretta dell&#8217; ambiente circostante. Credo quindi che nel progettare una citt\u00e0 vada tenuto conto del mondo dei pedoni per dare spazio a quel senso di non-tempo e di eternit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/elettronica_valeriamerlini06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Valeria Merlini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Come viene documentato il Festival?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> A parte le documentazioni fatte dai singoli musicisti, cerco di scrivere sul blog del Festival<br \/>\nuna recensione per ogni concerto. Spesso I partecipanti le riutilizzano nei loro siti o blogs. Purtroppo archiviare e mettere a disposizione on-line tutto il materiale raccolto, necessita di molto tempo, di cui io non dispongo. Credo per\u00f2 che tutte le persone che hanno suonato al Festival hanno le documentazioni rintracciabili in rete dal blog e dalla pagina di myspace di &#8220;Das kleine Fieldrecordings Festival&#8221;.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Ricordo che la prima edizione del Festival fosse stata trasmessa via radio. \u00c8 un progetto che continua? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> In quel caso Tobias Luther di Radio Incorrect (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/radioincorrect.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/radioincorrect.org<\/a>) seguiva il tutto. Ora lui \u00e8 a Leipzig e purtroppo non ha tempo a disposizione per poter proseguire quella bellissima esperienza, che ha permesso di diffondere il Festival sulle FM.<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Valeria Merlini:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">Sfogliando il blog, mi sono stupita quando ho visto &#8220;Das kleine Fieldrecordings Festival&#8221; in Second Life. Che tipo di progetto \u00e8?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> Si \u00e8 trattato di un unico intervento. Quando avevo sentito parlare di Second Life, mi era stato detto che esistono persone che registrano l&#8217;ambiente di quel mondo virtuale. Partendo da questa assurdit\u00e0, ho pensato subito di organizzarci una data del Festival.<\/p>\n<p>Nell&#8217;agosto 2007, grazie al preziosissimo aiuto di <span class=\"testoscuro\">Bj\u00f6rn Eriksson<\/span> e dei suoi amici l&#8217;esperimento \u00e8 stato un bel successo. I concerti avvenivano in parallelo sia nel mondo reale che virtuale . Per\u00f2, nessuno si \u00e8 presentato con suoni registrati in Second Life. Se mi capiter\u00e0 di incontrarmi di nuovo con i maghi di Second Life, spero di poter ripetere l&#8217;esperienza.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/elettronica_valeriamerlini07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Valeria Merlini<\/strong>: I prossimi progetti per &#8220;Das kleine Fieldrecordings Festival&#8221;?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Rinus Van Alebeek<\/strong>:<\/span> Per il prossimo anno ho dei progetti ambiziosi: analogici. Dei progetti che vanno ad escludere la rete, che per me significa solo un veloce ed economico strumento di comunicazione. Ci\u00f2 fa parte di quella forma di attivismo e di ideologia che consiste nel dare pi\u00f9 attenzione al mondo che si osserva quando si va a piedi. Nell&#8217;edizione di maggio\/giugno il Festival sar\u00e0 intercontinentale, ma senza streaming. Tutti, dopo essersi messi d&#8217;accordo, suoneranno contemporaneamente in pi\u00f9 parti del mondo. Chiunque voglia partecipare pu\u00f2 farlo, purch\u00e8 riesca a trovare dall&#8217;altra parte del continente una persona disposta a partecipare.<\/p>\n<hr \/>\n\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/kleine-frf.blogspot.com\/%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/kleine-frf.blogspot.com\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"myspace.com\/daskleinefieldrecordingsfestival\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">myspace.com\/daskleinefieldrecordingsfestival<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/rinusvanalebeek.wordpress.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/rinusvanalebeek.wordpress.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.myspace.com\/rinusvanalebeek\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.myspace.com\/rinusvanalebeek<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2006 ha luogo a Berlino &#8216;Das kleine Fieldrecordings Festival&#8217;, un festival dedicato alle registrazioni ambientali con un taglio tendenzialmente musicale. &#8216;Das kleine Fieldrecordings Festival&#8217;, giunto ora alla sua quarta edizione \u008f curato dall&#8217;olandese Rinus Van Alebeek , artista, &#8216;tape musician&#8217; e scrittore sotto lo pseudonimo di Philip Markus.<\/p>\n","protected":false},"author":137,"featured_media":27599,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,193,308],"tags":[39,53],"class_list":["post-10469","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-040","category-sound","tag-electronic-music","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Rinus Van Alebeek: Das Kleine Fieldrecordings &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-040\/italiano-rinus-van-alebeek-das-kleine-fieldrecordings\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Rinus Van Alebeek: Das Kleine Fieldrecordings &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:it]Dal 2006 ha luogo a Berlino &#039;Das kleine Fieldrecordings Festival&#039;, un festival dedicato alle registrazioni ambientali con un taglio tendenzialmente musicale. &#039;Das kleine Fieldrecordings Festival&#039;, giunto ora alla sua quarta edizione \u008f curato dall&#039;olandese Rinus Van Alebeek , artista, &#039;tape musician&#039; e scrittore sotto lo pseudonimo di Philip Markus. 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