{"id":10465,"date":"2008-12-04T12:00:00","date_gmt":"2008-12-04T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-040\/italiano-chiara-passa-suoni-e-immagini-nello-spazio\/"},"modified":"2020-10-26T11:25:25","modified_gmt":"2020-10-26T10:25:25","slug":"italiano-chiara-passa-suoni-e-immagini-nello-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-040\/italiano-chiara-passa-suoni-e-immagini-nello-spazio\/","title":{"rendered":"Chiara Passa: Suoni E Immagini Nello Spazio"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Nell&#8217;ambito della new media art ha gi\u00e0 sperimentato molto: animazione, videoinstallazioni, internet-art, progetti site-specific di architettura digitale legati al suono ed alla performativit\u00e0. \u00c8 <span class=\"testoscuro\">Chiara Passa <\/span> (Roma, 1973) l&#8217;artista italianissima, con una carriera per\u00f2 ben avviata a livello internazionale, che abbiamo voluto intervistare per questo doppio numero di Digimag, a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Le opere di <span class=\"testoscuro\">Chiara Passa<\/span> sono realizzate con una prospettiva di apertura, di flessibilit\u00e0, come dei veri <em>work in progress<\/em>; sono dei veri e propri progetti, che prendono forma attraverso uno spazio virtuale dinamico, in contatto con il corpo del performer e dello spettatore. Nei lavori legati alla net art, in particolar modo il blog <strong class=\"testoscuro\">ideasonair <\/strong> emerge la fluidit\u00e0, la struttura definita &#8220;opera d&#8217;arte aperta&#8221;. Nelle opere strutturate architettonicamente, nelle videoinstallazioni, questa realt\u00e0 si svela in maniera evidente nella definizione delle dimensioni di spazio e tempo. In questa direzione, i progetti recenti <span class=\"testoscuro\"><em>Speaking at the wall <\/em> (2008) e Landspace (2008)<\/span> sono quelli che definiscono in modo pi\u00f9 efficace lo scambio che si realizza tra spazio e tempo grazie al suono e alla musica.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Lo spazio \u00e8 riprogettato sinteticamente in un&#8217;architettura definita <span class=\"testoscuro\">Live Architecture<\/span>, ad indicare la natura dello spazio, che si muove autonomamente oltre la propria funzionalit\u00e0. Per conoscere il percorso di Chiara Passa e focalizzare l&#8217;attenzione sui questi suoi ultimi progetti, le abbiamo rivolto alcune domande\u0085.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/audiovideo_silviascaravaggi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Chiara, alla luce della tua carriera artistica, puoi tracciare un percorso sulla tua recente attivit\u00e0 per temi, parlando delle varie tematiche a cui fanno riferimento i tuoi singoli progetti \u0096 Digital art in public space, Replicating Architecture, Street Net-Art, Live Architecture, Art Calling Digital Stories?<\/p>\n<p><strong class=\"testoscuro\">Chiara Passa: <\/strong> Ho sempre progettato le mie opere combinando vari mezzi: l&#8217;animazione e la video installazione interattiva, i progetti d&#8217;internet-art e gli spazi pubblici in cui installo opere site-specific. Penso che non esista un tema specifico che caratterizzi la mia ricerca artistica in un solo senso. Porto avanti diversi progetti servendomi anche di eteronomi. <span class=\"testoscuro\">&#8220;Ideasonair.net&#8221; <\/span> (blogging as an open art project), \u00e8 l&#8217;esempio di un&#8217;opera di blog-art (in progress) che ho ideato con il fine di servire gli artisti. Il sito produce e promuove idee da me create per la realizzazione di opere di new media art . Ideasonair \u00e8 una <em>factory virtuale<\/em>, dove le idee vengono messe a disposizione di chi voglia realizzarle. Per quanto riguarda le animazioni digitali, sono caratterizzate da uno studio costante sulla forma geometrica ed essenziale e da una visione dinamica e tridimensionale dello spazio virtuale. Le video installazioni interattive come <span class=\"testoscuro\">&#8220;Speaking at the wall&#8221; e &#8220;Landspace&#8221;, <\/span> coinvolgono lo spettatore spingendolo a confrontarsi con una spazialit\u00e0 digitale, che \u00e8 ormai la nostra quarta dimensione, impossibile da ignorare.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">&#8220;Speaking at the wall&#8221;<\/span> cattura, trasforma e sintetizza la voce in architettura. Quando lo spettatore si avvicina alla parete e parla,<\/p>\n<p>modifica con il volume e lo spettro della voce l&#8217;intero ambiente, ridisegnando una sorta di deserto tridimensionale virtuale attorno a lui, dove, in una dimensione illusoria, infinite linee generando distanze e vuoti, si sfiorano &#8220;attratte&#8221;, per poi svanire in strutture essenziali e forme primordiali.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/audiovideo_silviascaravaggi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il progetto <span class=\"testoscuro\">&#8220;Landspace&#8221; <\/span> \u00e8 costituito invece da una serie di paesaggi sintetici ed essenziali che si modificano a ritmo della musica isolazionista. Essi sono stati pensati per essere proiettati in ampi spazi aperti proprio con il fine di riprogettare artificialmente l&#8217;architettura e l&#8217;ambiente circostante. La video installazione interattiva mostra una sorta di &#8216;natura naturans-artificiale&#8217;, costituita da ampi spazi sempre in trasformazione; Una Land-Art virtuale e interattiva che ridisegna atmosfere surreali in luoghi reali.<\/p>\n<p>La mia ricerca artistica si propone inoltre di connettere e di installare l&#8217;arte digitale in spazi pubblici. La proiezione interattiva su di un obelisco, <span class=\"testoscuro\">&#8220;Replicating architecture&#8221; <\/span> cattura dal web i <em>feeds <\/em> relativi alle notizie di net-art e mostra come tali notizie di arte digitale ricevute da internet possano influenzare e rimodellare l&#8217;architettura dell&#8217;obelisco, scelto da me per la proiezione. Le informazioni ricevute dal web sono decodificate e trasformate in una <em>texture <\/em> a forma di DNA, che muta a ogni aggiornamento che riceve dal web. La struttura, proiettata sull&#8217;architettura reale, \u00e8 costituita da linee colorate che s&#8217;intrecciano e a loro volta formano una scaletta verticale in continua trasformazione, proprio come avviene per la configurazione del DNA.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra opera di arte digitale che ho pensato di installare in spazi pubblici \u00e8: <span class=\"testoscuro\">&#8220;Art Calling Digital Stories&#8221;. <\/span> In questo caso, l&#8217;obiettivo del progetto \u00e8 di avvicinare la gente all&#8217;arte digitale in maniera semplice e diretta. <em>&#8220;<\/em>Art Calling-Digital Stories&#8221; propone alle persone di ascoltare storie di new media art attraverso telefoni pubblici. Le storie scritte e registrate da me raccontano i pi\u00f9 interessanti artisti, eventi e opere sull&#8217;arte interattiva dagli esordi ai giorni nostri. Un po&#8217; diversa \u00e8 <span class=\"testoscuro\">&#8220;Street Art-Net&#8221; <\/span>, azione psico-geografica che mira a sostituire tutti i nomi delle principali strade cittadine con indirizzi web di opere di Net-Art. Semplicemente affiggendo fogli di carta sulle targhe delle strade, <em>&#8220;Street Art-Net&#8221; <\/em> vuole promuovere e avvicinare l&#8217;arte digitale alla gente, unendo il mondo reale con quello virtuale attraverso una esperienza psico-geografica. Infatti, comodamente in taxi, lo spettatore, attraversa la citt\u00e0 leggendo gli indirizzi web sulle targhe stradali e attraverso il pc installato nel taxi scopre e visita le opere di net-art strada facendo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/audiovideo_silviascaravaggi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Componenti fondamentali delle tue installazioni sono l&#8217;interattivit\u00e0, la visione dell&#8217;architettura e dello spazio come concetti dinamici, vivi, attivi. Puoi parlarmi di questi punti chiave, di come li hai sviluppati e di come si riflettono nelle tue opere?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chiara Passa<\/strong>:<\/span> Un&#8217;idea di performance \u00e8 alla base delle mie video-installazioni, che trasforma il luogo in autonomo e si muove oltre la propria funzionalit\u00e0. Il &#8220;Super-luogo&#8221; da me creato, quindi, \u00e8 il contrario del &#8220;non-luogo&#8221; che si caratterizza come statica presenza e ha solamente la funzione di accogliere momentaneamente. Il &#8220;Super-luogo&#8221;, dinamico, evade i limiti corporali dello spettatore per innescare quelli sensoriali, emotivi e percettivi, coinvolgendolo e trasportandolo verso un&#8217;altrove virtuale, un nuovo scenario, che non si afferma perch\u00e9 in continua trasformazione. Insomma, se lo spazio \u00e8 l&#8217;estensione in tutte le direzioni, secondo le nostre intuizioni, del mondo reale dove si collocano corpi materiali, le mie installazioni interattive intendono dilatare queste possibilit\u00e0 di percezione.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Uno dei tuoi ultimi lavori <em>Speaking at the wall <\/em> (2008), presentato ad Artech in Portogallo e al festival Electrofringe di Newcastle, combina questi nuclei fondamentali con un altro punto chiave: il suono legato all&#8217;idea di spazio e di tempo nell&#8217;esperienza percettiva. Come hai unito questi aspetti (architettura-suono-spazio-tempo) in una tua visione\/proposta personale?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Chiara Passa<\/span><\/strong>: Ho sempre sognato di creare spazi attorno a me, utilizzando la sola voce, grazie alle nuove tecnologie \u00e8 possibile. <em>Speaking at the wall <\/em> \u00e8 una video-installazione interattiva che si sviluppa su due pareti pi\u00f9 il pavimento, ed \u00e8 un ambiente totalmente avvolgente che si modifica attraverso il parlare degli spettatori. Gli ambienti in regolare movimento, al vociferare, generano distanze, vuoti e linee che si sfiorano continuamente e costruiscono un &#8216;trompe l&#8217;oeil&#8217; animato sugli assi cartesiani x,y, e z, che offre allo spettatore di ridisegnare lo spazio in cui si trova. Attraverso questa nuova estensione si allestisce un ambiente dinamico, una sorta di landa tridimensionale virtuale dove lo spettatore ha l&#8217;impressione di trovarsi immerso come se stesse in un software 3-D, esso stesso diviene parte del progetto in quanto ormai entrato nello scenario del programma.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/audiovideo_silviascaravaggi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Com&#8217;\u00e8 costruita l&#8217;installazione <em>Speaking at the wall <\/em>? Che significati vuol far emergere?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chiara Passa<\/strong>: <\/span> Tecnicamente ho costruito <em>&#8220;Speaking at the wall&#8221; <\/em> adoperando <span class=\"testoscuro\">Quartz Composer e Isadora<\/span>. Ho creato varie patchs che generano e usano migliaia di linee che a loro volta formano griglie virtuali e piani infiniti. La voce degli spettatori \u00e8 catturata dal microfono interno e real-time processata implementando e connettendo le differenti patchs tra loro. <em>Speaking at the wall <\/em> sonda la nozione di spazio o meglio di luogo, al fine di far emergere nuove possibilit\u00e0 e dimensioni che il mondo digitale, non tanto separato da quello reale, offre. In <em>Speaking at the wall <\/em> lo spazio si percepisce come pura forma dell&#8217;intuizione.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Anche nella recente opera <em>Landscape <\/em> (2008) hai lavorato su questi temi nel territorio dell&#8217;Audio-Video. In che modo si configurano un nuovo tempo ed un nuovo spazio digitale? Che riflessioni generano nel lavoro di un&#8217;artista questi processi (o risultati)?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Chiara Passa<\/strong>:<\/span> La videoinstallazione interattiva &#8220;Landspace&#8221; fa parte di un progetto pi\u00f9 ampio che ho intitolato &#8220;Live Architecture&#8221; e consiste in una serie di installazioni interattive site-specific pensate per riprogettare sinteticamente spazi architettonici esterni. &#8220;Live Architecture&#8221;, mostra luoghi dinamici che reagiscono ad atmosfere musicali. <em>Landspace <\/em> \u00e8 formata da una serie di paesaggi sintetici ed essenziali che si modificano lentamente, attraverso la musica isolazionista, creata per l&#8217;occasione dal musicista Netherworld.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag40\/articoli\/img\/audiovideo_silviascaravaggi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Tali paesaggi li ho pensati per essere proiettati in ampi spazi aperti proprio con il fine di riprogettare artificialmente l&#8217;architettura e l&#8217;ambiente circostante. I paesaggi sono un&#8217;estensione virtuale, uno studio sul concetto della nostra seconda natura, ossia quella che viviamo attraverso le nuove tecnologie ed il nostro tempo digitale. La video installazione interattiva mostra una sorta di &#8216;natura naturans-artificiale&#8217;, costituita da ampi spazi che mutano lentamente trasformando radicalmente il nostro ambiente reale.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.chiarapassa.it%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.chiarapassa.it<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ideasonair.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.ideasonair.net<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambito della new media art  ha gi\u0088 sperimentato molto: animazione, videoinstallazioni, internet-art, progetti site-specific di architettura digitale  legati al suono ed alla performativit\u0088. \u00e9 Chiara Passa (Roma, 1973) l&#8217;artista italianissima, con una carriera per\u0098 ben avviata a livello internazionale, che abbiamo voluto intervistare per questo doppio numero di Digimag, a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":27571,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,193],"tags":[29,53],"class_list":["post-10465","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-040","tag-audiovideo","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Chiara Passa: Suoni E Immagini Nello Spazio &#8226; 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Impiegata da dicembre 2015 presso l'Ufficio Cultura del Comune di Crema, ha lavorato per dieci anni presso l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Cremona, principalmente per la realizzazione del Distretto Culturale locale. Laureata all'Universit\u00e0 di Pisa in Teoria e Tecniche dei Media Audiovisivi, dal 2004 scrive per riviste d'arte: Digicult, Artribune e precedentemente Exibart. 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