{"id":10454,"date":"2008-11-03T12:00:00","date_gmt":"2008-11-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-039\/italiano-etoy-corporation-per-leternita-digitale\/"},"modified":"2020-10-26T11:21:54","modified_gmt":"2020-10-26T10:21:54","slug":"italiano-etoy-corporation-per-leternita-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/italiano-etoy-corporation-per-leternita-digitale\/","title":{"rendered":"Etoy.corporation Per L&#8217;eternita&#8217; Digitale"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">Per questo numero di Digimag abbiamo avuto l&#8217;onore di intervistare alcuni <span class=\"testoscuro\">agenti di etoy. CORPORATION, <\/span>incontrati a Bolzano nelle giornate della grande<span class=\"testoscuro\"> mostra internazionale di arte contemporanea Manifesta,<\/span> con il loro ultimo lavoro, <span class=\"testoscuro\">M8 Mission Eternity<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\">Un lavoro assolutamente provocatorio, che riflette sul concetto di perdita, di morte, in ambito digitale, non senza perdere uno degli aspetti centrali nella ricerca della <span class=\"testoscuro\">etoy.CORPORATION, <\/span>che \u00e8 sempre stato quello di non immaginare un prodotto artistico finito, ma un processo sociale, globale e diffuso all&#8217;interno della comunit\u00e0 digitale. <span class=\"testoscuro\">etoy.CORPORATION<\/span> \u00e8 un progetto artistico\/attivista che non ha grande bisogno di presentazioni, tale \u00e8 stata ed \u00e8 ancora oggi la loro importanza nell&#8217;ambito sia della Net Art che del Mediattivismo in senso pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p align=\"left\">Strutturata come una vera e propria compagnia di azionisti privata, creata per finanziare le operazioni artistiche e attiviste di etoy, vendendo e distribuendo quote della compagnia sul mercato dell&#8217;arte la etoy.CORPORATION \u00e8 regolarmente registrata nella citta di Zug, in Svizzera ( CH-170.3.029.244-0). La compagnia, gi\u00e0 dal 1994, si \u00e8 dotata di una sua organizzazione no-profit che supporta le azioni artistiche del gruppo in varie citt\u00e0 del mondo, che si prende cura delle attivit\u00e0 sociali di etoy e che organizza la <span class=\"testoscuro\">Mission Eternity, una sorta di culto digitale della morte (da cui il progetto presentato a Manifesta)<\/span>. Tra i primi a concepire le potenzialit\u00e0 delle relazioni e sociali della Rete, nonch\u00e8 i meccanisimi psicologici e comunicazionali con cui muovere le prime masse virtuali di utenti (epica fu la <span class=\"testoscuro\">War Toy,<\/span> di cui riteniamo del tutto superfluo parlare con toni banali, contando molto nella volont\u00e0 di recuperare il terreno perduto da parte del lettore ignorante che non la conosce), ne hanno da sempre svelato anche i meccanisimi pi\u00f9 nascosti e perversi, riuscendo al contempo a muoversi al suo interno con l&#8217;istinto dei predestinati (o dei grandi artisti).<\/p>\n<p align=\"left\">La loro idendit\u00e0 virtuali, le loro origini, sono testimoniate solo da un ologramma, un&#8217;alternativa alla firma digitale che non rappresenta per etoy un metodo adeguato per autentificare le loro opere, sia virtuali che fisiche, <span class=\"testoscuro\">per la cui cura \u00e8 nata nel 2006 la etoy.WORK,<\/span> con l&#8217;inteno di occuparsi delle relazioni con i collezionisti del mondo dell&#8217;arte.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_maresalippolis02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Nel loro ultimo lavoro <span class=\"testoscuro\">M8 Mission Eternity<\/span>. fanno uso del p2p come strumento di costruzione di rete, nonch\u00e9 come momento attivo per contribuire alla costruzione di un nuovo vero e proprio culto dei morti.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Maresa Lippolis<\/strong>: <\/span>Il culto dei morti \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi e profondi aspetti delle societ\u00e0 umane, ma \u00e8 stato codificato come rito funebre, almeno in occidente, fra il &#8216;700 e l&#8217;800, nel momento in cui il capitalismo e la societ\u00e0 occidentale hanno acquisito la loro piena forma. M8 sembra in qualche modo rispecchiare lo sviluppo della nostra cultura globale e completamente mediatizzata.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Etoy.AGENT<\/strong>: <\/span> Con <span class=\"testoscuro\">Mission Eternity<\/span>, etoy apre un nuovo territorio nel contesto delle comunit\u00e0 digitali. La partecipazione \u00e8 una cifra sostanziale nell&#8217;approccio che etoy ha da sempre mantenuto nel suo lavoro. Gli investitori diventano artisti contribuendo alla costruizione di un brand che rappresenta la comunit\u00e0 stessa. La paternit\u00e0 dell&#8217;opera \u00e8 distribuita, le competenze e il design sono condivisi e diffusi tramite una comunit\u00e0 globale. <span class=\"testoscuro\">Mission Eternity <\/span>vuole spingere l&#8217;idea di partecipazione ad un livello successivo: i morti ed i vivi in una stessa comunit\u00e0, mediata da un software che distribuisce, archivia e mostra le tracce digitali che gli esseri umani disperdono nell&#8217;infosfera. Le tracce sono curate nel dettaglio per avvicinarsi il pi\u00f9 possibile a un ritratto ideale che viene continuamente creato e ricreato attivamente da tutti i membri della comunit\u00e0, anche nel momento in cui il pilota dovesse essere morto, seguento il piano di attivit\u00e0 post mortem. Mission eternity quindi rende possibile la partecilazione laddovere prima c&#8217;era una invalicabile legge di esclusione: alla fin fine \u00e8 proprio la partecipazione che potr\u00e0 rendere il progetto realmente un culto dei morti, diffuso e che possa cambiare i secoli a venire.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_maresalippolis08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Maresa Lippolis<\/strong>:<\/span><span class=\"testoscuro\"> Come avete intrapreso questo progetto che \u00e8 allo stesso tempo un&#8217;inchiesta, un&#8217;installazione artistica, sul tema del culto dei morti? E come si inscrive nella vostra ricerca artistica? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Etoy.AGENT<\/strong>: <\/span> <span class=\"testoscuro\">Mission Eternity<\/span> \u00e8 partito come progetto da un&#8217;idea molto vaga nel 2004 quando 15 agenti della etoy.CORPORATION si incontrarono fra le montagne svizzere in un ritiro teso proprio a riflettere e definire il futuro di etoy. Fu subito chiaro agli agenti che dopo gli anni &#8217;90 e il grande collasso della bolla delle dot.com dovevamo concentrarci su qualcosa di completamente diverso: qualcosa di molto profondo che potesse fare da contrappunto proprio ai fasti nel decennio precedente. <span class=\"testoscuro\">etoy<\/span> ha voluto radicalmente rallentare e attraversare le questioni fondamentali della tecnologia e dei media digitali. Allo stesso tempo volevamo continuare a sviluppare la comunit\u00e0 e la produzione artistica rizomatica e globale che aveva contribuito al progetto Toywar: il nodo centrale di una comunit\u00e0 digitale era stato quindi gi\u00e0 concepito.<\/p>\n<p>L&#8217;idea della &#8216;conservazion\u00e8 divenne presto un altro aspetto chiave. Moltissimi archivi pubblici e progetti di archiviazione artistica avevano fatto richiesta ad etoy di includere il vecchio etoy.art nelle loro librerie e collezioni (cosa che peraltro si \u00e8 rivelata quasi impossibile, dal momento che il contesto delle rete che gravitava intorno ad etoy ha continuato a modificarsi e cambiare). Quindi invece di spendere troppo tempo a cercare di archiviare e di ricostruire il passato e le glorie degli anno &#8217;90, etoy ha deciso di volgere il suo sguardo verso (un lontano o lontanissimo) futuro generando il seme di un progetto artistico che si toccasse nodi chiave come l&#8217;archiviazione, la perdita dei dati e la riproduzione dal basso da parte di una comunit\u00e0 che la sostiene. Man mano che la ristretta collettivit\u00e0 di etoy (circa 20 membri attivi con i pi\u00f9 disparati percorsi di provenienza) ha portato avanti la discussione, il concetto di eternit\u00e0 si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 intrigante.<\/p>\n<p>Il secondo percorso di elaborazione che ha portato alla configurazione del progetto artistico che oggi \u00e8 Mission Eternity \u00e8 la questione della morte. Da un lato alcune perdite personali fra familiari e amici hanno messo gli agenti di fronte alla necessit\u00e0 di affrontare questo &#8220;problema&#8221; tanto virtuale quanto estremamente reale. Da un altro abbiamo condotto delle interviste a persone anziane per questioni di ricerca immediatamente dopo aver lavorato con i bambini nel progetto <span class=\"testoscuro\">etoy.DAYCARE: 2001-2004<\/span>. I due estremi della vita, bambini ed anziani, sottolineavano due elementi centrali come l&#8217;inizio e la fine. In conversazioni con gli anziani riguardo la fine, la morte \u00e8 sembrata non essere affatto un tab\u00f9, ma anzi un argomento sul quale tutti avevano voglia di parlare (specialmente i pi\u00f9 anziani che affrontano questo progetto, l&#8217;ultimo di ogni essere umano). La morte \u00e8 la cosa pi\u00f9 virtuale a cui possiamo pensare.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_maresalippolis03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testoscuro\" style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Maresa Lippolis<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Le &#8220;arcanum capsule&#8221; sono l&#8217;unit\u00e0 in cui collezionate resti digitali. Che genere di materiale avete ritenuto di raccogliere e perch\u00e8 avete deciso di selezionare queste tipologie di informazioni?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Etoy.AGENT<\/strong>: <\/span> La <span class=\"testoscuro\">M8 ARCANUM CAPSULE<\/span> \u00e8 un vero e proprio ritratto digitale di ogni pilota della M8, un pacchetto di dati di almeno 50 Mb che attraverser\u00e0 lo spazio ed il tempo per sempre. La produzione standard di ogni capsula richiede la presenza attiva del pilota ancora in vita e segue una procedura che \u00e8 stata standardizzata e richiede la sottoscrizione di un form di ammissione alla missione, una sessione fotografica, registrazioni video e audio della voce. L&#8217;incapsulamento prevede l&#8217;interazione con alcuni agenti di etoy che sono stati addestrati a coordinare il piano post mortem, che \u00e8 poi la parte sostanziale di tutto il progetto.<\/p>\n<p>La procedura online conduce alla generazione automatica di un file xml che \u00e8 poi la base tecnica di ogni capsula. Attualmente abbiamo gi\u00e0 realizzato la prima capsula completamente costruita e siamo in attesa di poterla finalmente inserire nel suo processo di distribuzione. Stiamo gi\u00e0 producendo altre capsule, ma in questo momento non sono accessibili. La prima unit\u00e0 M8 entrer\u00e0 nella memoria collettiva soltanto quando uno di questi piloti attraverser\u00e0 il varco della morte. In questa fase di testing la<span class=\"testoscuro\"> etoy.CORPORATION<\/span> ha assunto 4 piloti sperimentali, i loro resti digitali e mortali saranno usati per studiare aspetti tecnici e le implicazioni legali, le interferenze emotive dell&#8217;audience e dei parenti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_maresalippolis04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Maresa Lippolis<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Parte centrale del progetto \u00e8 l&#8217;idea di sviluppare una discussione pubblica sul culto dei morti presso la comunit\u00e0 digitale. A questo proposito avete pensato la ANGEL APPLICATION, un software che consente alla comunit\u00e0 stessa di archiviare le urne digitali, per farle rivivere per sempre, non soltanto nel ricordo dei cari, ma anche nelle memorie fisiche, cio\u00e8 sugli hard disk di migliaia di persone su tutto il globo terrestre. Come siete giunti alla formulazione della M8 ANGEL APPLICATION? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Etoy.AGENT<\/strong>: <\/span> centinaia di <span class=\"testoscuro\">ANGEL APPLICATION<\/span> girano su dei server in tutto il globo, definiscono il sistema nervoso della memoria eterna e distribuita. Questo software \u00e8 stato costruito per dare alla MISSION ETERNITY sicurezza, accessibilit\u00e0, assieme ad una semplicit\u00e0 d&#8217;uso ma che non comprometta il progetto di archiviazione a lungo termine. Nel febbraio 2007 etoy ha rilasciato la versione completamente funzionante di un prototipo del software che \u00e8 stato usato durante la fase di testing. E&#8217; possibile scaricare il tool e i suoi sorgenti rilasciati sotto licenza gpl all&#8217;indirizzo <span class=\"testoscuro\">http:\/\/angelapp.missioneternity.org\/ <\/span>.<\/p>\n<p>Il tool consente a qualsiasi computer (per ora la versione gira soltanto su linux e mac osx) di archiviare in un processo collaborativo e distribuito e condividere e ridondare i pacchetti di dati presenti nelle M8 ARCANUM CAPSULES (pi\u00f9 tardi anche altri dati degli utenti) direttamente in rete.<\/p>\n<p>Ad oggi etoy ha diffuso l&#8217;applicativo all&#8217;interno di una comunit\u00e0 di angeli della missione, per costituire un file system sociale che dia accesso in maniera sicura globale ed affidabile per chiunque voglia partecipare. La semplicit\u00e0 nell&#8217;uso \u00e8 conferita dal fatto che la maggior parte dei processi pi\u00f9 complessi dell&#8217;ambiente di sviluppo sono state nascoste dietro delle interfacce di condivisione di dati (webdav e simili).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_maresalippolis05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Grazie alla sempre maggiore diffusione della banda larga, nuove forme di archiviazione hanno cominciato a ricevere l&#8217;attenzione delle istituzioni: ridondanza, auto riproduzione, p2p, processi di gestione di archiviazione dal basso. Qui l&#8217;idea \u00e8 quella per cui gli utenti possono partecipare attivamente alla condivisione dello spazio disco non utilizzato dei propri computer.<\/p>\n<p>Il tempo di vita di questo tipo di informazioni non sar\u00e0 pi\u00f9 vincolato alla memoria fisica, ma al network sociale che le circonda, le mantiene e le nutre. In pi\u00f9, un algoritmo adatto dovrebbe essere in grado di gestire in maniera equilibrata i dati fra i singoli utenti, oltre a valutarne le risorse e le capacit\u00e0 di sistema ( spazio disco e banda) per adattarsi facilmente.<\/p>\n<p>Per etoy, e speriamo per il numero pi\u00f9 vasto di gente possibile, Mission Eternity e i suoi canali di diffusione, cos\u00ec come i ritratti digitali, sono una forma di arte esaltante che coinvolge migliaia di persone in tutto il globo e affronta dei temi sostanziali, come la perdita, il decadimento e la morte, l&#8217;archiviazione in rete e la conservazione di dati digitali, l&#8217;archeologia, l&#8217;identit\u00e0 in contesti virtuali oltre che una possibilit\u00e0 di collegamento con le future civilt\u00e0. Grazie alla <span class=\"testoscuro\">ANGEL APPLICATION<\/span>, il lavoro non risulta essere semplicemente metaforico. Al momento il software gira su 100 computer in una release di test e che fra sei mesi sar\u00e0 su migliaia di altri computer. Pi\u00f9 di 500 ANGELI infatti hanno sottoscritto la missione , mettendo a disposizione individualmente il loro spazio disco. Il forte legame fra la gente che condivide il proprio spazio disco \u00e8 tanto importante quanto il lavoro di back end per gestirlo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_maresalippolis06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Maresa Lippolis<\/strong>: <\/span> <span class=\"testoscuro\">La virtualit\u00e0 \u00e8 uno dei temi chiave della vostra riflessione, che in ambito artistico \u00e8 sempre stato percepito come aura. In un&#8217;epoca in cui la riproducibilit\u00e0 digitale a costo zero \u00e8 divenuta alla postata di tutti, l&#8217;aura, come dice Gorz, viene ricostruita artificialmente, attraverso copyright e brevetti, per sancire con la legge ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere riprodotto. Il vostro lavoro invece sembra proprio sfruttare positivamente e virtuosamente il concetto di riproducibilit\u00e0: che tipo di arte state quindi prefigurando? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Etoy.AGENT<\/strong>: <\/span>La etoy.CORPORATION \u00e8 completamente incentrata sulla condivisione: saperi, competenze tecniche, rischio, entusiasmo, risorse, social networks, arte, tecnologia, profitti culturali. Etoy si avventura dove gli artisti tradizionali, le aziende e gli individui singoli, non possono riuscire ad accedere.<\/p>\n<p>Etoy \u00e8 arte e investe nella produzione di ulteriori processi artistici. Il marchio rappresenta in cuore ed il codice del quadro corporativo. Controlla, protegge, promuove e consente lo sfruttamento delle componenti immateriali (propriet\u00e0 intellettuale\/il trademark etoy) e la <span class=\"testoscuro\">etoy.ART-COLLECTION<\/span>. etoy ha come intento quello di reinvestire tutti I profitti finanziari in arte, l&#8217;anello finale della catena di valore.<\/p>\n<p>etoy deforma il concetto di produzione artistica e apparenza in un mondo dominato da parametri ambivalenti: produzione e consumo di massa, sia di beni reali che informazionali, trasporti globali, diffusione del brand, massimizzazione dei profitti, crescita esponenziale della complessit\u00e0, virtualizzazione e penetrazione tecnologica della vita.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_maresalippolis07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff; background-color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Etoy \u00e8 stata concepita come una societ\u00e0 per azioni e sostituire il tradizionale concetto di artista\/genio con quello di brand che appartiene ed \u00e8 gestito dai migliaia di azionisti:<span class=\"testoscuro\"> 25 etoy.AGENTS<\/span>, una manciata di investitori, collezionisti e una marea di fan. L&#8217;unico output della produzione artistica di etoy attualmente in circolazione nel mercato dell&#8217;arte \u00e8 proprio un prodotto finanziario, <span class=\"testoscuro\">l&#8217;etoy.SHARE<\/span>: uno stock di certificati svizzeri numerati che documentano visivamente la nostra storia, <span class=\"testoscuro\">etoy.HISTORY<\/span>, e rappresentano l&#8217;idea di condividere dei beni intangibili, come la conoscenza, la passione, il codice, o le relazioni sociali e il valore culturale.<\/p>\n<hr \/>\n\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.etoy.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.etoy.com\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/missioneternity.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/missioneternity.org\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per questo numero di Digimag abbiamo avuto l&#8217;onore di intervistare alcuni agenti di etoy. 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