{"id":10453,"date":"2008-11-03T12:00:00","date_gmt":"2008-11-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-039\/italiano-lo-streaming-museum-e-i-nuovi-territori-museali\/"},"modified":"2020-10-26T11:21:39","modified_gmt":"2020-10-26T10:21:39","slug":"italiano-lo-streaming-museum-e-i-nuovi-territori-museali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-039\/italiano-lo-streaming-museum-e-i-nuovi-territori-museali\/","title":{"rendered":"Lo Streaming Museum E I Nuovi Territori Museali"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><em>&#8220;Un museo nella tua tasca, <\/em>recita uno degli slogan dello <span class=\"testoscuro\">Streaming Museum<\/span>, progetto nato il 29 gennaio scorso su idea di <span class=\"testoscuro\">Nina Colosi<\/span>, critica e curatrice new media di base a New York.<\/p>\n<p align=\"left\">I-pod, I-phone, computer, ma anche piazze, edifici, spazi pubblici dei 7 continenti: lo <span class=\"testoscuro\">Streaming Museum<\/span>, con la sua forma ibrida e dislocata, ha una presenza multipla che si pone perfettamente sul crinale tra offline e online, nella connettivit\u00e0 &#8220;cross-reality&#8221; che sempre di pi\u00f9 sta avvolgendo le nostre vite. L&#8217;ambiente curatoriale ed espositivo sembra quindi cominciare a ripensarsi e ridefinirsi sulla base di nuovi dispositivi e ambienti tecnologici, trovando nel dialogo tra spazi e culture differenti la vera forza espressiva e propulsiva.<\/p>\n<p align=\"left\">Ultima interessante proposta cresciuta sul terreno delle pratiche di rete, lo <span class=\"testoscuro\">Streaming Museum <\/span> sembra affrontare la grande sfida che i nuovi media ci pongono con urgenza: creare spazi complessi, connessi e ibridi che siano in grado di collegare realt\u00e0 differenti in un dialogo prolifico sul contemporaneo.<\/p>\n<p align=\"left\">Ne abbiamo parlato proprio con lei,<strong class=\"testoscuro\"> Nina Colosi<\/strong>, fondatrice e direttrice creativa, che ci ha spiegato istanze iniziali e progetti futuri di un&#8217;iniziativa a cui molti guardano con curiosit\u00e0 e interesse.<\/p>\n<div align=\"left\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_giuliasimi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"left\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"left\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: Com&#8217;\u00e8 nata l&#8217;idea dello Streaming Museum? A quale bisogno risponde e come pensi che possa evolversi nell&#8217;immediato futuro?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Nina Colosi<\/strong>:<\/span> L&#8217;ispirazione per lo <span class=\"testoscuro\">Streaming Museum <\/span> \u00e8 venuta nel 2004, quando stavo lavorando con l&#8217;artista e curatore Cinese <span class=\"testoscuro\">Zhang Ga <\/span> alla presentazione newyorkese della sua opera di partecipazione pubblica globale, <span class=\"testoscuro\">&#8220;People&#8217;s Portrait&#8221;<\/span>. In varie citt\u00e0 del mondo venivano scattate fotografie di passanti che venivano poi diffuse da una rete internazionale di megaschermi. Fu un progetto molto simbolico e di grande successo a vari livelli. Sicuramente fu molto divertente per il pubblico vedere volti di persone normali, di ogni et\u00e0 e provenienza geografica, proiettati nel loro spazio cittadino.<\/p>\n<p align=\"left\">Cos\u00ec pensai: perch\u00e9 non usare quest&#8217;idea di network per un programma artistico in progress, dove potrei coinvolgere gli artisti e i vari professionisti internazionali con i quali lavoro come curatrice new media, riuscendo cos\u00ec ad occuparmi della produzione e della cura, che \u00e8 quello che amo fare?<\/p>\n<p align=\"left\">Lo <span class=\"testoscuro\">Streaming Museum <\/span> \u00e8 stato concepito per essere una fonte di mostre multi-media che possono essere viste liberamente da un vasto numero di persone on demand, sia attraverso il computer sia attraverso dispositivi mobili, oppure fruite come veri e propri spettacoli integrati nell&#8217;architettura del luogo.<\/p>\n<div align=\"left\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_giuliasimi07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;idea si espande poi a presentare mostre e performance live del lavoro in collaborazione con istituzioni culturali. Il potenziale di sviluppo del Museo \u00e8 accresciuto inoltre come screenings all&#8217;interno di contesti urbani e mega schermi, attraverso la collaborazione di un nostro partner, <span class=\"testoscuro\">Mirjam Struppek<\/span>, fondatrice e presidente <span class=\"testoscuro\">dell&#8217;International Urban Screens Association<\/span>, che compie un lavoro pionieristico nel campo emergente della media architecture e dei urban media landscapes.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\">Streaming Museum <\/span> \u00e8 simbolicamente un ibrido, mischia elementi che guidano la nostra societ\u00e0 contemporanea e riflette cos\u00ec la nostra interdipendenza globale. I temi delle mostre cercano di coniugare le prospettive dei vari continenti esprimendo la complessit\u00e0 stratificata delle simultanee realt\u00e0 esistenti, e accostando cos\u00ec l&#8217;arte alla cultura popolare.<\/p>\n<p align=\"left\">Un importante aspetto del museo \u00e8 quello di essere basato su un modello di organizzazione e sostentamento non tradizionale. Per esempio non dobbiamo mantenere una sede operativa, riuscendo quindi a spostare i fondi sugli artisti con pi\u00f9 facilit\u00e0, mentre tutto il team di produzione pu\u00f2 lavorare direttamente dal proprio paese via internet.<\/p>\n<p align=\"left\">Riguardo al futuro, sono in programma numerose mostre, cos\u00ec come lo sviluppo di un corpo di lavoro che utilizzi la piattaforma &#8220;cross-reality&#8221; del museo per incorporare la partecipazione pubblica. Pi\u00f9 aumenta il numero di luoghi internazionali che partecipano al progetto, cos\u00ec come quello dei curatori, pi\u00f9 vengono scoperti artisti straordinari.<\/p>\n<div align=\"left\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_giuliasimi08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"left\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"left\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: Il museo ha una peculiare forma ibrida che coinvolge curatori internazionali e istituzioni culturali, cos\u00ec come artisti e fruitori. Sembra quindi aver trovato la giusta modalit\u00e0 di fare rete compiendo inoltre un ottimo collegamento tra <em>&#8220;first life&#8221; <\/em> e <em>&#8220;second life&#8221; <\/em>(il progetto ha ovviamente una sede anche nella celebre piattaforma di realt\u00e0 virtuale). Ma qual \u00e8 secondo te il significato e l&#8217;importanza del fare rete nelle pratiche artistiche?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Nina Colosi<\/strong>:<\/span> Il museo sta usando le pratiche di rete per trasmettere cultura ai propri visitatori e mostrare un&#8217;arte che esprima la connettivit\u00e0 intrisa nella nostra societ\u00e0 contemporanea. Offre inoltre agli artisti una piattaforma per la sperimentazione di pratiche artistiche che comprendano interattivit\u00e0, database, partecipazione degli utenti, collaborazione globale, networked marketplace, social networking e tecnologie o software di sorveglianza, solo per nominarne alcune.<\/p>\n<p align=\"left\">La collaborazione internazionale via network porta una grande energia, anche attraverso la prospettiva di curatori esperti nei vari luoghi d&#8217;origine, elemento essenziale al concept del museo. E&#8217; un piacere vedere come questa piattaforma porti dei vantaggi ai nostri collaboratori \u0096 per esempio, recentemente un artista in Sud America \u00e8 stato invitato a partecipare a un&#8217;esibizione in Asia da un curatore del posto e un altro ha venduto uno dei propri lavori ad una galleria.<\/p>\n<div align=\"left\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_giuliasimi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: La mostra in corso, <em>Artists and Innovators for the Environment, <\/em>ha una forte connotazione politica e sembra cavalcare l&#8217;idea di un connubio vincente tra arte e scienza per la costruzione di nuovi ambienti possibili. Pensi che questa connessione sia effettivamente in atto o che in realt\u00e0 artisti e scienziati abbiano ancora molta strada da fare per aprire un dialogo prolifico ed elaborare nuovi modelli di interpretazione della realt\u00e0?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Nina Colosi<\/strong>:<\/span> Il dialogo tra artisti e scienziati esiste ed \u00e8 in crescita. Molti scienziati dicono che gli artisti sono in grado di interpretare i loro dati reali e i loro avvertimenti in un modo che riesce a comunicare con i non addetti ai lavori a livello emotivo. Ci sono studi scientifici e di mercato che provano che l&#8217;arte pu\u00f2 influenzare la coscienza collettiva. La questione \u00e8 piuttosto come il mondo sviluppato possa esere motivato a cambiare le proprie preoccupazioni in modo conveniente e costruire nuove strutture di vita attraverso un cambio radicale che gli scienziati ad oggi ritengono necessario e al quale allude anche il lavoro degli artisti.<\/p>\n<p align=\"left\">O forse la specie umana finir\u00e0 per soccombere al mondo naturale per come lo conosciamo e creer\u00e0 un altro tipo di mondo sostenibile che adesso leggiamo solo nei romanzi di fantascienza. <span class=\"testoscuro\">Marchall McLuhan <\/span> citava il pensiero di Ezra Pound parlando di come gli artisti siano le antenne della specie e siano quindi in grado di predire il futuro per metterci in guardia su ci\u00f2 che abbiamo davanti.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;antropologa <span class=\"testoscuro\">Margaret Mead <\/span> disse: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 dubbio che un piccolo gruppo di cittadini illuminati e impegnati possa cambiare il mondo. Anzi, \u00e8 l&#8217;unica cosa che possa veramente accadere.&#8221;<\/p>\n<div align=\"left\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_giuliasimi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"left\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"left\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: Un&#8217;ultima domanda sul mercato dell&#8217;arte, che sta ancora affrontando le sfide imposte dall&#8217;avvento dei nuovi media. Quale pu\u00f2 essere secondo te la ricetta giusta in questo senso? Come pensi che lo Streaming Museum possa rappresentare un nuovo modello di produzione e distribuzione dell&#8217;arte contemporanea?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Nina Colosi<\/strong>:<\/span> Prima di tutto devo dire che lo <span class=\"testoscuro\">Streaming Museum <\/span> \u00e8 focalizzato egualmente a raggiungere chi non \u00e8 abituato a frequentare musei e gallerie e chi invece colleziona arte ed \u00e8 quindi ben informato.<\/p>\n<p align=\"left\">Comprendo l&#8217;esitazione che i collezionisti d&#8217;arte hanno nell&#8217;acquistare i nuovi media. I collezionisti vogliono per la gran parte comprare oggetti e il concetto della longevit\u00e0 della tecnologia, nonch\u00e9 la sua capacit\u00e0 di mantenersi intatta, pu\u00f2 essere vista come un ostacolo al valore di investimento. Ma ho visto con le <span class=\"testoscuro\">&#8220;Lectures for Collectors&#8221; <\/span>, una serie di incontri sull&#8217;arte dei nuovi media che ho presentato al <span class=\"testoscuro\">Chelsea Art Museum <\/span> a New York dove sono curatrice per la sezione <span class=\"testoscuro\">New Media and Performing Arts<\/span>, che l&#8217;educazione sull&#8217;arte dei nuovi media e sulle questioni ad essa connesse possono realmente aiutare i collezionisti a compiere un salto. Anche i galleristi possono aiutare i loro clienti a superare queste preoccupazioni, scegliendo per esempio opere che facciano da ponte tra gli oggetti e i nuovi media. Gradualmente verranno accettati anche i lavori pi\u00f9 complessi.<\/p>\n<p align=\"left\">Lo <span class=\"testoscuro\">Streaming Museum <\/span>da modo ai collezionisti di scoprire un nuovo tipo di lavoro \u0096 presente nel cyberspazio ma anche in luoghi pubblici attraverso partnership con istituzioni culturali. La distribuzione attraverso il cyberspazio, tra l&#8217;altro, rende possibile il raggiungimento di un consumo di massa affiancandolo ad uno di tipo esclusivo.<\/p>\n<div align=\"left\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag39\/articoli\/img\/netart_giuliasimi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Stiamo inoltre progettando la creazione di un corpo di lavoro che includa oggetti cross-media e &#8220;composizioni&#8221; di performance il cui palco consisterebbe nei 7 continenti. Mostre o nuovi lavori possono essere presentati e creati usando prodotti innovativi come schermi flessibili, cellulari avanzati e tutta la tecnologia presente nell&#8217;architettura degli edifici, negli abiti o in altri prodotti nati come non tecnologici.<\/p>\n<p align=\"left\">Allo stesso tempo per\u00f2, questi &#8220;oggetti magici&#8221; che saranno disponibili in un futuro pi\u00f9 o meno prossimo devono essere accompagnati da innovazioni che utilizzino fonti di energia rinnovabile, in modo che possano essere realizzati e fruiti da persone che vivono in un pianeta abitabile.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.streamingmuseum.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.streamingmuseum.org<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un museo nella tua tasca, recita uno degli slogan dello Streaming Museum, progetto nato il 29 gennaio scorso su idea di Nina Colosi, critica e curatrice new media di base a New York.<\/p>\n","protected":false},"author":50,"featured_media":27683,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,192],"tags":[53,58,13],"class_list":["post-10453","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-039","tag-interviews","tag-net-art","tag-networking"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Lo Streaming Museum E I Nuovi Territori Museali &#8226; 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