{"id":10433,"date":"2008-10-02T12:00:00","date_gmt":"2008-10-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-038\/italiano-dj-spooky-suoni-senza-restrizioni\/"},"modified":"2020-10-26T11:12:30","modified_gmt":"2020-10-26T10:12:30","slug":"italiano-dj-spooky-suoni-senza-restrizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-038\/italiano-dj-spooky-suoni-senza-restrizioni\/","title":{"rendered":"Dj Spooky: Suoni Senza Restrizioni"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\">Paul D. Miller<\/span>, meglio conosciuto come <span class=\"testoscuro\">DJ Spooky that Subliminal Kid<\/span> \u00e8 un artista multimediale che vive e lavora a New York, uno delle poche figure veramente conosciute nell&#8217;ambito dell&#8217;arte, della cultura e della musica sperimentale contemporanea, di cui \u00e8 senza dubbio uno dei personaggi pi\u00f9 affascinanti e complessi.<\/p>\n<p align=\"left\">Il suo background accademico in Letteratura Francese e Filosofia, e la sua immensa conoscenza musicale gli hanno permesso di fondere dj culture, hip-hop, jazz, Jamaican roots, musica e film sperimentali, testo ed arte contemporanea, con alcuni dei pi\u00f9 sofisticati pensatori, tra i quali<span class=\"testoscuro\"> Deleuze e Guattari, Artaud, Lefebvre, Virilio, Adorno<\/span> e molti altri. E&#8217; pressoch\u00e8 impossibile tracciare l&#8217;intera lista dei lavori e delle collaborazioni di Paul; essi sono apparsi in diversi contesti come la <span class=\"testoscuro\">Biennale di Venezia, il Festival di Spoleto, l&#8217; Andy Warhol Museum di Pittsburgh, la Whitney Biennial a New York<\/span>, ed i suoi saggi ed articoli sono stati pubblicati su <span class=\"testoscuro\">Ctheory, The Source, Artforum e The Village Voice<\/span>. Nel 2003 ho avuto l&#8217;occasione di assistere alla prima mondiale di <span class=\"testoscuro\">&#8220;Rebirth of a Nation&#8221; all&#8217; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washinton DC<\/span>. Questo progetto cinematografico, che \u00e8 stato presentato ormai quasi in tutto il mondo, si basa sul remix di <span class=\"testoscuro\">&#8220;Birth of a Nation&#8221; di D.W. Griffith<\/span>, un film del 1912 perlopi\u00f9 utilizzato come strumento per recrutare adepti nel Ku Klux Klan.<\/p>\n<p align=\"left\">Il suo pi\u00f9 recente lavoro \u00e8 <span class=\"testoscuro\">&#8221; Terra Nova, The Antartica Suite&#8221;<\/span> un progetto multimediale che rappresenta un ritratto acustico della rapida trasformazione di un continente composto da ghiaccio e condensa. La prestigiosa <span class=\"testoscuro\">MIT Press ha pubblicato i suoi due libri, Rhythm Science (2004) e Sound Unbound (2008)<\/span>. Il primo \u00e8 una raccolta di riflessioni sulla cultura contemporanea, filtrata attraverso l&#8217;esperienza e il ruolo del deejay. Il secondo \u00e8 invece un&#8217;eclettica raccolta di saggi sul tema dell&#8217;arte del remix, nella sua multiplicit\u00e0 di contesti ed ambienti. Tra i pi\u00f9 di trenta autori coinvolti in Sound Unbound troviamo <span class=\"testoscuro\">Steve Reich, Bruce Sterling, Scanner aka Robin Rimbaud, Saul Williams, Brian Eno e Jonathan Lethem<\/span>. Il cd che accompagna il libro ci regala pezzi remixati dall&#8217;archivio dell&#8217;etichetta discografica Sub Rosa, nei quali appaiono come per magia <span class=\"testoscuro\">Nam Jun Paik, Jean Cocteau, Marcel Duchamp, William Burroughs, ed anche Sonic Youth, Matthew Herbert e Pamela Z<\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag38\/articoli\/img\/elettronica_donatamarletta03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">.<\/span><\/p>\n<p>Leggendo <span class=\"testoscuro\">Sound Unbound<\/span> si evince, come \u00e8 ormai noto ai pi\u00f9, che l&#8217;arte del remix, o del plagio, che in questo contesto acquisisce una connotazione positiva, non \u00e8 nuova nel campo della letteratura, dell&#8217;arte e della musica. Lo scrittore Jonathan Lethem racconta che persino Nabokov, prese in prestito (per cos\u00ec dire) il personaggio di Lolita che era stato inventato e pubblicato quarant&#8217;anni prima dallo scrittore Heinz von Lichberg. Quello che mi sembra interessante in Sound Unbound \u00e8 il collage tra storie in cui i software e i bits sono onnipresenti, e storie di vinile e di componenti analogici, come nell&#8217;intervista ad<span class=\"testoscuro\"> Alex Steinweiss<\/span>, considerato il pioniere della grafica e del packaging degli LP; o il racconto di <span class=\"testoscuro\">Brian Eno<\/span> sulla genesi e la storia delle campane.<\/p>\n<p>Il libro offre uno spunto per riflettere su come l&#8217;avvento delle nuove tecnologie e la facilit\u00e0 di accesso a milioni di informazioni e dati disponibili sulla rete, contribuiscano alla creazione ed alla trasformazione della cultura contemporanea, portando con se connotazioni positive e negative. Se una delle pi\u00f9 accese discussioni nel mondo dei new media riguarda i limiti della propriet\u00e0 intellettuale e del copyright, in <span class=\"testoscuro\">Sound Unbound<\/span> il contributo di <span class=\"testoscuro\">Daphne Keller, avvocato glamorous di Google<\/span>, tratta proprio gli aspetti legali del sampling, che oggi non possono essere regolati da leggi obsolete concepite per regolare oggetti materiali piuttosto che sequenze di numeri.<\/p>\n<p>Da questo punto di partenza ho iniziato una conversazione virtuale con Paul, per comprendere meglio il lavoro che sta dietro Sound Unbound e per conoscere i suoi pensieri sullo scenario dell&#8217;arte contemporanea oggi\u0085Check this out.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag38\/articoli\/img\/elettronica_donatamarletta07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Sound Unbound \u00e8 un progetto ibrido, presenta uno spettro completo di pensatori contemporanei, che spazia da Manuel DeLanda, Jonathan Lethem, Brian Eno, Scanner, Steve Reich, Chuck D e Saul Williams etc\u0085mixa e remixa storie e vite vecchie e nuove. Come hai concepito il progetto? O meglio, hai seguito un percorso o un criterio per preparare ed assemblare insieme persone e saggi cosi&#8217; differenti tra loro?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Paul D.Miller<\/strong>:<\/span> Sono le otto di mattina qu\u00ec a Stoccolma, e finalmente trovo il tempo da dedicare a questa intervista. Sound Unbound \u00e8 un omaggio alla casualit\u00e0 \u0096 \u00e8 come un giradischi impazzito che suona molti brani in modi differenti. Alcuni dei migliori risultati vengono fuori da interventi inaspettati, casuali. Volevo mettere insieme un libro che rispecchiasse il modo complesso, ibrido e spesso totalmente frammentato in cui percepiamo il suono, l&#8217;arte e il testo scritto nel 21\u00b0 secolo. Playlists, risultati di ricerca, frammenti di codici inclusi in una email\u0085non sai mai da dove proviene la prossima immagine o il prossimo suono. C&#8217;\u00e8 un ordine nascosto nel modo in cui l&#8217;informazione si forma nel 21\u00b0 secolo \u0096 tutto \u00e8 gestito da algoritmi. Immagino Sound Unbound come un progetto che incorpora qualcosa come &#8220;il dj come motore di ricerca&#8221;. Arte, letteratura, testo, suono \u0096 per me tutto \u00e8 collegato, ecco perch\u00e9 volevo ottenere una situazione ibrida nel libro. E&#8217; simile al modo in cui viviamo il presente, un&#8217;era in cui la situazione economica si basa sull&#8217;informazione.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Artisti e musicisti hanno utilizzato il concetto di remix sin dagli inizi del XX secolo. Ti chiedo allora cosa permette al remix di essere un concetto radicale oggi? E&#8217; solo dovuto all&#8217;avvento e all&#8217;affermazione della tecnologia digitale che stabilisce e crea un nuovo linguaggio e un nuovo sapere?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Paul D.Miller<\/strong>:<\/span> In realt\u00e0 il remix \u00e8 in giro da molto pi\u00f9 tempo di quanto la gente voglia ammettere &#8211; per me il remix \u00e8 una critica al linguaggio stesso. La ragione per cui il brano di William S. Burroghs \u00e8 l&#8217;ultimo pezzo del cd che accompagna Sound Unbound \u00e8 che lui ha semplicemente detto che &#8220;il linguaggio \u00e8 un virus&#8221;. Io aggiungerei: il linguaggio funziona da codice, incorporato nella struttura profonda di come gli esseri umani creano significato, aggiungono valore \u0096 e i remix sono una specie di unit\u00e0 di trasformazione. Esistono in termini di riflessione dell&#8217;originale. Ma l&#8217;originale non \u00e8 altro che un&#8217;altra riflessione, e tutto lo scenario continua fino al punto in cui non c&#8217;\u00e8 nulla di realmente originale. Tutto \u00e8 una cover version. Questa \u00e8 la metafisica del soundsystem. La Jamaica ha reso questa unione esplicita. Estrapolare, mixare, masterizzare \u00e8 un&#8217;estetica ereditata dalla tradizione del dub Jamaicano, la quale a sua volta proviene dalla tradizione Africana di chiamata e risposta. Tutto \u00e8 connesso. L&#8217; Africa digitale \u00e8 la cassa di risonanza del network globale digitale. Il saggio che si basa su questa idea \u00e8 un remix della piece che Erik Davis scrisse poco tempo fa. Sound Unbound \u00e8 una rivisitazione di questo tipo, con saggi di Ron Eglash (un matematico studioso della poliritmia Africana) e Daphne Keller, consigliere legale di Google. Il suo saggio si basa su come il sampling riflette il modo in cui il materiale digitale si sposta attraverso i networks. Per me, la musica non \u00e8 musica, \u00e8 informazione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag38\/articoli\/img\/elettronica_donatamarletta04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Premetto che sono totalmente a favore dell&#8217;idea di remix come principio universale, del sapere comune e condiviso e dell&#8217;open source. Ti chiedo se questo processo senza fine, che e&#8217; stato definito da Peter Lunenfeld &#8220;hyperaesthetics in real time&#8221;, tramite il quale le persone aggiungono strati su strati di significati, ci porter\u00e0 ad una specie di caos dei contenuti, o in una situazione estrema, all&#8217;annullamento del contenuto. Qual&#8217;\u00e8 la tua opinione su questo argomento?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Paul D.Miller<\/strong>:<\/span> Non credo che il caos sia veramente qualcosa che gli esseri umani siano in grado di percepire in maniera profonda. E&#8217; l&#8217;ordine universale, il quanto, la struttura profonda, il frattale\u0085per me, la musica \u00e8 il nostro modo per provare a dare un senso a quanto bizzarro sia essere vivi in questo strano universo che esiste nella nostra immaginazione. Stiamo sognando il mondo, oppure \u00e8 il mondo che sta sognando noi? Sound Unbound ha un impulso che \u00e8 simile a quello di Borges nel suo modo di vedere livelli su livelli, riflessioni su riflessioni. Ho anche chiesto a Jaron Lanier, lo scienziato che ha contribuito alla creazione del concetto di Realt\u00e0 Virtuale, di scrivere la postfazione di Sound Unbound. Campionare \u00e8 la rivisitazione digitale di come le persone si relazionano nei confronti della natura &#8220;discorsiva\/ricorsiva&#8221; del sapere umano.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: In Sound Unbound gli aspetti digitale ed analogico sembrano coesistere e aver bisogno l&#8217;uno dell&#8217;altro. Sei d&#8217;accordo con il fatto che l&#8217;aspetto analogico \u00e9 parte della nostra cultura e tradizione e debba essere preservato e mantenuto?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Paul D.Miller<\/strong>:<\/span> Tutto quello che posso dire \u00e8 che il materiale analogico \u00e8 molto pi\u00f9 complicato di quello digitale. Prova a chiederlo agli scienziati.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag38\/articoli\/img\/elettronica_donatamarletta02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Sembra che tu viva un una specie di zona liminale, un&#8217;area grigia che si trova in transizione. Come percepisci il collasso dello spazio e del tempo?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Paul D.Miller<\/strong>:<\/span> Tutto \u00e8 collegato. Kool!!!<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Come contestualizzi e traduci i tuoi riferimenti teorici nello scenario contemporaneo? E come li remixi nel tuo lavoro?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Paul D.Miller<\/strong>:<\/span> La vita dovrebbe essere divertimento! Se non \u00e8 divertimento, allora \u00e8 meglio lasciar perdere!!! Ho voluto occuparmi di libri ed arte in quanto rendono le cose pi\u00f9 interessanti! La musica \u00e8 arte, l&#8217;arte \u00e8 letteratura, la letteratura \u00e8 musica. Lascia che il cerchio scorra!!! E&#8217; il modo in cui viviamo nel 21\u00b0 secolo. Negli ultimi dieci anni ho assistito a tante innovazioni che inducono le relazioni umani tramite sistemi dinamici. Dato che Internet si \u00e8 esteso ed ha cambiato il rapporto che la gente ha con il processo sociale tramite il quale si forma la cultura, la tecnologia ha cambiato ancora pi\u00f9 velocemente l&#8217;abilit\u00e0 della nostra societ\u00e0 di assorbire il cambiamento. Il Governo (letteralmente in tutte le sue forme) e le leggi di molti secoli di colonialismo hanno condizionato il modo in cui l&#8217;intera massa della specie umana si relaziona all&#8217;idea del &#8220;futuro&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag38\/articoli\/img\/elettronica_donatamarletta01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Oggigiorno gli artisti stanno cercando di sperimentare nuovi modi di interagire con il pubblico. Qual&#8217;\u00e9 la tua relazione con l&#8217;audience? E come percepisci, e probabilmente trasformi, l&#8217;energia ed il feedback che proviene dal pubblico?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Paul D.Miller<\/strong>:<\/span> Il Web cambier\u00e0 quasi tutto quello che si pu\u00f2 descrivere come &#8220;fisso e focalizzato&#8221;: prospettive multiple, versioni e contesti in ogni angolo, in ogni momento. Va bene, questo \u00e8 il modo in cui i bambini stanno crescendo!!! L&#8217;idea \u00e8 che la musica sia una specie di ammortizzatore che ha subito il colpo: abbiamo interiorizzato il processo di pensare al futuro cos\u00ec tanto che praticamente vediamo tutto come se fosse un &#8220;copione&#8221; (ecco che ritorna il gi\u00e0 citato brano di William S. Burroghs!). Sono parecchio influenzato dagli argomenti che hanno avanzato i poeti della Beat Generation &#8211; William S. Burroughs, Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Amiri Baraka \u0096 ma riadattati dal punto di vista del mezzo digitale che ha preso il posto di quello che nei loro lavori era il metodo di scrittura non-lineare, e quel tipo di irriverenza che li ha resi cos\u00ec affascinanti. Amiri Baraka \u00e8 l&#8217;ultimo tra di loro rimasto in vita. Questa \u00e8 una cosa bellissima.<\/p>\n<p>Gli artisti che sono cresciuti nel mondo contemporaneo sotto il modello di YouTube, Facebook, Myspace o roba simile a Mixi in Giappone (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mixi.jp\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.mixi.jp<\/a>), hanno trasformato l&#8217;intero modo in cui la gente pensa alla &#8220;produzione dello spazio sociale&#8221;. Questo \u00e8 fantastico, ma \u00e8 anche una situazione aperta, dove qualsiasi cosa pu\u00f2 venire fuori. Io incoraggio le persone ad aspettarsi l&#8217;imprevisto dai miei mix, musica, arte e saggi. Rende le cose divertenti. Il feedback \u00e8 kkkooooolllll!!!<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag38\/articoli\/img\/elettronica_donatamarletta05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Parlami un po&#8217; della tua esperienza come membro della giuria durante l&#8217;edizione di quest&#8217;anno di Ars Electronica, nella sezione Digital Musics. E&#8217; ormai noto che stiamo attraversando una crisi nel mondo dell&#8217;arte. Da quello che hai visto e sentito, qual&#8217;\u00e9 la situazione dell&#8217;arte oggi?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Paul D.Miller<\/strong>:<\/span> Ars Electronica \u00e8 stato divertente! Certo sono stato contento di vedere alcune cose, ma annoiato da altre. Questo \u00e8 il modo in cui funziona il mondo. La &#8220;crisi&#8221; del mondo dell&#8217;arte tradizionale \u00e8 un po&#8217; come John McCain: molti nel mondo dell&#8217;arte sanno a stento come funziona un computer e non sono in grado di giudicare questo tipo di cose. Il mondo dell&#8217;arte tradizionale non ha idea di come funzionino i media digitali. Si pu\u00f2 notare una situazione del genere pi\u00f9 di una volta nel modo in cui vengono curate le mostre da un decennio a questa parte. Come McCain, proprio non capiscono.<\/p>\n<hr \/>\n\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.djspooky.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.djspooky.com\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.soundunbound.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.soundunbound.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.rhythmscience.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.rhythmscience.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paul D. 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