{"id":10405,"date":"2008-07-02T12:00:00","date_gmt":"2008-07-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-036\/tuned-city-the-space-acoustic\/"},"modified":"2020-10-26T10:59:33","modified_gmt":"2020-10-26T09:59:33","slug":"tuned-city-the-space-acoustic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/tuned-city-the-space-acoustic\/","title":{"rendered":"Tuned City: L&#8217;acustica Dello Spazio"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Dal 1 al 5 Luglio si terr\u00e0 a Berlino la prima edizione di <span class=\"testoscuro\">Tuned City<\/span>, uno dei pi\u00f9 imponenti festival dedicati al rapporto tra suono e spazio.<\/p>\n<p align=\"justify\">In un periodo nel quale si moltiplicano i festival-showroom (o &#8220;mostra canina&#8221;, che dir si voglia) che si assomigliano tra loro in un modo sempre pi\u00f9 inquietante, gli organizzatori di <span class=\"testoscuro\">Tuned City<\/span> hanno scelto di andare nella direzione esattamente opposta: invece di scegliere un approccio roboante e legato al concetto di &#8220;leisure&#8221;, hanno optato per la costruzione di un percorso di ricerca e riflessione che si snoda per cinque giorni, durante i quali il pubblico sar\u00e0 invitato a porsi una serie di interrogativi sui mondi sonori in cui vive, nonch\u00e8 sulla relazione ta questi suoni e lo spazio urbano che li circonda quotidianamente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Berlino, per tradizione e cultura, si presta come culla metropolitana (forse l&#8217;unica al mondo, vista la pervasivit\u00e0 degli interventi effettuati dagli artisti e la disponibilit\u00e0 evidente nella concessione degli spazi pubblci) in grado di accudire e anche svezzare la prima edizione di un evento cos\u00ec ambizioso e complesso. Al contempo, la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 degli artisti e dei teorici invitati \u00e8 veramente impressionante, tanto da lasciare forse un po&#8217; spiazzato l&#8217;incauto non addetto ai lavori che vuole cimentarsi con il programma. Per questo motivo, abbiamo preferito presentare <span class=\"testoscuro\">Tuned City<\/span> parlando direttamente con <span class=\"testoscuro\">uno dei curatori della rassegna (responsabile delle performances), Derek Holzer,<\/span> musicista a sua volta, intervistato da <span class=\"testoscuro\">Claudia D&#8217;Alonzo nel numero 30 di Digimag dello scorso Febbraio dopo la sua esibizione con Sara Kolster a Netmage 08<\/span>, ma anche esperto di sound art e di relazioni suono-ambiente-tecnologia, come ha saputo dimostrare in maniera brillante durante le giornate del workshop da lui curate per Club Transmediale 2008 (uno dei pochi momenti davvero interessanti e riusciti della scorsa rassegna Berlinese).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag36\/articoli\/img\/design_bertramniessen01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Puoi dirci qualcosa di pi\u00f9 sugli artisti che avete invitato?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Derek Holzer<\/strong>:<\/span> Ci sono pi\u00f9 di 50 artisti coinvolti nel programma di Tuned City, sia nella creazione di installazioni che nella realizzazione di performance, installazioni, workshops. Sarebbe molto difficile parlare di ognuno di loro, e del processo che ci ha portato ad invitarlo. Ma dato che sono responsabile del programma delle performance, posso parlare in modo esaustivo di quest&#8217;area.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Ok. Qual&#8217;\u00e8, allora, l&#8217;impostazione progettuale che sta dietro alla scelta ed all&#8217;organizzazione delle performance?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Derek Holzer<\/strong>:<\/span> Quando abbiamo iniziato a considerare lavori realizzati mettendo in relazione suoni ed architetture, e soprattutto quando abbiamo iniziato a ricevere proposte di lavori dagli artisti, abbiamo iniziato a notare che molti erano raggruppabili in alcuni gruppi , dato che certi approcci al suono e allo spazio erano comuni a molti di loro. Da un lato, hai degli artisti che vogliono suonare toni o rumori in uno spazio e lavorare con le riflessioni acustiche e i riverberi degli spazi. Da un altro, hai quelli che vogliono attivare oggetti o strutture negli spazi per ottenere il suono. Anche l&#8217;approccio del field recording \u00e8 abbastanza comune: fare delle registrazioni in uno spazio e suonarle in un altro. Infine, hai i lavori sulla sfera pubblica&#8230; provocazioni, interventi o messaggi subliminali piazzati nelle strade, piazze o tunnel. Quindi, basandoci sulla nostra esperienza con gli artisti dei quali conosciamo il lavoro, assieme a quello di alcuni di coloro che hanno risposto alla call, abbiamo iniziato a selezionare esempi particolarmente significativi da ognuna di queste categorie.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag36\/articoli\/img\/design_bertramniessen03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Iniziamo con la prima tipologia&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Derek Holzer<\/strong>:<\/span> La notte di inaugurazione vede la presenza di <span class=\"testoscuro\">Scot Arford e Randy Yu<\/span>, due statunitensi che lavorano da lungo tempo nel campo della sound art, delle performance e del rumore. Sono abbastanza eccitato dal fatto di aver avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di invitarli, dato che sento parlare di loro in certi giri da un sacco di anni. Il loro lavoro &#8220;infrasounds&#8221; \u00e8 probabilmente uno degli esempi pi\u00f9 potenti dell&#8217;idea di riempire lo spazio con puri suoni per ottenere un effetto fisico potente. Personalmente, sono molto interessato ai lavori sonori che coinvolgono il corpo e che si concentrano sulla fisicit\u00e0 e non sulla celebralit\u00e0. Durante la stessa sera, anche il duo olandese <span class=\"testoscuro\">BMB con. (Roelf Toxopeus e Justin Bennett)<\/span> metter\u00e0 in scena un&#8217;azione improvvisata; il loro lavoro \u00e8 teenzialmente imprevedibile, anche se approcciano ogni location ed ambiente con la stessa energia e humor.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: E per quello che riguarda l&#8217;attivazione di suoni negli spazi?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Derek Holzer<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Thomas Ankersmit e Antoine Chessex<\/span> sono due dei miei artisti preferiti tra quelli che adesso stanno lavorando a Berlino. Entrambi suonano il sassofono, in modi simili ma allo stesso tempo diversi, usando spesso tecniche di respirazione circolare che estendono il loro modo di suonare in toni apparentemente infiniti. Spesso, le loro performance dal vivo si basano su potenti amplificazioni e su un grande uso dell&#8217;elettronica; per Tuned City, al contrario, abbiamo chiesto loro di presentare il loro duo acustico di recente formazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa performance si terr\u00e0 al <span class=\"testoscuro\">Funkhaus Nalepastrasse<\/span>, la vecchia sede di regstrazione della radio della Germania Est, e loro esamineranno acusticamente varie stanze della hall, dalle piccole stanze per le registrazioni strumentali alla grande stanza dell&#8217;orchestra, usando i droni dei loro sassofoni per mappare le risonanze e le riflessioni dell&#8217;edificio.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag36\/articoli\/img\/design_bertramniessen04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Leggendo il programma, colpisce molto la sezione dedicata agli spazi pubblici.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Derek Holzer<\/strong>: <\/span>Sentivamo che le performance realizzate nella sfera pubblica sono fondamentali; abbiamo organizzato una giornata in Alexander Platz: d\u00e0 un&#8217;ottima opportunit\u00e0 di esplorare le diverse opzioni di lavorare in questo modo. Abbiamo chiesto alla <span class=\"testoscuro\">software-musician tedesca Antye Greie (pi\u00f9 conosciuta come AGF)<\/span> di performare sopra il sistema di indirizzamento pubblico del nuovo centro commerciale Alexa, e lei si \u00e8 subito entusiasmata all&#8217;idea. La sua musica elettronica \u00e8 sempre stata piena di testi parlati, molti dei quali connessi all&#8217;esperienza di crescere nella Germania Est ed allo shock dato dall&#8217;arrivo del capitalismo occidentale. Quindi non possiamo immaginare un contesto migliore. Lo stesso giorno, il gruppo di <span class=\"testoscuro\">hacker-art Farmers Manual presenter\u00e0 il suo progetto &#8220;Bucky Media&#8221;:<\/span> due sfere di metallo reticolare alte otto metri che rispondono ai movimenti del pubblico muovendosi loro intorno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli architetti amano (o odiano!) Buckminster Fuller, e la vista di queste gigantesche sfere metalliche che se ne vanno in giro rotolando per le strade dovrebbe fare una grossa impressione su di loro! Sempre lo stesso giorno, <span class=\"testoscuro\">&#8220;l&#8217;elettromistico&#8221; inglese Martin Howse condurr\u00e0 una sessione elettronica vicino alla sede del Palais der Republik<\/span>, un edificio per la cultura di epoca comunista che \u00e8 stato recentemente demolito. Trapaner\u00e0 il pavimento e caler\u00e0 dei lunghi cavi nella terra, collegandoli con degli amplificatori e delle casse in un tentativo di sentire cos&#8217;ha da dire il fantasma architettonico del Palais.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: E qui veniamo al core di Tuned City, il rapporto con le architetture&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Derek Holzer<\/strong>:<\/span> Un altro artista che storicamente lavora, in modo potente e fisico, con il suono e lo spazio \u00e8 <span class=\"testoscuro\">Mark Bain,<\/span> Lo abbiamo invitato per l&#8217;evento di anticipazione al Club Transmediale, lo scorso Febbraio, e durante questa settimana ha negoziato con l&#8217;architetto <span class=\"testoscuro\">Arno Brandlhuber e l&#8217;azienda b&amp;k architects<\/span> il permesso di realizzare un&#8217;installazione permanente in un lor nuovo edificio. Questo progetto, BUG, traspone le vecchie tecniche di sorveglianza della STASI nella germania est su una scala architettonica. Bain piazzer\u00e0 un sensore geologico nelle fondamenta dell&#8217;edificio e doter\u00e0 ogni stanza di un jack per le cuffie, in modo che gli occupanti dell&#8217;edificio possano sentirne i suoni esterni: siano passi, rumori meccanici o il suono di automobili o della U-Bahn che passano nelle vicinanze. Su di una scala pi\u00f9 piccola, <span class=\"testoscuro\">Will Schrimshaw utilizzer\u00e0 i suoi &#8220;Little Helpers&#8221;,<\/span> piccoli motori controllati da microprocessori, per far risuonare oggetti e strutture nelle varie locations degli eventi, agendo come una sorta di marcatore sonico che indica la via per i luoghi delle performance e delle conferenze.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag36\/articoli\/img\/design_bertramniessen05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: E per quello che riguarda l&#8217;area forse pi\u00f9 &#8220;tradizionale&#8221; del rapporto tra suono e spazi, quella dei field recordings?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Derek Holzer<\/strong>:<\/span> Ovviamente, anche l&#8217;area dei field recordings \u00e8 ben rappresentata. Abbiamo chiesto a <span class=\"testoscuro\">Rinus van Alebeek<\/span> se voleva organizzare una edizione del suo <span class=\"testoscuro\">Das Kleine Field Recordings Festiva<\/span>, che ha organizzato a Berlino quasi mensilmente senza nessun budget. Si terr\u00e0 all&#8217;aperto, in una stazione dei treni abbandonata che sta venendo riconvertita in un parco. Per la notte di chiusura, il leggendario field-recorder e membro dei <span class=\"testoscuro\">Cabaret Voltaire Chris Watson metter\u00e0 in scena una performance con BJ Nielsen a partire dal loro progetto &#8220;Storm<\/span>&#8220;, che utilizza field recordings di potenti tempeste in Bretagna e Svezia e li spazializza nella grande sala concerti in Nalepastrasse. Abbiamo chiesto a Chris Watson di organizzare un workshop nel quale i partecipanti esplorano con lui il soundscape di Berlino durante il giorno e la notte e restituiscono questa esperienza in un&#8217;installazione multicanale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Infine, il sound artist estone-americano <span class=\"testoscuro\">John Grzinich proietter\u00e0 la sua installazione &#8220;Sound Films&#8221;<\/span>. Grzinich ha registrato innumerevoli ore di esplorazione sonora in Estonia, Lituania e Portogallo da una videocamera, e i paesaggi visivi tendenzialmente statici dove i suoni sono prodotti sono spesso in contrasto con i paesaggi sonori estremamente vividi registrati con microfoni molto sensibili. Il che si spera incoraggi il pubblico a prestare pi\u00f9 attenzione ai suoni intorno a loro.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Qual&#8217;\u00e8, invece, il lavoro meno facilmente etichettabile tra quelli che proponete?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Derek Holzer<\/strong>:<\/span> Probabilmente l&#8217;artista il cui lavoro si incasella meno facilmente nelle nostre categorie preordinate, \u00e8 quello di <span class=\"testoscuro\">Jacob Kirkegaard. Il suo &#8220;Labirintis&#8221; \u00e8 basato su suoni prodotti dalle sue stesse orecchie durante un esame medico,<\/span> che possono produrre una risonanza simpatetica nelle orecchie del pubblico. Sono sempre stato interessato nell&#8217;architettura del corpo, e quest&#8217;opera evidenzia il ruolo dell&#8217;ascoltatore nella produzione del suono, portandolo da una posizione passiva ad uno stato estremamente attivo nel quale il suono proviene di fatto da se stessi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag36\/articoli\/img\/design_bertramniessen06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Il festival coinvolge molti spazi diversi. Come li avete scelti?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Derek Holzer<\/strong>:<\/span> Questa \u00e8 una posizione molto personale, ma \u00e8 fin troppo comune nel mondo accademico, di discutere le cose senza avere con esse una connessione genuina. Forse questo avviene nel nome della &#8220;obiettivit\u00e0 scientifica&#8221;, ma si assiste a cose come le foreste pluviali brasiliane discusse a Londra o a New York, la musica punk o noise discussa da professori con le toppe sui gomiti che non sono mai stati ad un concerto underground in vita loro, i softwer open-source discussi usando Microsoft Word o con Powerpoint, e le architetture discusse in piccole aule universitarie bianche e noiose, con brutte luci al neon e una pessima acustica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il nostro obiettivo, quindi, era veramente quello di &#8220;abbattere il format convenzionale delle conferenze&#8221; organizzando le lectures e le performance nei tipi di spazi nei quali gli architetti veramente lavorano: luoghi in costruzione, edifici in ristrutturazione, zone urbane dissestate, spazi pubblici ed edifici appositamente disegnati per specifici propositi acustici. Alcune locations suggeriscono di per s\u00e9 stesse determinati utilizzi, come le camere anecoiche alla <span class=\"testoscuro\">Technical University<\/span>. Lo stesso vale anche per alcune organizzazioni interessate ad ospitare specifici lavori, come l&#8217;installazione al giardino dell&#8217;<span class=\"testoscuro\">Hamburger Bahnhof Museum<\/span>, il lavoro commissionato dalla <span class=\"testoscuro\">Singuhr soundart gallery per il Prenzlauerberg Water Reservoir o l&#8217;edificio che Mark Bain cabler\u00e0 con sensori e microfoni<\/span>. Ad ogni modo, la decisione di utilizzare molte delle locations \u00e8 stata basata su cosa vogliamo discutere in ognuna delle giornate.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quindi, l&#8217;argomento d discussione del giorno in cui occuperemo <span class=\"testoscuro\">Alexanderplatz <\/span>sar\u00e0 centrato attorno al lavorare con gli spazi pubblici e allo spazio al suono come sistemi sociali di comunicazione. Allo stesso modo, il giorno successivo nella stazione ferroviaria in disuso di <span class=\"testoscuro\">Wriezener Bahnhof<\/span>, nella quale gli architetti tx stanno lavorando con gli abitanti per disegnare un parco cittadino che risponda ai loro bisogni e interessi, ci focalizzeremo sul design degli ambienti acustici.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag36\/articoli\/img\/design_bertramniessen07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Probabilmente l&#8217;evento pi\u00f9 impressionante dal punto di vista architettonico sar\u00e0 quello che si svolger\u00e0 nel <span class=\"testoscuro\">Funkhaus Nalepastrasse<\/span>. Questo edificio \u00e8 stato progettato e costruito negli anni &#8217;60 come sede per la radio della Germania Est, e il core dell&#8217;edificio \u00e8 costituito da due sale da concerti. Il resto della struttura \u00e8 stato concepito attorno a queste due sale come una sorta di protezione acustica per prevenire il rumore degli aeroplani e dei treni, ed ogni elemento, dalle decorazioni ai pannelli del muro, \u00e8 stato progettato per assorbire, riflettere o diffondere il suono. Una cosa che abbiamo incontrato spesso, discutendo con gli architetti a proposito di questo progetto, \u00e8 che gli architetti stessi sono altamente visually-oriented, mentre non hanno una educazione specifica riguardo al suono, preferendo lasciare questa particolare &#8220;gatta da pelare&#8221; a chi si occupa di acustica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quindi collocare il nostro ultimo evento in un edificio il cui intero proposito era di suonare bene e di produrre un buon suono \u00e8 una potente affermazione del fatto che il design acustico non dovrebbe essere relegato a un ruolo secondario, ma dovrebbe al contrario essere una parte integrale del processo architettonico fin dall&#8217;inizio.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.tunedcity.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.tunedcity.de\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1 al 5 Luglio si terr\u0088 a Berlino la prima edizione di Tuned City, uno dei pi\u009d imponenti festival dedicati al rapporto tra suono e spazio<\/p>\n","protected":false},"author":45,"featured_media":27878,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,36,189,308],"tags":[57,53],"class_list":["post-10405","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-design","category-issue-036","category-sound","tag-architecture","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Tuned City: L&#039;acustica Dello Spazio &#8226; 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