{"id":10402,"date":"2008-07-02T12:00:00","date_gmt":"2008-07-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-036\/node-a-bet-won\/"},"modified":"2020-10-26T10:58:58","modified_gmt":"2020-10-26T09:58:58","slug":"node-a-bet-won","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-036\/node-a-bet-won\/","title":{"rendered":"Node, Una Scommessa Vinta"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Questa del giugno 2008 \u00e8 stata la prima edizione del <span class=\"testoscuro\">Node Festival di Modena<\/span>, festival \u00a0dedicato all&#8217;incontro delle arti visive con la musica, e le nuove tecnologie. In due giorni all&#8217;interno della bellissima cornice della galleria civica di Modena si sono succedute conferenze e live di livello internazionale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Line Up composta da <span class=\"testoscuro\">Marsen Jules, Nq, Alva Noto, retina.it, Aoki Takamasa, Kangding Ray, Deaf Center, e Deer<\/span> per quando riguarda i musicisti; <span class=\"testoscuro\">Claudio Sinatti, Suicase.org e Nicolai Konstantinovic<\/span> per i manipolatori del video.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le prima serata si \u00e8 aperta con la performance del tedesco <span class=\"testoscuro\">Martin Juhls, aka Marsen Jules<\/span>, accompagnato dai violini dei due <span class=\"testoscuro\">Yara<\/span>, e dai visuals di <span class=\"testoscuro\">Nicolai Konstantinovic<\/span>. La performance di Martin si concentra intorno alle orchestrazioni ambientali generate dal laptop e gli accompagnamenti live dei due violini. Per quasi un ora il pubblico assiste silenzioso, immerso all&#8217;interno di un flusso sonoro fatto di drones lunghissimi, giochi di suoni creati con i bicchieri e le intrusioni sonore dei due Yara. Un p\u00f2 lungo e ridondante ma ammaliante nel complesso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Con <span class=\"testoscuro\">Nils Quak aka nq<\/span>, l&#8217;atmosfera rarefatta creata dal live precedente viene spazzata via. Il musicista tedesco inizia a creare bit complessi e secchi, IDM di alto livello. Il pubblico entusiasta resta immobile seduto a terra all&#8217;interno della sala, peccato che la location non dia la possibilit\u00e0 di scatenarsi a tempo dei bpm sparati dall&#8217;impianto. Per quasi un&#8217;ora nq si diverte nel costruire trame sonore fatte di bit glicth costruiti sapientemente, e da melodie musicali che ricordano molto il marchio dell&#8217;etichetta giapponese che lo ha prodotto qualche anno fa, la progressive form.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag36\/articoli\/img\/elettronica_giuseppecordaro01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Photo\u00a0by Simona Silvestri<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo un paio di minuti trascorsi per il cambio palco e di attesa spasmodica, \u00e8 la volta di <span class=\"testoscuro\">Alva Noto.<\/span> Utilizzando per la prima volta visuals lineari e colorati, il live suonato dal guru dell&#8217;elettronica contemporanea \u00e8 fatto da noise minimali, bit geometrici, ed in due canzoni con il testo recitato in francese da Anne James Chaton. Alva Noto non delude con la sua performance, e cattura il suo pubblico presentando in anteprima nazionale il suo ultimo concept work, <span class=\"testoscuro\">Unitxt, sul rapporto tra il linguaggi matematico e sperimentazione musicale<\/span>. Il pubblico non resta solo ad ascoltare e finalmente in piedi si diverte muovendosi a tempo dei bit incalzanti.<\/p>\n<p align=\"justify\">A concludere la serata ci pensa il duo partenopeo <span class=\"testoscuro\">retina.it con i visual dei suicase.org<\/span>, unico progetto musicale italiano presente all&#8217;interno della due giorni modenese.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;indomani a dominare la giornata \u00e8 il musicista giapponese <span class=\"testoscuro\">Aoki Takamasa, prima per\u00f2 si parte con il magnifico live del duo norvegese Deaf Center<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il live \u00e8 un susseguirsi di emozioni forti, Erik con chitarra, pedali e laptop catalizza gli ascoltatori con la creazione di melodie cupe e dilatate, accompagnate dalla raffinatezza melodica del pianoforte di <span class=\"testoscuro\">Otto Totland<\/span>. In pieno stile type records i due norvegesi colpiscono il lato pi\u00f9 profondo dell&#8217;anima musicale, con tre lunghe tracce musicali che avvolgono l&#8217;intera sala per circa un&#8217;ora. Musica emozionante accompagnata dai visuals dell&#8217;italiano <span class=\"testoscuro\">Claudio Sinatti<\/span>, che ha saputo interpretare visivamente in maniera impeccabile le espressioni musicali di Deaf Center.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag36\/articoli\/img\/elettronica_giuseppecordaro02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Photo\u00a0by Cristian Ponzoni<\/p>\n<p align=\"justify\">A seguire il musicista tedesco <span class=\"testoscuro\">Kangding Ray, scuola raster noton<\/span>, che presenta anch&#8217;egli al Node l&#8217;ultimo lavoro, <span class=\"testoscuro\">Autumne Fold<\/span>. Il live dura circa un&#8217;ora e un quarto, ed il musicista gioca molto manipolando live la propria voce. Le sonorit\u00e0 di questo ultimo lavoro si distaccano molto dal precedente, dal vivo utilizza molte pi\u00f9 architetture melodiche e ritmi meno minimali.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;attesa sale ancora di pi\u00f9 quando il piccolo genietto dell&#8217;elettronica giapponese, <span class=\"testoscuro\">Aoki Takamasa<\/span> si porta davanti al proprio laptop. Il suo \u00e8 un live in continuo crescendo, sciorina bit-glicth sintetici, sonorit\u00e0 tecno futuristiche, un cut up di suoni. Un ora e mezza, dove si fondono sapientemente sperimentazione pura e sentiment:, \u00e8 sua la migliore esibizione della serata, elettronica avvolgente che rapisce il pubblico presente in sala.<\/p>\n<p align=\"justify\">A chiudere la serata e questa prima edizione del Node ci pensano il tedesco <span class=\"testoscuro\">Deer e gli italiani suicase.rog. <\/span>Un&#8217;ora di tecno minimale, dove Martin utilizzando il sequencer monome si diverte a far ballare la gente in sala.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag36\/articoli\/img\/elettronica_giuseppecordaro03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Una bella prova d&#8217;inizio, quella portata avanti dagli organizzatori modenesi. La programmazione \u00e8 stata eccellente, e il festival \u00e8 riuscito nelle presenze a far avvicinare all&#8217;elettronica anche chi non avrebbe mai ascoltato quest&#8217;espressione musicale.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.node-live.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.node-live.com<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa del giugno 2008 \u008f stata la prima edizione del Node Festival di Modena, festival dedicato all&#8217;incontro delle arti visive con la musica, e le nuove tecnologie. 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