{"id":10381,"date":"2008-06-03T12:00:00","date_gmt":"2008-06-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-035\/militant-art-cultural-subversion\/"},"modified":"2020-10-25T20:39:28","modified_gmt":"2020-10-25T19:39:28","slug":"militant-art-cultural-subversion","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/","title":{"rendered":"Arte Militante, Sovversione Culturale"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">&#8220;Arbeit macht kapital&#8221;, recita la scritta al neon, opera del collettivo <span class=\"testoscuro\">Claire Fontaine<\/span>, che illumina i mattoni antichi di <span class=\"testoscuro\">S.aL.E.-Docks<\/span>, spazio veneziano dedicato all&#8217;arte contemporanea e alla produzione culturale, completamente autogestito, aperto nello scorso ottobre da un gruppo di studenti e di attivisti provenienti dall&#8217;esperienza dei centri sociali.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Arbeit Macht Kapital <\/span>(il lavoro produce capitale) \u00e8 il sinistro detournement, operato da Claire Fontaine, del messaggio di benvenuto forgiato all&#8217;ingresso di molti lager nazisti. Detournement che incita alla riflessione sul fenomeno della valorizzazione capitalistica della produzione culturale e della creativit\u00e0 in epoca di postfordismo, ovvero dentro ad un modello produttivo in cui linguaggi, affetti, relazioni e, non da ultimo, creativit\u00e0, vengono &#8220;messi al lavoro&#8221; generando sfruttamento, precariet\u00e0 e nuove forme di alienazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;opera di Claire Fontaine apre dunque una prospettiva ben pi\u00f9 ampia del problema (gi\u00e0 di per s\u00e9 molto serio) della <em>impasse <\/em> politica in cui si trova bloccata la produzione artistica contemporanea e introduce simbolicamente il tema della messa a valore capitalistica della produzione culturale, ma, soprattutto, della potenza eversiva che pu\u00f2 essere espressa da quella frammetata galassia del lavoro cognitivo metropolitano. Tale urgenza politica ha animato &#8220;<span class=\"testoscuro\">Multiversity, ovvero l&#8217;arte della sovversione<\/span>&#8220;, seminario tenutosi a <span class=\"testoscuro\">S.aL.E.-Docks tra il 16 e il 18 maggio<\/span> scorsi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag35\/articoli\/img\/hackart_marcobaravalle07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Evento che si \u00e8 caratterizzato come una tappa importante di un progetto che, lungi dallo svilupparsi come meramente artistico-espositivo, ha invece come propria peculiarit\u00e0 la natura militante all&#8217;interno di un contesto territoriale come quello veneziano, fortemente segnato, oggi, da un investimento sempre maggiore nel settore della produzione culturale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci\u00f2 non significa affatto l&#8217;adozione di una prospettiva localista, piuttosto indica la convinzione che i saperi, tra cui anche quello artistico, debbano sempre essere utilizzati per prendere posizione (come suggeriva Michel Foucault) e messi alla prova quotidianamente nella realt\u00e0, dentro a percorsi di lotta.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Multiversity<\/span>, dunque, ha avuto lo scopo di portare il dibattito intorno ad arte e produzione culturale all&#8217;interno di un binario militante, favorendo l&#8217;incontro di pi\u00f9 di venti relatori e proponendo un confronto tra linee di ricerca di movimento e punti di vista istituzionali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il seminario \u00e8 stato strutturato in tre sessioni, arte e attivismo, arte e mercato, arte e moltitudine.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag35\/articoli\/img\/hackart_marcobaravalle02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Tra i relatori possiamo citare i nomi di <span class=\"testoscuro\">Antonio Negri, Brian Holmes, Giovanna Zapperi, Osfa, Hans Ulrich Obrist, Matteo Pasquinelli, Gigi Roggero e Anna Daneri.<\/span> Qui mi vorrei per\u00f2 soffermare su due relazioni in particolare, che mi pare possano essere utilizzate per portare in superficie una linea di dibattito che ha prcorso in filigrana un numero importante di interventi e si presenta come centrale per chiunque sia interessato a fare attivismo dentro alla cossiddetta &#8220;fabbrica della cultura&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">La prima \u00e8 quella di <span class=\"testoscuro\">Maurizio Lazzarato<\/span>. Filosofo italiano basato a Parigi, ha introdotto un&#8217;interessante lettura delle pratiche artistiche come dispositivo governamentale. Partendo da Felix Guattari, Lazzarato ha sottolineato la co-esistenza di due dimensioni dell&#8217;ambito artistico, quella molare e quella molecolare. La prima \u00e8 formata dall&#8217;attribuzione di funzioni ( l&#8217;opera, l&#8217;artista, il pubblico), da dispositivi (festival, musei, biennali) e da criteri di valutazione. La seconda \u00e8 invece caratterizzta dalla gestione di ci\u00f2 che Guattari aveva definito come differenziale di libert\u00e0, etereogenicit\u00e0 e soggettivit\u00e0 proprio delle singole pratiche artistiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il problema sta nel fatto che non vi \u00e8 un rapporto dialettico tra le due dimensioni, ma che costantemente la parte molecolare \u00e8 riassorbita all&#8217;interno dell&#8217;ambito molare, non riuscendo cos\u00ec a sovvertire l&#8217;arte in quanto istitutzione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nell&#8217;arte, molare e molecolare esistono contemporaneamente, senza escludersi a vicenda e lo stesso processo avviene nelle dinamiche di messa a valore della produzione culturale, in cui il differenziale di produzione di soggettivit\u00e0 \u00e8 assorbito, sussunto, all&#8217;interno di quell&#8217;industria culturale che funge da stimolo per il turismo colto e da motore per il businness del lusso.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag35\/articoli\/img\/hackart_marcobaravalle03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Judith Revel<\/span>, sociologa del Centre Foucault, ha cominciato dove Lazzarato si era interrotto. Se questo ha scelto di concentrarsi sull&#8217;analisi dell&#8217;apparato capitalistico di cattura applicato alla produzione artistica, Judith Revel ha invece sottolineato le grandi possibilit\u00e0 di resistenza soggettiva nei confronti di quello stesso apparato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se, ha affermato la Revel, il capitalismo contemporaneo opera un&#8217;equazione tra produzione e creazione, ovvero mette a valore l&#8217;ideazione di relazioni, di affetti, di linguaggi e di cooperazione, allora significa che il capitale dipende esattamente da ci\u00f2 che, per antonomasia, si trova nell&#8217;impossibilit\u00e0 di dominare (pur riuscendo largamente a governare), ovvero la produzione di soggettivit\u00e0, la capacit\u00e0 di sperimentazione e di invenzione propria dell&#8217;uomo, la sua capacit\u00e0 di creare ontologia, di produrre nuove forme di essere che, potenzialemente, sono sempre in grado di eccedere il potere, di rovesciare i rapporti di forza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo carattere eccedente, continuando a seguire il ragionamento della Revel, deriva dal concetto di potere elaborato da Michel Foucault, il quale sosteneva che il potere si applicasse sempre su movimenti liberi (diversamente, dovremmo invece parlare di dominio).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag35\/articoli\/img\/hackart_marcobaravalle04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il capitale e, in questo caso particolare, l&#8217;industria culturale e l&#8217;arte come istituzione, funzionano dunque da parassiti di tali movimenti liberi, nutrendosi di essi, mettendoli a valore, ma, allo stesso tempo, questi elementi di libert\u00e0 possono esprimere un enorme peso conflittuale dentro ai rapporti di potere con il capitale che, dal canto suo, dipende direttamente da loro, &#8220;viene sempre dopo&#8221;, al traino, capace di riprodurre, ma non di creare.<\/p>\n<p align=\"justify\">La creazione, dunque, \u00e8 prerogativa dell&#8217;uomo, negata al capitale. L&#8217;arte e la politica condividono essenzialmente la potenzialit\u00e0 di essere entrambi campi di sperimentazione, di invenzione (potenzialmnete sovversiva) di spazi interstiziali nel tessuto urbato, di forme nuove di soggettivit\u00e0 e di comunit\u00e0 metropolitane.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;intervento della Revel si chiude con un&#8217;indicazione (gi\u00e0 raccolta dal S.a.L.E. per quanto riguarda Venezia) sull&#8217;importanza dell&#8217;inchiesta dentro alla composizione sociale del proletariato postfordista metropolitano. L&#8217;inchiesta, precisa la Revel, non \u00e8 un semplice vezzo post-operaista, ma \u00e8 parte integrante di un&#8217;azione politica tesa verso la costruzione di forme di conflitto reali, piuttosto che verso la pericolosa formulazione di saperi autoreferenziali.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag35\/articoli\/img\/hackart_marcobaravalle05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;auspicio di S.a.L.E.-Docks \u00e8 che, molto presto, tutto il discorso prodotto all&#8217;interno di Multiversity possa essere letto dentro alle pagine di una pubblicazione, ma, sopprattutto, tra le righe ingovernabili di piccoli e grandi conflitti.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.globalproject.info\/art-16007.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.globalproject.info\/art-16007.html<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/sale-docks.org\/gui\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/sale-docks.org\/gui\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arbeit macht kapital&#8217;, recita la scritta al neon, opera del collettivo Claire Fontaine, che illumina i mattoni antichi di S.aL.E.-Docks, spazio veneziano dedicato all&#8217;arte contemporanea e alla produzione culturale, completamente autogestito, aperto nello scorso ottobre da un gruppo di studenti e di attivisti provenienti dall&#8217;esperienza dei centri sociali.<\/p>\n","protected":false},"author":184,"featured_media":28056,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,239,188],"tags":[48,65],"class_list":["post-10381","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-activism","category-articles","category-issue-035","tag-hacking","tag-report"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Arte Militante, Sovversione Culturale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Arte Militante, Sovversione Culturale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Arbeit macht kapital&#039;: this is what says the neon work by Claire Fontaine , at S.a.L.E.-Docks in Venice, a space for the promotion of contemporary art and cultural production. It was open last October and it is self-managed by a group of students and militants with a background in community centers.[:it]Arbeit macht kapital&#039;, recita la scritta al neon, opera del collettivo Claire Fontaine, che illumina i mattoni antichi di S.aL.E.-Docks, spazio veneziano dedicato all&#039;arte contemporanea e alla produzione culturale, completamente autogestito, aperto nello scorso ottobre da un gruppo di studenti e di attivisti provenienti dall&#039;esperienza dei centri sociali. [:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2008-06-03T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-25T19:39:28+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/hackart_marcobaravalle01.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Marco Baravalle\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Marco Baravalle\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"10 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/\",\"name\":\"Arte Militante, Sovversione Culturale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/hackart_marcobaravalle01.jpg\",\"datePublished\":\"2008-06-03T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-25T19:39:28+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/9fdae1099a6db406eb9d862e6a2c0e6c\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/hackart_marcobaravalle01.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/hackart_marcobaravalle01.jpg\",\"width\":280,\"height\":210},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Militant Art, Cultural Subversion\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/9fdae1099a6db406eb9d862e6a2c0e6c\",\"name\":\"Marco Baravalle\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/baravalle-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/baravalle-96x96.jpg\",\"caption\":\"Marco Baravalle\"},\"sameAs\":[\"http:\/\/www.fcre.it\/80-chi-siamo\/curriculum-vitae\/492-marco-baravalle\"],\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/marco-baravalle\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Arte Militante, Sovversione Culturale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Arte Militante, Sovversione Culturale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]Arbeit macht kapital': this is what says the neon work by Claire Fontaine , at S.a.L.E.-Docks in Venice, a space for the promotion of contemporary art and cultural production. It was open last October and it is self-managed by a group of students and militants with a background in community centers.[:it]Arbeit macht kapital', recita la scritta al neon, opera del collettivo Claire Fontaine, che illumina i mattoni antichi di S.aL.E.-Docks, spazio veneziano dedicato all'arte contemporanea e alla produzione culturale, completamente autogestito, aperto nello scorso ottobre da un gruppo di studenti e di attivisti provenienti dall'esperienza dei centri sociali. [:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2008-06-03T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-25T19:39:28+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/hackart_marcobaravalle01.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Marco Baravalle","twitter_misc":{"Scritto da":"Marco Baravalle","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/","url":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/","name":"Arte Militante, Sovversione Culturale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/hackart_marcobaravalle01.jpg","datePublished":"2008-06-03T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-25T19:39:28+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/9fdae1099a6db406eb9d862e6a2c0e6c"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/hackart_marcobaravalle01.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/hackart_marcobaravalle01.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/militant-art-cultural-subversion\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Militant Art, Cultural Subversion"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/9fdae1099a6db406eb9d862e6a2c0e6c","name":"Marco Baravalle","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/baravalle-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/baravalle-96x96.jpg","caption":"Marco Baravalle"},"sameAs":["http:\/\/www.fcre.it\/80-chi-siamo\/curriculum-vitae\/492-marco-baravalle"],"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/marco-baravalle\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10381","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/184"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10381"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10381\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59513,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10381\/revisions\/59513"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10381"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10381"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10381"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}