{"id":10376,"date":"2008-06-03T12:00:00","date_gmt":"2008-06-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-035\/koan01ootchio-landscapes-from-a-past-future\/"},"modified":"2020-10-25T20:37:09","modified_gmt":"2020-10-25T19:37:09","slug":"koan01ootchio-landscapes-from-a-past-future","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-035\/koan01ootchio-landscapes-from-a-past-future\/","title":{"rendered":"Koan01+ootchio Paesaggi Da Un Futuro Passato"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Dopo tre edizioni dedicate a grandi maestri come <span class=\"testoscuro\">Cunningham, Glass e Bertolucci<\/span>, la quarta edizione del<span class=\"testoscuro\"> Festival FUTUROPRESENTE<\/span> si apre a un tema pi\u00f9 ampio, quello del rapporto tra arti e nuove tecnologie: l&#8217;eredit\u00e0 dei grandi sperimentatori, i sogni e le utopie dei pi\u00f9 grandi interpreti del Novecento rielaborate e portate avanti da artisti che fanno delle tecnologie del nostro tempo le loro lenti per osservare e plasmare il mondo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Intorno al <span class=\"testoscuro\">MART <\/span> e alla sua suggestiva cupola a cielo aperto il festival ha riunito una serie di nomi, tra artisti e teorici, d&#8217;indiscusso rilievo: da <span class=\"testoscuro\">Derrick De Kerckhove a Maria Grazia Mattei, da Studio Azzurro a Joshua Davis, passando per Forsythe, Fennesz, Mouse on Mars <\/span> &#8211; solo per citarne alcuni &#8211; presentandosi cos\u00ec come un&#8217;indubbia occasione per riflettere e mettere un punto sulla situazione della cultura contemporanea legata ai nuovi media.<\/p>\n<p align=\"justify\">Uno spazio particolare \u00e8 stato dedicato alla performance audio video, con l&#8217;esplicito intento di aprire un dialogo con il cinema delle sperimentazioni e delle avanguardie. Ecco quindi una serie di lavori site-specific, come quello dei <span class=\"testoscuro\">Mouse on Mars<\/span>, basato sulle immagini di <span class=\"testoscuro\">Fata Morgana di Herzog<\/span> o quello di <span class=\"testoscuro\">Christian Fennesz <\/span>, la cui performance ruotava intorno a <span class=\"testoscuro\">Berlino: Sinfonia di una grande citt\u00e0, di Walter Ruttmann<\/span>, uno dei pi\u00f9 grandi capolavori della storia del cinema. Sulla stessa scia anche il giovane duo italiano <span class=\"testoscuro\">koan01+ootchio (al secolo Massimo Vicentini e Salvatore Arangio)<\/span> che nell&#8217;ultima serata del festival ha presentato <span class=\"testoscuro\">Sci-fi Landscapes<\/span>, un omaggio live media al cinema di fantascienza e alla sua capacit\u00e0 di entrare prepotentemente nel nostro immaginario.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag35\/articoli\/img\/audiovideo_giuliasimi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Li ho intervistati, per farmi raccontare come hanno raccolto l&#8217;invito del festival e in che modo hanno lavorato nella realizzazione del progetto, che \u00e8 tra l&#8217;altro il loro primo lavoro insieme.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Giulia Simi: Sfi-fi Landscapes \u00e8 un progetto sviluppato specificamente per il festival FUTUROPRESENTE, che vi ha chiesto di aprire un dialogo con il cinema di fantascienza. Ne \u00e8 scaturita una performance audio-video di grande impatto emotivo. Com&#8217;\u00e8 nata l&#8217;idea e in che modo avete lavorato?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>koan01<\/strong>: <\/span> Si pu\u00f2 dire tranquillamente che il parto di <span class=\"testoscuro\">Sci-fi Landscapes <\/span> \u00e8 stato abbastanza travagliato, sia dal punto di vista della concettualizzazione che, e soprattutto, per quanto riguarda lo sviluppo. Come ricordavi questo lavoro \u00e8 nato come produzione per <span class=\"testoscuro\">FUTUROPRESENTE Festival <\/span>, che dopo la proposta iniziale di un intervento su <em>Metropolis <\/em> di Lang si \u00e8 conformata in un concept di pi\u00f9 ampio respiro sul cinema di fantascienza. Il fatto di doverci confrontare con un <em>corpus <\/em> cos\u00ec variegato e sconfinato come la fantascienza, ci ha imposto di delimitare in qualche modo il campo di ricerca ad un tema specifico. Il tema delle landscapes (vedute, scorci, paesaggi) del futuro mi ha da sempre affascinato. In accademia ho seguito un corso di mass-media tenuto da Carlo Branzaglia che era focalizzato proprio su come il cinema di fantascienza (e sopratutto la &#8220;futurologia&#8221;) abbia influenzato lo sviluppo tecno-sociale della societ\u00e0 contemporanea. Questo tema centrale \u00e8 poi stato declinato in due filoni, lo <em>&#8220;spazio interstellare&#8221; <\/em> e <strong>&#8220;<\/strong><em>la citt\u00e0 del futuro&#8221;<\/em> , sviscerando questi due concetti ne sono uscite due vere e proprie polarit\u00e0 opposte ( <strong>citt\u00e0 <\/strong>: sincopato, ritmico, pirotecnico, nervoso, rumoristico \/\/ spazio: immersivo, dilatato, melodico, drones, noise) attraverso cui successivamente si \u00e8 sviluppato il nostro live.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto riguarda le modalit\u00e0 di realizzazione, invece, nella prima parte di ricerca sulle fonti ci siamo divisi, diciamo, per pertinenza, nel senso che Salvatore (aka ootchio, <em>ndr <\/em>) si \u00e8 occupato di &#8220;scremare&#8221; i materiali sonori ed io quelli video. I prodotti di questa ricerca venivano costantemente discussi assieme e pian piano sono iniziate ad uscire le prime idee sul come metterli in relazione. Parallelamente alla ricerca sulle fonti poi c&#8217;\u00e8 stata quella pi\u00f9 propriamente tecnologica e su questo piano ci siamo mossi con l&#8217;obiettivo principale di riuscire a creare una relazione molto stretta tra la parte musicale suonata dal vivo e lo sviluppo del video, anche quello processato in tempo reale , facendo in modo di avere tutta una serie di situazioni in cui il video reagisse precisamente in base ad impulsi audio. Man mano che arrivavano i primi risultati dalle due ricerche e le idee si trasformavano in blocchi, questi venivano poi sviluppati nelle prove giornaliere. Dopo circa un mese di lavoro ha visto la luce la prima &#8220;scaletta&#8221; completa, che dopo vari cambiamenti e ripensamenti ha assunto la forma compiuta dello spettacolo come lo hai visto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag35\/articoli\/img\/audiovideo_giuliasimi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: Le avanguardie aprono e chiudono il vostro lavoro, tutto basato, a livello video, sul montaggio e la rielaborazione live di estratti di film entrati prepotentemente nel nostro immaginario. Possiamo vedere in questo una sorta di omaggio alle utopie della settima arte, ben prima che le possibilit\u00e0 tecnologiche aprissero le prospettive di iperrealismo di cui tanta parte del cinema di fantascienza ha fatto uso?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>koan01<\/strong>: <\/span> Il fatto di racchiudere lo spettacolo tra <span class=\"testoscuro\">Le voyage dans la Lune <\/span> e <span class=\"testoscuro\">Metropolis <\/span>, \u00e8 stata una scelta tanto appropriata quanto fisiologica, nel senso che esistono molte relazioni che sono uscite quasi spontaneamente. La prima riguarda le date, anche se <em>Le voyage dans la Lune <\/em> non si pu\u00f2 iscrivere precisamente nei percorsi dei movimenti che ricordiamo con il termine Avanguardie Storiche, la sua datazione (1902) lo colloca idealmente all&#8217;inizio di quello che \u00e8 stato poi il percorso del cinema d&#8217;avanguardia. Metropolis invece (1927) si colloca circa alla fine di questo periodo, poco prima che le luci della nascente Hoolywood e le politiche del III Reich provocassero l&#8217;espatrio di gran parte dei registi che diedero vita a questa corrente.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;omaggio a questi due registi comunque \u00e8 dovuto e inevitabile in quanto M\u00e9li\u00e8s viene ricordato come il pioniere degli effetti speciali e <em>Le voyage dans la Lune <\/em> \u00e8 il primo film di fantascienza in assoluto; Lang, invece, con <em>Metropolis <\/em> inaugura alcune delle tematiche fondamentali della fantascienza (l&#8217;automa, il controllo sociale, la citt\u00e0 del futuro) che ritornano puntualmente sia in letteratura (Orwell, Dick, Sterling per citarne solo alcuni) che e nel cinema (Blade Runner, Brazil etc&#8230;). Inoltre i temi di questi due capolavori rappresentano esattamente le due tematiche che abbiamo deciso di affrontare in <span class=\"testoscuro\">Sci-fi Landscapes, <\/span> ossia l&#8217;esplorazione dello spazio siderale e la citt\u00e0 del futuro. Il fatto di racchiudere poi tutto lo spettacolo tra questi due film \u00e8 come dire che in potenza gli sviluppi successivi del cinema di fantascienza erano gi\u00e0 presenti all&#8217;inizio del secolo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag35\/articoli\/img\/audiovideo_giuliasimi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Giulia Simi<\/strong>: Un omaggio alle avanguardie \u00e8 presente anche a livello sonoro, attraverso la citazione di alcuni tra i pi\u00f9 grandi sperimentatori della musica del &#8216;900, da Berio a Xenakis. Le nuove tecnologie quindi come strumento per portare avanti, in un&#8217;ottica transmedia, il sogno di nuove modalit\u00e0 di percezione e fruizione dell&#8217;immaginario?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">ootchio: <\/strong> Si tratta di opere centrali nell&#8217;evoluzione della scienza e del gusto musicali che sono per\u00f2 in larga parte sconosciute al grande pubblico, rimanendo appannaggio di certa egemonia &#8220;colta&#8221;. Negli ultimi tempi si assiste per\u00f2 a una domanda crescente (da parte di un pubblico sempre pi\u00f9 ampio e giovane) di queste musiche, nelle quali l&#8217;impiego delle nuove tecnologie ha avuto la meglio sui tradizionali sistemi di produzione del suono. Con l&#8217;introduzione di dispositivi sempre pi\u00f9 sofisticati (siamo passati dal fonografo ai computer di nuova generazione) i nuovi compositori hanno dato vita a una estetica musicale affatto complessa e imprevedibile, pervenendo a risultati acustici sorprendenti. Era facile quindi trovare un accostamento con la realt\u00e0 della produzione del cinema di fantascienza, proprio per i caratteri di complessit\u00e0 e imprevedibilit\u00e0 . In pi\u00f9 ci trovavamo a doverci esprimere all&#8217;interno dell&#8217;edizione di un festival concepita attorno al rapporto tra arte e nuove tecnologie.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;omaggio a quei compositori che hanno affidato la gran parte della loro estetica ai nuovi ritrovati tecnologici era (quasi) d&#8217;obbligo. Nello specifico, ho lavorato al campionamento di molti frammenti, di varia durata, estratti dalle opere di molti compositori contemporanei e li ho utilizzati soprattutto in sovrapposizione, rendendoli inintelligibili e spesso ottenendo delle musicalit\u00e0 del tutto estranee alla concezione originaria<strong>. <\/strong> Mi preme dire per\u00f2 che l&#8217;omaggio a questi compositori \u00e8 avvenuto non solo attraverso la citazione di brani di varie composizioni, ma soprattutto tramite la strumentazione e le pratiche esecutive che ho messo in atto nel mio live-set elettroacustico.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.festivalfuturopresente.it\/interne\/home.aspx?ID=4336\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.festivalfuturopresente.it\/interne\/home.aspx?ID=4336<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.koan01.net\/video_db\/scifi_landscapes_demo.mov\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.koan01.net\/video_db\/scifi_landscapes_demo.mov <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.koan01.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.koan01.net <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.myspace.com\/ootchio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.myspace.com\/ootchio<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo tre edizioni dedicate a grandi maestri come Cunningham, Glass e Bertolucci, la quarta edizione del Festival FUTUROPRESENTE si apre a un tema pi\u009d ampio, quello del rapporto tra arti e nuove tecnologie: l&#8217;eredit\u0088 dei grandi sperimentatori, i sogni e le utopie dei pi\u009d grandi interpreti del Novecento rielaborate e portate avanti da artisti che fanno delle tecnologie del nostro tempo le loro lenti per osservare e plasmare il mondo.<\/p>\n","protected":false},"author":50,"featured_media":27989,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,188],"tags":[29,53,55],"class_list":["post-10376","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-035","tag-audiovideo","tag-interviews","tag-live-media"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Koan01+ootchio Paesaggi Da Un Futuro Passato &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-035\/koan01ootchio-landscapes-from-a-past-future\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Koan01+ootchio Paesaggi Da Un Futuro Passato &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]After three editions dedicated to great masters such as Cunningham, Glass and Bertolucci, the fourth edition of FUTURO PRESENTE festival opens up to the broader theme of the links between arts and new technologies: the legacy of the great experimenters, the dreams and utopias of the greatest twentieth-century protagonists revised and developed by artists who employ the latest technologies as lenses through which to observe and shape the world. 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