{"id":10374,"date":"2008-05-03T12:00:00","date_gmt":"2008-05-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-034\/ulf-langheinrich-the-useless-and-fascinated-look\/"},"modified":"2020-10-25T20:28:46","modified_gmt":"2020-10-25T19:28:46","slug":"ulf-langheinrich-the-useless-and-fascinated-look","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/ulf-langheinrich-the-useless-and-fascinated-look\/","title":{"rendered":"Ulf Langheinrich, Lo Sguardo Inutile E Affascinato"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Prosegue la serie di interviste ai protagonisti dell&#8217;ultima edizione del <span class=\"testoscuro\">Sonic Acts (Amsterdam 21-24 febbraio 2008)<\/span> cominciata sul numero di marzo con una lunga chiacchierata virtuale con il demi\u00f9rgico <span class=\"testoscuro\">Ken Jacobs (&#8220;Jacobs: il demiurgo dell&#8217;immagine in movimento&#8221; di Alessio Galbiati e Paola Cat\u00f2 \u0096 Digimag32\/marzo08).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Questa volta \u00e8 il turno di <span class=\"testoscuro\">Ulf Langheinrich<\/span>, &#8220;poliedrico artista contemporaneo da sempre impegnato in una produzione artistica tesa al raggiungimento di un unicum emotivo immersivo di efficacia assoluta&#8221; (la definizione riportata nel virgolettato proviene dalle <span class=\"testoscuro\">pagine online del festival Mixedmedia di Milano del 2006, dalla sezione di Audiovisual Art a cura di Marco Mancuso).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nato nel 1960 a Wolfen (Germania Est), vive e lavora a Vienna (Austria) ed Accra (Ghana). Uscito dal Socialismo Reale alla met\u00e0 degli anni ottanta si trasferisce nella parte Ovest del suo paese con alle spalle un&#8217;eterogenea formazione che oltre ad un periodo (obbligatorio) di servizio militare, lo ha visto apprendere i fondamenti di disegno industriale nonch\u00e9 di pittura e musica. <span class=\"testoscuro\">Decisiva \u00e8 la sua formazione pittorica sotto l&#8217;insegnamento di Eberhard von der Erde<\/span> come pure quella musicale compiuta su &#8220;insoliti&#8221; strumenti come gli organi a canne e quell&#8217;incredibile accrocchio che fu l&#8217;harmonium. In poco tempo ha dato vita ad uno studio di musica elettronica sviluppando le basi del suo complesso linguaggio musicale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Nel 1988 si trasferisce a Vienna al WUK (Werkst\u00e4tten und Kulturhaus) in un appartamento messogli a disposizione per sviluppare le sue ricerche<\/span>. Dal 1988 al 1991 si dedica principalmente al disegno ed alla pittura presenziando in pochi anni ad un gran numero di mostre collettive, collezionando pure una personale presso la <span class=\"testoscuro\">Kunsthalle Exnergasse di Vienna, il cui catalogo pu\u00f2 ancora essere rintracciato in qualche meandro della rete.<\/span> Questi anni testimoniano una ricca e produttiva vena artistica la cui voglia di travalicare i confini classici delle differenti discipline artistiche inizia a manifestarsi grazie a lavori fotografici e ad un sempre pi\u00f9 convinto approccio all&#8217;immagine in movimento; colonne sonore ma anche sound-scapes per installazioni sono alcune fra le produzioni che sforner\u00e0 in questo periodo creativo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/videoart_alessiogalbiati07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>courtesy by Granular Synthesis<\/p>\n<p align=\"justify\">Sempre agli inizi degli anni novanta <span class=\"testoscuro\">Langheinrich \u00e8 stato coinvolto nella fondazione del gruppo multimediale PYRAMEDIA<\/span>, nonch\u00e9 al consiglio d&#8217;amministrazione del progetto indipendente WUK. <span class=\"testoscuro\">Nel 1991 fonda, insieme a Kurt Hentschl\u00e4ger, il collettivo artistico GRANULAR SYNSTHESIS (per un approfondimento su di un&#8217;installazione fra le pi\u00f9 &#8220;riuscite&#8221; della coppia germanica rimando ad un bell&#8217;articolo di Isabella Depanis: &#8220;Sintesi granulare e universo percettivo&#8221; di Isabella Depanis, Digimag n. 03, aprile 2005)<\/span> uno dei gruppi di sperimentazione audiovisiva pi\u00f9 importanti dell&#8217;intero panorama internazionale, un progetto che in oltre vent&#8217;anni di attivit\u00e0 ha dato alla luce un gran numero di installazioni e film, o pi\u00f9 in generale a sperimentazioni audiovisive.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sono davvero numerose le partecipazioni ad esposizioni in ogni angolo del pianete (Italia compresa), dal Museo di arti Museo di Arti Applicate di Vienna al Museo di Arte Contemporanea di Lione, a quelli di Montreal e Seoul, dallo Stedelijk Museum al Kunstverein di Hannover, l&#8217;ISEA di Montreal, l&#8217; ICC di Tokyo, il Creative Time di New York ed il Padiglione austriaco alla Biennale di Venezia 2001. Molti dei lavori dei GRANULAR SYNSTHESIS sono stati pubblicati in DVD fra cui: REMIX\/INDEX (Austria) ed IMMERSIVE WORKS (ZKM\/Cantz). <span class=\"testoscuro\">Langheinrich ha inoltre realizzato un CD da solista, intitolato DEGREES OF AMNESIA (1998).<\/span> Dal 2003 ha iniziato a realizzare vari progetti da solista. \u00c8 stato professore &#8220;ospite&#8221; presso la HGB University for Graphics and Book design di Lipsia ed ha tenuto diverse lectures presso il dipartimento Multimediale dell&#8217;FH di Salisburgo. <span class=\"testoscuro\">L&#8217;edizione 2005 di Ars Electronica gli ha dedicato una retrospettiva e nel 2006 \u00e8 stato invitato per un ciclo di lezioni dalla RMIT di Melbourne. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Questa dunque una sommaria biografia che intende dare qualche sparsa coordinata orientativa su d&#8217;un artista che forse solamente attraverso l&#8217;audiovisione delle sue creazioni si potrebbe davvero tentare di provare a comprendere a fondo, autore d&#8217;opere capaci di rapire lo spettatore entro quella dimensione immersiva che trascende il reale da cui \u00e8 composta.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/videoart_alessiogalbiati08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Courtesy by Granular Synthesis<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati e Paola Cat\u00f2<\/strong>: Pu\u00f2 presentarci l&#8217;argomento della conferenza che ha tenuto al Sonic Acts di Amsterdam, magari partendo proprio dal suo titolo: &#8220;Interference Moments&#8221;?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Ulf Langheinrich<\/strong>:<\/span> Ho messo enfasi su una serie di strategie artistiche connesse a questo argomento. Presentando esempi di esperimenti sonori abbastanza vicini ai miei esordi in contrapposizione all&#8217;installazione presentata, volevo favorire una migliore comprensione dei motivi che stanno dietro alla mia produzione artistica.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati e Paola Cat\u00f2<\/strong>: Nel mese di Febbraio al Sonic Acts ha presentato anche 3 diverse opere: &#8220;Drift&#8221;, &#8220;OSC&#8221; e &#8220;Soil&#8221;. Ce le vuole descrivere?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Ulf Langheinrich<\/span><\/strong>: &#8220;Drift&#8221; \u00e8 un film mentre &#8220;Soil&#8221; e &#8220;OSC&#8221; sono installazioni. &#8220;Soil&#8221; ha gi\u00e0 un po&#8217; di anni e si basa su materiale di repertorio. L&#8217;opera incarna l&#8217;idea di estrarre l&#8217;essenza e trasformarla in qualcosa di nuovo. &#8220;OSC&#8221; si basa su un&#8217;immagine statica generata algoritmicamente che si trasforma in un flusso di immagine multi-strato con una frequenza di aggiornamento dell&#8217;immagine di 60 Hz. Ci\u00f2 significa stratificato e sovrapposto con altri patterns di luce allo scopo di focalizzare sotto-patterns che altrimenti rimarrebbero invisibili ad un sistema sensoriale lento.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sulla mia opera nel complesso potrei dire che mi approccio al suono ed all&#8217;immagine come ad uno spazio, una matrice risonante per una materia estetica. Questa materia si realizza in flussi paralleli di proiezioni sonore e luminose. Le specifiche di quelle interfacce determinano significativamente l&#8217;impatto sensoriale immediato, ed in questo modo il pubblico entra in contatto con la materia (estetica).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/videoart_alessiogalbiati.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ci sono strati spazio temporali paralleli che costantemente cambiano forma passando attraverso un processo che ne altera la consistenza, la viscosit\u00e0 e la trasparenza. Ogni strato \u00e8 energia pulsante in sincrono e fuori sincrono rispetto agli altri strati, in fase o fuori fase (Phase-shift), \u00e8 un campo di energia oscillante, talvolta aggregata in un&#8217;unica vibrazione. La permeazione, sovrapposizione e la rivisualizzazione di questi strati da esito a diverse qualit\u00e0 visive, permutazioni di rumore sinfonico, o a qualcosa di quasi asettico, puro, a volte persino al vuoto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Generalmente non ci sono oggetti o movimenti specifici, potrebbero magari esserci movimenti riflessi come un flusso continuo dall&#8217;alto al basso e lievemente diverso dal basso verso l&#8217;alto. L&#8217;assenza di segni, gesti o oggetti nel meta-movimento audiovisivo apparentemente privo di dimensioni, evoca la nozione di materia estetica primaria e totale che genera uno spazio audiovisivo ipnotico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Una situazione del genere \u00e8 opposta al modo con cui uno spettatore cerca di fissare ed osservare elementi di una trama, un senso, un significato. Il flusso di suono-immagine arriva gradualmente, generando una tensione delicata e sottile. Lo spazio visivo si apre e si chiude, dalla superficie allo spazio profondo e ritorno a puro schermo e luce apparendo come un&#8217;illusione invertita. Un inutile ed affascinato sguardo su una matrice risonante che genera uno splendore profondo ed immersivo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/videoart_alessiogalbiati04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Photo by Arianna D&#8217;Angelica<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;impatto sensoriale diretto si ottiene innanzitutto grazie alla precisione ed all&#8217;alta risoluzione e questo fa strada ad una consapevolezza ed eccitazione davanti al compiersi di mutamenti minimi. Un aspetto importante \u00e8 che certi mutamenti e movimenti oscillatori accadono al di fuori delle immagini mostrate in quello stesso momento. Sono sensazioni che diventano interferenze tra il potenziale percettivo e di elaborazione dell&#8217;apparato-occhio-cervello e le modulazioni specifiche della risoluzione del materiale proiettato nel tempo e nello spazio della proiezione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questi movimenti d&#8217;interferenza non sono semplicemente artefatti legati all&#8217;OP-Art (Optical Art, n.d.r.) ma sono invece il cardine di queste opere e le loro caratteristiche sono designate al di l\u00e0 del tempo. \u00c8 l&#8217;esclusione dell&#8217;interattivit\u00e0 favorita dal computer ad attivare e potenziare le capacit\u00e0 sensoriali dello spettatore, sollevandole dalla promessa della navigazione e concedendo loro di accettare l&#8217;internalizzazione delle loro attivit\u00e0 come spettatori, o esperienze. Questo spettatore attivo tuttavia non s&#8217;imbatter\u00e0 in una struttura narrativa emotiva o intellettuale; ma semplicemente guardando e percependo, essendo nel presente, nell&#8217;ora.<\/p>\n<p align=\"justify\">Poich\u00e9 la membrana dell&#8217;area di proiezione \u00e8 costantemente presentata allo spettatore con onde sintetiche iper-realistiche, questo si trova spinto in una situazione percettiva costantemente contraddittoria. Si trova davanti ad affermazioni estetiche rigide e minime che richiedono e premiano la concentrazione e la consapevolezza dei suoi sottili movimenti. Allo stesso tempo lo spettatore si ritrova in un sovraccarico sensoriale sconvolgente.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/videoart_alessiogalbiati02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati e Paola Cat\u00f2<\/strong>: Il suono \u00e8 un elemento fondamentale della sua opera. Come concepisce il suo rapporto creativo con il suono?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Ulf Langheinrich<\/strong>:<\/span> In modo molto simile a quelli visivi i cambiamenti sonori avvengono ad un livello generale, come riconformazioni di strati sonori. Questa tessitura sonora profonda e fluida pu\u00f2 essere considerata analoga alla situazione sonora interna ad un piccolo aereo nel momento dell&#8217;atterraggio. Nel complesso l&#8217;immagine sonora appare massiccia, invasiva e avvolgente: differenze di velocit\u00e0 molto sottili tra le turbine danno esito a ricche interferenze fuori fase, fenomeni di trasporto ritmico e risposte di risonanza mutevole alla mutevole energia sonora.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per via dell&#8217;impatto del suono sonico e subsonico lo spazio virtuale guadagna immediatezza, tuttavia la sua prossimit\u00e0 e tensione oltre all&#8217;impatto che il suono e lo sfarfallamento hanno sul corpo fisico, che sente il suono passargli attraverso e internamente, allontana da una dimensione virtuale dando vita ad un&#8217;esperienza fisica interiore ed esteriore: \u00e8 questo ci\u00f2 che io intendo.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati e Paola Cat\u00f2<\/strong>: Pensa che la percezione possa essere potenziata dalla tecnologia?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Ulf Langheinrich<\/strong>:<\/span> No. In generale non lo credo, inoltre molte delle mie esperienze dimostrano che \u00e8 un&#8217;asserzione falsa. La percezione rimane sempre qualcosa che si impara. Migliorare il &#8220;processamento&#8221; dell&#8217;informazione sensoriale e comprenderne la sua informazione implica un allenamento, ed ovviamente oggi questo allenamento avviene con materia generata digitalmente entro ambienti controllati digitalmente. Questo discorso si applica innanzitutto all&#8217;informazione uditiva e visiva.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/videoart_alessiogalbiati03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Photo by Arianna D&#8217;Angelica<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati e Paola Cat\u00f2<\/strong>: Guardano le specifiche tecniche dei suoi lavori se ne ricava l&#8217;impressione d&#8217;una ipotetica riproducibilit\u00e0. Sembra la concretizzazione dei concetti espressi da Walter Benjamin nel saggio \u0096 dal titolo assai eloquente \u0096 &#8220;L&#8217;opera d&#8217;arte nell&#8217;epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica&#8221;. Possiamo dire che la riproduzione tecnologica diventa arte essa stessa?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Ulf Langheinrich<\/strong>:<\/span> \u00c8 proprio della natura di molte produzioni artistiche che trattano e si basano sui media riproducibili avere in s\u00e9 la riproducibilit\u00e0 come qualit\u00e0 centrale. \u00c8 il mercato dell&#8217;arte che spesso richiede la singolarit\u00e0 artificialmente definita di un prodotto mentre l&#8217;oggetto fisico reale \u00e8 tutto tranne che un oggetto unico. Ma non andrei cos\u00ec oltre nell&#8217;affermare che la riproduzione tecnologica \u00e8 un&#8217;arte di per s\u00e9 stessa. Arte \u00e8 creare l&#8217;opera con la consapevolezza della natura del medium e investigarla.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati e Paola Cat\u00f2<\/strong>: Ha avuto modo di esplorare le performance, le mostre e gli eventi in programma al Sonic Acts? Vi ha trovato artisti, percorsi, momenti particolarmente vicini a lei, alla sua vita a alle sue attivit\u00e0, o magari ne ha tratto fonti di ispirazione?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Ulf Langheinrich<\/strong>:<\/span> Dato che ho avuto poco tempo per vedere altri lavori, e di conseguenza non ho visto tanto quanto avrei voluto vedere, evito di rispondere in dettaglio a questa domanda.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/videoart_alessiogalbiati05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Courtesy by Ulf Langheinrich<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati e Paola Cat\u00f2<\/strong>: La ringraziamo molto per aver voluto essere nostro ospite ed aver risposto alle domande che le abbiamo posto. Le andrebbe di suggerirci come proseguire questa serie di interviste dedicate al Sonic Acts XII?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Ulf Langheinrich<\/strong>:<\/span> Credo che Kurt Hentschl\u00e4ger e TEZ potrebbero essere dei collaboratori stimolanti per un&#8217;intervista che potrebbe anche raccontarvi un po&#8217; cosa mi \u00e8 piaciuto al Sonic Acts.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.sonicacts.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.sonicacts.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.epidemic.net\/geogb\/art\/gs\/ulf\/indexgb.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.epidemic.net\/geogb\/art\/gs\/ulf\/indexgb.html<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lentos.at\/en\/download\/CV_ulf_langheinrich2004_englisch.pdf%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.lentos.at\/en\/download\/CV_ulf_langheinrich2004_englisch.pdf<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue la serie di interviste ai protagonisti dell&#8217;ultima edizione del Sonic Acts (Amsterdam 21-24 febbraio 2008) cominciata sul numero di marzo con una lunga chiacchierata virtuale con il demi\u009drgico Ken Jacobs (&#8216;Jacobs: il demiurgo dell&#8217;immagine in movimento&#8217; di Alessio Galbiati e Paola Cat\u0098 &#8211; Digimag32\/marzo08).<\/p>\n","protected":false},"author":44,"featured_media":28165,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,187],"tags":[29,41,53,71],"class_list":["post-10374","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-034","tag-audiovideo","tag-cinema","tag-interviews","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Ulf Langheinrich, Lo Sguardo Inutile E Affascinato &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/ulf-langheinrich-the-useless-and-fascinated-look\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ulf Langheinrich, Lo Sguardo Inutile E Affascinato &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Here comes another chapter of the series of interviews dedicated to the most interesting representatives of Sonic Acts latest edition (Amsterdam, February 21st - 24th), which we started in March with a long virtual conversation with Ken Jacobs. 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