{"id":10373,"date":"2008-05-03T12:00:00","date_gmt":"2008-05-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-034\/italiano-visual-complexity-bellissimi-sistemi-complessi\/"},"modified":"2020-12-11T11:03:40","modified_gmt":"2020-12-11T10:03:40","slug":"italiano-visual-complexity-bellissimi-sistemi-complessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/italiano-visual-complexity-bellissimi-sistemi-complessi\/","title":{"rendered":"Visual Complexity, Bellissimi Sistemi Complessi"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Ormai \u00e8 sotto gli occhi di tutti, anche dei pi\u00f9 conservatori tra noi. La technologicizzazione del nostro mondo, cos\u00ec come lo abbiamo conosciuto fino a qualche anno fa, \u00e8 un processo ormai in atto e sicuramente irrefrenabile. Ha preso il via, dopo qualche anno di quiescenza, soprattutto nelle abitudini e nelle attitudini della maggior parte di noi e di tutti quelli che hanno qualche anno in meno di noi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella cosiddetta era digitale nella quale viviamo, pochi sono i punti fermi come tutti sanno bene. Difficile individuare dei trends duraturi, siano essi applicati in ambito sociale, artistico o di marketing. Quasi impossibile prevedere con certezza cosa accadr\u00e0 domani. E&#8217; la natura stessa dello strumento che lo determina, soggetto come \u00e8 agli sviluppi tecnologici e alle applicazioni pi\u00f9 diverse da ambiti sempre pi\u00f9 compenetrati tra loro.<\/p>\n<p align=\"justify\">All&#8217;interno di questo affascinante calderone di stimoli costanti, devo ammettere che uno dei trend che sono quasi certo avr\u00e0 vita eterna, forse perch\u00e9 legato intrinsecamente alle problematiche articolate portate dal medium digitale, \u00e8 quella della visualizzazione di dati complessi. <span class=\"testoscuro\">La Infovis come la chiamano gli addetti ai lavori, la Information Visualization per gli analisti,<\/span> la quanto pi\u00f9 affascinante rappresentazione grafica di strutture complesse di dati per tutti noi comuni mortali.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/softwareart_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; chiaro che, con l&#8217;aumentare esponenziale delle possibilit\u00e0 di connessione e condivisione di contenuti e informazioni, con la creazione, gi\u00e0 ampiamente fuori controllo, di piattaforme di social networking, con gli sviluppi scientifici nell&#8217;ambito delle strutture connesse tipiche della genetica e della nanotecnologia, con la necessit\u00e0 di monitorare in modo quasi ossessivo i flussi di trasporto di persone e merci, con l&#8217;esigenza di essere informati della sempre pi\u00f9 ramificata interconnessione tra reti di business man e politici in tutto il mondo, &#8220;la necessit\u00e0 di scoprire patterns che consentano una visualizzazione esteticamente funzionale e tecnicamente efficace di strutture di dati complessi \u00e8 un problema che riguarda quasi ogni campo che ci circonda&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per chi non lo conosce, <span class=\"testoscuro\">VisualComplexity.com<\/span> \u00e8 la pi\u00f9 importante testimonianza in Rete di quello che ho appena affermato: centinaia di grafici, spesso generativi, creati con Flash, Director o Processing, che consentono la visualizzazione di database spesso estremamente vasti e articolati, provenienti spesso da istanze ed esigenze avanzate dal mondo scientifico e accademico, attraverso interfacce statiche o in evoluzione che molto spesso possono essere considerate qualcosa di molto simile ad un &#8220;opera d&#8217;arte&#8221;. Se per opera di generative art si intende infatti quell&#8217;artefatto ottenuto mediante un processo aperto della macchina, sottoposta ad una serie di istruzioni grafiche e procedurali, attraverso la quale essa compie una serie di operazioni atte alla definizione di un prodotto estetico finito.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Abbiamo parlato di questo e molto altro con Manuel Lima, ricercatore di origine portoghese che inizi\u00f2 il progetto Visual Complexity<\/span> come progetto di tesi e che oggi si trova a coordinare una piattaforma che rappresenta un validissimo strumento sia per la comunit\u00e0 scientifica che per quella artistica.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/softwareart_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\"><strong class=\"testoscuro\">.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Marco Mancuso<\/strong>: Partiamo dalla domanda base: vuoi spiegarci cosa \u00e8 il progetto Visual Complexity, quando \u00e8 nato e perche?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Manuel Lima<\/strong>: <\/span>Visualcomplexity.com (VC) \u00e8 uno spazio e una risorsa per tutto coloro che sno interessati alla visualizzazione di networks complessi. Lo scopo principale del progetto \u00e8 di alimentare una comprensione critica dei differenti metodi di visualizzazione, attraversando una serie di discipline anche molto diverse tra loro come la Biologia , i Social Networks e il World Wide Web. VC \u00e8 in ultima analisi un deposito, o come qualcuno ha sottolineato, VC \u00e8 una &#8220;mappa di mappe&#8221;. L&#8217;idea di Visual Complexity \u00e8 partita al mio secondo anno del programma MFA alla Parsone School di Design. Durante quel periodo ho condotto ricerche molto estese sui networks complessi, sulla memetica, sulla riconoscimento di pattern, sulla diffusione di informazioni, sulla visualizzazione di dati, sull&#8217;epidemologia e sui social networks. Parte di quella ricerca \u00e8 culminata nel mio progetto di tesi, Blogviz: Mapping the dynamics of information diffusion in Blogspace, e ha costituito il primo tassello di partenza del progetto VC<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Tramite il progetto Visual Complexity sei ben connesso alle universit\u00e0 o agli artisti o alle persone che lavorano sulla visualizzazione di database complessi. Come ricevi i progetti e quali decidi che debbano essere accettati e perch\u00e9? Lavori direttamente su alcuni di essi?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Manuel Lima<\/strong>: <\/span>Vorrei dire che circa il 70% dei progetti sono stati scoperti attraverso una mia ricerca personale e il rimanente 30% attraverso l&#8217;opzione &#8220;suggerisci un progetto&#8221; presente sulla home page. Per mantenere le cose in ordine, tengo una lista dei &#8220;progetti futuri&#8221; che regolarmente aggiorno e posto su VC. La maggior parte dei progetti sono quindi selezionati in base a questi criteri: essi devono sia fornire un vantaggio in termini di tecniche\/metodi di visualizzazione pittorica, sia mostrare unicit\u00e0 e originalit\u00e0 concettuale sulla scelta del soggetto. Sebbene quindi io non abbia lavorato direttamente su alcun progetto mostrato su VC, ho avuto in molti casi discussioni interessanti con gli autori che sono poi sfociate in una serie di collaborazioni informali.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/softwareart_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Quali sono i linguaggi di codide o i softwares che sono usati per leggere i dati, collezionarli e poi visualizzarli? In altre parole, come funzionano tecnicamente (in termini di motori 3D, motori per videogiochi, codici generativi) questi lavori? O ancora, cosa dovrebbe fare una persona per creare una visualizzazione di un database complesso, per esempio attraverso la sezione &#8220;building a design taxonomy&#8221; presente sul sito?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Manuel Lima<\/strong>: <\/span>La diversit\u00e0 dei progetti all&#8217;interno di Visual Complexity \u00e8 sicuramente notevole. Alcuni progetti sono pezzi statici, come grafiche, diagrammi, mappe concettuali e visualizzazioni di network, riprodotti come posters, stampe o immagini generate da computer. Altri sono progetti altamente interattivi e personalizzati. Alcuni richiedono ore di rendering e algoritmi molto complessi per produrre immagini, altri sono semplicemente disegnati a mano o utilizzando software di disegno come Adobe Illustrator o Freehand. Nonostante questa variet\u00e0 di strumenti, effettivamente i due strumenti pi\u00f9 utilizzati per queste visualizzazioni generate da computer sono Adobe Flash e Processing.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; importante dire che quando si parla di visualizzazioni generate da computer, c&#8217;\u00e8 una forte correlazione tra l&#8217;innovazione e l&#8217;utilizzo di tools &#8220;avanzati&#8221; come Flash e Processing. I progetti pi\u00f9 originali sono quelli che non sono limitati in sostanza dalla capacit\u00e0 di usare un software, ma solo eventualmente dall&#8217;immaginazione del suo creatore. Comunque, per raggiungere un certo livello di libert\u00e0, \u00e8 chiaro che una persona deve avere un certa conoscenza di almeno un linguaggio di programmazione e in molti casi anche la combinazione di alcuni di essi (per esempio, l&#8217;utilizzo di Graphviz e Python). I tools avanzati sono quindi sicuramente pi\u00f9 flessibili, consentendo la concretizzazione di un pensiero e dei metodi di rappresentazione molto innovativi e precisi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/softwareart_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Guardando il sito di VC, sembra incredibile vedere quante persone effettivamente lavorano nel mondo sulla visualizzazione di dati complessi, principalmente dai laboratori di ricerca e dalle istituzioni universitarie, nonch\u00e9 dal mondo dell&#8217;arte. Puoi commentarmi per esempio le statistiche di distribuzione dei soggetti, presenti sul sito? Intendo dire, pensi che ci siano alcuni universi professionali o artistici pi\u00f9 interessati a questo tipo di visualizzazioni piuttosto che altri?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Manuel Lima<\/strong>: <\/span>Io credo fortemente che possiamo avere accesso ad un&#8217;abbondanza di informazioni, ma ci manca l&#8217;abilit\u00e0 di processarle in modo effettivo. La nostra abilit\u00e0 di generare e acquisire dati \u00e8, in altre parole, molto pi\u00f9 raffinata della nostra abilit\u00e0 a dargli un senso. Le informazioni significative non sono un dato fornito, e in particolar modo oggi, dove i nostri artefatti culturali si misurano in gigabytes e terabytes, organizzando, collezionando e visualizzando informazioni in modo sempre pi\u00f9 efficiente, sono un metodo di misura cruciale dell&#8217;intelligenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">La necessit\u00e0 di scoprire patterns con quantit\u00e0 crescenti di dati, non \u00e8 solo un problema con i networks sociali in Rete o con i networks genetici o con i networks di trasporto; essa riguarda infatti quasi ogni campo che ormai ci circonda. VC \u00e8 quindi una risorsa plurale che ambisce ad analizzare molti metodi sul pi\u00f9 ampio spettro di discipline, perch\u00e9 solo in questo modo possiamo individuare differenti patterns per le diverse tecniche e strumenti di visualizzazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">I network sociali online e la struttura ad essi sottostante di molti servizi Web 2.0, sono diventati soggetti sempre pi\u00f9 popolari su VC. Le persone si stanno interessando alla comprensione dei patterns sociali all&#8217;interno di queste comunit\u00e0 online, nonch\u00e9 alle relazioni possibili tra i contenuti condivisi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/softwareart_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Parlando invece dei progetti artistici presenti su Visual Complexity, pensi che in questi casi l&#8217;output finale sia pi\u00f9 &#8220;artistico&#8221; rispetto a quelli provenienti per esempio dai mondi scientifici? In altre parole, pensi che il lavoro &#8220;artistico&#8221; in questi casi sia dato dal mix di concept+output o no?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Manuel Lima<\/strong>: <\/span>Ogni progetto dovrebbe essere funzionale nel senso di promuovere una maggiore comprensione di un sistema complesso. Alcuni di essi rivelano una qualit\u00e0 estetica finale, qualit\u00e0 che in molti casi pu\u00f2 essere effettivamente considerata &#8220;arte&#8221;. Ma questa qualit\u00e0 artistica dovrebbe teoricamente arrivare come conseguenza: sono veramente affascinato quando questo accade, ma dobbiamo stare attenti a non glorificarlo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il tipo di &#8220;infoporn&#8221; a cui molte persone fanno riferimento oggi, pu\u00f2 portare una fissazione per la bellezza superflua al di sopra della funzione informativa. Naturalmente questo \u00e8 un problema. Al giorno d&#8217;oggi \u00e8 facile per qualcuno con un po&#8217; di skills di programmazione, creare una visualizzazione che colpisce, ma dobbiamo ricordare che non \u00e8 il solo aspetto da valutare se l&#8217;obbiettivo finale \u00e8 poi quello di facilitare la compresione di un processo. Se questo non accade, francamente il progetto \u00e8 un fallimento. I progetti sotto la categoria &#8220;arte&#8221; del sito di VC non sono categorizzati per le loro qualit\u00e0 artistiche, proprio perch\u00e9 come sottolinei anche tu, anche molti progetti scientifici avrebbero le stesse qualit\u00e0 estetiche. La differenza chiave \u00e8 che questi progetti sotto la categoria &#8220;arte&#8221; tendono ad essere veri esperimenti artistici, spesso nel contesto delle gallerie, e che non rispondono alle esigenze degli utenti, del pubblico, di specifiche tecniche, di usabilit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/softwareart_mk07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Ero nel pubblico al meeting curato dalla Tag Gallery a Den Haag durante lo scorso Todaysart Festival. Il meeting era stato chiamato Information Aesthetic, ma la sensazione che si \u00e8 avuta \u00e8 stata pi\u00f9 quella di un incontro tra professionisti di Processing, un esercizio di stile quasi in chiave artisica. In altri termini, quale \u00e8 il limite secondo te tra il sistema dell&#8217;arte e il mondo della sperimentazione scientifica?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Manuel Lima<\/strong>: <\/span>Io non vedo alcuna disconnessione tra i professionisti di Processing e il campo della visualizzazione dei dati. Sono infatti mondi molto vicini. Processing \u00e8 uno dei pi\u00f9 comuni strumenti all&#8217;interno di VC e non possiamo dimenticare che lo stesso tool \u00e8 stato co-creato da uno dei pi\u00f9 importanti nomi del Data Visualization che \u00e8 Ben Fry. Sebbene quindi, una divisione tra Arte e Scienza potrebbe ancora esistere, non \u00e8 mai stata cos\u00ec sottile. Tantissime riviste mainstream sono dedicate all&#8217;accoppiamento di queste aree, e la Information Visualization \u00e8 una delle discipline in cui puoi effettivamente vedere le due aree avvicinarsi in grande simbiosi.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Continuando il discorso sulle estetiche di molti dei progetti esposti su VC, hai mai pensato di stampare per esempio alcuni di questi grafici su tele ad alta risoluzione ed esporli in spazi mussali e non solo online? Come sai, uno dei temi pi\u00f9 caldi nell&#8217;ambito dell&#8217;arte digitale \u00e8 proprio quello di stampare progetti di net art o software art su stampe ad alta risoluzione, allo scopo ultimo di creare oggetti fisici dagli originali digitali, allo scopo di poterli esporre in una galleria, venderli e farli quindi entrare all&#8217;interno del mercato dell&#8217;arte contemporanea.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Manuel Lima<\/strong>: <\/span>S\u00ec ci ho pensato, anche se forse sarebbe difficile amministrare gli eventuali problemi legati ai diritti d&#8217;autore dei progetti. Molti tra gli autori presenti stanno comunque iniziando a comprendere l&#8217;importanza di vendere i propri lavori al pubblico e puoi quindi gi\u00e0 comprare (nelle dimensioni di un poster) alcuni dei progetti esposti su Visual Complexity. Al momento per\u00f2 sto pensando ad esplorare l&#8217;idea di una &#8220;mappa delle mappe&#8221; e costruire quindi una visualizzazione complessa che consenta una vista alternativa all&#8217;interno dei progetti e dei metodi di visualizzazione che emergono da VC.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/softwareart_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Ci sono infine alcuni di questi grafici che ti piacciono pi\u00f9 di altri? E perch\u00e9?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Manuel Lima: <\/strong> Che domanda difficile, soprattutto perch\u00e9 potrei passare ore a parlare dei differenti progetti presenti sul sito. Invece quindi di menzionarti particolari progetti, far\u00f2 riferimento a tre autori che hanno contribuito immensamente allo sviluppo di questa disciplina mediante i loro lavori. Martin Wattenberg, Marcos Weskamp e Jonathan Harris. Ciascuno di loro, a modo proprio, sta portando la Information Visualization alle masse e rendendo questa disciplina un territorio sempre pi\u00f9 seducente<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.visualcomplexity.com\/vc\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.visualcomplexity.com\/vc\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai \u008f sotto gli occhi di tutti, anche dei pi\u009d conservatori tra noi. 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