{"id":10371,"date":"2008-05-03T12:00:00","date_gmt":"2008-05-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-034\/careful-evolution-researches\/"},"modified":"2020-10-25T20:27:48","modified_gmt":"2020-10-25T19:27:48","slug":"careful-evolution-researches","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/careful-evolution-researches\/","title":{"rendered":"Attente Ricerche Evolutive"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Si stanno facendo conoscere, apprezzare e criticare, con la forza di chi non ha nulla da perdere n\u00e9 nulla da guadagnare; vivono e dormono per il teatro, di corsa fra scenografie innovative e testi ponderati, fra teatri con spettatori invisibili e notti improvvisate, fra bandi di concorso e affitti da pagare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Vanno avanti perch\u00e9 credono in quello che fanno, combattono a volte contro mulini a vento e burocrazie solo italiane, si alleano soprattutto, nonostante le distanze geografiche, nonostante il lavoro li porti a studiare ed esaminare ogni piccolo dettaglio della loro creatura. Forse questo \u00e8 un periodo dove nascono Compagnie Teatrali di ricerca anche troppo in fretta e in dismisura; ma la quantit\u00e0 non fa male, anzi, forse aiuta l&#8217;innovazione, il riscontro, la competizione e la consapevolezza di quel che si \u00e8 veramente. Poi sar\u00e0 la qualit\u00e0 e la professionalit\u00e0 a farsi spazio. E&#8217; cambiato appunto il concetto e la concezione di spazio, di tempo, di corpo; si \u00e8 evoluta la funzione del pubblico, dell&#8217;artista e delle organizzazioni cos\u00ec come la natura di palco, di scena, di arte visiva e di regia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi non sono pi\u00f9 emergenti n\u00e9 promesse gruppi nati non pi\u00f9 di cinque anni or sono come i poliedrici <strong class=\"testoscuro\">Cosmesi <\/strong>, i &#8220;matematici&#8221; <strong class=\"testoscuro\">OOFFOURO<\/strong>, i ragazzi stupefacenti di <strong class=\"testoscuro\">Teatro Sotterraneo <\/strong>, gli &#8220;immaginari&#8221; <strong class=\"testoscuro\">Muta Imago <\/strong>, gli espressivi <span class=\"testoscuro\">Zach\u00e9s Teatro<\/span> fino ai <span class=\"testoscuro\">Gruppo Nanou , Orthographe , CapoTrave e Citt\u00e0 di Ebla<\/span> . Gruppi ai quali si accostano realt\u00e0 individuali performative come <span class=\"testoscuro\">Teodora Castellucci , Francesca Grilli , Nico Vascellari , Daniele Albanese , Alessandro Sciarroni , Sonia Brunelli , Daniele Timpano e Dafne Boggieri <\/span>. Poi, come fiori in un prato sempreverde, si coltivano nuove ricerche e nuove forme ibride di arti sceniche o semplicemente di pensiero, di idee ed assemblaggi tecnologici. Ed ecco <span class=\"testoscuro\">Pathosformel, Babilonia Teatri, Tubal Libre, Fibre Parallele e Teatrialchemici. <\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Eva Geatti e Nicola Toffolini del progetto Cosmesi <\/span>il 12 Aprile scorso hanno dato vita all&#8217;ennesima performance-installazione al <span class=\"testoscuro\">PIM Spazio Scenico <\/span> di Milano all&#8217;interno del<span class=\"testoscuro\"> Progetto Quattrospine curato da Serena Vincenzi<\/span> . Assistere a <strong class=\"testoscuro\">La primadonna_chi semina vento raccoglie tempesta <\/strong>\u00e8 un attimo che vola via fra ingegno e stupore, fra pura intensit\u00e0 ed ironia, dove il tutto cresce piano, e nel guardare Eva nell&#8217;occhio del ciclone si percepisce la sua innata femminilit\u00e0 e simbiosi con la scena. Lo spettatore si trova dinanzi ad un installazione verticale, senza fughe, tutto \u00e8 ben fermo ed il suono scandisce le gesta sospese e il metter in primo piano lo donna: immagine ed affermazione del proprio corpo. Ed ecco il &#8220;mostro&#8221; di Nicola, all&#8217;improvviso prende vita, si anima, e si rif\u00e0 su di essa sotto forma di aria, di folata improvvisa e distruttiva. Poi la nascita con il lancio di un uovo che \u00e8 vita, ma anche fine di tutto. Oggi la compagnia sta lavorando al nuovo spettacolo <strong class=\"testoscuro\">Lo sfarzo nella tempesta <\/strong>, che si svilupper\u00e0 su diversi fronti con l&#8217;aiuto delle macchine costruite da <strong class=\"testoscuro\">Michele Bazzana <\/strong> e grazie anche al lavoro di <strong class=\"testoscuro\">Stefano Pilia <\/strong>. I temi approfonditi saranno il lusso, lo spreco e la questione della vanit\u00e0 legata al concetto di disastro inteso come agente atmosferico; il tutto tentando una ricostruzione dello spazio scenico, poetico e visivo che accolga in maniera innovativa lo spettatore. Questo spettacolo sar\u00e0 visibile il <span class=\"testoscuro\">9 e 10 Maggio a Fidenza al festival Giostra di Maggio ; il 13-14-15 giugno 2008 alla rassegna perAspera-drammaturgie possibili al teatro di Villa Mazzacurati in via Toscana 19 a Bologna invece sar\u00e0 la volta lo studio di Punto Critico<\/span> .<\/p>\n<p align=\"justify\">Alessandro Carboni e Danilo Casti degli OOFFOURO\/N.P.A Officina Ouroboros dopo i progetti Anagenesi, Etimo del 2005 e ABQ del 2007 saranno a <span class=\"testoscuro\">Fabbrica Europa 2008 il 15 e 16 Maggio con la prima nazionale WBNR &#8211; What Burns Never Returns Platform #4<\/span> . Sar\u00e0 replicato poi al <span class=\"testoscuro\">Conteporanea festival e Santarcangelo<\/span> . <span class=\"testoscuro\">WBNR \u00e8 la seconda tappa del progetto di ricerca ABQ: from quad to zero<\/span>,\u00a0un&#8217;ampia ricerca sul corpo e sulla citt\u00e0: un organismo, un doppio sistema mutante al\u00a0cui interno convivono territori deformanti, glitch strutturali, codici impazziti e disallineati che creano nuove mappature dinamiche di luoghi in continua trasformazione. Attraverso la costituzione di una piattaforma di lavoro, diversi ricercatori applicheranno un metodo di\u00a0 composizione coreografica che si focalizza sull&#8217;analisi di uno specifico contesto urbano localizzato nella citt\u00e0 in cui verr\u00e0 presentata la performance. Procedendo analiticamente dallo spazio nelle sue diverse tipologie, dal territorio al corpo, vengono quantificati e i codificati i flussi, le dinamiche, gli agenti e i moti che lo compongono. Questo doppio feedback scena-citt\u00e0 viene ri-modulato e ricreato in tempo reale e proiettato in video sulla scena. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di elaborare un unico sistema di composizione coreografica in grado di interpolare tutti i dati raccolti e di restituirli sotto forma di istruzioni coreografiche. <span class=\"testoscuro\">WBNR <\/span> \u00e8 una coreografia incommensurabile tra corpo e territorio, un&#8217; esplorazione nella citt\u00e0 e nel corpo, immaginando nuove modalit\u00e0 di analisi e percorsi di indagine per riflettere sulle trasformazioni antropologiche e socio culturali dell&#8217;individuo, e su come tecnologia, infrastrutture, palazzi e individui sono organizzati nello spazio urbano.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Sara Bonaventura , Iacopo Braca , Matteo Ceccarelli , Claudio Cirri e Daniele Villa di Teatro Sotterraneo<\/span> si presenteranno in pompa magna anche loro a <span class=\"testoscuro\">Fabbrica Europa 2008 il 20 e 21 Maggio<\/span> con la nuova produzione <span class=\"testoscuro\">La cosa 1 dopo il successo di Post-it.<\/span> <em>&#8220;Lo spazio cos\u00ec com&#8217;\u00e8, privo di accessori. Uno svuotamento. Un meccanismo scenico che si espande e si ritrae, investe i luoghi. Un&#8217;invasione. Un presentazione d&#8217;iperattivit\u00e0. Il corpo che d\u00e0 tutto, fa in continuazione qualcosa, inscena il fare per fare, fare2, fare3, lo strafare, lo stroppiare. Per voi. Si accendono le luci. La folla si compatta. Ha inizio il movimento, qualsiasi movimento, tutto purch\u00e9 qualcuno faccia qualcosa, fosse anche solo aspettare di fare qualcosa &#8211; una messa alla prova continua di muscoli e nervi, la ricerca di una condizione limite. La Cosa 1 \u00e8 l&#8217;evento, ma \u00e8 anche il momento subito dopo, quando ci si ferma, stanchi, saturi: La Cosa 1 invece continua, ripete, insiste, riparte a muoversi, correre, fare. Uno studio sullo sforzo e sulla potenza che si esaurisce, sulla condizione di un corpo che parte fresco e continua anche quando non ne ha pi\u00f9. Fare una data cosa e poi presentare una copia di me che non ce la fa. La fine sostituita dal sequel. Sempre e comunque qualcosa pi\u00f9 di niente.&#8221; <\/em>(T.S.)<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Muta Imago <\/span> \u00e8 una compagnia giovanissima nata a Roma nel 2004 dall&#8217;incontro tra<span class=\"testoscuro\"> Riccardo Fazi , Claudia Sorace e Massimo Troncanetti<\/span> rispettivamente drammaturgo, regista e scenografo. Il loro primo spettacolo nasce in inverno, al freddo, ma presto arriveranno opere pi\u00f9 complete come il <span class=\"testoscuro\">Don Giovanni <\/span>, lavorando sull&#8217;interazione fra i quattro attori e la grande struttura scenica composta da tre cubi di legno di grandezze differenti e una piscina, vero circo poetico fra bagni ed equilibrio di strada. 2007, nasce <span class=\"testoscuro\">Comeacqua <\/span>. Corde, sacchetti di plastica e un tavolo di ferro, oltre l&#8217;acqua, sono i protagonisti di questa storia che vuole aprirsi, che rifiuta il tempo teatrale classico. Oggetti presi e reinterpretati, sbattuti e riempiti, fabbricati e colorati, chiusi e fatti cadere, non \u00e8 uno spettacolo sull&#8217;acqua, ma con l&#8217;acqua\u0085arrivano repliche e poi recensioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; la volta di <span class=\"testoscuro\">(a+b) <\/span>? che debutta in fretta e furia per Enzimi. Ed eccoci ad oggi con <span class=\"testoscuro\">Lev <\/span>dove tutto riparte. Si inizia dalla fine della guerra per parlare di ricostruzione, dove un uomo apre gli occhi e si guarda intorno, non riconosce niente di familiare quindi si alza in piedi e si avvicina alla parete per sentire rumori; metamorfosi, si butta a terra ed inizia il ricordo. Una persona costretta ad avere a che fare con un vuoto dentro tre metri per sei, tre lampade, cento chili di farina, e la lotta per riuscire a riempirlo, per il suo viaggio verso casa. In Lev i Muta Imago vogliono indagare il rapporto fra la difficolt\u00e0 di verbalizzare e quella di ricordare, tra la facolt\u00e0 immaginativa e la presunta necessit\u00e0 della sua verbalizzazione. &#8221; <em>1943, Russia Europea, Lev \u00e8 un soldato, una pallottola gli perfor\u00f2 il cranio cambiando la sua vita per sempre, perde conoscenza, si sveglia e non ricorda niente, non riesce pi\u00f9 a fare le semplici cose di prima: gli rimane solo l&#8217;immaginazione. Ecco la metafora, Lev deve di nuovo imparare a parlare, cos\u00ec come loro devono di nuovo farlo; Lev riparte da zero, la sua storia \u00e8 anche quella della compagnia.&#8221; <\/em> Questi ragazzi saranno il <span class=\"testoscuro\">10 Maggio al Teatro Comunale di Cesenatico, il 23 alla Biennale dei Giovani Artisti di Bari ed il 30 a Tuscanica per Furore.Danze no stop. Ancora a Luglio avranno due appuntamenti fondamentali essendo ospiti al Festival Inteatro di Polverigi e a Santarcangelo dei Teatri.<\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Il gruppo Zaches Teatro ha sede in Toscana a Scandicci ed \u00e8 composto da Francesco Givone , Luana Gramegna , Costanza Givone , Samuele Mariotti e Stefano Ciardi <\/span>. La forza di questo giovane gruppo sta nel sapere usare diverse forme espressive, e l&#8217; intensit\u00e0 e la comunicativit\u00e0 delle loro maschere e marionette innescano sempre un rapporto unico e sensitivo con il pubblico, facendo leva sui principi della biomeccanica, sul movimento, sulla privazione della parola e quindi focalizzazione visiva. &#8221; <em>Allo stato attuale della nostra indagine, le nostre performance poggiano cos\u00ec su un meccanismo di significazione forte dal punto di vista rievocativo ma estremamente vulnerabile nel suo funzionamento, in cui la Parola verrebbe ad infrangere un equilibrio delicato, obbligandoci a dire troppo, o troppo poco rispetto al sentire e all&#8217;intuizione che operano da motore artistico dell&#8217;opera. Se usata, la Parola sar\u00e0 allora colta nella sua accezione idealmente pura, come segnale essenziale, sintetico e iconico dell&#8217;universo di significati cui rimanda, come se fosse un oggetto, un gesto o una maschera, e non una parola. Con questo non intendiamo privarci della possibilit\u00e0 di narrare, offerta dal Teatro. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em> Ogni testo scritto porta con s\u00e9 un senso non scritto, che si colloca sempre altrove rispetto a dove si guarda, ed \u00e8 quello che ci interessa raccontare. Il nostro obiettivo \u00e8 riuscire\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a conciliare, nell&#8217;evento performativo, sia la componente estetica e visiva, che quella drammaturgica, intimamente connesse attraverso gli strumenti del gesto, delle marionette, delle maschere, degli oggetti, delle luci e del movimento.&#8221; <\/em>(Zach\u00e9s \u0096 da <em>La poetica <\/em>) A Maggio gli Zach\u00e9s saranno l&#8217;8 con lo spettacolo <span class=\"testoscuro\">Faustus!Faustus! a Cerbaia (FI) nel JackandJoe Theatre ed il 17 con La favolosa vita di H.C. Andersen , a Gioia del colle (BA) in occasione del Maggio all&#8217;infanzia.<\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">A Moncalieri (TO) venerd\u00ec 23 Maggio in occasione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea INTERPLAY\/08 la giovanissima Teodora Castellucci (figlia del grande Romeo Castellucci ) si esibir\u00e0 con lo spettacolo \u00c0 Elle Vide vincitrice del premio speciale della giuria GD&#8217;A &#8217;07 ; mentre Daniele Albanese sar\u00e0 in scena con lo spettacolo Tiqqun &#8211; Nemmeno l&#8217;Allodola Vede l&#8217;Aperto<\/span> presentato ai primi di dicembre al Teatro Comunale di Ferarra e al Festival Natura dei Teatri.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non mancher\u00e0 sempre in questa occasione <span class=\"testoscuro\">Sonia Brunelli da Forl\u00ec domenica 25 Maggio con <em>NN<\/em><\/span>: &#8221; <em>NN \u00e8 la caduta in un luogo d&#8217;origine, in una condizione prelinguistica sentita come stato privilegiato e primordiale del gesto liberato da ogni attribuzione rigida di senso. La figura vive in una tensione di prossimit\u00e0 al limite che trattiene il gesto nel suo compiersi. In condizione di stallo il movimento entra in un&#8217;oscillazione ritmica, si carica di tempo generando l&#8217;attesa, la proiezione di un possibile svolgimento che dall&#8217;origine lo conduce a qualcos&#8217;altro. Lo stato di sospensione spinge lo spettatore ad anticipare virtualmente la posizione di una forma futura, come in un video games l&#8217;occhio del giocatore immagina sullo schermo i possibili spostamenti di una palla. NN \u00e8 scelta di un movimento che ribadisce e riafferma se stesso sdoppiandosi e scavandosi nella sua negazione. Un movimento che spazza via e impedisce il sorgere di un&#8217;individualit\u00e0 umana. <\/em>(Sonia Brunelli )<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Nico Vascellari infine ci sorprender\u00e0 a Roma venerd\u00ec 9 Maggio per Dissonanze 08 con un <em>Live Set <\/em> inedito assieme a Stephen O&#8217;Malley dei <em>Sunn O))) <\/em> e John Wiese dei <em>Bastard Noise<\/em><\/span> in bilico fra violenti richiami ancestrali e straniamenti ipercontemporanei. Un&#8217;esperienza che difficilmente si dimenticher\u00e0. La &#8220;bella stagione&#8221; sta per cominciare fra <em>Festival <\/em>e <em>Rassegne <\/em>, lasciamoci trasportare dai sensi e dalla nostra intuizione che si arricchisce ogni giorno di tradizioni, nuovi suoni e visioni fra territori da scoprire e grandi-piccole realt\u00e0 culturali.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si stanno facendo conoscere, apprezzare e criticare, con la forza di chi non ha nulla da perdere n\u00e9 nulla da guadagnare; vivono e dormono per il teatro, di corsa fra scenografie innovative e testi ponderati, fra teatri con spettatori invisibili e notti improvvisate, fra bandi di concorso e affitti da pagare.<\/p>\n","protected":false},"author":131,"featured_media":28133,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,187],"tags":[63],"class_list":["post-10371","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-034","tag-performing-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Attente Ricerche Evolutive &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/careful-evolution-researches\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Attente Ricerche Evolutive &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]They are becoming more and more famous, they are appreciated or slated, they don&#039;t have anything to lose; they live and sleep for theater, among innovative sets, special texts, theaters with an invisible audience, improvised shows, contests, and rents that must be paid. 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