{"id":10370,"date":"2008-05-03T12:00:00","date_gmt":"2008-05-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/"},"modified":"2020-10-25T20:27:33","modified_gmt":"2020-10-25T19:27:33","slug":"videoelektra-superstar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/","title":{"rendered":"Videoelektra Superstar"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Elettra seguendo il mito greco degli Atridi, era figlia di Agamennone e Clitennestra, sorella di Oreste e Ifigenia . A seguito della morte del padre per mano di Egisto e con il contributo della stessa Clitennestra, sua amante, Elettra incita Oreste a vendicare il padre e l&#8217;intera stirpe.<\/p>\n<p align=\"justify\">La figura di Elettra ha ispirato numerose opere letterarie, da <em>Eschilo che vi dedic\u00f2<br \/>\n&#8220;Orest\u00e8a&#8221; a Sofocle e Euripide<\/em>. In tempi recenti poche sono state le rielaborazioni significative sul piano della ricerca e della sperimentazione teatrale, televisiva e cinematografica. Possiamo citare <span class=\"testoscuro\">Massimo Castri, con Elettra di Euripide, Spoleto 1993; il Collettivo di Fabbrico con L&#8217;impossibilit\u00e0 di recitare Elettra oggi <\/span>(i deato e diretto da R\u00f2ska, Dominique Isserman, Manrico Pavolettoni, Rai 1969 [dall&#8217;occupazione di un cinema a Fabbrico, Reggio Emilia, nel 1968 con l&#8217;intervento di Godard, del Living, di Volont\u00e9 e altri]. Ancora, <span class=\"testoscuro\">Tonino De Bernardi <em>Elettra <\/em> di Sofocle<\/span>, Rai 3, Regione Piemonte 1987, con attori non professionisti. E infine <span class=\"testoscuro\">Luca Ronconi, <em>Orestea <\/em>, da Eschilo, 1972. Naturalmente occorre ricordare anche il Pasolini<\/span>, de Appunti per un&#8217;Orestiade africana, 1975.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Si misura con l&#8217;Elettra, mettendo insieme un proprio &#8220;centone&#8221; di riferimenti e citazioni letterarie, il giovanissimo e talentuoso Alessandro Brucini<\/span>, reduce da una lunghissima lista di riconoscimenti, premi e segnalazioni internazionali per il suo video elektraZenSuite. Videomaker e grafico multimediale, nel 2003 ha creato il progetto di produzione audiovisiva indipendente <span class=\"testoscuro\">ALE <\/span><a href=\"http:\/\/www.alenet.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">(<span class=\"testoscuro\">http:\/\/www.alenet.eu<\/span>). <\/a> Tra i documentari video d&#8217;arte: Il Trionfo della Morte [2004]; Parlata con Adriano Sofri [2004]. Tra i lavori sperimentali: treeGreen [2006]; Geisha [2005]; Sch\u00e4tzungsraum [2005]. Fiction: Momento Presente [2005]; Essere Felici [2004].<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">elektraZenSuite <\/span> \u00e8 una versione emozionante e inquietante, sapientemente distillata, del concetto di <em>revenge play <\/em>\/tragedia della vendetta che vede qua protagoniste, a discapito della trama originaria e del mito, le due donne, madre e figlia. Un video che gi\u00e0 dal titolo racchiude insieme i pezzi di questa trama fatta a pezzi: lo zen, l&#8217;arte giapponese delle spade, i film <em>wuxiaopian <\/em>(genere di cappa e spada cinese), i sumurai del cinema di Kobayashi e Kurosawa e poi anche Silvia Plath, un po&#8217; di Tarantino, un po&#8217; di Lars von Trier (<em>Medea televisiva<\/em>). E soprattutto Carmelo Bene nel suo &#8220;classico del rifacimento o del <em>tradimento <\/em> del testo<em>: Hommelette for Hamlet <\/em> da Laforgue dove la regola principe era quella del prelievo e dell&#8217;innesto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il collage testuale di <span class=\"testoscuro\">Brucini<\/span> che proviene da un ambito di studi legato al teatro e cinema, destruttura decisamente e senza indugi l&#8217;ordine originario e il plot per prevedere <em>insert <\/em> assolutamente spiazzanti dall&#8217;Amleto shakespeariano con monologhi &#8220;off&#8221; riferiti a <span class=\"testoscuro\">Elettra<\/span>, lei che come Amleto si trova al crocicchio della decisione capitale: uccidere o non uccidere?<\/p>\n<p align=\"justify\">Brucini sembra impostare con <span class=\"testoscuro\">Elettra<\/span> infatti, proprio una trama shakespeariana al femminile, un monodramma, eliminando il superfluo ovvero le comparse, le didascalie e persino il coro greco in un&#8217;asciuttezza formale di ambienti in distruzione in cui si intravede gi\u00e0 lo spettro della tragedia e in cui gli attori non recitano e non parlano, non vedono e non sentono ma pensano. Pensano all&#8217;azione di sangue che verr\u00e0 immediatamente dopo: &#8220;Vorr\u00e0 sangue, dicono, sangue vuol sangue&#8221; (<em>Macbeth) <\/em>. Le parti del testo che non sono rappresentate per\u00f2 non eliminano il tema: \u00e8 un procedimento di sottrazione e di assemblaggio che emana da un nucleo nascosto, quel testo-sorgente da cui sgorgano liberamente visioni, parole, istantanee e corrispondono alla parte nascosta della psiche dei personaggi. Questi sono per lo pi\u00f9 ripresi in primo o primissimo piano con velocissimi campi e controcampi ma anche attraverso continui ed lentissimi movimenti di macchina che li avvolgono imprigionandoli nei loro pensieri muti a sottolineare momenti di massima tensione. Belle quelle inquadrature con tagli davvero insoliti che accentuano l&#8217;espressivit\u00e0 di ogni singolo gesto quasi rituale e il simbolismo dei pochi oggetti scenografici, di quel paesaggio-stato d&#8217;animo virato in rosso. Niente spazio per gli effetti speciali digitali che permetterebbero ai duellanti di volteggiare in aria. Il video \u00e8 incorniciato con luminescenti bordi bianchi come una graphic novel d&#8217;artista di gusto giapponese; in questi momenti il passaggio dal video al libro illustrato produce ulteriori suggestioni e sollecitazioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">La storia diventa un susseguirsi di duelli, di sguardi, di corpi che colpiscono e corpi che cadono; volti ricoperti di biacca che sanno di un teatro antico, di un teatro orientale (<em>Oriente culla del teatro <\/em>diceva Artaud), un accavallarsi di nero, rosso e bianco elettronico (quello che troneggia anche nell&#8217;Amleto televisivo di Bene) che cancella (o sospende) l&#8217;azione ultima, il gesto omicida, un gesto forse non ineluttabile. L&#8217;irrappresentabilit\u00e0 dell&#8217;evento genera qua un togliere di scena, perch\u00e9 il teatro non \u00e8 ripetizione della storia o del mito; il teatro attraverso il suo alter ego, il video, -come Oreste e Elettra-, inverte la storia. Cos\u00ec lo studioso di teatro greco Fernando Mastropasqua: &#8220;Se ripetere il gesto \u00e8 ci\u00f2 che avviene nell&#8217;ambito contiguo del rituale, in teatro il significato si rovescia: il gesto non viene compiuto per essere nuovamente confermato, ma per essere messo sotto giudizio, viene compiuto per essere negato. Il teatro \u00e8 il luogo dove il gesto viene compiuto per essere rimosso&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Monteverdi<\/strong>: Qual \u00e8 il punto di partenza per questo video, data la lontananza dalla trama eschilea e euripidea?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessandro Brucini<\/strong>:<\/span> M&#8217;interessava porre in primo piano la figura femminile, i guerrieri-maschi fanno quello che le donne dicono loro di fare. E lo stesso Oreste, dopo aver eliminato l&#8217;usurpatore Egisto, non \u00e8 in grado di portare a termine la vendetta sulla propria madre. \u00c8 allora Elettra che prende con le proprie mani la spada e materializza lo scontro figlia\/madre nel duello finale con katana. Questa \u00e8 la vera eversione che ho immesso nella mia visione del mito d&#8217;Elettra, quasi a dispetto dell&#8217;attenzione che ho posto nel creare un <em>collage <\/em> [nel senso pi\u00f9 nobile del termine] di testi di epoche e tradizioni differenti, che rispettasse il senso profondo della tragedia. La chiave di lettura zen, che si \u00e8 calata, nel modo pi\u00f9 naturale, su qualsiasi aspetto formale, e ha dato significato estetico alle vicende narrate, \u00e8 stata un&#8217;intuizione <em>progressiva <\/em>. Voglio dire che, se le tinte fosche, elettroniche, e post-industriali del film, erano gi\u00e0 nelle mie prime intenzioni, mano a mano che, in quel periodo, penetravo nella conoscenza [in vero ancora oggi alquanto superficiale\u0085] della filosofia zen, restavo sempre pi\u00f9 affascinato dall&#8217;essenzialit\u00e0 rigorosa di essa; allora instaurare un parallelo con la necessit\u00e0 che impera sul mito greco \u00e8 stato semplice e consonante.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Monteverdi<\/strong>: Come hanno risposto i Festival a un video sperimentale che non va nella direzione di un video-verit\u00e0 ma che si mantiene saldo nel binario della suggestione, dell&#8217;astrazione, dell&#8217;onirico senza alcun effetto speciale?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessandro Brucini<\/strong>:<\/span> La mia sfida personale si \u00e8 concretizzata nella volont\u00e0 di confrontarsi con i festival per cinema breve e indipendente, dove in genere altri tipi di lavoro vengono proiettati. Ovvero parlare di tragedia greca antica, di filosofia zen, farlo con modi del cinema di sperimentazione, in un film senza dialoghi, e cercare di portare tutto ci\u00f2 al pubblico pi\u00f9 vasto possibile. Se i numeri mi danno ragione [a distanza di neanche due anni, circa 50 sono le selezioni ufficiali, una menzione, e 6 premi vinti], \u00e8 stata l&#8217;opportunit\u00e0 di viaggiare, conoscere in prima persona tutta quella vitale realt\u00e0 del cinema underground europeo, che mi rende felice d&#8217;aver realizzato <span class=\"testoscuro\">elektraZenSuite <\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Anna Monteverdi<\/strong>: Chi vuoi ricordare tra gli autori e tra le opere che citi direttamente e indirettamente?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessandro Brucini<\/strong>:<\/span> Oltre all&#8217;Amleto di Carmelo Bene <em>l&#8217;Intendente Sansho <\/em> di Mizoguchi, i film di Kurosawa, e per i colori <em>Sayat Nova <\/em> di Paradzanov. Poi Silvia Plath, di lei mi sono innamorato a prima vista, l&#8217;ho scoperta in fase di sceneggiatura mentre cercavo le diverse &#8220;varianti&#8221; dell&#8217;Elettra. In particolare ho scelto quella poesia, anche\u00a0in questo caso,\u00a0per l&#8217;adiacenza cromatica [rosso che ri-emerge&#8230;], e perch\u00e9 molto funzionale per quello che narra, al fine della ri-costruzione del racconto.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elettra seguendo il mito greco degli Atridi, era figlia di Agamennone e Clitennestra, sorella di Oreste e Ifigenia . A seguito della morte del padre per mano di Egisto e con il contributo della stessa Clitennestra, sua amante, Elettra incita Oreste a vendicare il padre e l&#8217;intera stirpe.<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":28124,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,187],"tags":[63],"class_list":["post-10370","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-034","tag-performing-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Videoelektra Superstar &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Videoelektra Superstar &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]In Greek mythology, Electra was a daughter of Agamemnon and Clytemnestra, and was a sibling to Orestes and Iphigenia. After her father was murdered by Aegisthus and his lover Clytemnestra, Electra and Orestes decided to revenge their father and their family. [:it]Elettra seguendo il mito greco degli Atridi, era figlia di Agamennone e Clitennestra, sorella di Oreste e Ifigenia . A seguito della morte del padre per mano di Egisto e con il contributo della stessa Clitennestra, sua amante, Elettra incita Oreste a vendicare il padre e l&#039;intera stirpe. [:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2008-05-03T12:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-25T19:27:33+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/performing_annamariamonteverdi01.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Annamaria Monteverdi\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Annamaria Monteverdi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/\",\"name\":\"Videoelektra Superstar &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/performing_annamariamonteverdi01.jpg\",\"datePublished\":\"2008-05-03T12:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-25T19:27:33+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7320be6cf4e6c79ca01e0b4018ca83c1\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/performing_annamariamonteverdi01.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/performing_annamariamonteverdi01.jpg\",\"width\":280,\"height\":210},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Videoelektra Superstar\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7320be6cf4e6c79ca01e0b4018ca83c1\",\"name\":\"Annamaria Monteverdi\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/monteverdi-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/monteverdi-96x96.jpg\",\"caption\":\"Annamaria Monteverdi\"},\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/annamaria-monteverdi\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Videoelektra Superstar &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Videoelektra Superstar &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]In Greek mythology, Electra was a daughter of Agamemnon and Clytemnestra, and was a sibling to Orestes and Iphigenia. After her father was murdered by Aegisthus and his lover Clytemnestra, Electra and Orestes decided to revenge their father and their family. [:it]Elettra seguendo il mito greco degli Atridi, era figlia di Agamennone e Clitennestra, sorella di Oreste e Ifigenia . A seguito della morte del padre per mano di Egisto e con il contributo della stessa Clitennestra, sua amante, Elettra incita Oreste a vendicare il padre e l'intera stirpe. [:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2008-05-03T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-25T19:27:33+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/performing_annamariamonteverdi01.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Annamaria Monteverdi","twitter_misc":{"Scritto da":"Annamaria Monteverdi","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/","name":"Videoelektra Superstar &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/performing_annamariamonteverdi01.jpg","datePublished":"2008-05-03T12:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-25T19:27:33+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7320be6cf4e6c79ca01e0b4018ca83c1"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/performing_annamariamonteverdi01.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/performing_annamariamonteverdi01.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/videoelektra-superstar\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Videoelektra Superstar"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7320be6cf4e6c79ca01e0b4018ca83c1","name":"Annamaria Monteverdi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/monteverdi-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/monteverdi-96x96.jpg","caption":"Annamaria Monteverdi"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/annamaria-monteverdi\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10370"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10370\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59487,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10370\/revisions\/59487"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28124"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}