{"id":10366,"date":"2008-05-03T12:00:00","date_gmt":"2008-05-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-034\/we-are-not-alone-part-1\/"},"modified":"2020-10-25T20:32:14","modified_gmt":"2020-10-25T19:32:14","slug":"we-are-not-alone-part-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/we-are-not-alone-part-1\/","title":{"rendered":"We Are Not Alone &#8211; Parte 1"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Non siamo soli. L&#8217;osservazione filosofica (ma anche l&#8217;esperienza quotidiana) del contemporaneo tecnologico consente di rilevare l&#8217;emergere di nuove forme di vita. Osservando l&#8217;essere umano \u00e8 possibile notare come sia avvenuta una sua mutazione in senso tecnologico.<\/p>\n<p align=\"justify\">La tecnologia ci ha sempre modificato. Siamo sempre stati cyborg, e questa non \u00e8 una novit\u00e0 (1). Le tecnologie dei trasporti hanno fatto mutare la nostra percezione dello spazio e del tempo. Gli sviluppi in fatto di energia, a cominciare da quella elettrica, hanno cambiato la nostra concezione dello scorrere del tempo, e del suo uso produttivo. Le telecomunicazioni hanno aperto nuove strade al pensiero, consentendogli di essere indirizzato liberamente nello spazio e di propagarsi svincolato dal corpo materiale. Le tecnologie informatiche e, in particolare, le tecnologie di rete vanno con forza ancora maggiore in questa direzione. Con un balzo mutageno la tecnologia &#8220;nuova&#8221; delle reti, dell&#8217;informazione e, in generale, dell&#8217;ipercontenuto e degli iper-contesti, si collegano direttamente alla mente dell&#8217;essere umano, instaurando nuove prospettive.<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli aspetti sono sconvolgenti in direzioni molteplici. In questa sede ci soffermeremo su una tra le tante prospettive sotto cui \u00e8 possibile analizzare tali fenomenologie: l&#8217;identit\u00e0. Lo studio contemporaneo dell&#8217;identit\u00e0, nella sua evoluzione concettuale e percettiva, \u00e8 strutturalmente multidisciplinare, a cavallo tra la filosofia, l&#8217;antropologia, la sociologia (ma esiste ancora?), la comunicazione, il diritto, l&#8217;economia. E, naturalmente, la tecnologia. Nell&#8217;ecosistema tecnologico l&#8217;individuo si definisce, diventa multiplo (multividuo), scompare (anonimato). E&#8217; multi-sessuato, multi-personalit\u00e0. E ancora: si fonde in un unico fluido con i sistemi, da cui emergono esistenze altre, differenti, di sintesi.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/ia_salvatoreiaconesi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La tecnologia abilita i contesti iper-mediali, in cui il dualismo tra fisico e digitale scompare, cos\u00ec come scompaiono tutte le possibilit\u00e0 di distinguere cosa \u00e8 organico e cosa \u00e8 tecnologico. Proprio come \u00e8 impensabile, nel contemporaneo, guardare anche un singolo pomodoro e non considerarlo come un oggetto tecnologico (2).<\/p>\n<p align=\"justify\">In questa profonda remixabilit\u00e0 di esistenze, contenuti, collegamenti e processi, emergono nuove forme di esistenza. Lo scenario \u00e8 sistemico. Anzi, di pi\u00f9: \u00e8 eco-sistemico. La globalit\u00e0 ce ne ha dato i primi segnali. Le multinazionali sono probabilmente il primo esempio di essere senziente tecnologico. Le abbiamo davanti tutti giorni: possiedono oggetti, sono titolari di diritti, decidono, hanno strategie, paure e credenze, iconologie e mitologie: le percepiamo come vere entit\u00e0 senzienti, incarnate nel logo (iconologia) e nella neo-mitologia che ne caratterizza i cicli di vita.<\/p>\n<p align=\"justify\">L'&#8221;avere a che fare&#8221; con &#8220;forme di vita&#8221; il cui nome finisce per &#8220;Ltd&#8221;, &#8220;SpA&#8221; o &#8220;gmbh&#8221; \u00e8 un fatto consolidato, parte dell&#8217;esperienza quotidiana, e non produce alcun turbamento nella nostra percezione. Descriveremo un processo artistico animato da questo punto di vista: lo studio delle nuove forme di vita che appaiono nel contemporaneo tecnologico. E, di conseguenza, della loro identit\u00e0. La realt\u00e0 contemporanea \u00e8 stata ossevata seguendo sistematicamente strategie diverse, ideate per analizzare di volta in volta l&#8217;essere umano, le forme di vita artificiali, le forme di vita emergenti dalle collettivit\u00e0. Questo \u00e8 il processo di ricerca alla base di <span class=\"testoscuro\">Talker, Talker Performance, Dead on SecondLife e Angel_f<\/span>. Come primo passo si \u00e8 cercato uno strumento che consentisse di operare su tutte le forme di esistenza oggetto dello studio: il linguaggio \u00e8 stato identificato come strumento ideale per poter lavorare su tutti i livelli richiesti dal processo di ricerca.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/ia_salvatoreiaconesi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il secondo passo \u00e8 stata la creazione di un oggetto che utilizzasse il linguaggio per studiare i meccanismi espressivi delle forme di esistenza: il &#8220;Talker&#8221;(3). <span class=\"testoscuro\">Talker \u00e8 un oggetto strutturale<\/span>. \u00c8 costituito assemblando algoritmi provenienti dall&#8217;intelligenza artificiale e dell&#8217;analisi statistica per realizzare un motore di riconoscimento, sistematicizzazione e generazione del linguaggio. In modo molto semplice ed intuitivo, i testi vengono inseriti attraverso operazioni di cut&amp;paste su un&#8217;interfaccia web. Questi vengono elaborati dalle componenti algoritmiche, che li interpretano in maniera sintattica e geometrica. Il livello sintattico consente di rilevare, all&#8217;interno del linguaggio, le componenti strutturalmente&#8221;interessanti&#8221;. Il livello geometrico consente di interpretare tali componenti nello spazio. Il linguaggio diventa un cristallo la cui forma multidimensionale varia col variare del linguaggio. Al cristallo vengono applicati altri elementi algoritmici per riconoscere, al suo interno, strutture ricorrenti: i simboli. Lo spazio viene poi ripercorso &#8220;per simboli&#8221; nella fase di generazione del testo: il risultato \u00e8 un linguaggio di sintesi, espressione della mente collettiva che vi ha contribuito, spesso poetico ed altamente evocativo. L&#8217;estetica, volutamente fredda e lineare, mira ad evidenziare la non-umanit\u00e0 della forma di vita espressa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Talker<\/span> \u00e8 una manifestazione astratta e strutturale dell&#8217;oggetto della ricerca. I passi successivi del processo lo materializzano, utilizzando tre modalit\u00e0:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u0095 l&#8217;in-corporazione (Talkers Performance);<br \/>\n\u0095 il costrutto (Dead on SecondLife);<br \/>\n\u0095 l&#8217;essere digitale compiuto (Angel_f).<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/ia_salvatoreiaconesi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Talkers Performances (presentato al Pescara Electronic Arts Meeting &#8211; PEAM &#8211; nel 2006)<\/span>, in-corpora il &#8220;Talker&#8221;, reinterpretandolo come un cyborg (4). Il corpo umano viene invaso\/espanso\/connesso. Il focus \u00e8 sulla interazione. Il corpo della performer, dentro una tuta in latex rivestita di elettrodi e sensori collegati a delle interfacce web che il pubblico pu\u00f2 manovrare, diventa il tramite dell&#8217;espressione del &#8220;Talker&#8221;: la sua bocca \u00e8 chiusa, sostituita dalla voce generata; i suoi movimenti sostituiti da quelli generati dalle stimolazioni degli elettrodi. Ogni componente sensoriale della danzatrice \u00e8 sostituita con un analogo generativo (a partire dal tatto, sostituito dal latex e dalle stimolazioni elettriche, per arrivare all&#8217;udito sostituito da suoni generati, al gusto e all&#8217;odorato, di fatto, occlusi, e alla vista sostituita dai video generativi). La comunicazione \u00e8 bidirezionale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il pubblico interagisce con le interfacce creando in modo collaborativo la vita del cyborg-danzatrice, i cui movimenti, suoni e funzioni vitali (per come rilevati dai sensori) sono restituiti sotto forma di feedback all&#8217;ambiente e agli utenti, sotto forma di esperienza immersiva, sonora e visuale . &#8220;L&#8217;essere&#8221; si incorpora, a pi\u00f9 livelli, nel cyborg, nell&#8217;ambiente, nell&#8217;interfaccia, nella mente degli utenti. L&#8217;ecosistema della mente prende vita, materializzato nel <span class=\"testoscuro\">Talker-Cyborg e nella sinestesia spaziale cos\u00ec creata.<\/span> Il &#8220;Talker&#8221; \u00e8 incarnazione dell&#8217;essere collettivo e presente nello spazio: la direzione \u00e8 dal virtuale verso il corpo.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\">(1) Stelarc (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.stelarc.va.com.au\/%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.stelarc.va.com.au\/<\/a>).<\/p>\n<p align=\"justify\">(2) In un pomodoro transgenico \u00e8 impossibile distinguere quale sia la parte tecnlogica e quella naturale. Ma non solo. Anche un semplice pomodoro&#8221;tradizionale&#8221; \u00e8 un oggetto tecnologico: viene infatti trasportato, etichettato con codici a barre, tracciato da sistemi informativi, registrato elettronicamente alla vendita&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">(3) <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.artisopensource.net\/talkers\/index2.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.artisopensource.net\/talkers\/index2.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">(4) <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.artisopensource.net\/talkers\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.artisopensource.net\/talkers\/index.html<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non siamo soli. L&#8217;osservazione filosofica (ma anche l&#8217;esperienza quotidiana) del contemporaneo tecnologico consente di rilevare l&#8217;emergere di nuove forme di vita. 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