{"id":10364,"date":"2008-05-03T12:00:00","date_gmt":"2008-05-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-034\/italiano-donne-e-tecnologie-in-network-in-est-europa\/"},"modified":"2020-10-25T20:31:46","modified_gmt":"2020-10-25T19:31:46","slug":"italiano-donne-e-tecnologie-in-network-in-est-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/italiano-donne-e-tecnologie-in-network-in-est-europa\/","title":{"rendered":"Donne E Tecnologie In Network In Est Europa"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">La mostra <span class=\"testoscuro\">HACK.Fem.EAST, prevista dal 9 maggio al 22 giugno presso il Kunstraum Kreuzberg \/Bethanien di Berlino<\/span> si concentra da un lato sullo sviluppo tecnologico, dall&#8217;altro sulle realt\u00e0 socio-politiche declinate al femminile.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;idea principale \u00e8 quella di mettere in connessione le pratiche sperimentali e artistiche realizzate da artiste e attiviste provenienti dai paesi dell&#8217;Est Europa. Il progetto \u00e8 il risultato di una ricerca condotta sulle comunit\u00e0 digitali nell&#8217;ambito della netculture e dell&#8217;attivismo internazionale. Nasce come un progetto di networking aperto, per cui la scelta delle artiste e delle attiviste partecipanti non viene decisa attraverso le classiche metodologie curatoriali, ma nasce dal basso. Attraverso una open call diffusa in rete, sono infatti le artiste stesse a presentarsi e a proporre il proprio lavoro. Naturalmente non tutti i progetti rientrano a far parte della mostra per evidenti questioni di coerenza e di spazio, ma i progetti selezionati hanno totale autonomia di esprimersi e di svilupparsi all&#8217;interno delle 14 stanze del Museo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nell&#8217;ambito di questo articolo e fedele alla natura del progetto <span class=\"testoscuro\">HACK.Fem.EAST<\/span>, l&#8217;idea di Digicult \u00e8 stata quella di lasciare per una volta libert\u00e0 alle due curatrici di parlare e raccontare, di cercare di presentare il progetto sviscerandone la natura e spigandone le motivazioni, sia curatoriali che teoriche. La formula pensata \u00e8 stata quella dell&#8217;intervista incrociata, che si trasforma effettivamente in una lunga chiacchierata.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/hackart_tatianabazzichelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Tatiana Bazzichelli<\/strong>: Qual \u00e8 il concept che lega tutti i progetti di HACK.Fem.EAST?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Gaia Novati<\/strong>: <\/span>La mostra si focalizza sull&#8217;uso delle tecnologie e dei media negli ambienti delle contro-culture e negli stessi luoghi dove le pratiche di hacking sono strettamente connesse all&#8217;arte e all&#8217;activism, entro i quali si muovono comunit\u00e0 di donne sia su un piano internazionale sia connesse a progetti locali. La mostra \u00e8 una piattaforma di dialogo, di dibattito e di scambio, creata al fine di sviluppare una riflessione sul senso di identit\u00e0 e nuove o alternative forme di collaborazione, seguendo il filo dei mutamenti culturali in corso negli stati dell&#8217;Europa dell&#8217;Est.<\/p>\n<p align=\"justify\">Altrettanto importante \u00e8 l&#8217;attenzione alle dinamiche sociali e culturali di genere, attuata considerando i modi in cui il background e la formazione tecnica nei paesi dell&#8217;Est influenzi o abbia influenzato l&#8217;immaginario al femminile, ma soprattutto tenendo conto delle peculiarit\u00e0 in ogni area coinvolta relative alla questione &#8220;femminile&#8221;. Le istanze di genere in contesti come quelli dei paesi dell&#8217; ex-blocco sovietico offrono una specificit\u00e0 interessante e anomala rispetto alle esigenze riportate dalle comunit\u00e0 digitali di donne dell&#8217; Europa occidentale. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di mettere a valore tale differenza attraverso il confronto e grazie ad esse fondare nuove strategie di azione comune.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/hackart_tatianabazzichelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Gaia Novati<\/strong>: Perch\u00e9 Donne e Tecnologie in Network?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Tatiana Bazzichelli<\/strong>: <\/span>La mostra <span class=\"testoscuro\">HACK.Fem.EAST<\/span> \u00e8, innovativamente, essa stessa un atto di networking. Mette in relazione artiste, teoriche, e media-attiviste provenienti da tutta Europa che sviluppano modi differenti di creare una comunicazione critica e indipendente. Allo stesso tempo vuole incoraggiare la creazione di un ampio numero di progetti dedicati alla riflessione critica sui media, l&#8217;arte e le tecnologie con l&#8217;obiettivo di discutere su potenziali e comuni strategie, di condividere interessi e conoscenze, scambiando contenuti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sono invitate a mettere in connessione i propri progetti 47 artiste, teoriche e attiviste provenienti da paesi come <span class=\"testoscuro\">Slovenia, Croazia, Serbia, Polonia, Macedonia, Bosnia, Albania, Romania, Ucraina, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Estonia<\/span>. In questo panorama si \u00e8 considerata Berlino per la sua storia e il suo carattere di citt\u00e0 cosmopolita come centro, o meglio hub, di tale interconnessione. I paesi presi in considerazione rappresentano contesti nei quali l&#8217;arte e i nuovi media sono ancora ad uno stadio di sperimentazione. Sono paesi nei quali si stanno diffondendo progetti artistici connessi ai nuovi media sperimentali e creativi. Di ogni area si vuole riportare la condizione attuale della cultura legata ai nuovi media seguendo i percorsi indicati dalle artiste e dalle attiviste coinvolte.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/hackart_tatianabazzichelli04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Tatiana Bazzichelli<\/strong>: Qual \u00e8 il programma di HACK.Fem.EAST?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Gaia Novati<\/strong>: <\/span>Le artiste sono direttamente coinvolte nella costruzione dell&#8217;evento, arrivano la settimana prima dell&#8217;opening e iniziano ad organizzare la propria stanza del museo. I gruppi di donne coinvolte danno la possibilit\u00e0 al pubblico di partecipare direttamente alla visione di web-site, video, installazioni, performance, mentre un collettivo radio itinerante documenter\u00e0 lo stato dei lavori. La mostra comprende anche un opening party con Dj e Vj e tre panel, rispettivamente sul tema di hacking e arte, gender e tecnologie, activism e accessibilit\u00e0 dell&#8217;informazione. L&#8217;idea \u00e8 quella di fare una mappatura collettiva delle comunit\u00e0 digitali di donne presenti nell&#8217;Est d&#8217;Europa al fine di valutare quali comunit\u00e0 sono attive e quaili progetti sono in corso d&#8217;opera.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allo stesso tempo, abbiamo costruito un website <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.hackfemeast.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.hackfemeast.org <\/a> che \u00e8 esso stesso una piattaforma di nerworking, perch\u00e9 presenter\u00e0 il lavoro di tutte le artiste coinvolte, in connessione l&#8217;uno con l&#8217;altro. Il giorno dell&#8217;inaugurazione, il quotidiano taz, die Tageszeitung, stamper\u00e0 in 30.000 copie un reader che abbiamo preparato, in cui diverse artiste e attiviste hanno scritto il proprio punto di vista, che per noi funge da catalogo di tutta la mostra.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/hackart_tatianabazzichelli06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Tatiana Bazzichelli e Gaia Novati<\/strong>: <\/span> concludiamo citando tutte le artiste\/attiviste che hanno contribuito alla creazione di questa mostra e il cui lavoro \u00e8 un importante tassello di questa rete di networking, che speriamo non si concluda con la fine della mostra: Gaby Bila-Gunther (RO\/DE) in network con: Darina Alster (CZ), Pavla Jonssonova (CZ), Albana Kozeli (AL), Elsa Martini (AL), Ioana Morpurgo (RO), Eva Parcher (SI), Katerina Rudcenkova (CZ), Lucia Udvardyova (CZ), Petra Vargova (CZ); Dunja Kukovec (SI) e Katja Kobolt (SI) in network con: Helena Bozic (SI), Anetta Mona Chisa (RO\/CZ), Polonca Lov\u009ain (SI), Kitch\u0099 (SI), Lala Rascic (HR), Tina Smrekar (SI), Son:DA (SI), Zora Stancic (SI), Starke (BA), Lucia Tkacova (SK); Andreea Carnu (RO) e Joanne Richardson (RO\/DE) in network con: DMedia (RO), Ladyfest RO, Indymedia RO, Kanak Attak (DE), FAQ Network (Balkans); Alla Georgieva (UA\/BG), Marina Griznic (SI), Ana Hoffner (RS\/DE), Janez Jansa (SI), Anna Krenz (PL\/DE), Erika Katalina Pasztor (HU), Nada Prlja (BA\/UK), Boryana Rossa (BG), Selena Savic (RS\/NL), Zvonka Simcic (SI), Mare Tralla (EE\/UK), Miss Information und ihre Telekommunisten (NET), Leila Cmajcanin (BA), by Jana Prepeluh (SI), Ana Filip (RO\/SK) e Barbara Huber (AT\/SK), Kyd Campbell (CA), Silvina Der-Meguerditchian (AR\/DE), El\u00e9onore de Montesquiou (FR\/EE\/DE), Olga Juergenson (EE\/UK), Jasmina Tesanovic (RS\/USA), Djane Spoma (HR\/DE), Djane Lil Bustard e Freak (PL).<\/p>\n<p align=\"justify\">A queste si aggiungono le nostre collaboratrici, Silke Manz, Theresa Lunau, Verena Concha Vega, Luzie Heidemann, Giulia Piccini, la traduttrice Franziska Facile, il Web e Graphic designer Jonas Frankki e naturalmente il direttore del Kunstraum Kreuzberg \/Bethanien, Stephane Bauer.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.hackfemeast.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.hackfemeast.org<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra HACK.Fem.EAST, prevista dal 9 maggio al 22 giugno presso il Kunstraum Kreuzberg \/Bethanien di Berlino si concentra da un lato sullo sviluppo tecnologico, dall&#8217;altro sulle realt\u0088 socio-politiche declinate al femminile.<\/p>\n","protected":false},"author":54,"featured_media":28171,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,239,187],"tags":[48,53],"class_list":["post-10364","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-activism","category-articles","category-issue-034","tag-hacking","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Donne E Tecnologie In Network In Est Europa &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/italiano-donne-e-tecnologie-in-network-in-est-europa\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Donne E Tecnologie In Network In Est Europa &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:it]La mostra HACK.Fem.EAST, prevista dal 9 maggio al 22 giugno presso il Kunstraum Kreuzberg \/Bethanien di Berlino si concentra da un lato sullo sviluppo tecnologico, dall&#039;altro sulle realt\u0088 socio-politiche declinate al femminile. 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