{"id":10359,"date":"2008-05-03T12:00:00","date_gmt":"2008-05-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-034\/olyvetty-processing-sound-and-images\/"},"modified":"2020-10-25T20:30:29","modified_gmt":"2020-10-25T19:30:29","slug":"olyvetty-processing-sound-and-images","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/olyvetty-processing-sound-and-images\/","title":{"rendered":"Olyvetty: Processando Suoni E Immagini"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Olyvetty<\/span> \u00e8 un progetto di environment audio visuale, nato a Berlino nel 2006 dall&#8217;incontro del <span class=\"testoscuro\">musicista Claudio Rocchetti con l&#8217;artista visivo Riccardo Benassi<\/span>.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Olyvetty<\/span> \u00e8 la storpiatura di un simbolo, la prevaricazione del linguaggio sul contenuto e dell&#8217;informazione sulla produzione. Lo scandaglio sistematico dei fondali noise e delle derive minimal-techno raggiunge in questo nuovo progetto presentato per la prima volta a <span class=\"testoscuro\">Netmage 08. <\/span>Abbiamo intervistato <span class=\"testoscuro\">Riccardo Benassi<\/span> in occasione della doppia uscita in vinile del duo: quella di <span class=\"testoscuro\">As all-encompassing as a hole<\/span>, un doppio vinile picture-disc inciso manualmente e quella su <span class=\"testoscuro\">Hundebiss Records del 7&#8243; Im Leeren<\/span>. I percorsi dei due artisti, entrambi residenti a Berlino, citt\u00e0 dove si sono incontrati e hanno dato origine a questa collaborazione, sono accomunati da una ricerca materica sul suono, un rapporto diretto con l&#8217;oggetto e con la superficie, che coinvolge in modo trasversale una svariata quantita di supporti sia nella fase di produzione che in quella di processsazione live.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Riccardo Benassi<\/span>, nato a Cremona ma vissuto per lungo tempo a Bologna, si muove da anni nei territori della sperimentazione sonora ed \u00e8 una delle giovani promesse dell&#8217;arte contemporanea italiana. Il suo lavoro coinvolge gli oggetti come veri e propri protagonisti, in una ricerca in cui il pubblico viene spesso spronato all&#8217;interazione e in cui I rumori quotidiani si trasformano in sinfonie. La sua ricerca multidisciplinare non si limita alla sperimentazione sonora, ma copre ambiti di espressioni molteplici dal video all&#8217;illustrazione. L&#8217;artista partecipa con il suo lavoro in questi mesi a<span class=\"testoscuro\"> TIME CODE,<\/span> <span class=\"testoscuro\">un esposizione in corso nel MAMBO di Bologna<\/span> che intende esplorare, attraverso l&#8217;individuazione di categorie di decodificazione e messa in scena, una delle dimensioni pi\u00f9 specificatamente inerenti al linguaggio del video: la temporalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Claudio Rocchetti<\/span>, nato a Bolzano ma ormai da alcuni anni di stanza a Berlino, elabora il suono combinando le pratiche manipolatorie del turntablism con quelle della musica concreta scomponendo e decostruendo i suoni, utilizzando radio, registratori, microfoni in un processo analogico di generazione del suono. E&#8217; un personaggio trasversale, <span class=\"testoscuro\">ha un passato hardcore con il gruppo OvO, \u00e8 membro fondatore dei 3\/4 Had Been Eliminated, e oltre alla collaborazione con Riccardo Benassi come Olyvetty porta avantI quella con i Jooklo Duo sotto l&#8217;egida Hypnoflash<\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Bianchi<\/strong>: Come nasce la tua collaborazione con Rocchetti e l&#8217;idea per Olyvetty?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Riccardo Benassi<\/strong>:<\/span> Ci siamo incontrati a Berlino, citt\u00e0 di residenza di entrambi, e abbiamo capito che potevamo spingerci in una collaborazione quando i nostri panorami si stavano allineando. Da un lato una metodologia di produzione analogica e di analisi del disturbo, dall&#8217;altro uno studio sociale dell&#8217;errore. Il nome Olyvetty non a caso \u00e8 una storpiatura, e rimanda ad un sistema industriale che ha disegnato stili di vita e sogni, ache se ora lo scorrere del\u00a0 tempo ha reso quel contesto quasi una favola nebbiosa.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Bianchi<\/strong>: Come avete lavorato per coordinare audio e video? Sono stati elaborati insieme oppure ognuno ha lavorato in modo separato?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Riccardo Benassi<\/strong>:<\/span> Da quando \u00e8 partito il progetto Olyvetty mi sono occupato in prevalenza della componente estetica, lavorando maggiormente sul suono in occasione della performance live. Per <span class=\"testoscuro\">Nights Erase Days Erase Nights<\/span> ho fatto le riprese in fabbrica utilizzando un microfono ambientale in modo che i suoni non cadessero mai nella descrizione del particolare. Da quel momento ognuno di noi ha lavorato in maniera autonoma alle fonti per poi farle incontrare in fase live. Audio e video quindi sono letteralmente &#8216;coordinati&#8217; solo nelle due realt\u00e0, quella che ho filmato e quella performativa.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Bianchi<\/strong>: Che tipo di processazione hai utilizzato per generare il video? L&#8217;idea centrale della ricorsivit\u00e0 emerge anche dalla tecnica?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Riccardo Benassi<\/strong>:<\/span> Ho lavorato in modo da graffiare la pulizia inrealistica della ripresa digitale. Questo processo ha un raggio d&#8217;azione che va dall&#8217;utilizzo di tecnologie di disturbo di video-frequenza a metodi primordiali e fisici come lasciar cadere i mixer sul pavimento. Il prodotto trischermico mantiene comunque una forte linea narrativa comparabile ad uno show televisivo ripescato dall&#8217;infanzia. Nella trasmissione &#8216;Scommettiamo Che?&#8217; Fabrizio Frizzi presentava un gioco in cui i partecipanti dovevano indovinare quale fosse l&#8217;oggetto sciolto nel forno. Le riprese dell&#8217;oggetto erano mostrate in rewind in modo che si vedesse una forma ricomporsi dalla colatura. Allo stesso modo il montaggio lascia intravedere solo alla fine il prodotto ultimo della fabbrica che fino a quel momento era del tutto &#8216;celibe&#8217; o meglio &#8216;nubile&#8217;. All&#8217;interno del mio percorso\u00a0 personale, al contrario, il tema della ripetizione spinta all&#8217;eccesso non crea una narrazione vera e propria ma parcellizza il tempo in modo da superarla con nuclei che pur assomigliandosi non sono mai identici tra loro.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Bianchi<\/strong>: Nella crisi attuale del mercato discografico pubblicare un doppio vinile picture-disc inciso manualmente \u00e8 in qualche modo un maniera di restituire importanza al supporto? Con che canali state distribuendo l&#8217;uscita?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Riccardo Benassi<\/strong>:<\/span> Purtroppo non credo che il supporto avr\u00e0 lunga vita in termini di mercato discografico, come non credo che il feticismo retr\u00f2 abbia la possibilit\u00e0 di riscrivere il presente, quanto piuttosto farci ipotizzare nuove soluzioni per quel che sar\u00e0&#8230; Ci interessava il vinile da molti punti di vista per il suo statuto di oggetto a funzione multipla, contenitore fantasmatico di realt\u00e0. I bassorilievi permettono di usare il disco come &#8216;tool&#8217; per &#8216;suonare a piacere&#8217; delle immagini tridimensionali ma sostanzialmente retiniche, rendendo il formato ulteriormente aperto a spostamenti di cui noi siamo solo i mandanti. <span class=\"testoscuro\">As all-encompassing as a hole<\/span>, \u00e8 in tiratura limitata di 333 copie quindi non necessita grandi distribuzioni; ci siamo affidati a persone che stimiamo con distro intelligenti e negozi super-fluo e stroboscopici prevalentemente berlinesi (aggiorniamo la lista regolarmente sul nostro blog). In realt\u00e0 adoro il vinile per il suo suono imbattibile che cambia lentamente ad ogni ascolto\u0085 Mi torna poi utile ricordarmi di girare lato quando un pezzo \u00e8 finito\u0085 una traccia audio \u00e8 pur sempre un&#8217;unit\u00e0 di tempo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Silvia Bianchi<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Ci parli della collaborazione con Hundebiss Records e della vostra uscita su questa nuova etichetta? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Riccardo Benassi<\/strong>:<\/span> I ragazzi di Hundebiss si stavano muovendo nel nostro stesso habitat; il loro progetto nato come distribuzione online diffonde compulsivamente rarit\u00e0 pescate nell&#8217;ombra delle autoproduzioni e sperimentazioni musicali internazionali. Consiglio a tal proposito di controllare settimanalmente i nuovi arrivi sulla loro delirante pagina myspace ( <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.myspace.com\/hundebiss\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.myspace.com\/hundebiss<\/a>). La loro idea di allargare il progetto alla produzione ha incontrato la nostra volont\u00e0 di uscire con un 7 pollici fresco, quasi uno statement sul reale, un inghippo tra frastuono e velocit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec <span class=\"testoscuro\">Im Leeren<\/span> \u00e8 arrivato alle stampe, con un release party incendiario all&#8217;interno di una montagna di cartone pensata per lo spazio di <span class=\"testoscuro\">CareOf di Milano<\/span>. Il logo che ho disegnato per Olivetty \u00e8 stato magicamente ripensato da Hundebiss in un pop-up fantasmatico che si apre sulla copertina del disco, e segnala, con il senno di poi, una ricerca di profondit\u00e0 e uno scostamento dalla superficie lineare e narrativa del tram-tram.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.olyvetty.blogspot.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.olyvetty.blogspot.com\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Olyvetty \u008f un progetto di environment audio visuale, nato a Berlino nel 2006 dall&#8217;incontro del musicista Claudio Rocchetti con l&#8217;artista visivo Riccardo Benassi.<\/p>\n","protected":false},"author":152,"featured_media":28119,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,187],"tags":[29,39,53,55,71],"class_list":["post-10359","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-034","tag-audiovideo","tag-electronic-music","tag-interviews","tag-live-media","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Olyvetty: Processando Suoni E Immagini &#8226; 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