{"id":10358,"date":"2008-05-03T12:00:00","date_gmt":"2008-05-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-034\/kaiichiro-shibuya-order-and-chaos\/"},"modified":"2020-10-25T20:28:35","modified_gmt":"2020-10-25T19:28:35","slug":"kaiichiro-shibuya-order-and-chaos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-034\/kaiichiro-shibuya-order-and-chaos\/","title":{"rendered":"Kaiichiro Shibuya: Ordine E Caos"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Torna anche quest&#8217;anno, per la sua nona edizione, il festival canadese di audiovisual art <span class=\"testoscuro\">Elektra. Presso la consueta sede dell&#8217;Usine C di Montreal, una serie di artisti internazionali si esibiranno dal 7 all&#8217;11 Maggio 2008<\/span> con live audiovisivi di cui riporteremo notizie dettagliate e critiche nel prossimo numero di Digimag di Giugno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel ricchissimo panorama di Elektra di quest&#8217;anno, un live audio-video ha destato la mia curiosit\u00e0, per via da un lato della storia artistica e produttiva di <span class=\"testoscuro\">Kaiichiro Shibuya, musicista, sound designer e proprietario della label ATAK, dall&#8217;altro per via della sua collaborazione con Exonemo<\/span>, duo giapponese di sperimentatori audiovisivi in grado di utilizzare indifferentemente tools digitali e circuit bendings di varia natura. Dopo aver apprezzato per anni il lavoro artistico di Shibuya sia come musicista, sia come produttore dell&#8217;<span class=\"testoscuro\">ATAK (label che nulla ha da invidiare sia in termini di produzione che in termini di estetica, packaging e cura dell&#8217;immagine visiva alle pi\u00f9 note Raster Noton e 12K)<\/span>, avevo recentemente avuto modo di conoscere il suo lavoro anche come sound designer, g<span class=\"testoscuro\">razie all&#8217;installazione Filmachine presentata da<\/span> <span class=\"testoscuro\">Club Transmediale 2008 insieme a Takashi Ikegami presso le sale del Tesla<\/span>. Un installazione audiovisiva affascinante e impressionante, costituita da una struttura cubica aperta, circondata da strutture di speaker e colonne di Led, dal centro della quale lo spettatore si lascia guidare in un flusso immersivo di droni e luci, che usa le teorie del caos, le automazioni cellulari e le mappe logistiche per ri-creare una non-ritmicit\u00e0 sistematica del flusso suono-luce.<\/p>\n<p align=\"justify\">Massimalismo emotivo e minimalismo estetico, estetica e grazia nel design in equilibrio con un sistema sinestetico ai limiti del caos. Una tensione rara, che si tradurr\u00e0 sicuramente anche nel live che <span class=\"testoscuro\">Kaiichiro Shibuya si appresta ad eseguire ad Elektra<\/span> e di cui ci parla ampiamente in questa intervista.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/audiovideo_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: mi vorresti raccontare qualcosa riguardo alla tua performance per Elektra 2008? Ti esibirai con Exonemo, per cui mi vuoi anche raccontare come \u00e8 nata questa collaborazione e quale \u00e8 il concept e la struttura del vostro set audio-video?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Keiichiro Shibuya<\/strong>: <\/span> Exonemo ed io iniziammo la collaborazione lo scorso anno, per un evento della mia etichetta chiamato &#8220;ATAK Night 3&#8221; , in cui hanno suonato anche i Pan Sonic e Goem e che \u00e8 stata registrata e re-editata come DVD. Quella collaborazione and\u00f2 molto bene, quindi decidemmo di collaborare ancora per questa occasione. I suoni e i visual sono completamente autonomi, quindi non sono mai sincronizzati. Non c&#8217;\u00e8 un concept specifico nel nostro live, anche se siamo entrambi sempre coscienti dell&#8217;alta risoluzione e della &#8220;hyperness&#8221; ottenuta dall&#8217;alta densit\u00e0 e velocit\u00e0 di informazioni, che gli esseri umani non sono in grado di percepire.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Tu hai lanciato la label Atak in Giappone, che segue molte delle istanze estetiche, dei valori di produzione e degli interessi tematici di altre etichette come per esempio la Raster Noton o la K 12. Ogni vostra release ha un package squisito e gli elementi di design sono sempre molto eleganti. Anche guardando alla struttura della label, voi non siete solo musicisti ma anche designers, artisti visuali e sound artists.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Keiichiro Shibuya<\/strong>: <\/span>Non ho mai pensato a questo nei termini di una strategia estetica o di comunicazione. ATAK \u00e8 formata da individualit\u00e0, ben conosciute come specialisti nei rispettivi ambiti, per cui lavorano sulle proprie influenze e suggestioni mentre io mi limito a lavorare come direttore. Al contempo, dal momento in cui ho lanciato ATAK nel 2002, sono sempre stato molto cosciente su quello che avrei dovuto fare dopo il movimento imperante del &#8220;minimalismo&#8221;. Al momento sto lavorando pi\u00f9 sul concept\/idea del &#8220;massimalismo&#8221;, all&#8217;interno di tutto il mio lavoro. Il nome della label ATAK deriva da un errore della parola &#8220;attack&#8221;, quindi \u00e8 sinonimo del fatto che l&#8217;etichetta intende evolvere includendo un certo tipo di errore da un lato, e che intende attaccare il suono e le sue potenzialit\u00e0 intrinseche di tono e ritmo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/audiovideo_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Ho avuto la possibilit\u00e0 di fruire dell&#8217;installazione Filmachine al CTM 08 a Berlino nelle sale del Tesla. In quel caso tu hai lavorato con Takashi Ikegami. Questo progetto per la verit\u00e0 parte da un album, in cui presenti una serie di pezzi sonori astratti, creati da programmi software algoritmici come Logistic Map e sndchanger. Affermi che questi pezzi sonori sono &#8220;modelli dinamici non lineari, suoni che emulano le caratteristiche dei sistemi caotici, sistemi che stanno in equilibrio tra stabilit\u00e0 e caos&#8221;. Perch\u00e9 hai deciso di lavorare su questi concetti e in generale quanto il concetto di caos \u00e8 importante nel tuo lavoro?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Keiichiro Shibuya<\/strong>: <\/span>Takeshi Ikegami \u00e8 un ricercatore del caos e dei sistemi complessi ben noto in tutto il mondo. Noi avevamo iniziato un progetto chiamato &#8220;The Third Term Music&#8221; dopo circa un mese che ci eravamo incontrati per la prima volta. <span class=\"testoscuro\">&#8220;Filmachine&#8221;<\/span> \u00e8 il primo lavoro uscito dalla nostra collaborazione: nulla di completamente casuale, non al contempo un loop, ma un vero sistema che usa le teorie del caos, le automazioni cellulari e le mappe logistiche per ri-creare la non-ritmicit\u00e0 ma in maniera sistematica. Sicuramente posso affermare che noi siamo interessati maggiormente alla componente tecnica, prima ancora del concep\u00ec o della realizzazione estetica di un progetto.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Come lavorate alla spazializzazione del suono e delle luci nella versione installativa? Chi ha al contempo lavorato sul bel design dell&#8217;installazione? E in generale, quanto \u00e8 importante nel tuo lavoro il tuo approccio non solo come musicista ma come sound artist, attento allo spazio fsico e all&#8217;impatto sinestetico immersivo del publico?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Keiichiro Shibuya<\/strong>: <\/span>I flicker dei Led all&#8217;interno di <span class=\"testoscuro\">&#8220;Filmachine&#8221;<\/span> sono controllati da diversi parametri che dipendono per esempio dai decibel del suono, dall&#8217;automazione cellulare, dalle mappe logistiche di cui ho parlato prima. Questi parametri sono interpretati o come suono usato per la composizione o come dato che permette al suono di muoversi nello spazio 3D. In ogni momento possiamo scegliere quali parametri inviare ai Led, sfruttando il fatto che il sistema consente di controllare composizioni multilivello di suoni e movimenti ottici in modo perfetto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/audiovideo_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Marco Mancuso<\/strong>: Tu lavori anche con il Yamaguchi Center for Art and Media, insieme a Sota Ichikawa, che avevo intervistato nel numero 32 di Febbraio, sul progetto Mapping Sound Installation. Puoi dirmi di pi\u00f9 riguardo al tuo ruolo nel progetto e in generale sul tuo rapporto professionale e artistico con il centro?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Keiichiro Shibuya<\/strong>: <\/span>Se dovessi descrivere il centro <span class=\"testoscuro\">YCAM<\/span>, potrei solo dire che \u00e8 fantastico. C&#8217;\u00e8 uno staff tecnico residente con skills altamente sofisticati e il centro tende a produrre molti lavori di sound installation. Con dnA ho lavorato proprio in questa direzione, sul sound design dell&#8217;installazione <span class=\"testoscuro\">Mapping Sound Installation<\/span>. Presso il centro, noi artisti possiamo instaurare una relazione molto intima con lo staff tecnico, mentre stiamo l\u00ec e creiamo un nuovo lavoro, \u00e8 questo \u00e8 per noi molto importante. Al momento stiamo discutendo relativamente a un nuovo lavoro per il prossimo anno.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag34\/articoli\/img\/audiovideo_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Infine, quail sono i tuoi piani per il futuro in termini di progetti audiovisivi e come produzione musicale della label?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Keiichiro Shibuya<\/strong>: <\/span>Al momento io sto lavorando su due album allo stesso tempo: uno che consiste principalmente di pianoforte con alcuni suoni elettronici all&#8217;interno, e l&#8217;altro che sar\u00e0 invece totalmente elettronico. Spero di realizzarli entrambi quest&#8217;anno; inoltre ci saranno alcuni concerti in Europa cos\u00ec come la Filmachine andr\u00e0 in giro presso alcuni musei. Ci sono anche altri artisti che produrranno per la mia label, ma per favore lasciameli tenere segreti per il momento. Ci saranno infatti alcuni nomi sorprendenti inclusi nella lista.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/atak.jp\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/atak.jp\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.elektrafestival.ca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.elektrafestival.ca\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/exonemo.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/exonemo.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torna anche quest&#8217;anno, per la sua nona edizione, il festival canadese di audiovisual art Elektra. 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