{"id":10356,"date":"2008-03-31T12:00:00","date_gmt":"2008-03-31T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-033\/italiano-bruce-sterling-beyond-the-bits\/"},"modified":"2020-12-11T11:04:19","modified_gmt":"2020-12-11T10:04:19","slug":"italiano-bruce-sterling-beyond-the-bits","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/italiano-bruce-sterling-beyond-the-bits\/","title":{"rendered":"Bruce Sterling: Beyond The Bits"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">E&#8217; da un po&#8217; di tempo che il grande romanziere americano <span class=\"testoscuro\">Bruce Sterling<\/span>frequenta con competenza e sensibilit\u00e0 il mondo dell&#8217;arte digitale internazionale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il fatto che uno dei padri del cyberpunk (ricordiamo in questo senso <span class=\"testoscuro\">&#8220;Artificial kid&#8221;, &#8220;La matrice spezzata&#8221;, &#8220;Isole nella rete&#8221;, &#8220;La macchina della realt\u00e0&#8221; e i pi\u00f9 recenti &#8220;Caos Usa&#8221;, &#8220;Lo spirito dei tempi&#8221;, &#8220;La forma del futuro&#8221;<\/span>), un teorico delle nuove tecnologie sociali (chi non ha mai fatto un giro sul suo blog <span class=\"testoscuro\">Beyond the Beyond<\/span> legato a doppio filo alla rivista Wired o su <span class=\"testoscuro\">Dispatch from the Hyperlocal Future<\/span>), un visionario di nuovi possibili futuri iper-mediali, sia presente in contesti culturalmente e artisticamente differenti. Dall&#8217;inaugurazione della design exhibition <span class=\"testoscuro\">Generator X-Beyond the screen a Club Transmediale 08<\/span> <span class=\"testoscuro\">di Berlino<\/span>, al catalogo di una mostra &#8220;d&#8217;arte per l&#8217;arte&#8221; come la neo annunciata <span class=\"testoscuro\">&#8220;Holy Fire, the art of the digital age&#8221; presso il centro Imal di Brussels<\/span>, all&#8217;esperienza come curatore ospite di <span class=\"testoscuro\">Share Festival a Torino<\/span>, il suo percorso ci indica da un lato la cifra culturale di questo personaggio dal fine intelletto, dall&#8217;altro la schizofrenia ormai palese dell&#8217;universo dell&#8217;arte e del design contemporaneo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Bruce Sterling<\/span> \u00e8 stato, come detto, curatore ospite di <span class=\"testoscuro\">Share Festival 2008<\/span>, un&#8217;edizione interamente dedicata al nuovo fenomeno del <span class=\"testoscuro\">&#8220;digital fabrication&#8221;<\/span>, e supportata in questo senso dai pezzi provenienti dal workshop\/mostra organizzato da Marius Watz per il CTM di poche settimane prima. Una mostra di design questa che, sebbene non certo nella sua interezza, ha indicato chiaramente le possibilit\u00e0 offerte da questo tipo di progettazione \/ prototipazione legata ai software generativi, come felicemente esposto da <span class=\"testoscuro\">Luca Barbeni lo scorso numero di Digimag<\/span> <span class=\"testoscuro\">di Marzo<\/span> <span class=\"testoscuro\"><br \/>\n(https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1101).<\/span> Lo stesso Luca Barbeni ha quindi avuto modo di lavorare con Sterling nel corso degli ultimi 6 mesi alla curatela del festival Torinese, e non si \u00e8 fatto quindi sfuggire l&#8217;occasione di fare due chiacchiere con lo scrittore Texano su temi cari sia alla comunit\u00e0 degli artisti digitali, sia agli amanti della pura letteratura fantascientifica.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/newmedia_lucabarbeni04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Lo scenario che ne emerge, che sicuramente richiederebbe ulteriori approfondimenti che solo il tempo riuscir\u00e0 a definire meglio, \u00e8 estremamente interessante per quella generale sensazione di cui sopra: i mondi dell&#8217;arte, del design, della narrativa, della fabbricazione cos\u00ec come quello delle nuove tecnologie sociali, sono elementi in collisione e compenetrazione. I tentativi degli esperti di settore, siano essi critici, curatori, designer o scrittori, di mantenere questi universi separati, di replicare su di essi dinamiche appartenenti a un era pre-digitale, sono forse futili retaggi di un epoca che non \u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se <span class=\"testoscuro\">Sterling<\/span> sta attendendo il giorno in cui un giovane scrittore a lui sconosciuto scriva un libro sul nostro pianeta Terra secondo un approccio linguistico e culturale totalmente &#8220;locale&#8221;, sfruttando una piattaforma &#8220;globale&#8221; come Internet, io personalmente sono convinto che si possa lavorare per creare dinamiche artistiche, culturali e di senso sempre pi\u00f9 complesse, fragili, compromesse, che facciano della compenetrazione, e non della separazione, la loro bandiera. E sebbene si questo articolo non ci sia, per ovvi motivi pratici, diritto di replica, penso che uno come Sterling mi possa vorr\u00e0 dare ragione\u0085 (Marco Mancuso).<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/newmedia_lucabarbeni02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Luca Barbeni<\/strong>: il titolo che hai scelto insieme allo staff di Shar \u00e8 Manufacturing. E&#8217; questa secondo te la rivincita degli atomi?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Bruce Sterling<\/span><\/strong>: penso che gli atomi si stiano semplicemente riprendendo il loro tempo. Se ci pensi, i &#8220;bits&#8221; digitali sono sempre e comunque &#8220;bits&#8221; di atomi. I &#8220;bits&#8221; possono essere fotoni, elettroni, piccoli buchi in dischi di plastica; i &#8220;bits&#8221; sono sempre stati cose materiali, solo che molto molto piccoli. Inoltre, i computers stessi sono oggetti di manifattura: tecniche avanzate utilizzate inizialmente per fabbricare &#8220;chips&#8221;, stanno diventando sempre pi\u00f9 disponibili per manifatturare altri tipi di prodotti. Quindi, si pu\u00f2 affermare che noi stiamo assistendo a una nuova ondata di &#8220;imperialismo bit&#8221; che si muove gradualmente all&#8217;interno degli atomi. Ancora un decennio, al limite due, e quelle differenze tra bits e atomi, tra virtuale e reale, diventeranno irrilevanti. Sembreranno argomenti datati, vecchio stile, come parlare di &#8220;superstrade dell&#8217;informazione&#8221; in un mondo dove tutti, sulle autostrade reali, utilizzano un cellulare in macchina.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Luca Barbeni<\/strong>: come cambia secondo te l&#8217;idea di design in un regime di realt\u00e0 integrata?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bruce Sterling<\/strong>:<\/span> Il fatto che oggi noi possiamo usare un termine come &#8220;realt\u00e0 integrata&#8221;, indica quanto pu\u00f2 effettivamente cambiare il concetto di design. Chi in fatti potrebbe &#8220;integrare queste realt\u00e0&#8221;, se non i designers? Interaction design, information architecture, we design, servizi integrati in un numero crescente di oggetti: il design sta inventando letteralmente nuovi paradigmi e approcci ogni giorno. Nel mio manifesto del design &#8220;Shaping Things&#8221;, faccio molto caso alle nuove possibilit\u00e0 offerte al design da parte di attivit\u00e0 digitali come il tagging, il tracking, i searching objects e le nuove forme di interazione con i programmi e gli archivi di dati. Dei 6 trends che ho identificato nel libro, mi sembra che proprio il digital manufacturing sia quello che si sta muovendo pi\u00f9 rapidamente. Il digital manufacturing sta letteralmente portando nuove cose nel mondo reale, molte di loro impossibili da produrre con altri metodi. Si tratta veramente di un nuovo significato di produzione, una cosa sicuramente molto rara.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/newmedia_lucabarbeni01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Luca Barbeni<\/strong>: cosa ne pensi dei relatori su questo tema all&#8217;interno dei giorni di Share. C&#8217;\u00e8 qualcuno che ti ha colpito maggiormente?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bruce Sterling<\/strong>:<\/span> Beh, tutti sono stati estremamente interessanti, ma devo sottolineare l&#8217;intervento di Donald Norman autore del libro &#8220;Design of future things&#8221;. Lui \u00e8 uno dei maggiori critici di design del mondo, e a buon motivo<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Luca Barbeni<\/strong>: in circa sei mesi che hai lavorato in Italia, che opinione ti sei fatto della situazione culturale del nostro pease?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bruce Sterling<\/strong>:<\/span> Bene, come molti stranieri, tendo a pensare che le cose che gli Italiani si rimproverano, siano alcune tra le cose pi\u00f9 affascinanti che caratterizzano gli Italiani stessi. Gli Italiani sono molto auto-critici, ma alcuni di loro sono veramente troppo duri con se stessi. Mi sembra abbastanza chiaro che il problema culturale pi\u00f9 grave in Italia sia la scarsit\u00e0 di Italiani. Ad ognuno piace fare molta attenzione riguardo l&#8217;alta cultura Italiana, ma io sono molto pi\u00f9 interessato alla vostra cultura nel quotidiano. Per esempio, pochi critici affermerebbero che un fumetto come &#8220;Tex&#8221; \u00e8 un grande momento di letteratura Italiana: ma io vengo dal Texas, quindi inevitabilmente trovo &#8220;Tex&#8221; affascinante. Potrei scrivere un trattato di dottorato su &#8220;Tex&#8221;, allo stesso modo in cui gli intellettuali Italiani tendono ad essere entusiasti di Mickey Mouse.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Luca Barbeni<\/strong>: riguardo alla fantascienza di cui tu sei no degli indiscussi maestri, sappiamo tutti che dopo la conquista dello spazio \u00e8 arrivato il cyberspazio. La mia domanda \u00e8, quale pensi che sar\u00e0 la &#8220;next big thing&#8221; nelle trame di fantascienza?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bruce Sterling<\/strong>:<\/span> probabilmente la &#8220;next big thing&#8221; sar\u00e0 il collasso della pubblicazione in quanto tale. I giochi di ruolo su Interner sono saturati di fantasia e fantascienza, e questi giochi non hanno alcuna &#8220;trama&#8221; nel senso tradizionale del termine. Vorrei in questo senso raccomandarti il libro &#8220;Convergence culture&#8221; di Henry Jenkins, se ne vuoi sapere qualcosa in pi\u00f9 di dove sta andando la cultura popolare. Il libro afferma, e mi trova concorde, che stiamo entrando in un era in cui il nostro divertimento non avr\u00e0 alcuna &#8220;trama&#8221;, non pi\u00f9 che i nostri politici avranno reali &#8220;ideologie&#8221;.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/newmedia_lucabarbeni05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Luca Barbeni<\/strong>: puoi suggerirci in questo senso giovani scrittori, o qualcuno di essi poco conosciuto?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bruce Sterling<\/strong>:<\/span> oh, s\u00ec, sicuro\u0085Victor Pelevin, Johanna Sinisalo, Elena Arsenieva, Zoran Zivkovic, Jean-Claude Dunyach, Jean-Marc Ligny, H. H Loyche, Valerio Evangelisti, Vilma Kadleckova. Nell&#8217;era di Internet, i linguaggi letterari al di l\u00e0 dell&#8217;inglese stanno diventando l&#8217;ondata di una genuina differenza globale. Sto aspettando il giorno in cui un giovane scrittore di cui non ho mai sentito parlare, scriva un racconto &#8220;locale&#8221; sul pianeta Terra, nel senso &#8220;globale&#8221; del termine. Non penso che questo giorno sia molto lontano.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/blog.wired.com\/sterling\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/blog.wired.com\/sterling\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.toshare.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.toshare.it <\/a><\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00e9 da un po&#8217; di tempo che il grande romanziere americano Bruce Sterling frequenta con competenza e sensibilit\u0088 il mondo dell&#8217;arte digitale internazionale<\/p>\n","protected":false},"author":84,"featured_media":28248,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,239,36,186],"tags":[39,53,67],"class_list":["post-10356","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-articles","category-design","category-issue-033","tag-electronic-music","tag-interviews","tag-software-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Bruce Sterling: Beyond The Bits &#8226; 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