{"id":10354,"date":"2008-03-31T12:00:00","date_gmt":"2008-03-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-033\/italiano-il-theatre-du-soleil-per-guidare-la-gente\/"},"modified":"2020-10-25T11:24:21","modified_gmt":"2020-10-25T10:24:21","slug":"italiano-il-theatre-du-soleil-per-guidare-la-gente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-033\/italiano-il-theatre-du-soleil-per-guidare-la-gente\/","title":{"rendered":"Il Theatre Du Soleil Per Guidare La Gente"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">E&#8217; in distribzione presso la FNAC anche in Italia<span class=\"testoscuro\"> il bel film-documentario &#8220;Un soleil \u00e0 Kabul ou plut\u00f4t deux&#8221; <\/span>, una testimonianza appassionata e appassionante del lavoro del <span class=\"testoscuro\">Th\u00e9\u00e2tre du Soleil diretto da Ariane Mnouchkine<\/span> a Kabul chiamato dall&#8217;associazione umanitaria per la Cultura e la Societ\u00e0 Civile e realizzato da Duccio Bellugi Vannuccini, da vent&#8217;anni membro italiano della compagnia, in collaborazione con Sergio Canto Sabido e Philippe Chevallier.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Il film prodotto da Bel Air Media<\/span> \u00e8 stato presentato nel giugno scorso a Torino grazie al Coordinamento delle Compagnie di Teatrocomunit\u00e0 dallo stesso Vannuccini insieme con Nicola Savarese e il 31 gennaio di quest&#8217;anno a Pistoia su iniziativa del <span class=\"testoscuro\">Teatro Studio Blu \u0096 Centro Culturale il Funaro<\/span> (Antonella Carrara, Lisa Cantini, Mirella Corso, Francesca Giaconi, Elena di Stefano).<\/p>\n<p align=\"justify\">Una &#8220;missione&#8221; &#8211; come piace ad Ariane Mnouchkine definirla &#8211; che ha coinvolto per tre settimane in Afghanistan l&#8217;intera compagnia del The\u00e2tre du Soleil, troupe interculturale e comunitaria per definizione, che nei suoi 40 anni di vita ha messo in scena la Storia , la Rivoluzione e la lotta dei popoli per la libert\u00e0, da <span class=\"testoscuro\">&#8220;1789&#8221; <\/span>a<span class=\"testoscuro\"> &#8220;Tambur sur la digue&#8221; <\/span>a<span class=\"testoscuro\"> &#8220;Le derniere caravans\u00e9rail&#8221;<\/span>. Uno stage di regia, di drammaturgia, di recitazione e di costume per i giovani afgani nel cuore di un paese dilaniato da conflitti e fondamentalismi e dove l&#8217;arte in ogni sua forma \u00e8 finita sotto il fuoco incrociato dei vari regimi politici: dalla lotta contro il potere sovietico, alla guerra civile tra fazioni di mujahideen, fino al regime repressivo dei talebani che proibiva alle bambine di andare a scuola e alle donne di lavorare fuori casa. La musica e gli strumenti erano banditi, distrutti e bruciati pubblicamente come del resto i libri. Il film racconta <span class=\"testoscuro\">l&#8217;avventura straordinaria di una compagnia che, come il Living Theatre<\/span>, non ha mai smesso i panni dell&#8217;idealismo umanitario, che continua a contrastare i regimi autoritari, le barbarie dell&#8217;intolleranza, della violenza e dell&#8217;ingiustizia con le armi affilate del teatro. I pericoli ci saranno, gli attori vengono avvertiti sin dalla prima riunione alla Cartoucherie e Ariane ammonisce i membri della compagnia a prendere una decisione con convinzione. Dubbi, timori per la propria sicurezza e incolumit\u00e0 fisica, ma non per Ariane. La missione chiama e il teatro risponde, in nome del progresso, un progresso di civilt\u00e0 e umanit\u00e0. &#8220;Come puoi pensare che un paese possa svilupparsi economicamente se la met\u00e0 della popolazione \u00e8 tagliata fuori? Chi lo pu\u00f2 dire se non voi? Questo \u00e8 il vostro ruolo, questa la vostra missione, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 ARTE SENZA MISSIONE. <em> Il teatro permette di guidare la gente <\/em>&#8220;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Teatro come resistenza all&#8217;indifferenza della societ\u00e0. Teatro come utopia vivente: libert\u00e0, uguaglianza, fraternit\u00e0. La Mnouchkine rompe alla fine ogni indugio: &#8220;Io vado&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il film intervalla immagini delle prove, delle vestizioni, delle improvvisazioni a toccanti momenti di vita quotidiana nel cuore di Kabul tra passaggi felici di bambini che giocano e immagini del degrado sociale, di povert\u00e0, dentro lo stadio dove avvengono le partite di calcio ma anche le esecuzioni sommarie, o intorno al cimitero dei martiri. Un teatro catapultato in Asia minore, tra barbarie e oscurantismo ma dove la miccia della speranza di un cambiamento \u00e8 rappresentata anche dal coraggio dei giovani iscritti allo stage, dalla loro voglia di esprimere liberamente a teatro ideali condivisi.<\/p>\n<p align=\"justify\">I bagagli della Compagnia sono bauli strapieni di costumi usati in precedenti spettacoli, maschere e volumi che illustrano le vesti, i tipi e le scene della commedia dell&#8217;arte, della commedia all&#8217;improvviso. In uno spazio non attrezzato all&#8217;aperto, d&#8217;estate la compagnia insieme con le nuove leve afgane desiderose di imparare l&#8217;arte della scena, tirano su un palco provvisorio con assi di legno tagliate al momento e le quinte con stoffe colorate di arancione, di giallo, di verde. Robert, che ha chiamato la compagnia, ha radunato da tutta la regione numerosi attori professionisti e non, aspiranti registi, giovani e giovanissimi; poche le ragazze, del resto &#8220;in tutto il paese recitano soltanto 2 o 3 donne&#8221;. Le famiglie ostacolano questa attivit\u00e0 leggera e pericolosa che contrasta con l&#8217;aspirazione comune di vedere il proprio figlio arruolato nella polizia o al limite meccanico, come raccontano i ragazzi puntualmente registrati dalla telecamera. Il regista coglie la passione sincera che alberga in loro e la gioia di fare parte finalmente di un gruppo, condividerne impegno, dedizione, fatica ma anche sorrisi, la <em> bonheur <\/em>. Perch\u00e9 il teatro \u00e8 una festa.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ariane ha deciso: con le maschere di tutto il mondo, della tradizione balinese e italiane i giovani attori aiutati dalla compagnia reciteranno sulla scena per denunciare attraverso il comico la stupidit\u00e0 e l&#8217;arroganza del potere. Ariane \u00e8 l\u00ec in prima fila, non dirige, \u00e8 pi\u00f9 spettatrice casomai, aiuta loro a esprimersi sintonizzandosi sul ruolo, a trovare &#8220;il ritmo interiore&#8221;, adeguando le improvvisazioni corporee alle maschere che indossano per la prima volta e che forse non hanno mai visto prima. L&#8217;obiettivo dello stage, che Ariane spiega ai giovani \u00e8 di &#8220;recitare la maschera&#8221;, di &#8220;scendere nel cuore del personaggio ma il cuore del personaggio ha bisogno del vostro cuore, vivete una passione e dategli una forma!&#8221;<\/p>\n<p align=\"justify\">Arlecchino persiano, Pantalone talebano, padroni avari, servi astuti, impostori di ogni epoca e di ogni latitudine. Moli\u00e9re a Kabul. Mettono in scena sketch con i talebani come ignoranti zoticoni incapaci di leggere, e le donne che hanno finalmente la rivincita e li bastonano e li mettono alla berlina. Un mondo alla rovescia o il mondo come dovrebbe essere? Ariane approva queste improvvisazioni e ride commossa: &#8220;C&#8217;era davvero catarsi! Interpretare i talebani con queste maschere li rende umanamente accettabili e buffi, quindi \u00e8 veramente una poetica trattare il nemico con il comico. Come Chaplin con Hitler, con <em>il Grande Dittatore, <\/em> \u00e8 la stessa cosa, lo stesso processo&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Chiede agli uomini di indossare in scena i panni femminili. Prima per\u00f2 devono indossare il tchari e avere il coraggio di uscire veramente per la strada: &#8220;Provate, siete attori, e avrete vergogna, sentirete su di voi questo marchio di infamia, camminate per la strada, chi pu\u00f2 avere questo coraggio se non voi attori? Chi aprir\u00e0 le gabbie? &#8220;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Per alcuni di loro questa sar\u00e0 solo una parentesi, per altri significher\u00e0 il futuro, un lavoro dentro il teatro; c&#8217;\u00e8 chi partecipa a questo stage di nascosto dai genitori, uno di loro, scoperto, viene cacciato di casa. Ha perso una famiglia, ha trovato il teatro. Altri ancora prendono alla lettera l&#8217;esortazione di Ariane: &#8220;Lasciate parlare il desiderio d&#8217;arte, non importa la nazionalit\u00e0, iniziate a fare gruppo. Noi vi aiuteremo ma la spinta deve partire da voi&#8221;. 17 attori scelti da Ariane fondano alla fine dello stage il Teatro AFTAL (Teatro del Sole) e preparano per il Festival Internazionale del Teatro di Kabul &#8220;Romeo e Giulietta&#8221; guidati da Maurice che prende il posto di Ariane Mnouchkine alla guida della neonata compagnia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ariane \u00e8 comunque sempre vicina, manda messaggi di auguri da Parigi, dal quartier generale della compagnia, la celeberrima Cartoucherie: &#8220;A tutti coloro che fanno brillare il sole dell&#8217;arte, del teatro, dell&#8217;amore, della fratellanza e dell&#8217;universalit\u00e0 dell&#8217;essere umano nella loro citt\u00e0 fatta a pezzi: vi penso ogni giorno, siete all&#8217;inizio di un&#8217;avventura magnifica. E so che qualunque cosa accada, recitando &#8220;Romeo e Giulietta&#8221; voi rappresenterete la terribile e irrimediabile sconfitta dei Talebani&#8221;. La nuova compagnia parte per la Francia , per due mesi vivono alla Cartoucherie vicino al Bois de Vincennes, fanno stage di danza katakhali e pratica di mimo e teatro orientale e allestiscono in persiano il <em>Tartufe <\/em> di Moliere.<\/p>\n<p align=\"justify\">Marian, la Giulietta dello spettacolo, rinuncia. La famiglia non vuole che lei continui a fare teatro: &#8220;La libert\u00e0 che abbiamo trovato qua non sar\u00e0 possibile in Afghanistan&#8221;. La missione continua.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel film non c&#8217;\u00e8 purtroppo traccia del teatro che esiste oggi a Kabul e dei suoi interpreti e soprattutto non c&#8217;\u00e8 traccia dei conflitti attualmente in corso in Afghanistan, degli scontri tra miliziani talebani e truppe della Nato, dei bombardamenti delle forze di coalizione, dei numerosi campi minati, dei rapimenti, degli attentati suicidi a obiettivi militari, dei profughi, dell&#8217;integralismo, delle esecuzioni sommarie.<\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo Peace Reporter la guerra tra forze sovietiche e resistenza afgana (1979-1989), quella successiva tra le varie fazioni di mujaheddin (1989-1996) e quella tra talebani e Alleanza del Nord (1996-2001) hanno causato la morte di un milione e mezzo di afgani, due terzi dei quali civili. L&#8217;intervento armato Usa alla fine del 2001 ha provocato la morte di 14 mila afgani, di cui almeno 10 mila combattenti talebani e quasi 4 mila civili. La Storia in questa fetta dell&#8217;Asia Minore, \u00e8 questa e il limite del film-documentario di Vannuccini, ricco di spunti preziosi sull&#8217;arte del Theatre du Soleil \u00e8 quello di lasciarsi paradossalmente la Storia dietro la porta, cosa che ci appare poco &#8220;in armonia&#8221; con una Mnouchkine pronta per ogni nuovo spettacolo, a un preliminare minuzioso lavoro di memoria e di documentazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Pensiamo alla straordinaria ricerca nei campi profughi per <span class=\"testoscuro\"> Le dernier caravanserail<\/span>: la Storia ha una voce e una volto che si manifestano tragicamente davanti all&#8217;Assemblea teatrale. Del resto era proprio Mnouchkine a proposito di <span class=\"testoscuro\">M\u00e9phisto, <\/span> a spiegare cos\u00ec il suo metodo: &#8220;Plus on p\u00e9n\u00e8tre profond\u00e9ment dans l&#8217;histoire, plus elle \u00e9claire le temps pr\u00e9sent&#8221;.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.theatre-du-soleil.fr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.theatre-du-soleil.fr\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00e9 in distribzione presso la FNAC anche in Italia il bel film-documentario &#8216;Un soleil \u0088 Kabul ou plut\u00f4t deux&#8217; , una testimonianza appassionata e appassionante del lavoro del Th\u00e9\u00e2tre du Soleil diretto da Ariane Mnouchkine a Kabul chiamato dall&#8217;associazione umanitaria per la Cultura e la Societ\u0088 Civile e realizzato da Duccio Bellugi Vannuccini, da vent&#8217;anni membro italiano della compagnia, in collaborazione con Sergio Canto Sabido e Philippe Chevallier.<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":28234,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,186],"tags":[63,65],"class_list":["post-10354","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-033","tag-performing-art","tag-report"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Theatre Du Soleil Per Guidare La Gente &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-033\/italiano-il-theatre-du-soleil-per-guidare-la-gente\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il Theatre Du Soleil Per Guidare La Gente &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:it]\u00e9 in distribzione presso la FNAC anche in Italia il bel film-documentario &#039;Un soleil \u0088 Kabul ou plut\u00f4t deux&#039; , una testimonianza appassionata e appassionante del lavoro del Th\u00e9\u00e2tre du Soleil diretto da Ariane Mnouchkine a Kabul chiamato dall&#039;associazione umanitaria per la Cultura e la Societ\u0088 Civile e realizzato da Duccio Bellugi Vannuccini, da vent&#039;anni membro italiano della compagnia, in collaborazione con Sergio Canto Sabido e Philippe Chevallier. 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