{"id":10350,"date":"2008-03-31T12:00:00","date_gmt":"2008-03-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-033\/italiano-the-super-avatars\/"},"modified":"2020-10-25T11:23:37","modified_gmt":"2020-10-25T10:23:37","slug":"italiano-the-super-avatars","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-033\/italiano-the-super-avatars\/","title":{"rendered":"The Super Avatars"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">L&#8217;idea del <span class=\"testoscuro\">SuperAvatar<\/span> nasce nel 2007. \u00c8 un progetto d&#8217;opera che, da tempo, coltivavo nella mente parallelamente all&#8217;analisi di questioni teoriche poi confluite nella <span class=\"testoscuro\">teoria dell&#8217;Intelligenza Polimorfa e nella teoria del Big Sieve<\/span> e che, naturalmente, nel materializzarsi ha assunto connotati nuovi, anche grazie all&#8217;intensa cooperazione con due insostituibili coautori: Mr.B.D. ed Andrea Gabriele. Ovviamente, ci\u00f2 rende ancor pi\u00f9 intricata la gi\u00e0 difficile impresa di definirne e tracciarne i contorni .<\/p>\n<p align=\"justify\">Comunque sia, la definizione di Superavatar muove su pi\u00f9 piani coltivando all&#8217;interno di ciascuna maschera (e relative performances) diversi aspetti artisti e concettuali che vanno dalla socio-politica alla psicologia e dalla scienza alla tecnologia e che qui prover\u00f2 a riassumere. In primis, il Superavatar definisce la sua ragion d&#8217;essere su di un piano artistico esprimendo una ricerca estetica multimediale e multidisciplinare che amalgami con originalit\u00e0 gli aspetti narrativi con quelli visivi e sonori e, in secondo luogo, si dispone in una prospettiva narrativa che, da una parte, lo collochi in linea con la filosofia del teatro in maschera, la commedia dell&#8217;arte e la tradizione delle maschere italiane, mentre, dall&#8217;altra, si manifesti quale denuncia socio-politica diretta.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>&#8220;I primi ricordi risalgono ad uno schermo piatto e ad un&#8217;interminabile matrice di dati\u0085&#8221;- Fatherboard<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">In particolare, FatherBoard &#8211; che \u00e8 il primo dei personaggi da noi realizzati \u0096 veste, sotto tutti i punti di vista, il ruolo del rivoluzionario moderno, su almeno tre piani interpretativi. &#8220;\u0085 l&#8217;avevo scoperto nei database delle cliniche psichiatriche e tra le pagine dei testi trovati su Google Scholar, che sfogliavo di notte all&#8217;insaputa dei sistemi di guardia della multinazionale&#8221;&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel versante culturale, poich\u00e9 rappresenta l&#8217;avatar che sfugge dai mondi virtuali e dal suo&#8217;padrone&#8217;, il pi\u00f9 classico dei nerds, ammalato, alienato e deforme.&#8221;Ormai gli sbirri, mascherati da hackers anarchici, da Rastafari pacifisti e Dio solo sa cos&#8217;altro, mi rincorrono su due piani di realt\u00e0. Lo sanno. Hanno intuito che prima che giunga il mio momento<br \/>\nriuscir\u00f2 a liberare il mio popolo, donandogli quel diritto d&#8217;esistenza che compete a qualsiasi forma d&#8217;intelligenza&#8221;\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\">Poi, sul piano filosofico e sociologico, perch\u00e8 cerca di rappresentare l&#8217;emancipazione delle forme d&#8217;intelligenza artificiale rispetto al predominio culturale ed intellettivo umano. Per ultimo, sul piano psico-sociologico perch\u00e9 evadendo da un mondo verso l&#8217;altro esalta ed incarna l&#8217;idea d&#8217;intersezione ed intercambiabilit\u00e0 tra identit\u00e0 e personologie coesistenti tra virtuale e reale. Fatherboard, di conseguenza, aspira a rappresentare quell&#8217;eroe dei due mondi di cui gi\u00e0, socialmente, si avverte una certa necessit\u00e0. \u00c8 l&#8217;avatar che si divincola dalla mera identit\u00e0 virtuale per conquistare fisicit\u00e0 all&#8217;interno del mondo reale e che aspira all&#8217;emancipazione di se stesso e dei suoi pari &#8211; del &#8220;suo popolo&#8221; &#8211; dalla condizione d&#8217;assoggettamento assoluto al genere umano.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>&#8220;La mia memoria virtuale \u00e8 costantemente al limite, sta l\u00ec che chiede gli venga rilasciato fiato, brama l&#8217;allocazione di spazio. Non credo di poter reggere a lungo..&#8221; &#8211; Fatherboard.<\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Oltre a questo, il Superavatar tenta di vestire la metafora dell&#8217;essere che sceglie categoricamente di disconnettersi, di non coltivare pi\u00f9 alcun legame &#8211; e nessun&#8217;intenzione di legame! &#8211; con qualsiasi forma di relazione, networking e comunicazione reale-virtuale. La rivoluzione di Fatherboard si esprime, di fatto, oltre che come libert\u00e0 dall&#8217;uomo, anche come libert\u00e0 dell&#8217;essere dalla digitalizzazione, dalle reti informatiche e dal controllo che queste ultime, per tanti versi, implicano. L&#8217;altro aspetto politico e sociale forte manifestato da questo particolare costume \u00e8 quello di stampo ecologico. Difatti <span class=\"testoscuro\">Fatherboard<\/span> \u00e8 un costume costituito dal 90% di materiali di risulta e realizzato riciclando elementi hardware di risulta (computers, radio, televisori e via discorrendo) e integrandoli per il restante 10% con tecnologie d&#8217;ultima generazione. Fatherboard vuole esser \u0096 e probabilmente \u00e8 &#8211; la dimostrazione pratica del fatto che il riciclo di diverse componenti elettroniche non \u00e8 solamente auspicabile ma possibile &#8211; e non passa, necessariamente, per la distruzione degl&#8217;apparati preesistenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un ulteriore aspetto della ricerca espressa dallo studio sui Superavatar \u00e8 da collocare nei paraggi della psicosomatica.<br \/>\n<em>&#8220;Del resto, la rivelazione che io sono il mio corpo bussa alle porte della mia realt\u00e0 e mi costringe a riconsiderare tutti gli aspetti della mia vita e del mio essere&#8221;. Fatherboard (liberamente tratto da Body-mind di Ken Dichtwald)<\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il Superavatar, visto in una certa ottica, \u00e8 un&#8217;allegoria attraverso la quale viene espressa, all&#8217;interno della societ\u00e0 e della psicologia del moderno Homo Sapiens, la volont\u00e0 di riappropriazione del corpo e degli aspetti preistorici dell&#8217;uomo in gran parte negati dall&#8217;evoluzione tecnologica. Viceversa, attraverso tal applicazione viene manifestata l&#8217;intenzione di utilizzare una data tecnologia per indagare le relazioni tra corpo e psiche, tra movimento ed elettronica (o robotica), tra<br \/>\ncorpo e linguaggio comunicativo e, non ultimo, tra corpo ed estetica dell&#8217;arte. Nella costruzione dei Superavatar la parte di studio che riguarda le relazioni tra movimento del corpo nello spazio \u00e8, quindi, sia profonda che centrale e costituisce in un qualche senso il trionfo di una possibile evoluzione della psicosomatica, in chiave moderna.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>&#8220;..ora che anch&#8217;io manifesto un corpo, ora che ho sensorizzato le mie estremit\u00e0, ora che le sento vibrare, ora che finalmente le muovo nel mondo, solamente ora riuscite a sentirmi vicino&#8221; &#8211; Fatherboard<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Difatti i Superavatar rappresentano, per contrasto, un&#8217;estremizzazione del concetto di &#8220;robotica&#8221;. Pi\u00f9 precisamente, tal artefatto rappresenta sia una rivisitazione che una ri-inizializzazione della ricerca nella Wearable Electronic Art nata alla met\u00e0 degl&#8217;anni &#8217;50 dal gruppo di ricerca artistica Giapponese denominato <span class=\"testoscuro\">Gutai Bijutsu Kyokai (Gutai Art Association) e primeggiato dall&#8217;opera di Atsuko Tanaka (Electricdress, 1956)<\/span>, un&#8217;autentica precorritrice del genere.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tal settore di ricerca artistica, da allora, si \u00e8 trasformato approdando in differenti stili (steampunk, cyberpunk, cyborg, robotics, humanoids, ecc.) rappresentati da pregevoli autori internazionali (<span class=\"testoscuro\">Stelarc, Marcel.li Ant\u00fanez Roca, Bill Vorn, Margot Apostolos, Ted Krueger, Ken Rinaldo, Chico MacMurtrie, Martin Spanjaard, Ulrike Gabriel, Louis-Philippe Demers, ecc.) ed italiani (Teatro Fortebraccio, Teatro dei Colori, Talkers<\/span>, ecc.).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Va chiarito che questi autori, di fatto, hanno spostato l&#8217;attenzione dalla Wearable Electronic su forme di Wearable Computing caratterizzate &#8211; oltre che dal legame con la corrente alternata &#8211; da nuove influenze di matrice robotica espresse attraverso tecniche (innesti meccanici, esoscheletri ecc.) dedicate, soprattutto, all&#8217;idea di estensione del corpo e a forme di interconnessione, attraverso Internet o altri strumenti di comunicazione informatici. Probabilmente, in quest&#8217;ambito, l&#8217;unica buona eccezione artistica \u00e8 rappresentata da gruppi di ricerca quali gli Extralight che, dapprima, ha espresso una continuazione della ricerca impostata dal <span class=\"testoscuro\">Gutai Project<\/span> &#8211; rinnovandone lo stile interpretativo e proponendo una ricerca su nuovi materiali &#8211; e che, in seguito, si \u00e8 evoluto con l&#8217;emancipazione dal legame con la 220 proponendo performance caratterizzate dall&#8217;autonomia energetica dei costumi, a beneficio delle potenzialit\u00e0 espressive.<\/p>\n<p align=\"justify\">Inseguendo tal linea di pensiero, i <span class=\"testoscuro\">Superavatars<\/span> muovono dalla Wearable Electronic Art e si collocano nel versante della <span class=\"testoscuro\">Wearable Robotic Art<\/span> con il preciso intento di liberarsi dalla computazione (Wearable Computing) e d&#8217;abbracciare l&#8217;autonomia operativa dell&#8217;artefatto. Fatherboard, quindi, per via di una scelta concettuale, \u00e8 costituito da un&#8217;elettronica priva di qualsiasi forma di digitalizzazione. Il costume \u00e8, in sostanza, assemblato con circuiti espressi attraverso sequenze di input-output. Laddove, l&#8217;input \u00e8 mediato da un qualsivoglia sensore (accelerazione, movimento, vibrazione, ecc.) che attiva in modalit\u00e0 discreta o analogica un qualsivoglia attuatore (acustico, luminosit\u00e0, ecc.). A ci\u00f2 va aggiunto che, il Superavatar si ritaglia un suo spazio d&#8217;unicit\u00e0 tecnico-teorica, compiendo un ulteriore passo avanti attraverso l&#8217;introduzione del concetto di modularit\u00e0 funzionale, ereditato da settori della robotica pi\u00f9 moderna. Ne consegue &#8220;l&#8217;invenzione&#8221; di quella che potrebbe esser definita una Robotica Modulare Indossabile che, nel nostro caso, viene ideata e realizzata con intenti puramente artistici ma che nel futuro potrebbe estendersi in diversi settori applicativi. Tal modularit\u00e0 consiste nell&#8217;autonomia assoluta del modulo robotico\/elettronico e nell&#8217;intercambiabilit\u00e0 dell&#8217;elemento nello spazio d&#8217;applicazione. Nel seguente disegno progettuale, viene schematizzata la logica di riferimento propria della Wearable Modular Robotics.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Chiaramente nella costruzione dell&#8217;artefatto finale possono essere e vengono fatte delle eccezioni ad hoc dovute a particolarit\u00e0 anatomo-funzionali proprie del corpo umano. Eccezioni che, tuttavia, non compromettono n\u00e9 l&#8217;aspetto concettuale, n\u00e9 quello applicativo dell&#8217;idea originale. Comunque sia, su Fatherboard &#8211; che pu\u00f2 essere definita una versione \u03b2 dell&#8217;idea di Superavatar &#8211; abbiamo installato sia elementi sonori (buzzers, beepers, ecc.) che visivi (led, digits, ecc.), nel preciso intento di effettuare uno studio di fattibilit\u00e0 esaustivo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Concludo dicendo che la decisione d&#8217;intraprendere ed abbracciare una strada che porti verso la Robotica d&#8217;Arte Modulare e Vestibile trova la sua ragion d&#8217;essere nella mia antica passione per un&#8217;ArteViva (o AliveArt), presupposto teorico da cui muovo da circa quindici anni, ormai. L&#8217;<span class=\"testoscuro\">AliveArt<\/span> si distingue per la non prevedibilit\u00e0, per il non controllo e la non replicabilit\u00e0 dell&#8217;opera. In <span class=\"testoscuro\">Fatherboard<\/span>, ad esempio, la quantit\u00e0 di sensori usati (circa una quindicina, per ora), la logica d&#8217;attivazione che sottendono e la posizione spaziale che occupano (sparsi qua e l\u00e0 per il corpo tra testa, mani, piedi, gambe, braccia, torace, colonna vertebrale, bacino, ecc.) rendono nulle le possibilit\u00e0 di controllo e consapevolezza delle attivazioni da parte del performer. In sostanza, accade che l&#8217;estetica relativa espressa dalla maschera \u00e8 guidata in gran parte dall&#8217;inconscio psicosomatico dell&#8217;attore \u0096 oltre che dagl&#8217;eventi circostanziali &#8211; e, di conseguenza, risulta pressoch\u00e9 irriproducibile.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag33\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ultimamente, seguendo la suddetta linea di ricerca abbiamo messo in cantiere un nuovo Superavatar che muover\u00e0 su un piano espressivo\/applicativo &#8220;monomediale&#8221; (in particolare sonoro) e che, dal punto di vista semeiotico, si concentrer\u00e0 sull&#8217;intercambiabilit\u00e0 (o composizione) dei moduli stessi. Colgo l&#8217;occasione per ringraziare la Fondazione Bevilacqua La Masa, il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina e lo Share Festival per avere ospitato la presentazione del modulo prototipale del progetto.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.artificialia.com\/Fatherboard\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.artificialia.com\/Fatherboard<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.artificialia.com\/AliveArt\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.artificialia.com\/AliveArt<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/luigipagliarini\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.youtube.com\/luigipagliarini<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.andreagabriele.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.andreagabriele.it<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bevilacqualamasa.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.bevilacqualamasa.it\/<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.strozzina.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.strozzina.it<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.toshare.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.toshare.it<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea del SuperAvatar nasce nel 2007. \u00c8 un progetto d&#8217;opera che, da tempo, coltivavo nella mente parallelamente all&#8217;analisi di questioni teoriche poi confluite nella teoria dell&#8217;Intelligenza Polimorfa e nella teoria del Big Sieve e che, naturalmente, nel materializzarsi ha assunto connotati nuovi, anche grazie all&#8217;intensa cooperazione con due insostituibili coautori: Mr.B.D. ed Andrea Gabriele. 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