{"id":10326,"date":"2008-03-03T12:00:00","date_gmt":"2008-03-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-032\/generator-x-2-0-objects-that-dont-exist-yet\/"},"modified":"2020-12-11T11:04:32","modified_gmt":"2020-12-11T10:04:32","slug":"generator-x-2-0-objects-that-dont-exist-yet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-032\/generator-x-2-0-objects-that-dont-exist-yet\/","title":{"rendered":"Generator X 2.0, Oggetti Che (ancora) Non Esistono"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag32\/articoli\/img\/softwareart_fabiofranchino01.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"titoloscurogrande\">GENERATOR X 2.0,<\/span> <span class=\"titolochiarogrande\"><br \/>\nOGGETTI CHE (ANCORA) NON ESISTONO <\/span><br \/>\n<span class=\"testo_iframebold\">Txt: Fabio Franchino <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag32\/articoli\/img\/softwareart_fabiofranchino04.gif\" width=\"150\" height=\"100\" align=\"right\" border=\"0\" hspace=\"8\" vspace=\"4\" \/>Durante la presentazione pubblica di <span class=\"testoscuro\">GeneratorX 2.0 avvenuta presso il DAM di Berlino, in collaborazione con Club Transmediale 2008 e Hyperwerk, Marius Watz<\/span>, organizzatore e curatore dell&#8217;evento, concluse il discorso introduttivo ricordando ai presenti di non dimenticare di venire all&#8217;opening della mostra di generatorX, che si sarebbe svolta qualche giorno dopo. Una mostra di oggetti che ancora non esistono.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">GeneratorX 2.0 Beyond the screen<\/span> \u00e8 stata la seconda edizione dell&#8217;evento pi\u00f9 importante che si occupa di metodologie generative applicate all&#8217;arte e al design, al fine di indagare su nuove possibilit\u00e0 creative mediante l&#8217;utilizzo del codice e dei software custom-made. Strutturato su tre distinti momenti, ovvero un workshop, un ciclo di conferenze\/performance e una mostra conclusiva, il festival \u00e8 stato indubbiamente un successo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Merita una particolare attenzione il <span class=\"testoscuro\">workshop di GeneratorX 2.0 e la relativa mostra<\/span>, nella quale venivano esposti gli oggetti prodotti durante il workshop, poich\u00e9, pi\u00f9 che di un corso tradizionale, si \u00e8 trattato di un occasione per creare il punto di partenza di una nuova era creativa. I partecipanti ne sono stati la conferma, se si considerano i differenti background e il livello di esperienza acquisita. Architetti, designers, artisti, ricercatori e studenti, componevano il gruppo degli &#8216;iscritti&#8217;. Marius Watz, pi\u00f9 che l&#8217;insegnante, \u00e8 stato il moderatore di tutta una serie di intuizioni, spunti e riflessioni emerse durante i primi giorni di lavoro.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag32\/articoli\/img\/softwareart_fabiofranchino02.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">\u00c8 stato molto interessante vedere e vivere personalmente i diversi approcci di ciascun partecipante nell&#8217;affrontare una nuova e insondata sfida creativa. Le possibilit\u00e0 erano ampie e indefinite, il tempo poco, tuttavia i risultati sono stati tutti eccellenti. L&#8217;orientamento maggiore \u00e8 stato verso la ricerca di nuove forme scultoree o architettoniche, come il lavoro di <span class=\"testoscuro\">Andreas Nicolas Fischer<\/span>, un progetto di data-sculpture, o quello di <span class=\"testoscuro\">David Dessens<\/span>, una visualizzazione L-System, passando per i lavori pi\u00f9 formali (<span class=\"testoscuro\">Leander Herzog, Dennis Paul, Nick Bruscia<\/span>) a quelli pi\u00f9 architettonici (<span class=\"testoscuro\">Eno Henze e Tim Schork, Satoru Sugihara<\/span>).<\/p>\n<p align=\"justify\">Di diverso orientamento i lavori di <span class=\"testoscuro\">TODO e di Susanne Stauch,<\/span> il primo legato al mondo della decorazione e del pattern mentre il secondo appartenente al mondo del product-design. Alcuni lavori d&#8217;eccezione fuori workshop hanno completato la mostra, rispettivamente di <span class=\"testoscuro\">Jared Tarbell, Marius Watz e Commonwealth<\/span>. Il tutto \u00e8 stato possibile grazie alle possibilit\u00e0 offerte da macchinari per la prototipazione rapida quali macchine a taglio laser e frese a controllo numerico, soprattutto grazie al recente abbassamento dei costi di tali macchinari, rendendole particolarmente appetibili in ambito sperimentale da parte di artisti e designer.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag32\/articoli\/img\/softwareart_fabiofranchino03.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">Siamo di fronte ad un nuovo step della rivoluzione digitale, nella quale i bits vengono finalmente trasformati in atomi, in qualche modo chiudendo un cerchio logico e concettuale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">GeneratorX 2.0<\/span> pu\u00f2 essere visto come la base di partenza di un nuovo modo di creare e produrre strutture e oggetti tangibili, nel quale le tecniche generative, i sistemi evolutivi e adattivi, l&#8217;analisi e l&#8217;utilizzo di consistenti base-dati, possono in qualche modo condurre a nuove estetiche, oltre ad agevolare la soluzione di problematiche complesse nel campo della progettazione, nonch\u00e9 permettere un apertura considerevole verso le possibilit\u00e0 di mass-customization.<\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.generatorx.no\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.generatorx.no\/<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la presentazione pubblica di GeneratorX 2.0 avvenuta presso il DAM di Berlino, in collaborazione con Club Transmediale 2008 e Hyperwerk, Marius Watz, organizzatore e curatore dell&#8217;evento, concluse il discorso introduttivo ricordando ai presenti di non dimenticare di venire all&#8217;opening della mostra di generatorX, che si sarebbe svolta qualche giorno dopo. 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