{"id":10318,"date":"2008-01-29T12:00:00","date_gmt":"2008-01-29T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-031\/francesco-arena-anatomy-of-the-pure-image\/"},"modified":"2020-10-25T10:23:00","modified_gmt":"2020-10-25T09:23:00","slug":"francesco-arena-anatomy-of-the-pure-image","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-031\/francesco-arena-anatomy-of-the-pure-image\/","title":{"rendered":"Francesco Arena, Anatomia Dell&#8217;immagine Pura"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Genova, 2008. Una citt\u00e0 da diversi aspetti congruenti fra loro che respirano grazie ad una vitalit\u00e0 forse unica per quanto riguarda l&#8217;identit\u00e0 umana personale, la pregnante voglia di essere presente e partecipe socialmente e liberamente nel &#8220;Get Set&#8221; culturale ed artistico locale ed internazionale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo grazie ad una location urbana strategica, ad una multiculturalit\u00e0 integrata ed in equilibrio, al saper organizzare ed esportare eventi di prim&#8217;ordine, ad una mirata e motivata scelta di risorse, di lavoro, di sistemi d&#8217;istruzione e di comunicazioni all&#8217;avanguardia; nonch\u00e9 grazie ad una spiccata vena di creativit\u00e0 generazionale cresciuta quasi a braccetto e diventata punto di riferimento della nuova scena artistica contemporanea. Un&#8217;artista che ha contribuito a questo salto di qualit\u00e0 senza aiuti o patetici favoritismi \u00e8 senz&#8217;altro<span class=\"testoscuro\"> Francesco Aren<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Prima di tutto artista, Francesco ha conosciuto la sua evoluzione da uomo di pari passo con la genesi delle immagini, quasi come una parola muta ha profanato la dialettica della rappresentazione trasfigurandola in tecnica come poetica, come unica matrice post-iconica mediatizzata attraverso la propria sensibilit\u00e0. Nessun&#8217;arte e nessun genere di immagini \u00e8 immutabile nella sua dignit\u00e0, e nei suoi lavori questo \u00e8 palese, dalla fotografia, madre onnipotente della sua ricerca, fino alla videomorfosi sonora, ultimo tasto della sua tastiera estetica. L&#8217;immagine prima dell&#8217;idea oserei dire, dove l&#8217;impatto e l&#8217;intensit\u00e0 affettiva prodotta variano con il tempo e con la mente. Il loro bisogno figurativo si sposta a seconda delle performance comunicative, e l&#8217;artista genovese avendo capito che \u00e8 la dove si comunica meglio che si inventa di pi\u00f9, ci restituisce un&#8217;anatomia integra e pura dove il visivo ora funziona con il principio di piacere e percezione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Francesco tu hai alle spalle vent&#8217;anni circa di ricerca e di prezioso lavoro artistico documentato dai migliori critici italiani e presente nelle collezioni e nei musei pi\u00f9 significativi per l&#8217;arte contemporanea. Penso al Kunsthistorisches Institut, l&#8217;Archivio per l&#8217;arte italiana del Novecento di Firenze, allo stesso Museo d&#8217;Arte Contemporanea di Villa Croce della tua citt\u00e0 Genova, nonch\u00e9 presso l&#8217; antichissima e pregevolissima Collection of Polaroid Corporation di Boston ed il &#8220;sacro&#8221; The Museum of New Art (MONA) di Detroit. Posso definirti scherzosamente &#8220;profeta&#8221; all&#8217; estero?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Francesco Arena<\/strong>:<\/span> Certo se vuoi si&#8230;in effetti nel corso degli anni mi sono accorto che la mia ricerca \u00e8 stata molto apprezzata anche fuori dall&#8217;Italia, forse senza accorgermene sintetizzo e filtro icone e immagini senza tempo che non riflettono una &#8220;maniera italiana&#8221; ma sicuramente lavorando su tematiche quali l&#8217;ambiguit\u00e0 della visione, il corpo e tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 esprimere anche attraverso gli oggetti quotidiani, il lavoro che ne fuoriesce pu\u00f2 essere letto ed apprezzato da chiunque ne veda la sensibilit\u00e0 e l&#8217;emotivit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Tu hai iniziato con la fotografia della quale conosci morte e miracoli; quanto ti ha servito questo mezzo per arrivare poi alle installazioni e al mezzo video come espressione principale dei tuoi ultimi lavori? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Francesco Arena<\/strong>:<\/span> Tantissimo&#8230;.credo pur andando controcorrente con questa affermazione, che una base tecnica forte ti consenta poi di elaborare anche concettualmente un lavoro nella maniera pi\u00f9 creativa e sperimentale possibile, la mancanza di esperienza e di nozionismo tecnico del linguaggio e del mezzo che si usa, specialmente se si parla di tecnologie solo fortuitamente pu\u00f2 produrre qualcosa di interessante; anche un&#8217;immagine sfuocata o tecnicamente sbagliata pu\u00f2 essere maggiormente espressiva se si conosce il modo di trattarla&#8230;ovviamente stiamo parlando sia di analogico che di digitale&#8230;personalmente tutto il mio lavoro \u00e8 prodotto su diapositiva 6&#215;7, il mio supporto preferito e non viene mai ritoccato in post produzione. Tutti gli effetti di colore, toni, sfocature e\/o inquadrature sono impresse su pellicola tradizionalmente come si eseguivano gli scatti in passato, utilizzando tutte le potenzialit\u00e0 della luce e dei suoi colori&#8230;mi piace avere un&#8217;aderenza forte al reale per poi ottenere delle immagini che facciano riflettere sulle molteplici interpretazioni di una realt\u00e0 che spesso ci sfugge e non vediamo&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>:<\/span> Un po&#8217; come un artigiano dell&#8217;immagine, un miniatore visivo, dove i saperi e l&#8217;esperienza sono alla base della riuscita del lavoro, ti sei proposto ed imposto in questo mercato dell&#8217;arte che molto spesso ci offre scadenti opere con troppa enfasi e facili colpi di genio. Come si sente un artista del tuo calibro rimasto fedele anche al suo mare ligure in questa &#8220;messa in scena&#8221; dell&#8217;arte contemporanea?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Francesco Arena<\/strong>:<\/span> B\u00e9 intanto non mi sento imposto come dovrei&#8230;non ho raggiunto un consenso di pubblico e di vendita\u00a0 cos\u00ec internazionale, i fattori sono tanti a mio avviso, e non \u00e8 principale la qualit\u00e0 del lavoro anche se sicuramente\u00a0 non ho mai tenuto conto della piacevolezza visiva quando pensavo o mi accingevo a realizzare un progetto nuovo&#8230;penso che l&#8217;estetica nelle mie produzioni sia importante ma non ho mai cercato di fare il verso ai luoghi comuni o alle facili soluzioni visive&#8230;ho sempre cercato la bellezza, l&#8217;estetica, l&#8217;equilibrio l&#8217;armonia negli oggetti, nelle cose e nelle situazioni che toccavo, si trattasse di un cervello animale o di una modella o di un&#8217;installazione di oggetti. Mi sento spesso un borderline della scena dell&#8217;arte e mi stupisco sempre un p\u00f2 quando una persona mi fa i complimenti o acquista una mia opera&#8230;come dici tu c&#8217;\u00e8 tantissima messa in scena e ci\u00f2 che conta al momento come mi ha detto un amico gallerista \u00e8 vendere il nome non l&#8217;opera di un&#8217; artista&#8230;il resto viene di conseguenza, le nostre considerazioni di fronte a questo sono vane; il mercato dell&#8217;arte \u00e8 sempre stato cos\u00ec, se Michelangelo non avesse avuto l&#8217;appoggio del Papa noi non ci saremmo ritrovati la Sistina , per\u00f2 adesso le regole sono spudoratamente spostate in un&#8217;altra direzione&#8230;e non vedo molti Michelangelo all&#8217;orizzonte, esistono invece molti clonatori, abili artigiani&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Pensi che ancora oggi il &#8220;sudore paghi&#8221; o credi che la creativit\u00e0 e la dote artistica colpisca come un fulmine a ciel sereno?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Francesco Arena<\/strong>:<\/span> Penso che paghi il sudore di essere se stessi e avere ancora dei messaggi da comunicare, penso che paghi il sudore di organizzare e promuovere il proprio lavoro (se non hai chi lo fa per te), penso che paghi il sudore di credere nella propria creativit\u00e0\u00a0 se questo ti fa stare bene e ti fa sentire realizzato&#8230;ovviamente la creativit\u00e0 non si pu\u00f2 costruire a tavolino ma se si riconosce di averla, se si sentono delle urgenze di comunicazione, sicuramente \u00e8 bene curarla avvicinandola allo sviluppo professionale di una forma di comunicazione. All&#8217;uscita del digitale (e ancora oggi purtroppo) abbiamo visto il proliferare di artisti che tavolozza di Photoshop alla mano ci &#8220;stupivano&#8221; con effetti speciali spesso non finalizzati ad una specifica ricerca espressiva&#8230;fortunatamente ad alti livelli questo sta scomparendo e mi auguro che si torni a comprendere, da parte dei galleristi, collezionisti e pubblico dell&#8217;arte, che il valore di un&#8217;opera sta al di l\u00e0 del solo impatto emotivo, senn\u00f2 diventerebbe grafica pubblicitaria e che dovrebbe sentirsi oltre che con gli occhi anche con la pancia e la mente&#8230;Credo che sia riconoscibile un pezzo, un&#8217; installazione, un dipinto o una fotografia che abbia &#8220;una storia ed un vissuto&#8221; alle spalle piuttosto che un esercizio di stile&#8230;eppure spesso non \u00e8 cos\u00ec basti guardare le fiere d&#8217;arte contemporanea sparse un p\u00f2 in tutta Italia solo per rimanere dentro il nostro &#8220;bel paese&#8221;&#8230;<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: La storia ed il vissuto dei tuoi lavori iniziali sono rappresentati esteticamente da veri e propri Still Life sull&#8217;identit\u00e0 che riportano all&#8217;iconografia pubblicitaria e ai linguaggi massmediali lavorando molto sul corpo umano e di conseguenza sull&#8217;immagine pornografica. Da qui hai stretto collaborazioni &#8220;necessarie&#8221; con importanti artisti come William Basinsky dando alla luce performance e video passati alla storia come &#8220;The Anatomy of Melancholy&#8221; e &#8220;Circular Bodies&#8221;. Cosa vogliono dire per te essenzialmente le parole identit\u00e0 e visione?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Francesco Arena<\/strong>:<\/span> Si pu\u00f2 parlare anche per me &#8220;dell&#8217;identit\u00e0 della visione&#8221; parafrasando la tua domanda&#8230;mi interessa tantissimo esplorare le possibilit\u00e0 della rappresentazione visiva, della sua ambiguit\u00e0 dei suoi parametri seduttivi, della sua possibile alterazione rispetto ai contenuti&#8230;l&#8217;identit\u00e0 sessuale e morfologica era messa in discussione dal lavoro svolto con William Basinski, i suoi loop orchestrali ripetitivi e circolari sono stati l&#8217;energia che ha mosso la mia telecamera intorno a 4 corpi sia maschili che femminili spiandoli e scrutandoli in macro con carrellate ravvicinate e invadenti fino a fonderli insieme in un unica soluzione corporale, maschile e femminile insieme in un identit\u00e0 nuova fatta di dettagli di entrambi che ricostruivano un nuovo possibile corpo&#8230;Ancora anche in questo senso le riprese sono rimaste fedeli all&#8217;originale nessuna manipolazione digitale, come se l&#8217;ambiguit\u00e0 fosse gi\u00e0 dentro di noi e spettasse a qualcuno decifrarla, farla affiorare in superficie&#8230;quella superficie che tanto ci \u00e8 cara, che tanto curiamo e di cui tanto ci preoccupiamo&#8230;penso che l&#8217;identit\u00e0 non esista in questo senso, non esista, esiste solo l&#8217;apparente rappresentazione del se e della proiezione delle nostre fantasie&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni06.Jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Perch\u00e9 esplori chirurgicamente nei tuoi &#8220;set mediali&#8221; un immaginario beauty e fashion popolare orchestrando sapientemente illusioni sensuali (e sessuali) e corporalit\u00e0 quasi morbose? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Francesco Arena<\/strong>:<\/span> Perch\u00e8 la sessualit\u00e0 \u00e8 dentro ad ogni cosa che facciamo, dentro ad ogni nostra azione&#8230;ci rappresenta come un biglietto da visita se si sanno cogliere le sfumature che stanno intorno ai nostri comportamenti&#8230;le mie ricostruzioni fotografiche che da sempre, dal 1990 hanno come spunto lo still life come tecnica di rappresentazione, (una metodologia che ammiravo gi\u00e0 nella storia dell&#8217;arte dalle vanitas del 600 fino alle composizioni del Caravaggio con la loro fortissima carica emotiva) sono il metodo ideale per mettere a confronto sullo stesso piano il potere evocativo degli oggetti e del corpo&#8230;organizzo come delle autorappresentazioni di ci\u00f2 che fotografo, esaltandone l&#8217;energia, il potere seduttivo della forma e dei colori degli oggetti e del corpo che formano insieme, con il loro confronto, con la loro vicinanza, un cortocircuito che trasmette energia&#8230;per certe serie fotografiche come gli STILL LIFE FOR LIFELIKE PEOPLE e recentemente con l&#8217;identit\u00e0 FE_MAIL (anche qui un gioco di parole tra maschile e femminile), il linguaggio \u00e8 quello preso a prestito dalla pubblicit\u00e0 e dal beauty perch\u00e8 \u00e8 la forma di comunicazione pi\u00f9 diretta e comune che abbiamo intorno e ci circonda&#8230;un codice che arriva direttamente a tutti su piani differenti di sensibilit\u00e0 tante quante sono le nostre sfaccettature&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">In una mia immagine della serie degli Still, viene rappresentato un giocattolo, un orsacchiotto infilato nel dito medio di una mano inguantata in lattice trasparente, il fondo viola con un alone pi\u00f9 chiaro in prossimit\u00e0 del centro concentrava l&#8217;attenzione sulla &#8220;composizione&#8221; come se fosse rappresentato un profumo di Chanel&#8230;alcuni vedevano in questa immagine la denuncia della violenza sui minori, altri un&#8217;allusione sessuale pedofila, altri ancora un&#8217;irriverente oltraggio all&#8217;immagine delicata e confortante dei giocattoli&#8230;mi piace che il messaggio sia aperto e che abbia diversi livelli di lettura come siamo noi come \u00e8 complicato il nostro carattere e la nostra personalit\u00e0&#8230; Il mio lavoro \u00e8 lo specchio delle esperienze percettive e quotidiane di ognuno che partendo da un dato fortemente soggettivo e personale, quasi autobiografico, tocca e riguarda poi ogni persona\u00a0 in maniera diversa&#8230;nella serie di lavori RESPIRI, 23 soggetti diversi per et\u00e0, sesso e cultura, si mettono allo specchio partendo da un gesto quotidiano, il respiro, per esprimere un bagaglio emotivo individuale che inevitabilmente diventa collettivo se confrontato e visto in pubblico&#8230;la corporalit\u00e0 in questo caso mimica facciale, diventa morbosa nel momento che indugia senza censure in un fluire di sensazioni e rappresentazioni che possono diventare autoerotiche, narcisistiche, rabbiose o tenere e fragili&#8230;anzich\u00e9 cercare un&#8217;ideale di bellezza cerco la bellezza del nostro essere e delle nostre meravigliose sfaccettature&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: A proposito di RESPIRI, il tuo ultimo concept avviato gi\u00e0 nel 2004, ho trovato questo lavoro interessante per diversi aspetti; uno di questi \u00e8 sicuramente la molteplicit\u00e0 di rapporti che coinvolgono il video, il suono e la performance creata per l&#8217;evento da Aline Nari e Davide Frangioni della Compagnia UBIdanza. Anche in questa opera cerchi la bellezza estetica e autoreferenziale come ci hai spiegato in precedenza?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Francesco Arena<\/strong>:<\/span> Cerco di mettere in luce con un campione democratico di persone come una reazione ad uno stimolo emotivo (il semplice gesto del respiro) possa diventare specchio dello spettro di emozioni che ci toccano sempre, comuni a tutti, che sono annidate nel quotidiano&#8230;non cerco la bellezza estetica della forma o della rappresentazione, cerco di andare oltre l&#8217;ambiguit\u00e0 del gesto e svelare ci\u00f2 che si nasconde dietro e dentro i nostri comportamenti&#8230;con questo lavoro posso affermare che si spettacolarizza nella sua rappresentazione cruda ma per certi aspetti calda e rassicurante, un&#8217;intimit\u00e0 che rende il fruitore curioso di smascherare&#8230;siamo tutti un p\u00f2 voyeur&#8230;<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Che ruolo ha l&#8217;aspetto sonoro in presa diretta, eseguito tra l&#8217;altro da mostri sacri della musica contemporanea come ad esempio Elio Martusciello e Adriano Canzian, accostati a pi\u00f9 giovani e promettenti musicisti come Japanise Gum, Mounth Sims o Maria Castro, nella struttura quasi claustrofobica e macro-obiettiva della rappresentazione post-iconica del visivo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Francesco Arena<\/strong>:<\/span> E&#8217; importantissimo perch\u00e8 \u00e8 uno degli elementi che costruisce questa piramide di collaborazioni&#8230;E&#8217; partito tutto da una mia ossessione, un sogno ricorrente, l&#8217;impossibilit\u00e0 di oltrepassare un muro trasparente, forse metafora di ostacoli da superare, ho tradotto il tutto materialmente con un muro di plexiglass e una ripresa claustrofobica di visi che tentano di respirare attraverso una superficie limitante e invisibile&#8230;ho raccolto queste prime esperienze visive che poi ho sottoposto a 23 musicisti internazionali che hanno sovrapposto la loro sensibilit\u00e0 ed il loro vissuto a quest&#8217;esperienza visiva creando una suite musicale che strutturasse, desse voce a ci\u00f2 che hanno visto&#8230;Il corpo in live \u00e8 la rappresentazione concreta di queste suggestioni che anche grazie\u00a0 alle luci delle riprese video (colori primari, rossi e gialli) hanno un aspetto molto surreale&#8230;.la musica non \u00e8 solo un commento visivo una colonna sonora ma un elemento dinamico che caratterizza e struttura ogni personaggio; sono davvero molto contento come cos\u00ec tanti artisti si siano coinvolti cos\u00ec tanto da questo mio progetto&#8230;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: RESPIRI quindi viene partorito dopo una incubazione fatta di collaborazioni, anche grazie alla rete, e di difficolt\u00e0 se vogliamo sempre presenti nel tuo percorso artistico. Se questo \u00e8 il risultato ben vengano ossessioni ed impossibilit\u00e0 surreali. Il futuro sar\u00e0 organizzato in relazione e in base a questo progetto?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Francesco Arena<\/strong>:<\/span> Intanto respiri prender\u00e0 tutta questa seconda met\u00e0 della stagione espositiva e parte della prossima, svilupper\u00f2 una serie fotografica che presenter\u00f2 in anteprima a settembre alla galleria Obraz di Milano dal titolo NOBODY&#8217;S CONTROL (letteralmente &#8220;il controllo di nessuno&#8221; ma\u00a0 con un gioco di parole potrebbe sembrare anche &#8220;il controllo di nessun corpo&#8221;&#8230;),\u00a0 &#8220;corpi immobili corpi agitati corpi assenti corpi emozionali nell&#8217;apparente controllo in assenza di controllo rosse materie di vetro riflesso&#8221; che \u00e8 la diretta conseguenza di RESPIRI\/THE BREATH 2008 con protagonisti questa volta la restante parte del corpo che veniva celata nella serie video&#8230;.una diretta conseguenza anche dell&#8217;ultima serie di immagini Emergency of Beauty ma che si spinge oltre estremizza il rapporto del corpo, lo dilata su pi\u00f9 piani di ripresa, lo cattura in tutto il suo potenziale espressivo tramite gesti azioni&#8230;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Sicuramente vedremo i risultati di questo tour di date che si stanno delineando in questi giorni: ti anticipo alcune presenze a Modena nel Teatro delle Passioni e galleria Canal grande 18 il 29 marzo; poi a Wunderkammern a Spello il 19 di aprile, al Look At Festival a Lucca il 10 maggio, a Milano Film Festival nell&#8217;ambito di Audiovisiva con una grossa presenza su pi\u00f9 sedi espositive + galleria Obraz il 24, 25, 26 maggio&#8230;le altre da destinarsi strada facendo da ora in poi&#8230; poi ho in cantiere un&#8217;altra installazione multimedia ma se ne parler\u00e0 nel 2009, forse&#8230;<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.francescoarena.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.francescoarena.it<\/a><\/strong>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova, 2008. 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