{"id":10308,"date":"2008-01-29T12:00:00","date_gmt":"2008-01-29T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-031\/tech-stuff-electronic-music-handbook\/"},"modified":"2020-10-25T10:25:10","modified_gmt":"2020-10-25T09:25:10","slug":"tech-stuff-electronic-music-handbook","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-031\/tech-stuff-electronic-music-handbook\/","title":{"rendered":"Tech Stuff, Manuale Video Di Musica Elettronica"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Questo articolo \u00e8 tre cose diverse allo stesso tempo. Da una parte \u00e8 la prosecuzione d&#8217;un intervista che ho realizzato a <span class=\"testoscuro\">Lucia Nicolai<\/span> (Responsabile Editoriale di <span class=\"testoscuro\">Qoob<\/span>) ed uscita ad <span class=\"testoscuro\">Ottobre 2007 sul numero 28 di DigiMag<\/span><br \/>\n(<a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=973\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=973<\/a>), un approfondimento volto ad una maggiore comprensione dell&#8217;autore\/utente che per primo \u00e8 stato valorizzato da questa televisione sperimentale, ovvero <span class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo<\/span>, meglio conosciuto con il nome d&#8217;arte di <span class=\"testoscuro\">Tobor Experiment <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; dunque un&#8217;intervista a Giorgio, una persona davvero interessante dotata d&#8217;un talento indiscutibilmente fuori dall&#8217;ordinario; milanese classe &#8217;74 impegnato professionalmente da vari anni in quella molteplicit\u00e0 di professioni che sempre pi\u00f9 tende a far convergere l&#8217;ambito musicale a quello dell&#8217;immagine in movimento, un notevole esempio d&#8217;uomo contemporaneo che sul proprio curriculum ha scritto la frase\/manifesto \u00abI&#8217;m a fast learner\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ed infine, ma confesso di esplicitarlo per ultimo come artificio retorico volto all&#8217;enfasi, \u00e8 la scoperta, attraverso una chiacchierata\/intervista con il suo autore, di <span class=\"testoscuro\">&#8220;Tech Stuff. Manuale video di musica elettronica&#8221; un libro ed un DVD editi da Isbn Edizioni<\/span> , innovativa ed interessante casa editrice con base a Milano, costola &#8220;ggiovane&#8221; del gruppo &#8220;Il Saggiatore&#8221; diretta da Massimo Coppola e Giacomo Papi (uscito nelle librerie italiane, ma l&#8217;intero progetto \u00e8 assolutamente bilingue \u0096 italiano e inglese \u0096, al costo di 14\u0080). Il DVD raccoglie dieci documentari, assolutamente seriali, della durata di 4-5 minuti (complessivamente la durata \u00e8 di 52&#8242;) che ripercorrono in maniera didascalica (nel frontespizio la definizione di &#8216;manuale&#8217;, presente sulla copertina, cede il campo al termine assai pi\u00f9 calzante di &#8216;sussidiario&#8217;) la storia della musica elettronica.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Si parla di strumenti musicali: il <span class=\"testoscuro\">Theremin ed il Moog<\/span> ma ci sono anche la storia ed i creatori di folli congegni prodotti dalla <span class=\"testoscuro\">Sherman e dalla JoMox<\/span>. Si parla delle istituzioni culturali dove la musica elettronica \u00e8 nata, l&#8217;<span class=\"testoscuro\">Istituto di Fonologia della RAI, e dove costruisce il proprio futuro, l&#8217;Ircam di Parigi.<\/span> Ma c&#8217;\u00e8 anche un simpatico viaggio alla scoperta dei segreti del vinile, si parla poi di <span class=\"testoscuro\">Musica Generativa e di Sintesi musicale fino alla conclusione affidata ai leggendari Pan Sonic<\/span>. Gli extra di questo interessante DVD (visibile liberamente e gratuitamente sul sito di Qoob!!!) sono altrettanto sfiziosi dal momento che includono un curioso software sviluppato sempre da Giorgio Sancristoforo \u0096 denominato <span class=\"testoscuro\">&#8220;Generator X1&#8221;<\/span> \u0096 per apprendere i fondamenti della sintesi ma soprattutto <span class=\"testoscuro\">una lunga intervista (40&#8242;) a Karlheinz Stockhausen<\/span>, vero e proprio guru della musica elettronica, recentemente scomparso e di cui questa intervista \u00e8 un&#8217;importante documento che ripercorre attraverso la sua viva (!) voce l&#8217;intera carriera d&#8217;uno dei compositori sperimentali pi\u00f9 importanti del XX secolo. Il libro invece scende con maggiore dovizia di particolari tecnici ad un livello pi\u00f9 profondo degli argomenti affrontati nei documentari, allargando il cerchio degli temi trattati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dunque un prodotto editoriale davvero interessante che potrebbe aprire la strada (speriamolo davvero) a tutta quella schiera di creativi che nel nostro paese faticano non poco a trovare la via del pubblico e del mercato, troppo spesso dominato da prodotti d&#8217; &#8220;importazione&#8221; o altres\u00ec conforme alla conformistica (ed anacronistica) linea dettata dalle pagine culturali dei quotidiani nazionali, sempre fuori dal tempo dal tempo che viviamo e distante dalle persone che questo tempo lo abitano.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: <em>Tech Stuff <\/em> \u00e8 il primo prodotto editoriale sviluppato da Qoob, che tipo di sfida \u00e8 stata quella di portare in televisione la storia della musica elettronica?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Era una sfida bellissima, molto interessante e stimolante. Soprattutto perch\u00e9 riuscire a portare su MTV materiale &#8220;educativo&#8221; poteva sembrare una sfida quasi impossibile\u0085 MTV fa molte belle cose e si impegna anche socialmente ma di educativo non ha mai prodotto molto\u0085 e invece Qoob era la piattaforma perfetta perch\u00e9 \u00e8 un canale sperimentale che accetta qualsiasi cosa. Naturalmente abbiamo dovuto farlo con un taglio leggero ed anche ironico, dove potevo scherzare, mentre con alcune istituzioni o personaggi sono stato pi\u00f9 rispettoso. Alla fine per\u00f2 il formato \u00e8 ideale: \u00e8 una roba ideata per internet che ha un minutaggio cortissimo, ma se avessi potuto avrei fatto una roba di due ore.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: La sensazione vedendolo \u00e8 proprio questa. L&#8217;impressione d&#8217;una scelta editoriale che abbia imposto un formato breve, per dare vita ad un prodotto pienamente conformato all&#8217;epoca della <em>snack culture <\/em>\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong>Ma in realt\u00e0 va bene cos\u00ec. Loro hanno dei dati di ascolto televisivo e sanno qual&#8217;\u00e8 la media di attenzione del loro pubblico e alla fine non \u00e8 una cosa stupida tenere conto di questo. Io comunque arrivo dall&#8217;ambiente della pubblicit\u00e0 quindi sai\u0085 per me gi\u00e0 trenta secondi sono una marea ti tempo, cinque minuti era\u0085 una roba infinita! Sono abituato a lavorare con materiali in pochissimo tempo. Ho fatto un sacco di adattamenti pubblicitari.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Mi hai detto di aver lavorato molto nella pubblicit\u00e0, con quale mansione, di cosa ti occupavi?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Giorgio Sancristoforo<\/strong>: <\/span>Montaggio. Io ho fatto sia il fonico che il sound designer, ho lavorato con Giancarlo Giannini, con Eva Herzigova. L&#8217;ultimo corto interpretato dalla Herzigova, che in questo periodo gira su Sky\u0085 il suono l&#8217;ho realizzato io. Adesso mi sto&#8217; ancora occupando di pubblicit\u00e0 che in fondo \u00e8 un poco come un tunnel della droga, non \u00e8 che ne esci facilmente perch\u00e9 comunque \u00e8 pur sempre un buon introito: sono lavori che durano pochissimo e sono pagati abbastanza bene. Adesso devo realizzare ad esempio la musica per uno spot Alfa (ride). Vorrei per\u00f2 puntualizzare di non essere un jingolista, sono pi\u00f9 un ingegnere del suono.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: S\u00ec s\u00ec, questo l&#8217;avevo capito cercando informazioni su di te\u0085 Dicevi che ti occupi di montaggio\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong>Ad un certo punto per\u00f2 mi sono staccato progressivamente dall&#8217;audio per specializzarmi sempre pi\u00f9 nel video e dunque sono approdato al montaggio che poi \u00e8 una cosa che faccio da un po&#8217; di anni. Ho fatto il montatore per grosse case di produzione, sia italiane che estere. In Italia ho lavorato con Vittorio Sacco, che \u00e8 quello che fa tutti gli spot della pasta, Fabrizio Mari, Luca Lucini\u0085 Con loro mi sono davvero formato sul campo nell&#8217;uso dell&#8217;immagine, poi ho studiato fotografia dato che volevo fare regia.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: E poi basta perch\u00e9 sono praticamente finiti i sensi\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong>In cucina faccio solo il sushi, che poi a te non piace. Comunque ho seguito un percorso che ritenevo necessario perch\u00e9 nell&#8217;ambiente della pubblicit\u00e0, o comunque dei media, broadcasting, pi\u00f9 cose sai fare meglio \u00e8. Pi\u00f9 competenze tecniche toste hai meglio \u00e8. Io ho lavorato con lo stato dell&#8217;arte della tecnologia sia nell&#8217;audio che nel video, perch\u00e9 ho lavorato in uno studio di post-produzione cinematografica (audio) da paura\u0085 lo studio era fatto dalla Skywalker Sound ( La Skywalker Sound \u00e8 una delle pi\u00f9 famose aziende specializzate in effetti sonori, montaggio del sonoro e delle musiche e progettazione di nuovi formati audio, parte della Lucas Digital, a sua volta parte della LucasFilm di George Lucas, <em>n.d.r. <\/em>) con tecnologie THX, Dolby, mixer da due milioni di euro\u0085 in una parola &#8220;esoterici&#8221;. Li mi sono formato su cose toste acquisendo quelle nozioni sufficienti per poter fare da solo, anche a &#8220;bassa&#8221; tecnologia, un percorso nel quale credo molto ed evidentemente non solo io dato che ormai fra i canali satellitari vi \u00e8 in atto una proliferazione di format molto brevi, composti da pillole di cinque minuti con budget sotto i cinquemila euro. Oltretutto io adoro i documentari, mi nutro di History Channel\u0085<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Tra l&#8217;altro, e qui cerco di riprendere per un attimo il mio ruolo formale, il tuo nome d&#8217;arte Tobor Experiment\u0085 C&#8217;entra in qualche modo l&#8217;incredibile film di fantascienza del 1954 &#8220;Tobor the Great&#8221; diretto da Lee Sholem.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> C&#8217;entra il film di cui parli e c&#8217;entra &#8220;The Quatermass Experiment&#8221; (serie cinematografica Sci-fi statunitense del 1953, uscita nelle sale in sei episodi, <em>n.d.r. <\/em>), altrimenti conosciuto in Italia come &#8220;I vampiri venuti dallo spazio&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: E quindi Tobor arriva dal robottone presente nel film?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Che poi \u00e8 l&#8217;anagramma di Robot.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Certo, certo\u0085 ma perch\u00e9 proprio questo nome?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Il primo \u00e8 perch\u00e9 sono un patito della fantascienza, sono il prototipo del ragazzino che all&#8217;et\u00e0 di cinque anni ha visto &#8220;Guerre stellari&#8221; al cinema, nel &#8217;77, e quindi \u00e8 rimasto dominato dalla fantascienza. Ne fruisco tantissimo, pi\u00f9 di bassa qualit\u00e0 \u00e8, pi\u00f9 mi piace. A me gli effetti speciali di oggi non mi piacciono molto, anche come occhio da cineasta preferisco i fili e le marionette allo stop motion, piuttosto che alle robe super-fighe e super-tecnologiche. L&#8217;altro motivo \u00e8 che cercavo un nome che non ci fosse in giro, perch\u00e9 \u00e8 un casino trovare un nome (ride). Ormai \u00e8 difficilissimo devi usare nomi in assiro-babilonese per trovare qualcosa di originale.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: E pronunciabile, perch\u00e9 poi molti nomi sono davvero un qualcosa che non si riesce proprio a dire.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Ed \u00e8 nato quel nome li per le mie cose di musica sperimentale. Sai che faccio dei software\u0085 Il primo obiettivo di quei software all&#8217;inizio era di tipo educativo perch\u00e9 facevo dei plug-in per i miei studenti SAE (SAE Institute di Milano, <em>n.d.r. <\/em>), dove ho insegnato &#8220;Sintesi analogica&#8221; e &#8220;MIDI&#8221; per 3-4 anni, e poi ho avuto l&#8217;esigenza di fare dei software per realizzare la mia musica. Musica sperimentale davvero, nel senso che il mezzo con il quale viene creata sia innovativo o quantomeno creato dall&#8217;artista, che non sia semplicemente un utilizzo di macchine &#8220;commerciali&#8221; ma cercare di creare dei paradigmi innovativi. Non \u00e8 una cosa semplice, ma ci provo.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Di questo, ed in particolare del tuo software &#8220;Gleetchlab&#8221;, avevi gi\u00e0 parlato sulle pagine di Digimag in un&#8217;intervista di Fabio Franchino apparsa sul numero 11 nel febbraio 2006 (Gleetchplug: generazione rumore di Fabio Franchino, Digimag11 &#8211; febbraio 2006- url: <a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=304\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=304 <\/a>)<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> E&#8217; da l\u00ec ho iniziato a fare musica sperimentale che mi piace distribuire insieme ai software. La distribuzione \u00e8 gratuita perch\u00e9 io stesso ho fruito di software gratuiti e dunque ti viene voglia di farne, sei spronato perch\u00e9 ti dici: &#8220;se io lo faccio, stimoler\u00f2 altri a continuare a farlo&#8221;. E questo rientra in un sistema di distribuzione libera, sebbene non Open Source, che comunque appoggio e condivido perch\u00e9 non tutti hanno la disponibilit\u00e0 economica di potersi comprare software. Fondamentalmente sono abbastanza scoraggiato dalla pirateria, dico questo per i software e non per la musica, perch\u00e9 ormai il business musicale si basa sul live e non sul disco venduto, per\u00f2 sul software no. C&#8217;\u00e8 gente che ci vive e purtroppo un modo per combattere la pirateria \u00e8 fare freeware, cos\u00ec da instillare nelle persone un concetto di legalit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff; font-size: xx-small;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Questo fatto \u00e8 particolarmente accentuato in Italia, dove pagare qualcosa che arriva dalla rete \u00e8 un comportamento minoritario.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Infatti in America, ma non solo, non \u00e8 per niente cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Per tornare al tuo nome d&#8217;arte e dunque al film &#8220;Tobor the Great&#8221; trovo sia interessante e suggestivo, alla luce di quel che mi hai detto, il fatto che il bambino protagonista della pellicola sia in contatto telepatico con il robot. Dunque un legame irrazionale fra l&#8217;umano e la macchina, che in un certo qual modo \u00e8 ravvisabile in molti tuoi lavori\u0085 esagero?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> In fondo il mio \u00e8 un approccio giocoso con la tecnologia, un approccio che diviene pi\u00f9 umano proprio grazie ad un accostarsi ad essa con una buona dose di infantilismo ed anche di ingenuit\u00e0 se vuoi. Che poi \u00e8 quella del bambino nel film. Incredibile che filosoficamente c&#8217;entri tutto, quasi, ma ad essere sinceri \u00e8 davvero cos\u00ec. Questo approccio giocoso ha sempre fatto parte di me, una voglia quasi infinita di conoscenza del nuovo che da piccolo mi portava a smontare qualsiasi cosa per vedere cosa c&#8217;era dentro. Prendevo il phon piuttosto che il rasoio e li smontavo. Un&#8217;attitudine ludica che mi portava a divertirmi molto pi\u00f9 che con un giocattolo tradizionale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Penso che la tecnologia possa essere alienante, soprattutto in quest&#8217;epoca, a meno che non ne diventi un manipolatore. Se tu manipoli la tecnologia, piuttosto che farti manipolare da essa, allora puoi ricollocarla nella sua dimensione corretta.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Che poi \u00e8 quella strumentale: la tecnologia come strumento per realizzare idee. Tornando a <em>Tech Stuff <\/em>, ma rimanendo nei paraggi di quanto stavi dicendo, mi hanno molto colpito Herman Gillis e J\u00fcrgen Micaelis, gli &#8220;inventori&#8221; rispettivamente delle case Sherman e Jomox. Che personaggi sono questi personaggi? Uomini ultra tecnologici che alla fine settano le macchine da loro prodotte &#8220;ad orecchio&#8221;? Insomma, quando parli di alienazione e distacco dalla &#8220;realt\u00e0&#8221;\u0085 oppure allargando ancora la domanda, se penso alle immagini contenute nel capitolo dedicato all&#8217;Ircam di Parigi la sensazione che ne ho ricavato \u00e8 davvero quella di una ricerca tecnologica alienata dal mondo esterno, l&#8217;Ircam \u00e8 proprio costruito sotto terra, con sale incredibili illuminate unicamente da luce artificiale\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> C&#8217;\u00e8 una sala dell&#8217;Ircam assolutamente meravigliosa, dove il soffitto \u00e8 costituto dalla pavimentazione della piazza sovrastante che \u00e8 Place Igor Stravinskij e quindi ha una luce naturale stupenda, comunque hai ragione, sei sottoterra ed \u00e8 piuttosto claustrofobico il tutto. In realt\u00e0 in tutte le persone che ho incontrato per la realizzazione di <em>Tech Stuff <\/em> c&#8217;\u00e8 una costante, almeno ad una prima vista, quel prototipo di uomo-inventore che utilizza la tecnologia per seguire un sogno. Come uno scrittore, come un artista che insegue i suoi sogni utilizzando le sue idee, le sue mani, per creare qualcosa che poi alla fine piace ai musicisti e del quale questi si innamorano. Robert Moog non era un musicista per\u00f2 la sua sensibilit\u00e0, la sua dote per l&#8217;elettronica, l&#8217;ha portato a creare degli strumenti musicali che i musicisti adoravano. Naturalmente li ha realizzati con l&#8217;aiuto proprio dei musicisti. C&#8217;\u00e8 una costante fra Theremin, i Pan Sonic, Robert Moog a Herman Gillis\u0085<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Stradivari\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Esattamente, il concetto \u00e8 sempre lo stesso. Gli inventori sono innumerevoli: anche Leo Fender, Laurens Hammond, Freidrich Trautwein, che realizz\u00f2 il Trautonium con il quale venne realizzata la musica de &#8220;Gli uccelli&#8221; di Hitchcock, lo stesso Pierre Schaffer che utilizzava il nastro magnetico in un modo che nessuno aveva mai utilizzato. Insomma la costante \u00e8 sempre la stessa.<\/p>\n<p align=\"justify\">In realt\u00e0 vedi il libro ed il dvd non sono una &#8220;storia della musica elettronica&#8221;, ma una lente d&#8217;ingrandimento su una tipologia di artisti che \u00e8 quella dell&#8217;artista inventore, cio\u00e8 quell&#8217;uomo che crea della tecnologia per creare l&#8217;Arte; strumenti per fare strumenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non ho trovato nessun tipo di alienazione, in realt\u00e0. Ho trovato invece un rapporto giocoso nei riguardi della tecnologia.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Si pu\u00f2 dire che hai realizzato un documentario ed un libro sul tuo mondo, quasi in un certo qual modo collocando te stesso in questo ambiente. Diciamo una cosa: hai realizzato un software per la creazione di musica generativa come Gleetchlab, dentro al prodotto editoriale <em>Tech Stuff <\/em>&#8220;butti&#8221; un softwarino cadeau (Generator X1) tanto per far capire i fondamenti della sintesi musicale, hai avuto modo di conoscere una serie di persone che appartengono a questo mondo\u0085 quindi sei andato a cercare il tuo mondo. Tu incontri i Pan Sonic perch\u00e9 loro rappresentano, prima di tutto per te stesso, un riferimento irrinunciabile nel tracciare le coordinate per la comprensione della musica elettronica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> S\u00ec perch\u00e9 li trovo assai adeguati alla mia idea di musica elettronica, perch\u00e9 penso che la musica elettronica dovrebbe essere\u0085 la pi\u00f9 genuina \u00e8 quella fatta da gente che si costruisce la roba. Merzbow, Max\/MSP\u0085 questa gente qua. Varese che sognava della musica che non poteva essere realizzata al momento, ma che un giorno sarebbe stata possibile, questa tipologia di artisti \u00e8 decisamente la pi\u00f9 affascinante. Chiaramente mi riconosco, \u00e8 il mio tentativo di emulare i miei miti.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Quindi <em>Tech Stuff <\/em> \u00e8?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Un tributo a quella generazione di persone che ha fatto la storia della musica elettronica per la generazione pi\u00f9 giovane, anche se fruibile da tutti. Io mi ricordo che quando ho comprato &#8220;OHM: The Early Gurus Of Electronic Music&#8221; \u0096 piuttosto che l&#8217;altra leggendaria compilation &#8220;An Anthology of Noise &amp; Electronic Music&#8221; \u0096 mi sono detto: guarda un po&#8217; gli americani sono interessati a Edgard Var\u00e8se, Iannis Xenakis, John Cage, Pierre Schaeffer, Morton Subotnick\u0085 Ma della RAI non c&#8217;\u00e8 niente (si riferisce allo Studio di fonologia musicale della RAI con sede a Milano in Corso Sempione al 27, <em>n.d.r. <\/em>). Era il terzo laboratorio mondiale! Abbiamo un patrimonio mostruoso di musica elettronica che le generazioni giovani non conoscono; non si pu\u00f2 stare zitti, non si pu\u00f2 dimenticare! C&#8217;\u00e8 gente che \u00e8 pensionata e torna in RAI a lavorare solo per archiviare in modo digitale i nastri per salvarli, per conservarli. Perch\u00e9 nessuno se ne occupa e questa \u00e8 una cosa totalmente assurda!<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Img courtesy by Qoob\/Tech Stuff<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Dall&#8217;estero, non c&#8217;\u00e8 nessuno che pensa alla tutela di questo patrimonio?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> No perch\u00e9 sai, \u00e8 una cosa di Stato, \u00e8 un patrimonio dello Stato italiano che sconta il disinteresse pi\u00f9 totale da parte delle Istituzioni, ma anche del pubblico e della critica. Abbiamo una folle difficolt\u00e0 nel tornare su di un periodo cos\u00ec complesso come quello della musica sperimentale italiana.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Ti piacerebbe poterci mettere, tra virgolette, le mani sopra?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> No, non mi permetterei mai. Se ipoteticamente mi dicessero &#8220;tieni, ti diamo un nastro di Maderna, fanne quello che vuoi&#8221; non oserei davvero\u0085 Per\u00f2 il mio &#8220;mettere le mani&#8221; \u00e8 stato il diffonderlo ad un pubblico pi\u00f9 giovane. Il mio messaggio \u00e8 stato: guardate ragazzi che non c&#8217;erano solo i Kraftwerke. In Italia avevamo Luigi Nono, Bruno Maderna, Luciano Berio e Cathy Berberian che facevano delle cose incredibili negli anni cinquanta ed era musica elettronica! E non era una cosa tanto diversa da quella che fanno Oval e Pan Sonic, piuttosto che Bernard Parmegiani o John Cage. John Cage e Henri Pousseur andavano allo studio di fonologia musicale della RAI a registrare. Era lo studio, fra i tre europei pi\u00f9 importanti dell&#8217;epoca (gli altri erano il <em>Groupe de recherches de musique concr\u00e8te <\/em> di Parigi e lo <em>Westdeustcher Rundfunk <\/em> di Colonia, <em>n.d.r. <\/em>) dotato di pi\u00f9 strumenti. Io li ho visti tutti. In realt\u00e0 ho girato un&#8217;ora di filmato, avessi potuto l&#8217;avrei messo online tutto\u0085 tu non hai idea di cosa hanno e di come conservano.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Infatti nel video che hai realizzato si vedono persone con il camice bianco\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> S\u00ec sono tutti vestiti cos\u00ec, hanno un&#8217;evidente deferenza verso gli strumenti dai quali sono attorniati. Ho visto dei registratori Studer a quattro tracce da due pollici, uguale a quello che hanno usato i Beatles per Strawberry Fields, tirato a lucido, praticamente nuovo. Me l&#8217;hanno fatto vedere, funzionante! Abbiamo una storia nella musica elettronica che \u00e8 ingiusto non tirare fuori, perch\u00e9 noi stiamo tanto a guardare i tedeschi e gli inglesi, ma gli inglesi non sono nessuno rispetto agli italiani negli anni cinquanta. Avevamo tutto: le basi, le persone e la tecnologia.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: La stessa cosa che \u00e8 capitata al cinema italiano\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Quando hanno smesso di fare <em>Sandokan <\/em> per comprare <em>Magnum P.I. <\/em>, ciao al cinema italiano. Scusa ma mi sono lasciato prendere la mano, ma questa \u00e8 una questione che mi fa davvero arrabbiare.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati10.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Img courtesy by Qoob\/Tech Stuff<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Figurati. Condivido in pieno quel che dici, direi anzi che sfondi una porta aperta\u0085parlami dell&#8217;intervista a Karlheinz Stockhausen, uno dei contenuti pi\u00f9 ghiotti dell&#8217;intero progetto<\/span><strong>. <\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> L&#8217;intervista che ho realizzato a Stockhausen ad essere sincero l&#8217;ho commissionata. E&#8217; stato l&#8217;unico contenuto che non ho potuto realizzare di persona perch\u00e9 in quel periodo ero negli Stati Uniti. Ovviamente per\u00f2 fra i vari personaggi che avremmo voluto sentire per i contenuti speciali del dvd il primo che mi \u00e8 venuto in mente era proprio lui\u0085<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Peraltro appena in tempo (l&#8217;intervista \u00e8 stata registrata l&#8217;8 agosto 2007, ed il Maestro \u00e8 scomparso il 5 dicembre, <em>n.d.r. <\/em>)\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Ci siamo rimasti malissimo.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: E&#8217; stata la sua ultima intervista?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Probabilmente l&#8217;ultima, quasi sicuramente. Un&#8217;intervista di un&#8217;ora dove ripercorre tutta la propria carriera, con riflessioni incredibilmente complesse ed interessanti.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Alessio Galbiati<\/strong>: Tornando a <em>Tech Stuff <\/em>, cosa \u00e8 rimasto fuori? Al di l\u00e0 della questione della durata dei singoli episodi, cosa ti sarebbe piaciuto fare?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Giorgio Sancristoforo<\/strong>:<\/span> Devi tenere conto che mi sono trovato ad affrontare questioni tecniche che mi sono trovato ad affrontare per la prima volta, essendo la mia prima trasmissione televisiva, questioni che non avevo calcolato. Ad esempio io mi sono appoggiato ad una piccola casa di produzione\u0085<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: \u0085 la <em>The Box films <\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Ci siamo curati di chiamare i Kraftwerke, o i Chemical Brothers, anche per avere dei punti di vista diversi da parte dei musicisti. Io ho iniziato dagli inventori e volevo anche arrivare ai musicisti ma mi sono sentito dire che i Chemical se non metti sul tavolo almeno seimila euro non ti guardano nemmeno; \u00e8 chiaro quindi che vai incontro a delle difficolt\u00e0. Cosa \u00e8 rimasto fuori? In realt\u00e0 io sarei voluto andare alla Princeton University, avrei voluto intervistare qualche nome grosso tipo John Chowning piuttosto che Morton Subotnick, insomma qualche esponente in pi\u00f9. Dalla stampa mi \u00e8 stata mossa la critica che avrei potuto intervistare gli Autechre\u0085 avessi potuto avrei incluso qualsiasi cosa, avrei voluto intervistare Oval, ma non ci sono riuscito.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati11.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Img courtesy by Qoob\/Tech Stuff<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Avr\u00e0 sviluppi la serie <em>Tech Stuff <\/em>? ho letto un&#8217;intervista dove affermavi d&#8217;aver comunque creato un contenitore.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Mah, andare avanti con la musica elettronica per me sarebbe molto interessante anche se ho seri dubbi sulla possibilit\u00e0 che il committente abbia interesse, d&#8217;altra parte per\u00f2 \u00e8 vero che ci sarebbe ancora una marea di roba da dire. Ho comunque la paura di ripetermi.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Se poi \u00e8 venuta cos\u00ec bene\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Certo hai un po&#8217; paura di bruciarti. Soprattutto anche nei confronti dell&#8217;editore Isbn\u0085 non vorrei proporgli un volume due. A me sarebbe piaciuto molto fare un Tech Stuff sugli hackers, sulla storia dell&#8217;hackeraggio dagli anni cinquanta in poi. Per\u00f2 \u00e8 un progetto abbastanza costoso, perch\u00e9\u0085<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: \u0085perch\u00e9 devi andare in america\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Esatto. Comunque nella mia testa questo \u00e8 un percorso che in qualche modo confluisce, alla fine la musica, la tecnologia e gli hackers\u0085 insomma, mi piacerebbe. Qualcosa verr\u00e0 fuori in un futuro prossimo, non lontano. Mi piacerebbe riuscire a continuare a scrivere, quest&#8217;opportunit\u00e0 di avere sia il media televisivo che il media scritto su un libro \u00e8 una cosa davvero bellissima. L&#8217;opportunit\u00e0 di stampare per Isbn \u00e8 una roba per me fuori dal mondo, non ci avrei mai sperato.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Avevo pensato di intitolare quest&#8217;intervista &#8220;Tobor Experiment: il figlio prediletto di Qoob&#8221;, ma poi conoscendoti ho mutato il mio giudizio complessivo sulla cosa, anche se ora non ho davvero idea del titolo che dar\u00f2 alla nostra chiacchierata.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Io direi proprio di no, perch\u00e9 poi gli utenti Qoob mi lincerebbero\u0085 Mi hanno fatto le parodie! all&#8217;inizio mi odiavano\u0085<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Anche questo \u00e8 un discorso da fare\u0085 Appena uno esce dal gruppo lo massacrano, ma in fondo \u00e8 giusto cos\u00ec. Ricostruendo un attimo la tua storia con Qoob, quello che risulta \u00e8 che tu hai uploadato due tuoi video: uno era una parodia di Star Wars (Episodio 3.991) e l&#8217;altro un tuo video di musica sperimentale (Biological Behaviour).<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Esatto il secondo \u00e8 proprio una roba tutta mia, legata alla mia produzione di cui ti ho parlato prima, mentre quello di Star Wars era un cortometraggio che ho fatto con dei miei amici per tutta una serie di coincidenze assurde nel 2005 durante una &#8216;Notte Bianca&#8217; al Palazzo della Triennale\u0085 Li ho caricati, senza nemmeno sapere troppo bene cosa fosse Qoob, e loro si sono entusiasmati dicendomi che volevano mandare in onda il cortometraggio.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati14.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Img courtesy by Qoob\/Tech Stuff<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Ma tu, diciamoci la verit\u00e0, tu l&#8217;hai fatto con lucidit\u00e0\u0085<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> No io l&#8217;ho fatto davvero per i fatti miei. All&#8217;epoca nel 2005 non conoscevo Qoob n\u00e9 tanto meno pensavo di fare televisione, cio\u00e8 era una roba che mi era venuta bene e proprio in quel periodo \u00e8 venuto fuori Qoob e mi sono detto\u0085 io glielo carico, poi vedremo. Senza nessuna lungimiranza, credimi, mi sembrava una bella opportunit\u00e0 che sarebbe stato stupido non provare a cogliere.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Poi succede che Qoob ti contatta\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> E mi dicono che gli piacerebbe farmi fare qualcosa, di proporgli un&#8217;idea. Io ho parlato con Matteo Bonifazio, un regista che lavora per MTV.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: E tu in dieci minuti gli hai mandato il progetto\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> No. Io a quell&#8217;epoca ero stufo di montare per la pubblicit\u00e0, non ne potevo pi\u00f9 di lavorare per la pubblicit\u00e0 e nell&#8217;estate, o meglio a maggio-giugno dello scorso anno, ho detto a Bonifazio della mia idea, che poi era un tentativo di portare in video la mia attivit\u00e0 d&#8217;insegnante. A loro la cosa \u00e8 piaciuta ed abbiamo realizzato un pilota, come al solito il pilota non va mai bene \u0096 nel pilota utilizzavo la voce di Claudio Capone (uno dei pi\u00f9 celebri doppiatori italiani, nonch\u00e9 storica voce dei documentari di Quark, <em>n.d.r. <\/em>). Insomma dopo qualche aggiustamento il progetto a preso vita.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Invece nella serie che poi hai realizzato di chi \u00e8 la voce?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Lesh del duo comico &#8221; Miki&amp;Lesh&#8221;, fa parte dei &#8220;Cavalli Marci&#8221;, al secolo Alessandro Bianchi. Mentre invece per l&#8217;edizione in lingua inglese per il doppiaggio (Daniel Richards, n.d.r.), che \u00e8 uno molto bravo che lavora per la pubblicit\u00e0, abbiamo cercato di fare il verso al compassatissimo stile della BBC, riscrivendo insieme i testi per avvicinarci il pi\u00f9 possibile al modello. Penso proprio che abbiamo fatto un buon lavoro\u0085<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Qoob. Come giudichi il progetto soprattutto in termini di potenziale. Non pensi che l&#8217;esser confinato sul digitale terrestre \u0096 e sulla rete \u0096 lo limiti?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Una cosa che secondo me \u00e8 importante, che dar\u00e0 a Qoob una notevole opportunit\u00e0, \u00e8 il fatto che tutti i televisori lcd di nuova generazione incorporano questa nuova tecnologia. La cosa che ad oggi ne ha limitato gli sviluppi \u00e8 stata quella di andare sul DTT quando nessuno ce l&#8217;aveva. Con questi nuovi televisori avr\u00e0 dunque la possibilit\u00e0 di sfruttare appieno la sua caratteristica pi\u00f9 forte, che non \u00e8 tanto la rete, ma l&#8217;enorme platea che il mezzo televisivo offre. Insomma Internet che arriva sul televisore.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati13.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Img courtesy by Qoob\/Tech Stuff<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Si per\u00f2 questo a mio modo di vedere \u00e8 per\u00f2 una specie di grande bugia: solo determinati prodotti posso ambire al passaggio tv, la qualit\u00e0 tecnica deve essere alta, ed un&#8217;alta qualit\u00e0 tecnica presuppone un discreto investimento in termini produttivi. Un buon computer costa, cos\u00ec come un software, una telecamera e cos\u00ec via\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Io penso che sia giusto, perch\u00e9 giusto \u00e8 premiare i talenti. Premiare non solo con la &#8220;gloria&#8221; d&#8217;un passaggio tv, ma retribuendo. Io sono stato il primo della lista e penso che sia un metodo geniale per fare televisione.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Ok, forse qui la vediamo in un modo leggermente diverso. Proviamo a concludere e per farlo, dato che abbiamo parlato davvero tantissimo, vorrei chiederti di riassumere tu stesso le caratteristiche principali di Tech Stuff; come in un processo, prima che la corte \u0096 dei lettori \u0096 si ritiri per deliberare, hai delle dichiarazioni conclusive da fare?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Allora, la costante di Tech Stuff \u00e8, nella sua parte video, quella di essere uno sguardo sulla musica elettronica da un punto di vista molto particolare, che \u00e8 quello degli inventori, che io reputo importantissimo; come anche Stockhausen ha detto, cosa peraltro incredibile perch\u00e9 all&#8217;epoca avevo pensato una cosa che poi ho sentito dire a Stockhausen\u0085<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: \u0085che infatti \u00e8 morto\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> (ride) lui dice che la musica di oggi \u00e8 strettamente relazionata alla tecnologia con cui viene prodotta, per cui io ho voluto dare un tributo alla gente che crea la tecnologia. Una tecnologia che diviene strumento ma che \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 che la penna dello scrittore\u0085<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: \u00c8 il braccio che usa la penna.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Ed il braccio sta&#8217; diventanto la mente, cio\u00e8 una seconda mente. E questa \u00e8 la cosa interessantissima, perch\u00e9 la tecnologia arriver\u00e0 a darci dei computer incredibili. E questo mi \u00e8 stato detto all&#8217;Ircam di Parigi, io ero a bocca aperta, &#8220;noi abbiamo dei sistemi dove un musicista suona, il computer impara e inizia a fare contrappunto con il musicista in maniera coerente&#8221;. Una roba fuori dal mondo. I computer diventeranno parte della composizione, non solo come macchine di riproduzione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag31\/articoli\/img\/elettronica_alessiogalbiati12.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Img courtesy by Qoob\/Tech Stuff<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Alessio Galbiati: Mentre per il libro? <\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> Il libro \u00e8 invece un approfondimento, sono tutte le cose che non potevo dire. Come funziona il Theremin, oppure i pi\u00f9 bei dischi fatti col Moog\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Alessio Galbiati<\/strong>: Il libro \u00e8 una progressione verso la complessit\u00e0, usa la base didattica e giocosa della parte video fino ad arrivare\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Giorgio Sancristoforo: <\/strong> all&#8217;esoterismo dei discorsi di Stockhausen. A mio modo di vedere la cosa bella di Tech Stuff \u00e8 che \u00e8 veramente una cosa piccolina, un sussidiario, che per\u00f2 contiene una marea di roba e che alla fine ha dei contenuti di spessore enorme dati dal Maestro Stockhausen.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Alessio Galbiati<\/strong>: Sono andato a cercarmi la definizione che il dizionario da del termine sussidiaro ed ho trovato: &#8220;testo scolastico adottato negli ultimi tre anni della scuola elementare, comprendente le nozioni basilari di tutte le materie d&#8217;insegnamento&#8221;. Perch\u00e9 dunque non pensarlo come testo scolastico per i primi anni d&#8217;una scuola di musica? Come uno spunto per approfondire.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Giorgio Sancristoforo<\/strong>: <\/span> Difatti, come ti dicevo, il tutto nasce proprio dalla mia esperienza di insegnamento, un tentativo di dare una forma piacevole a questioni altrimenti troppo tecniche e tecnicistiche. Io non credo nella freddezza delle macchine, le macchine sono il prodotto del lavoro dell&#8217;uomo e la freddezza la vedi solo perch\u00e9 non hai una comprensione del fenomeno che hai davanti.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.gleetchplug.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gleetchplug.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.qoob.tv\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.qoob.tv\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.isbnedizioni.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.isbnedizioni.it\/ <\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u008f tre cose diverse allo stesso tempo. 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