{"id":10299,"date":"2007-12-04T12:00:00","date_gmt":"2007-12-04T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/"},"modified":"2020-10-25T10:07:00","modified_gmt":"2020-10-25T09:07:00","slug":"the-gate-open-considerations-part-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/","title":{"rendered":"The Gate: Considerazioni Aperte &#8211; Parte 2"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testoscuro\">The Gate (or Hole in Space, Reloaded) <\/span> \u00e8 un&#8217;installazione realizzata per la mostra inaugurale dell&#8217; <span class=\"testoscuro\">iMAL Center for Digital Cultures and Technology <\/span>di Brussels (4 \u0096 10 ottobre 2007).<\/p>\n<p align=\"justify\">Nata da un&#8217;idea di <span class=\"testoscuro\">Yves Bernhard<\/span>, direttore dell&#8217;iMAL, l&#8217;installazione intendeva affrontare una questione solo apparentemente semplice: come creare un ponte tra spazio reale e mondi virtuali, in modo tale da permettere la fruizione di questi ultimi (e l&#8217;interazione con i loro abitanti) nello spazio fisico, senza la mediazione dell&#8217;interfaccia grafica. Il problema si \u00e8 gi\u00e0 posto pi\u00f9 volte, e la soluzione adottata \u0096 la proiezione, nello spazio reale, di uno streaming video dal mondo virtuale \u0096 ha dimostrato pi\u00f9 volte di non funzionare. <span class=\"testoscuro\">The Gate <\/span>non ha risolto il problema, e la soluzione che ha trovato alla fine di un percorso abbastanza accidentato \u00e8 ben lontana dall&#8217;essere definitiva. Tuttavia, un passo avanti c&#8217;\u00e8 stato, e diversa gente, da un lato e dall&#8217;altro, ha tentato di superare la soglia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nello scorso numero di questa rivista abbiamo riportato la prima parte del resoconto di questa esperienza: concludiamo il racconto dei fatti in questo numero&#8230;<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">The Gate: il primo giorno<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;evento inaugurale, la sera del 4 ottobre 2007, \u00e8 un successo, almeno in termini di audience. Lo spazio reale \u00e8 saturo, l&#8217;angolo di <span class=\"testoscuro\">Odyssey<\/span> scelto per la performance anche, ai limiti della sostenibilit\u00e0. La performance di <span class=\"testoscuro\">Second Front<\/span> \u00e8 visivamente affascinante, il decadentismo di Rodin e il kitsch sintetico di Second Life sembrano aver trovato un ottimo anello di congiunzione. Ma&#8230; c&#8217;\u00e8 un ma. Alcuni avatar trovano la performance un po&#8217; noiosa: non \u00e8 facile fargli capire che i performer devono tenere conto anche di un altro pubblico, una platea di alieni per cui ci\u00f2 che a loro appare scontato risulta folle ed efficace. E tuttavia, anche questo pubblico di alieni, seppur affascinato, non capisce del tutto cosa stia accadendo. Non capisce di essere spettatore di una performance, e non capisce che pu\u00f2 mandare dei segnali ai performer, tentare di interagire con loro.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/softwareart_domenicoquaranta01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Non capisce, in altre parole, di essere dentro lo schermo. Non lo capisce perch\u00e9 non <em>si vede<\/em>. Concentrati sulla simmetria delle due installazioni, non ci siamo resi conto che, ancora una volta, la performance appare non come un evento in diretta, ma come un video su uno schermo. E facendo affidamento su <em>Hole in Space <\/em>, non ci siamo resi conto che \u0096 se quest&#8217;ultimo connetteva due realt\u00e0 analoghe, noi stiamo creando un ponte tra due mondi totalmente differenti. Uno (lo spazio reale) \u00e8 familare a persone e avatar, l&#8217;altro \u00e8 ben noto ai secondi ma non necessariamente ai primi. I due spazi che volevamo far comunicare rimangono separati, non interagiscono. Perch\u00e9?<\/p>\n<p align=\"justify\">Personalmente, sono convinto che il nostro errore sia stato pensare che bastasse connettere i due spazi, nella speranza che ciascuno agisse nel suo mondo sapendo di essere visto dall&#8217;altra parte. Su questo presupposto, la cosa poteva funzionare (e funzioner\u00e0, come vedremo subito), a patto che esistesse un elemento di condivisione, sulla base del quale costruire l&#8217;interazione. Conclusa la performance di Second Front, <span class=\"testoscuro\">Gazira Babeli<\/span> installa sopra il portale il suo ultimo lavoro: un gigantesco rubinetto che vomita sul tappeto nero del <em>Gate <\/em> ogni sorta di oggetti, intasando completamente lo spazio della rappresentazione. La scultura, chiamata <span class=\"testoscuro\">Ursonate <\/span>, \u00e8 accompagnata, appunto, dalla celebre <em>Ursonate <\/em>dell&#8217;artista dada <span class=\"testoscuro\">Kurt Schwitters<\/span>. Sentendola, due componenti del pubblico &#8220;reale&#8221; si mettono a danzare al centro dell&#8217;installazione, offrendo al pubblico di Second Life il &#8220;loro&#8221; spettacolo. La musica proveniente da Second Life offre una base all&#8217;interazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">La danza, e poi Gazira nuda spiaccicata sullo schermo che proietta in Second Life il pubblico reale, mi fanno riflettere. Abbiamo tenuto separati i due spazi, invece avremmo dovuto creare un &#8220;terzo luogo&#8221; in cui questi due spazi convivono. E questo spazio \u00e8 dentro allo schermo. Abbiamo fatto riferimento a <em>Hole in Space <\/em>, ma avremmo dovuto guardare piuttosto a <span class=\"testoscuro\">Satellite Arts Project &#8217;77 , un altro progetto di Galloway &amp; Rabinowitz<\/span>. In esso, due gruppi di danzatori si trovano a convivere, grazie alla trasmissione satellitare, su un unico palcoscenico virtuale proiettato di fronte a loro: controllando i propri movimenti sullo schermo, possono danzare insieme pur trovandosi in luoghi geograficamente distinti.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 fatta. Il terzo luogo esiste gi\u00e0, \u00e8 dentro Second Life. Basta girare la telecamera, in modo che riprenda sia il tappeto nero, sia lo schermo che trasmette in streaming dall&#8217;iMAL. In tarda serata, chiedo a Yannick di provare. Funziona.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">The Gate: &#8220;interacting with aliens&#8221;<\/p>\n<p align=\"justify\">Per fortuna, non sono l&#8217;unico ad aver avuto la stessa idea. Il giorno dopo, quando torno all&#8217;iMAL, trovo l&#8217;installazione leggermente cambiata. Con la complicit\u00e0 di Yannick, Gazira ha inglobato il nostro schermo all&#8217;interno della porta di Rodin, che gli fa da maestosa cornice. I due spazi si sono fusi. Gaz si mette a giocare con il pubblico della mostra, e appena prima di ripartire per l&#8217;Italia ricevo da lei una serie di immagini fenomenali. Le ha chiamate <em>Interacting with Aliens <\/em>. La mostrano, nuda e a testa in gi\u00f9 come un pipistrello, mentre punta una pistola alla testa di uno degli artisti in mostra ( <span class=\"testoscuro\">Erland Jacobsen L\u00f2pez<\/span>, che come Gazira ama le chitarre: <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/eil.net\/ejL\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/eil.net\/ejL\/ <\/a>). L&#8217;interazione si sviluppa spontaneamente attraverso gesti, grida, pantomime, bigliettini scarabocchiati a matita (&#8220;I don&#8217;t have a computer&#8221;, dice uno) e, sull&#8217;altro fronte, oggetti volanti, eventi e ancora gesti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nei giorni seguenti, <em>The Gate <\/em>\u00e8 stato quello che voleva essere: una sorta di peep-show bidirezionale, un luogo di performance spontanee e di interazione. C&#8217;era chi danzava e chi salutava, chi \u00e8 arrivato con un violoncello per suonare Bach, chi recitava Kafka e chi si \u00e8 fatto crescere i capelli fino al punto da dare vita a un nuovo essere alieno, dotato di vita propria. \u00c8 arrivato anche un troglodita, che parlava una lingua sconosciuta. \u00c8 stata raccolta molta documentazione, e sono state raccontate tante storie. Alcune devo ancora sentirle.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/softwareart_domenicoquaranta04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ovviamente, c&#8217;\u00e8 ancora molto da fare: ma la direzione sembra quella giusta. Bisognerebbe fare in modo che lo streaming audio, come quello video, sia bidirezionale, a costo di generare confusione. Siamo usciti da Babele, risolveremo anche questa. Bisognerebbe provvedere i due palcoscenici di piccoli tool per lo spettacolo e l&#8217;interazione: oggetti che aiutino gli avatar meno esperti a fare qualcosa di pi\u00f9 che danzare, salutare e scattare fotografie, e che aiutino i visitatori reali a comunicare e a dare spettacolo. Si potrebbero progettare performance molto semplici che avvengano parallelamente nei due spazi, come la danza sincronizzata di Galloway e Rabinowitz. <em>The Gate <\/em>\u00e8 un progetto che merita un seguito: se non saremo noi, spero che sia qualcun altro a darglielo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.imal.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.imal.org\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/odysseyart.ning.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/odysseyart.ning.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.gazirababeli.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gazirababeli.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.artificialia.com\/peam2006\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.artificialia.com\/peam2006\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.0100101110101101.org\/home\/performances\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.0100101110101101.org\/home\/performances\/index.html <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/slfront.blogspot.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/slfront.blogspot.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ecafe.com\/getty\/table.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.ecafe.com\/getty\/table.html <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.domenicoquaranta.net\/blog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.domenicoquaranta.net\/blog\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Gate (or Hole in Space, Reloaded) \u008f un&#8217;installazione realizzata per la mostra inaugurale dell&#8217; iMAL Center for Digital Cultures and Technology di Brussels (4 &#8211; 10 ottobre 2007). Nata da un&#8217;idea di Yves Bernhard, direttore dell&#8217;iMAL, l&#8217;installazione intendeva affrontare una questione solo apparentemente semplice: come creare un ponte tra spazio reale e mondi virtuali, in modo tale da permettere la fruizione di questi ultimi (e l&#8217;interazione con i loro abitanti) nello spazio fisico, senza la mediazione dell&#8217;interfaccia grafica.<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":15911,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,183],"tags":[40,67,73],"class_list":["post-10299","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-030","tag-focus","tag-software-art","tag-virtual-reality"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>The Gate: Considerazioni Aperte - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"The Gate: Considerazioni Aperte - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]The Gate (or Hole in Space, Reloaded) is an installation created for the opening exhibition of iMAL Center for Digital Cultures and Technology in Brussels (4th - 10th October 2007). [:it]The Gate (or Hole in Space, Reloaded) \u008f un&#039;installazione realizzata per la mostra inaugurale dell&#039; iMAL Center for Digital Cultures and Technology di Brussels (4 - 10 ottobre 2007). Nata da un&#039;idea di Yves Bernhard, direttore dell&#039;iMAL, l&#039;installazione intendeva affrontare una questione solo apparentemente semplice: come creare un ponte tra spazio reale e mondi virtuali, in modo tale da permettere la fruizione di questi ultimi (e l&#039;interazione con i loro abitanti) nello spazio fisico, senza la mediazione dell&#039;interfaccia grafica. [:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/domenico40\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2007-12-04T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-25T09:07:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Domenico Quaranta\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Domenico Quaranta\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/\",\"name\":\"The Gate: Considerazioni Aperte - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg\",\"datePublished\":\"2007-12-04T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-25T09:07:00+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg\",\"width\":280,\"height\":210},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"The Gate: Open Considerations &#8211; Part 2\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638\",\"name\":\"Domenico Quaranta\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg\",\"caption\":\"Domenico Quaranta\"},\"sameAs\":[\"http:\/\/domenicoquaranta.com\/\",\"https:\/\/www.facebook.com\/domenico40\",\"https:\/\/twitter.com\/ran_dom\"],\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/domenico-quaranta\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"The Gate: Considerazioni Aperte - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"The Gate: Considerazioni Aperte - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]The Gate (or Hole in Space, Reloaded) is an installation created for the opening exhibition of iMAL Center for Digital Cultures and Technology in Brussels (4th - 10th October 2007). [:it]The Gate (or Hole in Space, Reloaded) \u008f un'installazione realizzata per la mostra inaugurale dell' iMAL Center for Digital Cultures and Technology di Brussels (4 - 10 ottobre 2007). Nata da un'idea di Yves Bernhard, direttore dell'iMAL, l'installazione intendeva affrontare una questione solo apparentemente semplice: come creare un ponte tra spazio reale e mondi virtuali, in modo tale da permettere la fruizione di questi ultimi (e l'interazione con i loro abitanti) nello spazio fisico, senza la mediazione dell'interfaccia grafica. [:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/domenico40","article_published_time":"2007-12-04T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-25T09:07:00+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Domenico Quaranta","twitter_misc":{"Scritto da":"Domenico Quaranta","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/","url":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/","name":"The Gate: Considerazioni Aperte - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg","datePublished":"2007-12-04T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-25T09:07:00+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-030\/the-gate-open-considerations-part-2\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"The Gate: Open Considerations &#8211; Part 2"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638","name":"Domenico Quaranta","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg","caption":"Domenico Quaranta"},"sameAs":["http:\/\/domenicoquaranta.com\/","https:\/\/www.facebook.com\/domenico40","https:\/\/twitter.com\/ran_dom"],"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/domenico-quaranta\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10299"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10299\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59410,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10299\/revisions\/59410"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15911"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}