{"id":10292,"date":"2007-12-03T12:00:00","date_gmt":"2007-12-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-030\/polymorphic-intelligence-part-2\/"},"modified":"2020-10-25T10:11:05","modified_gmt":"2020-10-25T09:11:05","slug":"polymorphic-intelligence-part-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-030\/polymorphic-intelligence-part-2\/","title":{"rendered":"Intelligenza Polimorfa: Parte 2"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Per quanto ci \u00e8 dato di conoscere, l&#8217;essere umano \u00e8 l&#8217;organismo pi\u00f9 &#8220;intelligente&#8221; per via del fatto che il suo cervello include un numero di funzioni al contempo tanto complesse e sofisticate che, quando in <span class=\"testoscuro\">Frames of Mind il neurologo e psicologo Howard Gardner<\/span> tenta di tracciarne una ricapitolazione arriva ad individuare ben sette sotto strutture: Intelligenza Linguistica; Intelligenza Logico-Matematica; Intelligenza Musicale; Intelligenza Corporeo- Cinetica; Intelligenza Spaziale; Intelligenza Interpersonale; Intelligenza Intrapersonale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Certo, anche grazie ad una tanto raffinata evoluzione biologica delle capacit\u00e0 computazionali, al genere umano \u00e8 stato reso possibile raggiungere un&#8217;altrettanto elevato livello di evoluzione sociale e tecnologia, evoluzione che sta ora raggiungendo un picco in ci\u00f2 che potremmo definire l&#8217;<em>era degli automi<\/em>. Tra noi umani, tuttavia, diversi anni or sono, alcuni artisti illuminati (ad esempio. <span class=\"testoscuro\">W. Shelley , G. Orwell , P.K. Dick<\/span>) intravidero che stavamo andando in tal direzione e dipinsero possibili scenari nel tentativo di prevenire il decadimento etico e morale della nostra specie e delle nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">In particolare, <span class=\"testoscuro\">Isaac Asimov<\/span> che enunci\u00f2 le tre famosissime leggi della Robotica: 1) Un robot non pu\u00f2 recare danno a un essere umano, n\u00e9 pu\u00f2 permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno; 2) Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purch\u00e9 tali ordini non contravvengano alla Prima Legge; 3) Un robot deve proteggere la propria esistenza, purch\u00e9 questa autodifesa non contrasti con la Prima e la Seconda Legge.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel contempo, nel mentre gli artisti anticipavano gli obbiettivi filosofici tipici del futuro rapporto uomo-macchina, dall&#8217;altra parte, diversi scienziati iniziavano a definire obbiettivi pratici, Tra i tanti vale la pena di annoverare <span class=\"testoscuro\">A. Turing che defin\u00ec, attraverso il famigerato Turing Test, il significato dell&#8217;Intelligenza Artificiale<\/span> per cui una macchina pu\u00f2 esser definita &#8220;intelligente&#8221; se un interlocutore (umano) non riesce a distinguere tra due interlocutori, un umano ed una macchina, quali risposte provengono dall&#8217;uno e quail dall&#8217;altra .<\/p>\n<p align=\"justify\">Per tutto ci\u00f2 che segu\u00ec, questi due paradigmi concettuali furono di cruciale importanza e funzionarono quali fari nel pensare l&#8217;AI e la robotica. A dispetto di ci\u00f2, come spesso accade nella storia delle id\u00e9e, ci\u00f2 che \u00e8 stato un punto di riferimento cardinale e fonte d&#8217;ispirazione per decenni pu\u00f2 improvvisamente divenire un ostacolo per ulteriori evoluzioni del pensiero e, molto probabilmente, sia le leggi di Asimov che il Test di Turing (e le teorie di diversi altri autori) oggi sono ancora troppo seguite e credute mentre, in verit\u00e0, sono totalmente fuori dal nostro tempo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le cose sono cambiate poich\u00e9, da allora, gli obbiettivi e la stessa definizione di AI \u00e8 cambiata. Infatti, \u00e8 chiaro che il Turing Test \u00e8 stato abbondantemente superato e l&#8217;A.I. sta muovendo passi enormi verso l&#8217;idea di <span class=\"testoscuro\">Intelligenza Collettiva &#8211; ad esempio gli Swarm e i Boids<\/span> \u0096 mentre il robot stesso va muovendosi dalla prigione del suo aspetto canonico antropomorfo e dalla vecchia concezione di struttura mono-corporea e statica e verso una <span class=\"testoscuro\">struttura meccanica adattiva e multidimensionale \u0096 quali ad esempio gli<\/span> <span class=\"testoscuro\">Atron<\/span>. Ancor oltre, l&#8217;AI ha iniziato ad aprire i suoi orizzonti ad obbiettivi multidimensionali d&#8217;interfaccia con il biologico \u0096 che ci portano a considerare l&#8217;effettiva insorgenza di un <span class=\"testoscuro\">Intelligenza Multipla, Molteplice e Polimorfa <\/span> &#8211; che implichino una profonda interazione fatta su diversi piani e a diversi livelli. Ci\u00f2 accade nei mondi Virtuali (quali SecondLife, ecc.), nei mondi reali (con MipTiles, ecc.), ed in realt\u00e0 miste (Stelarc, Talkers, Ambient Addiction, ecc.).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In alter parole, accade che non \u00e8 pi\u00f9 possibile ricercare all&#8217;interno dell&#8217;AI il risultato di un unico processo artificiale lineare ma, oppostamente, la nuova concezione ci parla di un processo multidimensionale e non lineare che \u00e8 difficilmente manipolabile e che, pi\u00f9 o meno, \u00e8 impossibile da controllare totalmente. Le cose gi\u00e0 si complicano se consideriamo che, invece delle antiche concezioni di interattivit\u00e0 (attiva\/disattiva\/ignora), avviamo un&#8217;interazione in tempo reale multi sensoriale e dinamica (cio\u00e8: un interrelazione) con una singola &#8220;specie&#8221; di artefatto (o algoritmo AI), ma divengono praticamente &#8220;inafferrabili&#8221; quando si pensa di dover interagire con una moltitudine di artefatti (o algoritmi AI), contemporaneamente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Abbastanza ovvio, la risultante \u00e8 uno scenario dove le Leggi di Asimov perdono totalmente consistenza dato che, da una parte, le macchine non sono pi\u00f9 controllabili &#8211; poich\u00e9 affidiamo loro la risoluzione di problemi non-lineari e matematicamente non-completi \u0096 mentre, dall&#8217;altra, essendo largamente interconnesse tra di loro, non sono pi\u00f9 direttamente ed unicamente responsabili dell&#8217;output generale del sistema.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"justify\">\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>In questa prospettiva, abbiamo bisogno di rinnovare la nostra metodologia e muovere dall&#8217;idea di <span class=\"testoscuro\">Human-Machine Interaction (o Interaction Design )<\/span> verso un&#8217;idea di <span class=\"testoscuro\">Bio-Tech Interrelation <\/span> in cui l&#8217;interazione da instaurare con le macchine \u00e8 semplicemente pi\u00f9 aleatoria e, ancora pi\u00f9 importante, completamente differente da ci\u00f2 che abbiamo conosciuto in passato.<\/p>\n<p>Questo per via del fatto che la stessa interattivit\u00e0 si sposta da un flusso d&#8217;intelligenza monodirezionale (uomo =&gt; macchina) ad uno bidirezionale (uomo &lt;=&gt; macchina) ad uno polidirezionale (intelligenze biologiche &lt;=&gt; intelligenze artificiali). Difatti esiste un fattore che qui chiameremo Intelligenza Imitativa &#8211; negletto da Howard ma indirettamente consacrato dai recenti esperimenti di Rizzolati e, a ben pensarci, ancor pi\u00f9 dal nostro comune buon senso &#8211; che ci suggerisce che quel <em>feedback <\/em> intellettivo\/intellettuale che abbiamo innescato con l&#8217;intelligenza artificiale \u00e8 un autentico &#8220;boomerang&#8221;, un &#8220;Effetto Larsen&#8221; intellettuale che v\u00e0 preso in seria considerazione poich\u00e9 non pu\u00f2 che giocare un ruolo cruciale per le future teorie sulla relazione uomo-macchina (o AI, Robot, Cyborg, Androide che dir si voglia).<\/p>\n<p>Teorie che, d&#8217;altro canto, porteranno inevitabilmente verso la concezione dell&#8217;intelligenza quale strumento non pi\u00f9 esclusivamente biologico, ma dominio ibridato dalle macchine e, di conseguenza, Polimorfa.<\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quanto ci \u008f dato di conoscere, l&#8217;essere umano \u008f l&#8217;organismo pi\u009d &#8216;intelligente&#8217; per via del fatto che il suo cervello include un numero di funzioni al contempo tanto complesse e sofisticate che, quando in Frames of Mind il neurologo e psicologo Howard Gardner tenta di tracciarne una ricapitolazione arriva ad individuare ben sette sotto strutture: Intelligenza Linguistica; Intelligenza Logico-Matematica; Intelligenza Musicale; Intelligenza Corporeo- Cinetica; Intelligenza Spaziale; Intelligenza Interpersonale; Intelligenza Intrapersonale.<\/p>\n","protected":false},"author":114,"featured_media":28628,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,183],"tags":[28,40,66],"class_list":["post-10292","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-030","tag-a-i","tag-focus","tag-robotics"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Intelligenza Polimorfa: Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-030\/polymorphic-intelligence-part-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Intelligenza Polimorfa: Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]As far as we know, the human being is the most &#039;intelligent&#039; organism. 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