{"id":10288,"date":"2007-12-03T12:00:00","date_gmt":"2007-12-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-030\/andrea-marutti-italian-experimental-underground\/"},"modified":"2020-10-25T10:10:20","modified_gmt":"2020-10-25T09:10:20","slug":"andrea-marutti-italian-experimental-underground","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-030\/andrea-marutti-italian-experimental-underground\/","title":{"rendered":"Andrea Marutti: Italian Experimental Underground"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Probabilmente i lettori di Digimag inizieranno ad essere abbastanza annoiati da questi prologhi sul perch\u00e9 scelgo di intervistare qualcuno; purtroppo per voi, pi\u00f9 va avanti il tempo e pi\u00f9 mi convinco che sia importante esplicitare le motivazioni che stanno dietro agli articoli.<\/p>\n<p align=\"justify\">Bene. Qualche settimana fa ero ad una serata <span class=\"testoscuro\">Trok! al Torkiera di Milano<\/span> (che per chi se lo fosse perso \u00e8 uno dei pochi spazi dell&#8217;infausta metropoli che, tra le altre cose, continua a promuovere seriamente la sperimentazione musicale) e stavo ragionando con Marco Mancuso sui potenziali intervistati. Ad un certo punto ho visto il banchetto di <span class=\"testoscuro\">Afe Records<\/span> e mi sono chiesto: &#8220;Possibile che non abbiamo ancora intervistato <span class=\"testoscuro\">Andrea Marutti<\/span>, uno dei personaggi chiave dell&#8217;underground sperimentale negli ultimi dieci anni?&#8221;. Si, \u00e8 possibile. Quindi qua faccio ammenda e rimedio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Andrea Marutti, a. k.a. The Afeman a. k.a. Amon a. k.a. Never Known a. k.a. Lips Vago a. k.a. in un bel p\u00f2 di altri modi<\/span>, \u00e8 un musicista che si \u00e8 dedicato a quel genere oscuro e dai confini non definiti che \u00e8 la dark-ambient, sconfinando spesso e volentieri in altri territori con le sue molteplici collaborazioni; ed \u00e8 l&#8217;uomo dell&#8217;Afe Records, piccola ma conosciutissima etichetta di culto che si dedica &#8220;ad abbatterete le barriere nella musica elettronica del 1995&#8221; .<\/p>\n<p align=\"justify\">Sintetizzare in un&#8217;introduzione il complesso panorama su cui lavora \u00e8 un&#8217;impresa troppo ardua, quindi non vi rimane altro che leggere quello che sta qua sotto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/elettronica_bertramniessen03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: E&#8217; abbastanza chiaro il fatto che Afe Records ha una linea editoriale molto precisa, nonostante il fatto che si vada da musicisti tutto sommato abbastanza pop come Bugo a estremisti come Maurizio Bianchi. In alcuni dei generi che possono attraversare il tuo raggio d&#8217;azione a volte \u00e8 veramente difficile dire cosa \u00e8 realmente interessante e cosa non lo \u00e8. Come scegli cosa pubblicare?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Andrea Marutti<\/strong>:<\/span> Beh, innanzitutto non vorrei passare per uno che si diverte a cavalcare l&#8217;onda altrui, quindi credo di dover fare una doverosa precisazione: su Afe, Bugo ha partecipato &#8220;ufficialmente&#8221; con il suo nome soltanto a un progetto di remix che ruotava intorno a un brano del mio alter ego <span class=\"testoscuro\">Wolkspurz &amp; Ramirez <\/span>realizzandone, per l&#8217;appunto, una sua versione\u0085 E&#8217; apparso anche su un disco \u0096 ora esaurito &#8211; che consta di un&#8217;improvvisazione un po&#8217; &#8220;alcoolica&#8221; realizzata in collaborazione con Rico dei Uochi Toki, ma lungi da me l&#8217;idea di affermare d&#8217;aver pubblicato su Afe un disco di Bugo! Per <span class=\"testoscuro\">Maurizio Bianchi invece il discorso \u00e8 ben diverso: &#8220;Zehn Tage (Touka)&#8221;<\/span>, il suo album realizzato insieme ai tedeschi Telepherique, \u00e8 stato un lavoro molto importante perch\u00e9 al momento della pubblicazione si trattava della sua primissima collaborazione con un altro artista in una carriera gi\u00e0 pi\u00f9 che ventennale. Guarda caso, si trattava anche del primo vero e proprio CD pubblicato da Afe in &#8220;solitudine&#8221;, senza l&#8217;aiuto di altre etichette pi\u00f9 affermate.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tra l&#8217;altro, nelle uscite previste su <span class=\"testoscuro\">Afe <\/span>al prossimo giro ci sar\u00e0 ancora un disco di Maurizio, questa volta realizzato in collaborazione con l&#8217;Israeliano Maor Appelbaum. Concentrandomi meglio sul contenuto della domanda, penso tu abbia colto una sfumatura che, per chi \u00e8 estraneo alle modalit\u00e0 e alle pratiche di condurre un&#8217;etichetta, \u00e8 difficile notare. A volte infatti, nella musica sperimentale, il confine tra quello che pu\u00f2 essere considerato un lavoro di qualit\u00e0 e un&#8217;emerita schifezza, tanto per chiamare le cose con il loro nome, \u00e8 molto sottile. Io stesso in certi casi ho avuto dei grossi dubbi in merito ad alcuni dischi che poi ho deciso di pubblicare. Per fortuna le mie perplessit\u00e0 sono sfumate definitivamente nel momento in cui ho potuto constatare la bont\u00e0 con cui tali uscite sono state accolte, sia dagli abituali ascoltatori che in sede di recensione. In tutta sincerit\u00e0 devo ammettere che qualche volta \u00e8 accaduto anche il contrario: ci sono state almeno un paio d&#8217;occasioni in cui dischi che io consideravo dei piccoli capolavori hanno invece soddisfatto ben poco le orecchie altrui&#8230; L&#8217;unico vero metro che seguo nello scegliere cosa pubblicare sull&#8217;etichetta \u00e8 il mio personale gusto, tuttavia \u00e8 cosa buona e giusta che tra le numerose uscite ce ne sia anche qualcuna che aiuti a far quadrare meglio i conti, quindi talvolta anche la vendibilit\u00e0 ha il suo peso. D&#8217;altra parte posso affermare in tutta tranquillit\u00e0 di non aver mai pubblicato materiale di cui non mi sentissi realmente soddisfatto, vendibilit\u00e0 o meno.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/elettronica_bertramniessen04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Come sa chi frequenta un po&#8217; i giri &#8220;rumorosi&#8221;, il panorama italiano della musica sperimentale \u00e8 molto vivo. Allo stesso tempo, sembra che non esistano delle vere e proprie &#8220;scene&#8221;&#8230; Secondo te questo a cosa \u00e8 dovuto? E&#8217; una cosa che vedi anche all&#8217;estero o ti sembra una peculiarit\u00e0 tutta Italiana?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Andrea Marutti<\/strong>:<\/span> Personalmente non sono un fan del &#8220;rumore&#8221; in senso lato, a meno che esso non venga incanalato in strutture pi\u00f9 complesse e arrangiato secondo canoni che gli conferiscano uno sviluppo e un&#8217;identit\u00e0 adulta. Tenderei quindi a non mettere troppo vicini tra loro gli aggettivi &#8220;rumoroso&#8221; e &#8220;sperimentale&#8221;, perch\u00e9 ritengo sia fin troppo semplice tacciarsi, o essere tacciati, di sperimentalit\u00e0 facendo del banale fracasso senza senso&#8230; Non credo di avere in mano gli elementi necessari per affermare che in Italia esistano o no delle scene vere e proprie legate alla musica elettronica sperimentale. Sulle riviste \u0096 e anche nei magazine on-line, ovviamente \u0096 pare sia un continuo fiorire di &#8220;nuove scene&#8221;; potr\u00f2 anche sbagliare, ma credo che ci\u00f2 sia utile soltanto come contributo alla creazione di nuovi trend e poco altro. Certamente nel nostro paese, come in qualsiasi altra parte del mondo, ci sono dei gruppi di persone che, sentendosi affini sul piano musicale e\/o personale, organizzano happenings, collaborazioni, etc.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Andrea Marutti, The Afeman, Amon, Never Known, Lips Vago&#8230; I tuoi progetti sono usciti con nomi diversi. Esiste un progetto &#8220;ombrello&#8221; di cui gli altri sono filiazioni, o si tratta di escrescenze identitarie indipendenti?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Andrea Marutti<\/strong>:<\/span> S\u00ec, e ce ne sarebbero pure altri\u0085 Beh, direi proprio che l&#8217;ombrello di cui parli sono io e il mio desiderio di esprimermi in vari contesti musicali utilizzando strumenti e modi differenti. Il fatto di frequentare generi diversi, e avere adottato svariati pseudonimi per rappresentarli, ha fatto s\u00ec che, nel corso degli anni, fossero gli alias ad affermarsi piuttosto che la singola entit\u00e0 che ci sta dietro. Cos\u00ec, nella scorsa decade, con il &#8220;successo&#8221; in campo Dark-Ambient del mio progetto <span class=\"testoscuro\">Amon<\/span>, per un lungo periodo sono stato identificato in quel modo. In parecchi sono arrivati addirittura a chiamarmi cos\u00ec di persona, riferendosi a me con quella sigla piuttosto che con il mio nome di battesimo. Con l&#8217;affermarsi di <span class=\"testoscuro\">Afe<\/span>, in anni pi\u00f9 recenti, lentamente c&#8217;\u00e8 stata una transizione che, a partire da Amon, ha portato all&#8217;identificazione\/simbiosi tra me e l&#8217;etichetta che gestisco.<\/p>\n<p align=\"justify\">Autoproclamatomi <span class=\"testoscuro\">&#8220;The Afeman&#8221;<\/span> \u0096 mea culpa, dunque \u0096 la cosa mi \u00e8 bonariamente sfuggita di mano e la maggior parte delle persone che mi ha incontrato negli ultimi quattro\/cinque anni mi conosce in quel modo. Si pu\u00f2 quindi dire che per &#8220;il pubblico&#8221; \u0096 e spesso, non solo &#8211; sono quindi passato da Amon ad Afe\/Afeman senza mai essere stato Andrea Marutti&#8230; Gi\u00e0 da diverso tempo ho cominciato a pubblicare materiale utilizzando il mio nome proprio; ora, nell&#8217;ottica di recuperare pienamente la mia identit\u00e0 \u0096 musicalmente, in rete e nella vita di tutti i giorni \u0096 sto cercando di attuare anche altre misure perch\u00e9 mi ha un po&#8217; stancato essere identificato con i vari nicknames che uso o che ho usato in passato. Presto uscir\u00e0 un disco a mio nome per una grossa etichetta del settore, credo che ci\u00f2 potr\u00e0 contribuire almeno in parte a raggiungere l&#8217;obiettivo che mi sono prefisso. Ripeto, il mea culpa sulla situazione che si \u00e8 creata \u00e8 d&#8217;obbligo, ma credo non sia mai troppo tardi per correggere il tiro. Spero che dall&#8217;esterno ci\u00f2 non sia percepito come un segnale di imborghesimento o, peggio, come un misero tentativo di &#8220;tirarsela&#8221; in qualche modo: Amon, Afeman o altro non cambiano la sostanza e io resto sempre la stessa persona indipendentemente dal modo in cui ci si riferisce a me, ma in un percorso di vita in cui gi\u00e0 sento fin troppo prepotentemente diverse altre carenze, vorrei semplicemente essere chiamato con il mio nome, nient&#8217;altro.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/elettronica_bertramniessen05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Parlando un po&#8217; dei tuoi progetti musicali, quanto \u00e8 facile suonare in giro per chi si occupa di musiche cos\u00ec di nicchia? O forse, ancora prima, dovrei chiederti se \u00e8 un problema che ti poni o meno&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Andrea Marutti<\/strong>:<\/span> E in effetti non me lo sono davvero mai posto questo problema, nel senso che all&#8217;attivit\u00e0 dal vivo ho sempre prediletto quella in studio, ambiente che mi \u00e8 sicuramente pi\u00f9 congeniale. Detto questo, se la memoria non mi tradisce, credo di non aver mai risposto negativamente alle richieste che mi sono state formulate in merito. La totalit\u00e0 dei concerti che ho eseguito a partire dal 1997, \u00e8 sempre stata dunque frutto di inputs esterni, accompagnati \u0096 almeno nei primi tempi \u0096 dalla mia curiosit\u00e0 di misurarmi in un contesto live per vedere come sarei riuscito a rendere in concerto le composizioni frutto di un lungo lavoro in studio. Una volta esaurita la spinta iniziale, ho cominciato ad annoiarmi e a considerare i concerti pi\u00f9 uno sbattimento inutile che altro, arrivando quasi ad abbandonare questo tipo di attivit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Soltanto a partire dal 2005 ho sviluppato un nuovo set basato quasi interamente sull&#8217;improvvisazione che mi ha permesso di trovare nuovi stimoli rendendomi mentalmente pi\u00f9 disponibile all&#8217;idea di suonare dal vivo. Se non si hanno molte pretese (economiche e tecniche) o esigenze particolari credo sia estremamente facile trovare luoghi in cui poter proporre il proprio live-set, e questo anche per chi si muove all&#8217;interno della musica sperimentale e di ricerca. Purtroppo nella maggior parte dei casi i luoghi disponibili si rivelano inadatti dal punto di vista dell&#8217;acustica o del supporto. Per non parlare del fatto che i concerti vengono spesso fruiti da un pubblico che \u00e8 composto per la maggior parte da habitu\u00e9 e non da persone che si trovano l\u00ec perch\u00e9 veramente interessate alla performance. Credo non vi sia nulla di peggio che suonare di fronte a un pubblico vociante, impegnato in amichevoli conversazioni con gli amici al tavolo e totalmente disinteressato alla proposta sonora in corso. Quando mi capitano situazioni del genere esprimo il mio disagio alzando i volumi e saturando le frequenze pi\u00f9 alte dello spettro e poi vediamo chi vince: se non \u00e8 prevista la presenza di un fonico al controllo del mixer di sala solitamente sono io a trionfare. Ma non sarebbe certo quello il motivo della mia presenza in loco in quel dato momento, e ci\u00f2 non pu\u00f2 che contribuire a generare in me un sentimento di tristezza e a suggerirmi di desistere dal propormi in situazioni che non considero ottimali. Solo fino alla volta successiva, naturalmente.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/elettronica_bertramniessen06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Ad ogni modo, la cosa che ho sempre trovato interessante \u00e8 il fatto che musica particolare si ascolta in luoghi particolari. Ce n&#8217;\u00e8 qualcuno dove hai suonato che ti ha colpito pi\u00f9 degli altri?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Andrea Marutti<\/strong>:<\/span> S\u00ec, anche perch\u00e9 da quanto ho affermato rispondendo alla domanda precedente, sembra che io abbia suonato esclusivamente in qualche bar e ci\u00f2 \u00e8 oltremodo inesatto. Nel Luglio del 1997 ho avuto modo di partecipare a un festival che si \u00e8 svolto a Bologna all&#8217;interno dei padiglioni fieristici cittadini. Il palco era posto in un ampio piazzale proprio in mezzo alle due altissime torri progettate dall&#8217;architetto giapponese Kenzo Tange. L&#8217;imponenza di queste costruzioni era tale da rendere l&#8217;esperienza veramente unica. Pochi mesi fa invece, durante l&#8217;estate, ho suonato ad Archiaro \u0096 una piccola localit\u00e0 situata in provincia di Catanzaro \u0096 nel bel mezzo di un terreno agricolo convertito in parte a uso museale\/artistico dal suo proprietario, il mio amico Tommaso Cosco, grande ascoltatore di musiche &#8220;altre&#8221; e &#8220;contadino spirituale&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Suonare in mezzo alla natura, ascoltare la mia musica diffondersi in armonia tra i colli e la vallata circostanti, nonch\u00e9 tra i presenti convenuti per l&#8217;avvenimento seduti tra gli ulivi, \u00e8 stato appagante a livelli altissimi. Ricordo con molto piacere anche la serata che ho tenuto nell&#8217;Ottobre 2004 al Lab12 di Vigevano, quella che per diversi anni \u00e8 stata la casa della mia amica Patrizia \/ Madame P. Era parecchio tempo che non suonavo dal vivo e in quell&#8217;occasione il Lab era affollato pi\u00f9 che mai, pieno di persone, gente che non incontravo da diverso tempo e amici venuti anche da lontano proprio per vedermi suonare. Sono stati un concerto e un periodo fantastici e irripetibili a cui ora ripenso con tanta soddisfazione e un&#8217;enorme nostalgia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/elettronica_bertramniessen09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Come lavori sulla tua musica? Parti da un concept oppure sei pi\u00f9 interessato all&#8217;improvvisazione?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Andrea Marutti<\/strong>:<\/span> Diciamo che le cose non avvengono sempre nello stesso modo. Talvolta ho un&#8217;idea in mente e provando a realizzarla posso avere un successo diretto, oppure il tentativo fatto in quella determinata direzione resta tale e a sorpresa si creano le condizioni per generare qualcosa di radicalmente diverso. Ci sono periodi in cui lavoro su dei suoni e li metto da parte; in seguito vado a ripescarli e cerco di creargli intorno una struttura che possa valorizzarli e completarli. Negli ultimi anni ho realizzato diverso materiale attingendo dalle registrazioni dei miei concerti \u0096 improvvisati e non \u0096 modificando i contenuti originali e usandoli come basi su cui costruire brani di forma pi\u00f9 compiuta. A parte gli esperimenti con diversi registratori dei primi anni, un tempo la mia musica &#8211; indipendentemente dal fatto che fosse di natura &#8220;ritmica&#8221; o meno &#8211; veniva organizzata con un sequencer e si basava in gran parte sull&#8217;uso di sintetizzatori. Con il passare degli anni ho cominciato a usare anche un paio di campionatori ma ho quasi completamente abbandonato il midi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Attualmente prediligo lavorare utilizzando software di montaggio audio. Mi avvalgo di diverso outboard esterno, effetti e pedali, ma non disdegno certo l&#8217;utilizzo di plug-ins dedicati che affiancano tutta la strumentazione a mia disposizione, integrando nel processo anche field-recordings ed elettronica &#8220;povera&#8221;. Una cosa che mi mancava, fatto salvo per alcune sporadiche eccezioni come remix e &#8220;prestazioni di mano d&#8217;opera&#8221;, era il confronto diretto con altri musicisti. Ci\u00f2 si \u00e8 concretizzato nelle collaborazioni con <span class=\"testoscuro\">Giuseppe Verticchio\/Nimh nel progetto &#8220;Hall of Mirrors&#8221;, con Andrea &#8220;Ics&#8221; Ferraris (Ur, Airchamber 3 e molto altro) in &#8220;Sil Muir&#8221; e, pi\u00f9 recentemente, con Davide Del Col (Ornament, Echran) nella nostra creatura &#8220;Molnija Aura&#8221;<\/span>. Queste collaborazioni mi hanno portato a conoscere e sperimentare ulteriori metodi compositivi e modalit\u00e0 espressive, arricchendo il numero delle soluzioni sonore a mia disposizione.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Un&#8217;ultima domanda su Afe Pins, che a Milano sembra essere diventata una mania (moda no&#8230; credo che essere cool c&#8217;entri abbastanza poco). Come sta andando? Come scegli cosa stampare? Qual&#8217;\u00e8 il tuo rapporto con le persone che vengono al banchetto?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Andrea Marutti<\/strong>: <\/span>Guarda, io spero sinceramente che questa piccola mania continui a crescere e a diffondersi tra il maggior numero di persone possibili&#8230; Direi dunque che sta andando davvero molto bene. Ho sempre avuto il pallino delle spillette, ricordo che gi\u00e0 da bambino mi piaceva indossarle pur senza conoscere i soggetti a cui esse facevano riferimento. Qualche anno fa ho scelto di far produrre alcune spillette Afe per utilizzarle come gadgets promozionali, poi a un certo punto ho deciso di creare le condizioni perch\u00e9 potessi arrangiarmi da solo, seguendo il naturale istinto che mi porta a desiderare d&#8217;essere indipendente nel realizzare ci\u00f2 che pi\u00f9 mi preme. Cos\u00ec ho acquistato quanto necessario e sono partito. Durante i banchetti allestiti in occasione di alcuni concerti le spillette hanno destato l&#8217;interesse del pubblico e, al di l\u00e0 delle pins da vendere singolarmente, ho cominciato a ricevere commissioni per realizzare centinaia di pezzi per conto di bands, etichette, etc.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/elettronica_bertramniessen02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Considero <span class=\"testoscuro\">Afe Pins<\/span> un&#8217;entit\u00e0 completamente separata da <span class=\"testoscuro\">Afe Records<\/span>, e l&#8217;approccio che ho alle due cose \u00e8 assai diverso: vedo l&#8217;attivit\u00e0 di &#8220;spillettaro&#8221; come qualcosa di simile a un vero e proprio lavoro, nel senso che si tratta di un&#8217;attivit\u00e0 pi\u00f9 &#8220;impersonale&#8221; e in cui mi sento meno coinvolto emotivamente rispetto alla gestione dell&#8217;etichetta. Ci\u00f2 che intendo dire \u00e8 che posso benissimo realizzare un lavoro per un gruppo anche se magari il disegno che hanno scelto per le loro spillette non mi piace, mentre non me la sentirei mai di pubblicare un disco trovandomi nelle stesse condizioni. L&#8217;etichetta \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che porto avanti pi\u00f9 che altro per me stesso, perch\u00e9 mi fa&#8217; sentire bene occuparmene. Le spillette invece costituiscono un&#8217;importante voce in attivo della mia economia domestica. Mi diverto un mondo portando in giro il banchetto Afe nelle varie situazioni disponibili a ospitarlo; la cosa pi\u00f9 bella \u00e8 proprio il rapporto che si viene a creare con le persone che curiosano tra il materiale disponibile. Le spillette offrono un&#8217;infinit\u00e0 di argomenti di conversazione, rendendo assai piacevole il fatto di essere l\u00ec a proporle. Molti dei soggetti raffigurati mi vengono suggeriti proprio dalle persone che visitano il banchetto. Le richieste altrui sono quindi uno dei parametri con cui scelgo cosa realizzare, gli altri sono costituiti dai miei disparati interessi, che talvolta mi conducono a produrre pins ai limite dell&#8217;assurdo e pure oltre.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Bertram Niessen<\/strong>: Chiediti, se vuoi, qualcosa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Andrea Marutti<\/span><\/strong>: Ah, ma qui siamo dalle parti di &#8220;Si faccia una domanda e si dia una risposta&#8221;\u0085 Dunque, visto che siamo alla fine non ci starebbe male un classico del tipo &#8220;Che cosa bolle in pentola?&#8221; oppure &#8220;Che progetti hai per il futuro?&#8221; a cui risponderei in questo modo: Da qualche tempo ho cominciato i preparativi per la pubblicazione delle prossime uscite Afe che dovrebbe avvenire nell&#8217;Ottobre 2008. Forse ci saranno una manciata di dischi che usciranno qualche mese prima, ma ancora non se sono certo. Negli ultimi anni il numero delle uscite dell&#8217;etichetta \u00e8 aumentato costantemente, passando dalle sei del 2004 alle ventiquattro del 2007. Credo che sia proprio impossibile fare di pi\u00f9, anzi, cos\u00ec \u00e8 gi\u00e0 fin troppo. Il prossimo anno cercher\u00f2 di fare in modo da riuscire ad abbassare un po&#8217; la quantit\u00e0 delle produzioni perch\u00e9 credo di aver raggiunto il limite delle mie possibilit\u00e0. In ogni caso, tra i dischi in programma ci sono almeno i seguenti: un album inedito composto dell&#8217;americano <span class=\"testoscuro\">John Hudak<\/span>, la riedizione (con aggiunta di bonus tracks) a nome <span class=\"testoscuro\">Amon vs. Mortar<\/span> dei brani pubblicati su vinile da Oktag\u00f6n nel 2000, il gi\u00e0 citato disco di <span class=\"testoscuro\">Maurizio Bianchi insieme a Maor Appelbaum<\/span>, il ritorno di <span class=\"testoscuro\">Brian Lavelle<\/span> con un album nuovo di zecca e una collaborazione piuttosto &#8220;intensa&#8221; tra <span class=\"testoscuro\">Daniele Brusaschetto e i norvegesi Origami Galaktika<\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/elettronica_bertramniessen08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAl momento attendo di ricevere materiale da diversi altri musicisti italiani e stranieri, ma nulla \u00e8 ancora stato deciso definitivamente. A livello personale, dovrebbe presto concretizzarsi la prima uscita in CD a mio nome per <span class=\"testoscuro\">Nextera<\/span>, l&#8217;etichetta della Repubblica Ceca che ha gi\u00e0 in catalogo musicisti del calibro di <span class=\"testoscuro\">Lustmord, The Hafler Trio, Clock DVA<\/span> e molti altri. Alcuni esperimenti assai pi\u00f9 &#8220;aggressivi&#8221; di quelli in cui sono solito cimentarmi, da tempo aspettano di essere pubblicati su vinile da parte di un&#8217;etichetta americana, spero che ci\u00f2 possa accadere presto. Il secondo capitolo del progetto &#8220;Hall of Mirrors&#8221;, registrato durante l&#8217;estate, \u00e8 ancora in attesa di trovare una collocazione precisa, cos\u00ec come &#8220;Utopian Suns&#8221;, il disco d&#8217;esordio di <span class=\"testoscuro\">Molnija Aura<\/span>, e il debutto senza titolo di <span class=\"testoscuro\">Sil Muir<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Spero che soprattutto quest&#8217;ultimo possa trovare casa al pi\u00f9 presto, visto che nel frattempo abbiamo gi\u00e0 assemblato parecchio altro materiale che ora \u00e8 in fase di rifinitura. Sempre a proposito di Sil Muir, il prossimo anno l&#8217;etichetta francese Ta\u00e2lem pubblicher\u00e0 un MiniCD-R che contiene due nostri brani rielaborati dall&#8217;americano <span class=\"testoscuro\">Mike Palace \/ Horchata.<\/span> Un mio pezzo della durata di circa quindici minuti \u00e8 stato recentemente incluso nel secondo volume della compilation Table For Six: All Quiet? uscita per l&#8217;etichetta belga EE Tapes; altri brani faranno presto la loro comparsa su un 4-way split e su una compilation a cura della neonata Kosmik Elk Mind. Non mi viene altro in mente per ora\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\">Vorrei davvero ringraziarti per l&#8217;intervista e per avermi ospitato su Digicult.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.aferecords.com\/andreamarutti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.aferecords.com\/andreamarutti\/<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.aferecords.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.aferecords.com <\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.myspace.com\/andreamarutti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.myspace.com\/andreamarutti<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa ero ad una serata Trok! al Torkiera di Milano (che per chi se lo fosse perso \u008f uno dei pochi spazi dell&#8217;infausta metropoli che, tra le altre cose, continua a promuovere seriamente la sperimentazione musicale) e stavo ragionando con Marco Mancuso sui potenziali intervistati. Ad un certo punto ho visto il banchetto di Afe Records e mi sono chiesto: &#8216;Possibile che non abbiamo ancora intervistato Andrea Marutti, uno dei personaggi chiave dell&#8217;underground sperimentale negli ultimi dieci anni?&#8217;. Si, \u008f possibile. 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[:it]Qualche settimana fa ero ad una serata Trok! al Torkiera di Milano (che per chi se lo fosse perso \u008f uno dei pochi spazi dell&#039;infausta metropoli che, tra le altre cose, continua a promuovere seriamente la sperimentazione musicale) e stavo ragionando con Marco Mancuso sui potenziali intervistati. Ad un certo punto ho visto il banchetto di Afe Records e mi sono chiesto: &#039;Possibile che non abbiamo ancora intervistato Andrea Marutti, uno dei personaggi chiave dell&#039;underground sperimentale negli ultimi dieci anni?&#039;. Si, \u008f possibile. 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