{"id":10284,"date":"2007-12-03T12:00:00","date_gmt":"2007-12-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-030\/x-scape-escape-from-lenguage\/"},"modified":"2020-10-25T10:08:23","modified_gmt":"2020-10-25T09:08:23","slug":"x-scape-escape-from-lenguage","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-030\/x-scape-escape-from-lenguage\/","title":{"rendered":"X-scape: In Fuga Dal Linguaggio"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testoscuro\">Martux_m aka Maurizio Martusciello<\/span>, compositore, musicista e performer da pi\u00f9 di dieci anni, costruisce con il proprio lavoro e la propria ricerca nei confronti del suono un&#8217;importante compenetrazione tra la tradizione della musica concreta ed elettroacustica e la sintesi dell&#8217;elettronica digitale.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Un percorso il suo, aperto alla contaminazione, alla ricerca di sovrapposizioni tra generi, attraverso la quale intravedere nuovi codici della creazione sonora di linguaggi: una ricerca stimolata e nutrita anche anche grazie al costante confronto e alla collaborazione con musicisti, artisti visivi e video artisti. Proprio dall&#8217;incontro con il video artista <span class=\"testoscuro\">Mattia Casalegno,<\/span> nasce uno dei lavori pi\u00f9 recenti di Martux_m: <span class=\"testoscuro\">X-Scape<\/span>. Nato nel 2005 come progetto di live audiovisivo, presentato in numerosi eventi nazionali ed internazionali, tra i quali il <span class=\"testoscuro\">Mutek Festival di Montreal e l&#8217;edizione 2005 del IXEM Festival a Venezia<\/span>, X-Scape \u00e8 stato di recente rielaborato dai due autori come viaggio a\/v in sette tracce, presentato a giugno in un DVD a tiratura limitata, prodotto e ditribuito dalla <span class=\"testoscuro\">label Persistencebit<\/span>.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">I sette capitoli del DVD si costruiscono come un crescendo, una sedimentazione progressiva di atomi sonori e visivi. Se le prime tracce si muovono quindi in un paesaggio minimale di piccoli dati acustici distillati dal vuoto insieme ad esili tessuti di vettori, il gioco ritmico tra stimolo acustico e silenzio si complica nel resto del lavoro attraverso l&#8217;ibridazione con pulviscoli di suoni sporcati da velature di glitch, che si muovono tra texture video in sottile equilibrio tra organico ed inorganico.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/audiovideo_audiovideo02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Abbiamo incontrato i due autori in vista della presentazione di <span class=\"testoscuro\">X-Scape come installazione multischermo presso l&#8217;Auditorium Parco della Musica di Roma in prevista per il 14 dicembre<\/span>.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>: Maurizio, potresti parlarmi di com&#8217;\u00e8 nato questo progetto: com&#8217;\u00e8 nato il concept del live e in che modo siete giunti alla produzione del DVD?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Maurizio Martusciello<\/strong>: <\/span> Il progetto <span class=\"testoscuro\">X-Scape<\/span> viene da una lunga gestazione. Tutto nasce da un desiderio: desiderio di uscire fuori da un linguaggio. Noi siamo nel linguaggio e il linguaggio crea dei guasti, \u00e8 fatto solo di buchi neri. Ecco da dove nasce il desiderio di X-Scape. Lasciare parlare dei significanti, lasciarli andare, essere finalmente fuori dall&#8217;ovvio. &#8220;Desiderio&#8221; come segreto della seduzione, perch\u00e8\u00a0 qualcosa prima di compiersi, abbia il tempo di mancare. A far scaturire tale l&#8217;immagine \u00e8 la potenza, l&#8217;urto della copulazione. E da ci\u00f2, nasce questo mio primo lavoro audiovisuale dal titolo <span class=\"testoscuro\">X-Scape, con la preziosissima collaborazione di Mattia Casalegno<\/span>, che ha arricchito e sviluppato eccezionalmente questo progetto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Costruire finalmente un&#8217;arte che sia irrespirabile, che non sia pi\u00f9 consolatoria, che non abbia pi\u00f9 la maschera puttanesca della consolazione, che non abbia pi\u00f9 il decorativo. Per poter fare questo, bisogna dimenticare ci\u00f2 che siamo, perdere ogni identit\u00e0, lasciare nell&#8217;oblio ogni premessa. Emerge allora il rapporto essenziale, la complicit\u00e0 della vista con l&#8217;ascolto, per ricercare ci\u00f2 che \u00e8 l&#8217;oggetto di un oblio della memoria, di un&#8217;inimmaginabile nell&#8217;immaginazione, di un impensabile nel pensiero.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;idea successiva a tutto questo \u00e8 stata quella di produrre un DVD, una ri-scrittura di tutto il lavoro svolto nei live. Quindi non pi\u00f9 forme, ma rapporti cinematici; non pi\u00f9 soggetti, ma individuazioni dinamiche senza soggetto, che costituiscono dei concatenamenti collettivi, un piano della longitudine e della latitudine, che si oppone ad un piano dell&#8217;organizzazione. Creare degli intermezzi che siano dei focolai di creazione, per essere uno straniero nella propria lingua.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/audiovideo_audiovideo03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>: In che modo avete strutturato il percorso del DVD? Perch\u00e8 mi sembra che ci sia un crescendo di complessit\u00e0 sia rispetto al suono che per il video&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Maurizio Martusciello<\/strong>: <\/span> &#8220;Complicatio&#8221; contro la &#8220;semplificatio&#8221;, sicuramente. Nelle societ\u00e0 occidentali le leggi di mercato si sono sempre pi\u00f9 spostate in una direzione in cui l&#8217;opinione comune e le forze di potere pi\u00f9 retrive si sono ormai radicate. Le nuove arti sperimentali devono oggi pi\u00f9 di prima porsi il problema di come sfuggire e rifiutarsi di essere la manifestazione, il segno, governato dai gestori dello spettacolo, dai &#8220;becchini dell&#8217;arte&#8221; come dicevano i Situazionisti, che nei grandi apparati del consenso sono capaci di uniformare ogni differenza e a reprimere ogni linguaggio di opposizione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per contrapporci a tutto ci\u00f2 bisogna pensare in termini di sistemi di rete <span class=\"testoscuro\">(x-scape)<\/span> che scavalcano gli stati, le politiche globalizzanti, le uniformit\u00e0 di opinioni, costruire un livello di complessit\u00e0 dove creativit\u00e0 esistenziali diverse possano continuare ad esistere, sfuggendo ad una sorta di programma generalizzato che cancelli completamente ogni possibilit\u00e0 di biforcazione e singolarizzazione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/audiovideo_audiovideo05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>: Mattia, tu hai inziato come visual artist partendo dalla scena clubbing e dal vjing per dedicarti sempre di pi\u00f9 negli anni al live media, realizzando progetti a\/v in collaborazione con diversi musicisti. In che modo ha influenzato il tuo lavoro l&#8217;incontro con Martusciello?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Mattia Casalegno<\/strong>: <\/span>Ho avuto la fortuna di incontrare Maurizio quasi all&#8217;inizio del mio percorso e a lui devo davvero molto, sia umanamente che professionalmente. Prima di essere un artista che stimo \u00e8 per me un amico fraterno, mi ha sempre dato una grande fiducia e stima. Lavorare con lui \u00e8 sempre un onore e fonte di ispirazione e crescita. Conosco Maurizio dal 2001 grazie all&#8217;amicizia in comune di <span class=\"testoscuro\">Massimo Canevacci,<\/span> all&#8217;epoca mio professore di Antropologia Culturale all&#8217;Universit\u00e0 La Sapienza di Roma. Ebbi l&#8217;occasione di partecipare ad uno spettacolo multimediale organizzato da Canevacci nel quale curavo la parte video e dove Maurizio con <span class=\"testoscuro\">Filippo Paolini (aka Okapi)<\/span>, che all&#8217;epoca formavano il <span class=\"testoscuro\">duo di elettronica sperimentale MetaXu<\/span>, curavano la parte audio. Nacque subito una grande affinit\u00e0 ed entrai a far parte dei MetaXu contribuendo alla parte visuale delle loro performance. L&#8217;esperienza dei MetaXu purtroppo fini nel 2003 ma la nostra amicizia e stima reciproca \u00e8 rimasta e ci ha portato fino all&#8217;ultima esperienza di X-Scape, quando Maurizio mi chiese di dargli una mano per tradurre visivamente le sue intuizioni e idee.<\/p>\n<p align=\"justify\">In quanto a ma, ho iniziato a sperimentare col video &#8220;live&#8221; all&#8217;inizio del 2000 con il <span class=\"testoscuro\">collettivo Kinotek fondato da me e il videomaker Giovanni D&#8217;Aloia<\/span>. Mentre all&#8217;inizio Kinotek si occupava esclusivamente di vjing da &#8220;club&#8221;, col passare del tempo abbiamo avuto sempre pi\u00f9 progetti e collaborazioni che sconfinavano nelle installazioni e nel teatro. Parallelamente a Kinotek ho sempre avuto altre collaborazioni che vanno nella direzione del &#8220;live media&#8221; o &#8220;live cinema&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/audiovideo_audiovideo01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>: Le tracce video che mi hanno colpito di pi\u00f9 all&#8217;interno di X-Scape sono quelle nelle quali si mescola un&#8217;analisi del suono vettoriale a elementi pi\u00f9 materici, texture video e foto. Mattia, mi parleresti di come hai lavorato su queste tracce, in che modo hai cercato la compenetrazione tra organico e inorganico?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Mattia Casalegno<\/strong>: <\/span> In effetti questa &#8220;compenetrazione&#8221;, l&#8217;immaginario della zona liminale tra &#8220;organico&#8221; ed &#8220;inorganico&#8221; pu\u00f2 essere uno dei fili conduttori di X-Scape; abbiamo cercato di rendere visivamente questa compenetrazione con sovrapposizioni e innesti tra materiali piu &#8220;astratti&#8221;, come forme generate da algoritmi o analisi del suono, e materiali piu &#8220;materici&#8221;, filmando con videocamere dotate di potenti lenti macro, materiali naturali grezzi come cristalli, ghiaccio, metallo. Penso che il risultato sinestetico che emerge da X-Scape si pu\u00f2 inquadrare perfettamente nell&#8217;intuizione deleuziana di rendere \u00ab\u00a0visibili\u00a0\u00bb forze \u00ab\u00a0invisibili\u00a0\u00bb, di rendere sensibili flussi, forze, tensioni che espandono il concetto stesso di reale.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>: Deleuze \u00e8 un riferimento esplicito di questo lavoro anche nel bellissimo packaging del DVD. Ci sono anche delle stampe che riportano citazioni tratte da suoi testi. In che modo questo autore ha influenzato il concept di X-Scape?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Maurizio Martusciello<\/strong>: <\/span> Foucault disse: &#8221; Un giorno , forse, il secolo sar\u00e0 deleuziano&#8221; e <span class=\"testoscuro\">Gilles Deleuze<\/span> ci ha lasciato una grande eredit\u00e0 attraverso il suo pensiero. <span class=\"testoscuro\">X-Scape<\/span> parte proprio dalle sue idee di &#8220;resistenza&#8221;, dove l&#8217;arte rappresenta l&#8217;unica forza creativa capace di cambiare le nostre condizioni politiche e sociali. Le nostre societ\u00e0 stanno sempre pi\u00f9 alienando quelli che sono gli universi di valore, eterogenei e singolarizzanti: ai valori si sostituiscono il razzismo, la xenofobia, la violenza. Nelle societ\u00e0 occidentali, le leggi di mercato si sono sempre pi\u00f9 spostate in una direzione in cui si impianta l&#8217;opinione comune.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag30\/articoli\/img\/audiovideo_audiovideo07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ad oggi le idee omologanti hanno invaso le nostre vite; il mondo della pubblicit\u00e0, i grandi magazzini nelle nostre citt\u00e0 ci impongono il gusto, l&#8217;uniformit\u00e0, ci impongono ogni accessorio per renderci abitudinari, per poter poi organizzare le nostre vite. Deleuze attraverso il suo pensiero creativo, ha strappato alla filosofia la sua pretenzione di essere epistema, e ha fatto s\u00ec che essa diventasse creazione di concetti. Ci ha insegnato che ci\u00f2 che conta \u00e8 innanzitutto la radice enunciativa della creazione e che la creazione estetica va a mettere il piede nella porta a tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 esser dominato dalla programmazione di valori del sistema capitalistico. Ci ha insegnato che l&#8217;unica maniera per &#8220;resistere&#8221; e di esser in una &#8220;guerriglia&#8221;, e che la pratica estetica \u00e8 una di queste possibilit\u00e0 creative per impedire di essere cancellati come parole scritte sulla sabbia.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.martux.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.martux.it<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.kinotek.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.kinotek.org<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.persistencebit.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.persistencebit.com<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Martux_m aka Maurizio Martusciello, compositore, musicista e performer da pi\u009d di dieci anni, costruisce con il proprio lavoro e la propria ricerca nei confronti del suono un&#8217;importante compenetrazione tra la tradizione della musica concreta ed elettroacustica e la sintesi dell&#8217;elettronica digitale.<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":15922,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,183],"tags":[29,53,55],"class_list":["post-10284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-030","tag-audiovideo","tag-interviews","tag-live-media"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>X-scape: In Fuga Dal Linguaggio &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-030\/x-scape-escape-from-lenguage\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"X-scape: In Fuga Dal Linguaggio &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Martux_m aka Maurizio Martusciello, composer, musician and performer since more than 10 years, builds with his sound work and research an important interpenetration between traditional concrete and electro acoustic music and the synthesis of the digital electronic.[:it]Martux_m aka Maurizio Martusciello, compositore, musicista e performer da pi\u009d di dieci anni, costruisce con il proprio lavoro e la propria ricerca nei confronti del suono un&#039;importante compenetrazione tra la tradizione della musica concreta ed elettroacustica e la sintesi dell&#039;elettronica digitale. 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