{"id":10283,"date":"2007-11-02T12:00:00","date_gmt":"2007-11-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-029\/transitio-mx-02-nomadic-frontiers\/"},"modified":"2020-10-25T10:00:52","modified_gmt":"2020-10-25T09:00:52","slug":"transitio-mx-02-nomadic-frontiers","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-029\/transitio-mx-02-nomadic-frontiers\/","title":{"rendered":"Transitio Mx 02: Frontiere Nomadi"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Sei mesi dopo <span class=\"testoscuro\">Interactiva 07, la Biennale dei Nuovi Media di Merida<\/span>, e qualche migliaio di chilometri pi\u00f9 a nord, nella capitale federale, si \u00e8 appena conclusa la seconda edizione del festival <span class=\"testoscuro\">Transitio Mx (12 \u0096 20 ottobre 2007)<\/span>, progetto espositivo ed esplorativo dedicato al video ed all&#8217;uso creativo delle tecnologie.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Transitio Mx<\/span> si \u00e8 svolto nel Centro Nacional de las Artes, nel Centro de la Imagen, nel Laboratorio Arte e negli spazi pubblici della citt\u00e0 limitrofi a musei e istituzioni artistiche. Un organizzazione imponente, che conta decine di curatori, produttori, montatori, addetti stampa, direttori artistici e reponsabili delle conferenze), a dimostrazione del fatto che in Messico qualcosa si muove ma c&#8217;\u00e8 anche una ricezione ufficiale molto strumentale all&#8217;uso delle nuove tecnologie in ambito artistico (come raccontava <span class=\"testoscuro\">Arcangel Costantini a Digicult<\/span> quasi un anno fa <a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=719\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=719<\/a>). Il festival Transitio \u00e8 organizzato dal <span class=\"testoscuro\">Centro Nacional de las Artes, il Centro Multimediae e la collaborazione dell&#8217;Instituto Nacional de Bellas Artes<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il Messico pare manifestare una propensione a produzioni e ricerche che coinvolgono tecnologie e media in contesti di sperimentazione non solamente procedurale ma anche sociale. Non tecnologie <em>tout court <\/em> ma piuttosto analisi del loro impatto nelle comunit\u00e0 locali (artisti, attivisti, spazi di produzione, spazi espositivi). Il tema del festival, intitolato <em>Fronteras N\u00f3madas<\/em>, allude all&#8217;idea della frontiera come spazio di fluidit\u00e0, passaggio, spostamento. Il <em>border <\/em> che sembra essere fisso su una linea di confine, nella realt\u00e0 \u00e8 mobile e mutevole perch\u00e9 assume forma e attitudini di chi lo oltrepassa, di chi si ferma per un periodo, o lo attraversa costantemente prendendo ogni volta la direzione opposta alla precedente.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag29\/articoli\/img\/newmedia_lucreziacippitelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Dall&#8217;idea di proporre la frontiera come &#8220;nomade&#8221; nasce anche l&#8217;idea centrale dell&#8217;esposizione (una delle tre piattaforme su cui si sviluppa il festival, come vedremo), che vuole centrare la sua attenzione sulla comunit\u00e0. L&#8217;idea del festival \u00e8 insomma suggerire una possibile consonanza tra le frontiere geografiche &#8211; immagine per altro totalmente in linea con i nostri tempi, fatti di spostamenti di ingenti comunit\u00e0 umane per superare le frontiere fisiche che li dividono dall&#8217;idea di una vita migliore &#8211; e quelle disciplinari, che dovrebbero essere aperte, permeabili e decostruite per dare spazi a progetti ibridi ed <em>opere aperte<\/em>. Cos\u00ec come le frontiere sono ibride ed aperte, le pratiche artistiche che si fondano sulla sperimentazione e l&#8217;ibridazione di media e strumenti vecchi e nuovi e le comunit\u00e0 che le realizzano e le condividono sono comunit\u00e0 aperte ibride e orientate alla commistione. Sono comunit\u00e0 nomadi perch\u00e9 mobili; cos\u00ec come l&#8217;arte realizzata nel network \u00e8 ubiqua e delocalizzata, senza una posizione geografica specifica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Transitio Mx<\/span> si articola su tre piattaforme: una mostra, un simposio ed un concorso.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Il concorso<\/span>, che come dice il bando \u00e8 aperto a producers e artisti che lavorano con video, suono, Net Art, installazioni, performances e arti sceniche, \u00e8 stato switchato in tre premi. Sizigia, vinto con il progetto <span class=\"testoscuro\">Identity States dal duo francese Brad Kligerman y Jamil Mehdaoui<\/span>; Transitio, vinto dallo statunitenste <span class=\"testoscuro\">Matt Roberts con il progetto di locative media ciclistico Cycles for Wandering<\/span>; Transnational Communities, vinto dal collettivo formato da <span class=\"testoscuro\">Ricardo Dom\u00ednguez, Brett Stalbaum, Micha C\u00e1rdenas e Jason Najarro, per il lavoro Transborder Immigrant Tool<\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag29\/articoli\/img\/newmedia_lucreziacippitelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La piattaforma espositiva \u00e8 senza dubbio degna di nota per la quantit\u00e0 di progetti e artisti proposti, ed \u00e8 realizzata in tre sezioni curatoriali. <span class=\"testoscuro\">S\u00edntesis libre<\/span>, curato da Eusebio Ba\u00f1uelos, Sarah Minter, Ricardo Rend\u00f3n y Karla Villegas, ha proposto una serie di performances (<span class=\"testoscuro\">a 360 gradi, dalle azioni del Graffiti Research Lab nelle strade di Citt\u00e0 del Messico alle performances A\/V di Arc\u00e1ngel Constantini o Fernando Llanos<\/span>) e contestualmente la loro documentazione e archiviazione nel Laboratorio de Memoria (Memory Lab), che contiene la memoria anche di tutti i processi curatoriali che hanno portato alla realizzazione di determinati eventi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Della serie \u0096 confermando la scelta multidisciplinare del festival \u0096 la creativit\u00e0 passa per ogni azione del pensiero, da quella di un artista a quella di un critico o curatore che costruiscono un discorso usando non solo il linguaggio verbale o scritto ma anche quello della creativit\u00e0. &#8220;Qualunque pratica \u0096 conferma lo statement curatoriale \u0096 atto o prodotto artistico \u00e8 un modo di relazionarsi con il mondo&#8221;. Performances e azioni generate e discusse all&#8217;interno dei musei, vengono trasportate nello spazio urbano e presentate come feste, giochi, T.A.Z direbbe il buon vecchio Hakim Bey, per relazionarsi con una comunit\u00e0 di pubblico non specializzato.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">(in).COMunidades<\/span>, curata da Laboratorio 060 (lc060.org), collettivo di curatori\/artisti\/producers\/organizzatori che hanno costruito un percorso di azioni e presentazioni i diversi luoghi \u0096 non ufficialmente devoti all&#8217;arte contemporanea \u0096 della citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">In fine <span class=\"testoscuro\">Im_polis <\/span>, curata da Ale de la Puente , Rogelio Sosa, Iv\u00e1n Abreu, Karla Jasso. Forse la sezione pi\u00f9 importante e impegnativa del festival, con 29 artisti invitati con progetti pensati espressamente per il festival, tra cui <span class=\"testoscuro\">Gustavo Romano, Young Hae-Chang Heavy Industries, Ricardo Miranda Zuniga e Lucas Bambozzi<\/span>. <em>Im_polis <\/em> significa &#8220;dentro la politica&#8221;, per riattivare il discorso dell&#8217;inserzione dell&#8217;arte all&#8217;interno della vita sociale, usando i lavori di artisti che ricorrono spesso alla delocalizzazione del loro operato dal contesto artistico al reale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag29\/articoli\/img\/newmedia_lucreziacippitelli04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il programma del simposio \u00e8 stato ricco di interventi di critici, pensatori, artisti internazionali, in un misto di &#8220;think local e act global&#8221;, in cui le pop star del newmedia pensiero \u0096 come<span class=\"testoscuro\"> Jos\u00e9 Luis Brea<\/span> \u0096 si sono mischiate ad artisti, critici ed accademici locali, per dare spazio a un dialogo che ragionasse non solo in termini astratti di &#8220;Teorie e Discorsi&#8221; da sostenere con il supporto di qualche filosofo europeo engag\u00e9, ma piuttosto in forma fattiva dando la voce a progetti locali \u0096 com&#8217;\u00e8 il caso di Fran Ilich.<\/p>\n<p align=\"justify\">Interessante l&#8217;idea di dividere il simposio in due sezioni; una pi\u00f9 teorica e critica, in cui si \u00e8 discusso di arte e politica, migrazioni, globalizzazione, media e decentralizzazione con alcuni degli artisti invitati a Transitio insieme a critici e pensatori internazionali. L&#8217;altra, pi\u00f9 orientata alla pratica, ha proposto workshop sull&#8217;uso di programmi open source per l&#8217;editing multimediale (dal testo al video), filmaking e anche di &#8220;open source tools for urban communication&#8221;, realizzato dall&#8217;<span class=\"testoscuro\">Graffiti Research Lab<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Breve parentesi dedicata al confronto con il paradigma nazionale italico (ci vuole del resto). La spinta ufficiale verso i nuovi media e le tecnologia sembra si, come diceva Costantini, finalizzata alla creazione di un&#8217;immagine fresca, giovane e nuova, in tono con le pretese dei nuovi governi messicani (che dopo settant&#8217;anni di Partito Revolucionario Institucional hanno conquistato il potere dal 2000). L&#8217;uso del termine nuove tecnologie sembra \u0096 cos\u00ec come presentato nello statement curatoriale dell&#8217;intero festival \u0096 piuttosto vuoto, un bla bla bla di nozioni neoavanguardiste miste a qualche citazione ad hoc dei filosofi forti (in termini di legittimazione di discorso critico) come Deleuze, Guattari, Aug\u00e9 e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, e termini cos\u00ec in voga nell&#8217;ambito dei nuovi media (interazione, disseminazione, globalized media ecc.ecc.).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag29\/articoli\/img\/newmedia_lucreziacippitelli05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma basta guardare brevemente le interviste al comitato curatoriale delle tre mostre e dei simposia (contenute nella sezione Podcast del sito) e sentire parlare i giovani curatori, per capire che l&#8217;investire in progetti simili da parte delle istituzioni non \u00e8 una scelta di miope copia di parole d&#8217;ordine alla moda. Significa anche spingere sulle intelligenze locali e dare la possibilit\u00e0 a chi lavora dall&#8217;interno di ricevere un&#8217;attenzione internazionale. Significa spingere sulle nuove generazioni di artisti, critici, pensatori, producers locali. Di favorire, al contrario di quello che sembra succedere in Italia, un&#8217;immigrazione di intelligenze dall&#8217;esterno verso il Messico, e non l&#8217;emigrazione di teste pensanti che non riescono a trovare sostegni per i loro spazi di costruzione e di immaginazione se non, come per fortuna succede ancora (si pensi all&#8217;Hackit) negli spazi autocostruiti, occupati, sottratti cio\u00e8 alla disattenzione pubblica.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/transitiomx.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/transitiomx.net\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sei mesi dopo Interactiva 07, la Biennale dei Nuovi Media di Merida, e qualche migliaio di chilometri pi\u009d a nord, nella capitale federale, si \u008f appena conclusa la seconda edizione del festival Transitio Mx (12 &#8211; 20 ottobre 2007), progetto espositivo ed esplorativo dedicato al video ed all&#8217;uso creativo delle tecnologie<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":28750,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,239,182],"tags":[65],"class_list":["post-10283","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-articles","category-issue-029","tag-report"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Transitio Mx 02: Frontiere Nomadi &#8226; 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