{"id":10265,"date":"2007-10-03T12:00:00","date_gmt":"2007-10-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-028\/we-are-the-strange-media-for-strange-people\/"},"modified":"2020-10-25T09:53:00","modified_gmt":"2020-10-25T08:53:00","slug":"we-are-the-strange-media-for-strange-people","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-028\/we-are-the-strange-media-for-strange-people\/","title":{"rendered":"We Are The&#8230;strange Media For Strange People"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Stop motion, 3D, videogame, anime, cultura 8-bit. E come piattaforma di distribuzione, Internet. Il prodotto finale \u00e8 <span class=\"testoscuro\">We Are The Strange<\/span>, un film di 90 minuti indefinibile e sfuggente, dove l&#8217;autore, <span class=\"testoscuro\">M dot Strange<\/span>, ha riunito tutto quello che lo attira visivamente, tutto il suo universo di immagini e stili.<\/p>\n<p align=\"justify\">Personaggi realizzati con diversi media, dialoghi ridotti e una trama ai limiti della narrabilit\u00e0 diventano il marchio di un nuovo modo di raccontare per immagini \u0096 ribattezzato dallo stesso autore &#8220;<span class=\"testoscuro\">Str8nime<\/span>&#8220;- . Realizzato con un budget limitatissimo e un equipaggiamento essenziale, il filmdi M dot Strange \u00e8 stato proiettato al <span class=\"testoscuro\">Sundance Festival<\/span>, dove ha ricevuto un&#8217;accoglienza tiepida dai filmmakers &#8220;classici&#8221;. Ma \u00e8 ovviamente su Internet invece, che l&#8217;originalissima opera ha avuto una circolazione straordinaria, grazie al passaparola di tutti gli &#8220;strange people&#8221; che ne hanno ammirato l&#8217;approccio visivo assolutamente diverso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un lavoro questo realizzato dal giovanissimo artista senza alcuna preparazione tecnica o teorica, senza studi di arte o cinematrografia, senza l&#8217;aiuto di una vera e propria produzione come ci si aspetterebbe da un lungometraggio di 90minuti. No, <span class=\"testoscuro\">We Are The Strange <\/span>\u00e8 un prodotto figlio del suo tempo, nato dal mix&amp;paste spontaneo e intuitivo di un figlio di Internet e dei videogiochi, nato e cresciuto con software e codici nascosti nel cassetto, alimentato quitodianamente con un estetica visiva fatta della commistione di differenti messaggi e linguaggi. Un&#8217;opera sotto molti aspetti rivoluzionaria, anche se quasi totalmente ignorata dai media di massa e dalla cultura tradizionale: un lavoro realmente a cavallo tra media ed estetiche, realizzato da un non-artista nel senso tradizionale del termine, ma che attraverso un uso sapiente degli strumenti digitali ha saputo cortocicuitare i gangli dell&#8217;arte e della comunicazione contemporanei.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/softwareart_monicaponzini02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Senza una vera trama narrativa lineare, struttura tanto cara a molto cinema sperimentale e al live cinema elettronico di oggi, strutturato come l&#8217;avanzare dei livelli di un videogame, secondo gli schemi teorizzati e spesso falliti dei machinima, questo e molto altro \u00e8 <span class=\"testoscuro\">We Are The Strange<\/span>, come ci raccontato lo stesso <span class=\"testoscuro\">M dot Strange<\/span>\u0085.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: Che cosa ti ha ispirato nella realizzazione di We Are The Strange? Da dove nascono questi personaggi e il mondo in cui si muovono? In questo film si ritrova una messe di referenze che si intrecciano continuamente\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>: <\/span>l titolo <em>We Are The Strange <\/em> viene da una canzone che ho composto 4 o 5 anni fa. Per tutta la vita mi sono sentito un escluso, volevo sempre fare cose &#8220;diverse&#8221; e sentivo di essere una persona &#8220;strana&#8221;. Ho scritto una canzone che raggiungesse tutte le persone strane nel mondo. E sono sempre stato un grande fan dei vecchi video games &#8211; sono rimasto &#8220;bloccato&#8221; nel 1986: ho cominciato a interessarmi ai fratelli Quay e a Jan Svankmajer, poi mi sono appassionato di animazione giapponese. Ho passato un periodo in Giappone e la sua cultura mi ha affascinato molto. Mi piacevano tutte queste cose e volevo metterle assieme. La storia di <span class=\"testoscuro\">We Are The Strange <\/span> \u00e8 molto semplice, ma in realt\u00e0 parla dell&#8217;essere esclusi, del non aderire perfettamente al mondo che ti circonda. I personaggi stessi sono realizzati con media diversi non solo rispetto all&#8217;ambiente circostante, ma anche tra di loro. Mi piaceva l&#8217;idea di tutti questi media diversi che &#8220;funzionano&#8221; insieme, ed era una sfida mixarli senza farti esplodere il cervello mentre li guardi. E ho deciso di farlo, tutto da solo\u0085.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: E&#8217; notevole il fatto che tu abbia realizzato tutto il film da solo. Non hai una formazione formale in video-making, e gi\u00e0 questo \u00e8 particolare. Inoltre, quando si pensa a una produzione video, di solito si pensa a un team. Come mai questa scelta?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>:<\/span> Non ho mai frequentato un corso di film, ne&#8217; un corso d&#8217;arte, ho studiato Kinesiologia, e ho semplicemente usato la Rete e letto libri. Se hai un desiderio, una passione, al giorno d&#8217;oggi puoi raggiungere quello che vuoi. Tutto quello che vuoi imparare e&#8217; accessibile su Internet e tutti quelli con cui sono in contatto tramite YouTube, vogliono realizzare la stessa cosa \u0096 ragazzi di 14-15 anni che vogliono fare animazione utilizzando quello che gli consiglio io, guardando su Wikipedia. Le scuole di cinema formano persone con una certa visione predefinita. Io non ho nemmeno finito la scuola e mi sono istruito da solo. Voglio vedere cose che escono dagli schemi, cose che mi sorprendano e l&#8217;unico modo di farlo \u00e8 definire il proprio spazio. Quando mi guardo indietro sono contento di quello che ho fatto, perch\u00e9 ho creato questa cosa unica ed era l&#8217;unico modo per farlo. Ho cominciato a lavorare a questo progetto con un paio di persone, ma tutti i registi sono fissati col controllare le cose\u0085alla fine ho deciso di continuare da solo. Inoltre, quando lavoro sono un masochista, mi piace lo sforzo. Nel fare questo tipo di lavoro tutto da solo, ne sono completamente consumato, raggiungo quello stato che durante la guerra del Vietnam chiamavano &#8221; thousand-yard stare&#8221;, ma ne sono anche molto fiero, mi piace poter dire che ho fatto un film da 90 minuti tutto da solo. Immagino sia la mia natura competitiva.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/softwareart_monicaponzini04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: Dove hai trovato i fondi per realizzarlo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>:<\/span> L&#8217;ho finanziato da solo. Tutto il film \u0096tre anni di lavorazione- \u00e8 costato circa 20.000 dollari. Ho lavorato come designer e animatore, ho vissuto in economia e lavorato in economia. Dato che facevo tutto io non c&#8217;era nessuno da pagare ed essenzialmente i miei costi sono stati comprare i computer e l&#8217;attrezzatura.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: E ho letto che anche quando il tuo computer si \u00e8 rotto, hai trovato un modo per utilizzarlo\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>:<\/span> S\u00ec, il mio laptop si \u00e8 rotto, ma non mi sono lasciato fermare. All&#8217;inizio ero disperato, perch\u00e9 lo usavo per le animazioni, ma poi ho cominciato a guardare i cristalli liquidi sullo schermo frantumato e mi \u00e8 sembrato un cielo, cos\u00ec l&#8217;ho fotografato. L&#8217;ho scannerizzato ed \u00e8 diventato il cielo alla fine del film.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: Metterai tutto il tuo film in Rete alla fine di ottobre. Distribuirai (se ancora si pu\u00f2 usare questo termine) il film in una maniera assolutamente inusuale. Perch\u00e9 questa decisione?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>:<\/span> Ho ricevuto offerte per distribuire il mio film nei cinema, ma per me il film deve essere messo online gratis. Sono pi\u00f9 un artista che un uomo d&#8217;affari, per me la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che la gente possa vederlo, anche se non se lo possono permettere. Fra l&#8217;altro, adesso il mio film \u00e8 sottotitolato in 17 lingue: tutti i sottotitoli sono stati realizzati da fan in giro per il mondo. Se un distributore l&#8217;avesse comprato, l&#8217;avrebbe distribuito solo in inglese e solo in Nord America, ma io voglio renderlo disponibile per tutti \u0096 c&#8217;\u00e8 gente strana in tutto il mondo, io la voglio raggiungere. Quando parliamo di distribuzione &#8220;classica&#8221;, parliamo di un sistema che vuole raggiungere una grossa fetta di persone &#8220;nel mezzo&#8221;, non le persone ai margini. Se il film non piace alle persone &#8220;comuni&#8221;, non viene distribuito. Magari qui non ci sono molte persone a cui piace questo film, ma se hai un pubblico globale su Internet, allora puoi fare qualcosa. I distributori fanno le cose per la gente comune. Io no. C&#8217;\u00e8 gi\u00e0 abbastanza in giro per la gente comune e sono convinto che si debbano correre dei rischi. Voglio fare cose per la gente ai margini, mentre i distributori mainstream non vogliono. Tutto questo va decisamente contro il modello tradizionale\u0085.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/softwareart_monicaponzini05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: Cosa pensi del tuo pubblico? Come lo definiresti?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>:<\/span> Penso che sia una rumorosa minoranza: si fa conoscere, gli piacciono le cose lontane dal gusto comune. E penso che ci siano molte persone stanche di vedere sempre le solite cose, ma che ancora non hanno fatto il salto e non dicono ancora che queste strane cose sono di loro gradimento. Io metto la mia creazione l\u00ec fuori e quelli che sono con me sono una rumorosa minoranza che per\u00f2 ha parecchia influenza sugli altri. Il mio pubblico online \u00e8 come il mio agente, mi procura interviste, fa un sacco di cose per me e io sono felice di fare film per questo tipo di gente, \u00e8 sincera ed \u00e8 unica, si sente fuori posto nel proprio ambiente, abbiamo questa sorta di legame. E anche se quello che ho fatto sembra strano \u0096 una persona sola nella sua stanza con il suo computer \u0096 sono sicuro che, dopo quello che ho fatto, un sacco di persone in giro per il mondo stanno realizzando nelle loro stanze film o altro, cose che vedremo nei prossimi anni. Ecco perch\u00e9 lo faccio, sono ispirato da queste storie.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: Il tuo film va contro un sacco di modelli tradizionali, non solo per la distribuzione, ma anche per la trama, quasi inesistente. Pi\u00f9 che una sceneggiatura, il tuo schema sembra la progressione a livelli di un videogioco: che ne dici?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>:<\/span> S\u00ec, all&#8217;inizio volevo addirittura mettere i nomi dei livelli, per indicare l&#8217;avanzamento. Sto sperimentando e questo era solo l&#8217;inizio. Il mio prossimo film non sar\u00e0 nemmeno propriamente un &#8220;film&#8221;. Non mi piacciono le restrizioni. Sto prendendo elementi narrativi dai videogame, dai film, dal Kabuki e dall&#8217;opera e li voglio mettere insieme. <em>We Are The Strange <\/em> era il primo esperimento ed era la cosa pi\u00f9 vicina a un film tradizionale, per lo meno da un punto di vista narrativo. Subito dopo il Sundance Festival, ho pensato di diventare pi\u00f9 &#8220;normale&#8221;, conformato, ma dopo aver letto e parlato con altre persone, ho deciso di spingermi ancora pi\u00f9 al limite. Certo, <em>We Are The Strange <\/em> \u00e8 basato sul modo di narrare tipico dei videogame e ho scritto anche un intervento in cui affermavo che per me i videogame hanno un effetto pi\u00f9 interessante sulla narrativa tradizionale odierna che non i film di Hollywood. Ognuno comunica in maniera diversa: io gioco pi\u00f9 ai videogame e guardo pi\u00f9 animazione giapponese di quanto guardi i film &#8220;normali&#8221;. Ma penso che non si debba avere paura di creare cose nuove.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/softwareart_monicaponzini06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: Pensi che ci stiamo muovendo verso nuove estetiche narrative?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>:<\/span> Sicuramente, ci sono milioni di modi diversi: dipende da come funziona la nostra mente, da come funziona il mondo. Ci sono i film cosiddetti &#8220;realistici&#8221; e poi ci sono film come quelli di David Lynch \u0096 e quelli sono pi\u00f9 vicini alla realt\u00e0 -, ma la gente \u00e8 talmente legata alla convenzione dei generi che non lo capisce. Ci sono milioni di possibilit\u00e0, ma non verranno mai esplorate se la gente continua a fare le stesse cose, a lavorare entro gli stessi confini. Per me \u00e8 pi\u00f9 emozionante fare qualcosa che \u00e8 intangibile: visivamente vedo scenari, colori, la musica, ho una comprensione basilare dei personaggi e della storia, e penso che si debba essere liberi di fare cose del genere. C&#8217;\u00e8 sempre un messaggio sotto e se lavori nella maniera giusta, il messaggio arriva al pubblico.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: Pensi di muoverti fuori dai confini dello schermi, di passare anche alle installazioni?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>:<\/span> Penso di rimanere legato al video, ma il mio prossimo film sar\u00e0 in 3D stereoscopico, e come la storia verr\u00e0 narrata e quello che si vedr\u00e0 sar\u00e0 completamente diverso. Sono aperto a diversi progetti, ma c&#8217;\u00e8 sempre poco tempo. Ed \u00e8 anche per questo che voglio percorrere questa nuova strada: quella vecchia richiede molto pi\u00f9 tempo. Se domani una compagnia di produzione mi offrisse 20 milioni di dollari per fare un film sui Ninja \u0096cosa che non \u00e8 poi cos\u00ec lontana dalla realt\u00e0- mi ci vorrebbe un sacco di tempo. Essere creativi vuol dire far scattare una scintilla e agire, non far scattare la scintilla e sedersi, pensarci, farla approvare e poi agire.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/softwareart_monicaponzini08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Monica Ponzini<\/strong>: Sei interessato all&#8217;interattivit\u00e0?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>M dot Strange<\/strong>:<\/span> Ho fatto dei lavori in precedenza \u0096spin-off dei miei personaggi- che non sono pi\u00f9 online. Ma questa \u00e8 una delle tante possibilit\u00e0 oggi: connettere direttamente la tua creativit\u00e0 attraverso Internet e attraverso diversi media.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.wearethestrange.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.wearethestrange.com\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stop motion, 3D, videogame, anime, cultura 8-bit. E come piattaforma di distribuzione, Internet. 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