{"id":10256,"date":"2007-10-03T12:00:00","date_gmt":"2007-10-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-028\/hackmeeting-2007-ten-years-nerdcore\/"},"modified":"2020-10-25T09:48:58","modified_gmt":"2020-10-25T08:48:58","slug":"hackmeeting-2007-ten-years-nerdcore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-028\/hackmeeting-2007-ten-years-nerdcore\/","title":{"rendered":"Hackmeeting 2007: Ten Years Nerdcore"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Si \u00e8 svolto proprio questo weekend la <span class=\"testoscuro\">decima edizione di Hackmeeting<\/span>, un appuntamento fondamentale per la comunit\u00e0 digitale italiana, i cultori del free software, gli smanettoni, i freaks della tecnologia, indipendentemente che si tratti di hardware, software o manipolazione del reale. <span class=\"testoscuro\">Hackmeeting<\/span> \u00e8 un&#8217;iniziativa indipendente che nasce nel 1998 e ogni anno si \u00e8 proposto itinerante in diverse citt\u00e0 italiane, ospitato e ospite di spazi liberi e pubblici; quest&#8217;edizione si \u00e8 svolta al <span class=\"testoscuro\">centro sociale Rebeldia, a Pisa. <\/span><\/p>\n<p>L&#8217;evento \u00e8 in prima istanza una tre giorni di workshop e presentazioni che articolano un dibattito tecnologico, profondamente radicato nella cultura del <span class=\"testoscuro\">free software e delle licenze libere<\/span>. Di meeting di tecnologia e di convegni sul software e sull&#8217;economia informatica ce ne sono in continuazione, ma questo \u00e8 un appuntamento speciale: \u00e8 l&#8217;unico evento che si occupa di queste cose in maniera critica e radicale. <span class=\"testoscuro\">Hackmeeting<\/span> si riferisce esplicitamente all&#8217;approccio hacker alla tecnologia, e questo termine seppur molto controverso nelle sue interpretazioni e stretto ad ogni tipo di definizione, sicuramente sottintende un atteggiamento proattivo che si rifiuta di subire l&#8217;impatto tecnologico ma cerca di orientarlo.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Hackmeeting, o hackit<\/span> com&#8217;\u00e8 definito da chi vi partecipa, parte proprio da questo punto, e nella propria home page parla di &#8220;<span class=\"testoscuro\">tecnoindifferenza<\/span>&#8221; come la prima delle critiche da muovere al contesto sociale che verso la tecnologia si mostra sempre pi\u00f9 come un passivo consumatore.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/hackart_francescavalsecchi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;intento di <span class=\"testoscuro\">Hackmeeting<\/span> \u00e8 stato negli anni l&#8217;aggiornamento di questa critica e del dibattito: nel 1998 quando hackit nacque, il free software era un fenomeno ancora &#8220;di nicchia&#8221; e internet stesso era uno strumento di comunicazione e accesso ad informazioni ancora in diffusione. I nostri giorni ci raccontano di milioni di persone che usano la rete per scrivere, scambiare file, progettare, costruire, tutti i giorni e generando una produzione insostenibile di contenuti. Le leggi sulla privacy informatica e interventi di censura pi\u00f9 o meno repressivi sono sempre pi\u00f9 presenti nell&#8217;attualit\u00e0 politica, tutto il mondo parla di proteggersi e di sicurezza ma nessuno s&#8217;interroga su che cosa davvero ci possa fare male. Queste sono questioni che riguardano tutti, ma che la maggior parte di noi vive con indifferenza, senza capire davvero cosa succede, senza farsi troppe domande, accettando che la tecnologia cresca, migliori, si sostituisca, ci aiuti sempre pi\u00f9, si faccia comprare secondo un percorso lineare in cui tutto \u00e8 scontato e determinato.<\/p>\n<p>Nella costruzione di <span class=\"testoscuro\">Hackmeeting<\/span> si esprime la voce di coloro che invece hanno domande quotidiane, dubbi e critiche, sicuramente abilit\u00e0 tecniche e molta &#8220;passione curiosa&#8221;. <span class=\"testoscuro\">Hackmeeting<\/span> &#8221; <em>sviluppa e interseca le sacche di resistenza sparse nel territorio italiano ed europeo <\/em>&#8220;, come scrivono gli organizzatori nella home, cercando di divulgare informazioni su temi che pochi approfondiscono ma che influenzano il quotidiano vivere di tutti gli esseri umani, attraverso un programma mai definitivo di seminari che si succedono incessantemente nelle giornate del venerd\u00ec e sabato. Ma come vengono organizzati i seminari, e chi c&#8217;\u00e8 dietro quest&#8217;evento?<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/hackart_francescavalsecchi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>\u00c8 infatti il &#8220;chi&#8221; che rende cosi speciale <span class=\"testoscuro\">Hackmeeting<\/span>. Tutto nasce in una mailing list, che negli anni novanta venne creata come strumento di discussione pubblico e trasversale ai nodi locali, alle situazioni, ai linux user group e ai movimenti legati al software libero. Centinaia di persone messe in relazione dal fitto scambio di email hanno sognato un evento che sapesse dare forma a tutte le anime dell&#8217;underground digitale, rispettando il valore dell&#8217;autogestione e dell&#8217;autoproduzione, un evento che fosse pubblico e che nella sua concretezza e fisicit\u00e0 potesse aprirsi alle connessioni con l&#8217;esterno e con le citt\u00e0. La lista \u00e8 rimasta negli anni il centro organizzativo dell&#8217;evento, vi partecipano centinaia di persone e la gestione degli aspetti logistici \u00e8 condivisa nel contributo di tutti (o molti). Il resto lo fa tutto la partecipazione: gli spazi vengono trasformati per fare posto al <em>lan space<\/em>, il cuore attivo e connesso di hackit, uno spazio con prese elettriche e di rete che possa accogliere le centinaia di persone che attraversano la tre giorni.<\/p>\n<p>Ogni anno un posto diverso, una volta il lan space \u00e8 uno stanzone da quattrocento persone sedute ai tavoli e cumuli di cavi di ogni genere che si intrecciano sopra le teste, in altri casi stanze pi\u00f9 piccole e cavi che trapassano i muri. Anche gli spazi dei seminari vanno preparati, servono teli, proiettori, rete, sedie. In lista ci si organizza su cosa portare, su chi sa fare cosa, chi pu\u00f2 venire prima a pulire gli spazi e montare la rete. L&#8217;infrastruttura di rete \u00e8 un aspetto interessantissimo di <span class=\"testoscuro\">Hackit<\/span>: non tutti i posti che ospitano hackit hanno contratti per la connettivit\u00e0 ad internet, questa va quindi trovata e messa a disposizione di centinaia di persone. La si costruisce, ogni volta, pezzo per pezzo: i server, il dns, il gateway, la configurazione delle reti, lo shaping della banda per non abusare di download ma sfruttare le risorse interne. Parole che sono oscure ai pi\u00f9, ma chi ha un minimo di conoscenza di reti pu\u00f2 apprezzare l&#8217;atto creativo che l&#8217;installazione della rete rappresenta per l&#8217;evento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/hackart_francescavalsecchi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>E l&#8217;accesso \u00e8 semplice: arrivi, entri con una sottoscrizione libera e ti imbatti subito nel primo computer (con annesso &#8220;hacker&#8221; alla tastiera) che, se ti serve, ti assegna un indirizzo per poterti connettere alla rete. I dischi del lan space sono potenzialmente tutti in condivisione, e questo rende frenetica e divertente l&#8217;attivit\u00e0 di scambio che scorre parallela ai seminari per tutta la durata dell&#8217;evento. <span class=\"testoscuro\">Hackmeeting<\/span> vive tre giorni senza sosta e c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno sveglio e qualcuno addormentato sulle tastiere. Si dorme ospiti dello spazio, sacchi a pelo e spartanit\u00e0 ma \u00e8 davvero un&#8217;esperienza a cui va concesso di arrivare sottopelle. Tutti possono partecipare iscrivendosi alla lista, proponendo seminari o semplicemente facendosi un giro. Il giorno conclusivo della domenica \u00e8 dedicato ad un&#8217;assemblea plenaria di tutti i partecipanti che \u00e8, oltre che momento per i felici scambi per la buona riuscita che non \u00e8 mai stata smentita, il tavolo della discussione della comunit\u00e0 stessa, il rilancio all&#8217;anno successivo e il momento per delle valutazioni complessive nel merito stesso del dibattito tecnologico. Si ritorna tutti a casa, e in lista, pensando all&#8217;hackmeeting successivo e continuando a resistere nel conflitto tecnologico quotidiano.<\/p>\n<p>L&#8217;atmosfera dell&#8217;evento \u00e8 in effetti qualcosa di unico, un momento fluido di cooperazione creativa. Mille persone che si autogestiscono dimostrano una certa complessit\u00e0, e in ogni caso una certa bellezza: computer con case autocostruiti in legno, computer nelle valige, negli acquari, la costruzione di antenne dalle lattine dei pomodori, riciclare i componenti elettrici per generare musica sono solo alcuni esempi delle stravaganze dei punti di vista che compongono Hackmeeting. Quest&#8217;anno si \u00e8 parlato di <span class=\"testoscuro\">licenze software e sistemi di anonimato, di numeri primi, di sicurezza delle reti telefoniche, ma anche di scienza e alimentazione<\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/hackart_francescavalsecchi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>La presenza massiccia e creativa dei computer \u00e8 sicuramente l&#8217;aspetto estetico e folcloristico pi\u00f9 caratteristico di <span class=\"testoscuro\">Hackmeeting<\/span>, non tanto per i pc ma per la non organizzazione con cui possono essere disposti, e il groviglio di cavi e dispositivi che da essi deriva. Ma Hackmeeting non \u00e8 un evento di tecnologia informatica, bens\u00ec un appuntamento aperto e accogliente nei confronti degli approcci radicali a qualunque sistema tecnologico: non stupitevi di chi si porta il saldatore, le brugole, componenti elettroniche, hardware riciclato di ogni genere, vecchie lattine e pezzi di fil di ferro, e perch\u00e9 no matterello e ciotole di porcellana. I seminari sono &#8221; <em>aperti al pubblico e gratuiti, in cui si parlera&#8217; di tecnica ma anche di politica. Porteremo avanti il discorso sui diritti digitali, sulla scelta del software libero, l&#8217;opposizione alla logica dei brevetti e del copyright tradizionale, la costruzione di server autogestiti, lo studio e la sperimentazione di fonti energetiche pulite, i risvolti dell&#8217;uso sociale delle tecnologie e dell&#8217;incontro tra tecnologie e sessualita&#8217;, i problemi legati al lavoro in campo informatico, l&#8217;autodifesa della propria privacy, lo studio dei dispositivi di controllo e di sorveglianza, la resistenza alla censura <\/em>&#8221; <em>. <\/em><\/p>\n<p>L&#8217;hacktivism, lo si legge nel manifesto ma lo si respira vivendo l&#8217;evento, \u00e8 un&#8217;attitudine: trasformare, manipolare, usare la tecnologia per rispondere ai propri desideri, &#8221; <em>Il nostro essere &#8216;hacker&#8217; si mostra nella quotidianit\u00e0 anche quando non usiamo i computer, si mostra quando ci battiamo per far cambiare le cose che non ci piacciono, come l&#8217;informazione falsa ed imposta, come l&#8217;utilizzo di tecnologie non accessibili e costose, come il dover recepire informazioni senza alcuna interattivit\u00e0 e il dover subire da spettatori l&#8217;introduzione di tecnologie repressive e censorie. Siamo sinceramente spaventati dalla velocit\u00e0 con la quale la tecnologia viene legata a doppio filo al controllo sociale, alle imprese belliche, ad una malsana e schizofrenica paura del proprio simile: il nostro approccio \u00e8 diametralmente opposto <\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>In questo contesto hanno trovato spazio quest&#8217;anno <span class=\"testoscuro\">seminari tecnicissimi sul codice, discussioni su sistemi avanzati di sicurezza, workshop di elettronica cosi come interventi di pi\u00f9 generale interesse sull&#8217;aspetto sociale delle tecnologie, sull&#8217;aggiornamento in materia di privacy<\/span>. Non sono mancati degli ospiti internazionali, un seminario critico sulla scienza, sulla sua libert\u00e0 e autorevolezza che ha generato un dibattito sul futuro dell&#8217;attivismo che bussa alle porte dei laboratori. E, armati di ciotole e matterello, un workshop sul pane, che con i suoi ingredienti e il forte legame con la terra e la cultura tradizionale \u00e8 stato una buona (e golosa) scusa per riflettere di copyright sui semi, acque privatizzate, saperi perduti e riappropriazione del tempo lungo e del tempo della produzione come forma di hack della vita dei consumi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/hackart_francescavalsecchi07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il<span class=\"testoscuro\"> lan space di Rebeldia<\/span> \u00e8 stato ospitato nel salone concerti. Telo da proiezione con un vj collettivo: connettendosi ad un certo computer sulla rete era possibile proiettare quanto voluto su uno degli otto terminali video che venivano trasmessi contemporaneamente dal proiettore. Si sono viste righe di codice scritte pubblicamente, autoproduzioni video, film, sessioni di vjing, tutto in un flusso di immagine senza sosta, particolarmente apprezzato durante la notte del sabato che si \u00e8 conclusa con frenetiche danze elettroniche e screening di ogni genere. <span class=\"testoscuro\">Hackmeeting<\/span> \u00e8 un evento anche divertente, e a suo modo poetico, nel suo essere tecnofeticista e libertario allo stesso tempo. Tra le note elettroniche non \u00e8 tra l&#8217;altro mancata una nota a suo modo romantica: al massimo delle casse gli hacker che cantano la canzone di capitan Harlock, eroe dell&#8217;immaginario pirata e della libert\u00e0 della trasformazione.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un ottimo sottofondo per la celebrazione di questo decimo appuntamento che cade completamente attuale su alcune importanti questioni socio\/tecniche. <span class=\"testoscuro\">Controllo e interventi restrittivi delle libert\u00e0 digitali sono al centro della riflessione<\/span>: la profilazione degli utenti sempre piu&#8217; sofisticata resa possibile dalla mole di informazioni che mettiamo in rete con gli strumenti di social software, i sistemi di sorveglianza e biometrici sul controllo delle persone, il vincolo a sistemi software proprietari e le battaglie contro la pirateria, la questione sicurezza e privacy che dal dominio delle email e dei contenuti testuali si sposta ora su quelli multimediali e i servizi telefonici che si basano sulla rete digitale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/hackart_francescavalsecchi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;innovazione tecnologica ci pone di fronte sistemi sofisticati di cui non \u00e8 accessibile alcuna profonda comprensione da parte dell&#8217;utente finale; il data retention mappa le nostre vite raccogliendo informazioni dai telefoni, le carte di credito, le tessere del supermercato, le carte bancarie, i telepass, le tessere del blockbuster, il tuo provider, etc. In Germania lo scorso week end si \u00e8 svolta una manifestazione da ventimila persone contro la politica della sorveglianza dei comportamenti nel mondo delle telecomunicazioni, a svantaggio di tutti i cittadini ( <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.vorratsdatenspeicherung.de\/content\/view\/142\/1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.vorratsdatenspeicherung.de\/content\/view\/142\/1\/ <\/a> ).<\/p>\n<p>Contro, in sostanza, l&#8217;atteggiamento politico che ritiene la libert\u00e0 negoziabile con l&#8217;innovazione tecnologica, e che chiama &#8220;sicurezza&#8221; il freddo mondo artificiale in cui ci\u00f2 che veramente perdiamo con la tecnologia \u00e8 l&#8217;esistenza di umani dietro ad essa. lo spettro del tecno controllo \u00e8 sicuramente nell&#8217;orizzonte di chi parla di tecnologie libere e di come \u00e8 fatta davvero la tecnologia che viviamo. Ma c&#8217;\u00e8 un orizzonte ancora piu&#8217; lontano e significativo per hackit, che \u00e8 quella della battaglia dei saperi pubblici e dello scambio della conoscenza, di qualunque tipo, soprattutto se creative, inusuali e non allineate come quelle che vengono messe in gioco durante i tre giorni. Sicurezza \u00e8 conoscenza, non controllo. \u00c8 fiducia e non isolamento. Su queste premesse si basa la comunit\u00e0 degli hackmeeting e il loro sapere pubblico a cui siamo invitati ad avvicinarci.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.hackmeeting.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.hackmeeting.org<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u008f svolto proprio questo weekend la decima edizione di Hackmeeting, un appuntamento fondamentale per la comunit\u0088 digitale italiana, i cultori del free software, gli smanettoni, i freaks della tecnologia, indipendentemente che si tratti di hardware, software o manipolazione del reale. 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