{"id":10251,"date":"2007-10-03T12:00:00","date_gmt":"2007-10-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-028\/atom-floating-audiovisual-design\/"},"modified":"2020-10-25T09:53:47","modified_gmt":"2020-10-25T08:53:47","slug":"atom-floating-audiovisual-design","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/","title":{"rendered":"Atom: Floating Audiovisual Design"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">A volte le cose capitano cos\u00ec, un po&#8217; per caso. E&#8217; anche vero che in alcune citt\u00e0 le cose capitano per caso pi\u00f9 facilmente che in altre. Cose come andare a fare un giro al <span class=\"testoscuro\">Centro Culturale Tesla di Berlino<\/span> un venerd\u00ec sera di pioggia, tanto per dare un&#8217;occhiata, girellando un po&#8217; annoiati tra le installazioni un po&#8217; interessanti e un po&#8217; no, ed imbattersi, per caso, nelle prove di una delle migliori performance\/installazioni audiovisive viste da molto tempo a questa parte.<\/p>\n<p align=\"justify\">La performance di cui stiamo parlando \u00e8 <span class=\"testoscuro\">ATOM di Christopher Bauder<\/span> (gi\u00e0 conosciuto dagli hardware geek per il suo midiGun)<span class=\"testoscuro\"> e Robert Henke (a.k.a. Monolake<\/span>, a.k.a. uno degli sviluppatori principali del software <span class=\"testoscuro\">Ableton Live<\/span>, e direi che come presentazione basta e avanza), realizzata con l&#8217;aiuto di<span class=\"testoscuro\"> Till Beckmanne e Holger<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">La cosa difficile, come per tutte le performance\/installazioni veramente riuscite, \u00e8 riuscire a spiegare perch\u00e9 si tratta di un&#8217;esperienza tanto interessante. Proviamo semplicemente a dsecriverla. Si pu\u00f2 dire che si tratta di una griglia di 8&#215;8=64 palloni di elio che scorrono silenziosi sull&#8217;asse verticale, regolati nel loro movimento da un software progettato dagli stessi artisti, creando cos\u00ec, posizionandosi ad altezze diverse, dei pattern tridimensionali quasi scultorei di palloncini bianchi che si illuminano ritmicamente (singolarmente o a gruppi) grazie a una matrice di led bianchi incastonati nella griglia sul pavimento, in perfetta sincronia con la componente audio ovviamente. Ma una descrizione cos\u00ec fredda non dice veramente perch\u00e9 \u00e8 straordinariamente affascinante stare in una stanza totalmente buia (chi conosce il Kubus del Tesla sa di quale black box stiamo parlando) ad ammirare degli atomi di luce e suono che giocano tra loro e con le nostre memorie percettive, passando continuamente da riferimenti architettonici a riferimenti organici a suggestioni geometriche. L&#8217;unica cosa sensata da scrivere per introdurre quest&#8217;intervista, forse, \u00e8 che vale la pena di tenere sotto marcatura stretta le date della performance\/installazione e cerare di vederla dal vivo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/design_bertramniessen01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nell&#8217;attesa abbiamo itercettato gli artisti, e con loro abbiamo parlato di Atom e in generale del loro lavoro:<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Bertram Niessen: Per iniziare parlateci un po&#8217; di voi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Christopher Bauder:<\/span> Io lavoro come media artista e designer a Berlino. Sono sempre stato interessato alla combinazione di installazioni interattive, interfacce o visual con gli aspetti musicali. Alcuni dei miei primi progetti si indirizzavano in questo senso, come <span class=\"testoscuro\">&#8220;ToneLadder&#8221;, &#8220;midiGun&#8221; o il 3D VJ software &#8220;3DJ&#8221;<\/span> (per maggiori informazioni: <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.whitevoid.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.whitevoid.com <\/a>).<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Robert Henke: <\/span>Io lavoro nel campo del suono e della musica generata da computer, sia come sviluppatore di software che come artista. Sono noto principalmente per il mio lavoro club oriented come Monolake, ma negli anni passati mi sono concentrato molto anche sull&#8217;interazione e sulle installazioni.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Bertram Niessen: Com&#8217;\u00e8 nata l&#8217;idea di ATOM?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Christopher Bauder:<\/span> La performance &#8220;ATOM&#8221; \u00e8 basata sull&#8217;installazione &#8220;<span class=\"testoscuro\">electric moOns<\/span>&#8220;, che era stata creata inizialmente come scultura interattiva; ma fin dall&#8217;inizio ero intenzionato a trasformarla in una performance audiovisiva. Avevo visto Robert interagire musicalmente con l&#8217;animazione delle luci con un&#8217;altra installazione qualche anno fa, e avevo trovato il tutto molto bello ed impressionante; sono sempre stato un grande fan della sua musica che colpisce tutto il corpo e non solo le orecchie. Gli ho chiesto di collaborare per sviluppare questo progetto, e lui ha accettato di impiegare il suo tocco magico nell&#8217;installazione. &#8220;ATOM&#8221; \u00e8 quindi una creazione congiunta.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Robert Henke:<\/span> Si. Christopher una volta a visto una mia performance con una matrice di 64 lampadine ed ha trovato dei legami con il suo progetto con i palloni.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/design_bertramniessen02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Bertram Niessen: Mi interesserebbe sapere qualcosa a proposito del concept. Come lo avete sviluppato? Siete partiti dagli aspetti tecnici o da qualcos&#8217;altro?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Christopher Bauder:<\/span> Abbiamo iniziato con una specie di setup da laboratorio al TESLA di Berlino. Io regolavo l&#8217;installazione e Robert ha iniziato a preparare pezzi di suono e musica. Ha anche preparato una piccola applicazione software che gli permettesse di mandare pattern di animazione delle luci in sync con la musica. Allo stesso tempo, io ho preparato nuove forme e transizioni per il controllo di altezza dei palloni in una versione aggiornata del nostro software di controllo. Quindi abbiamo iniziato a scambiarci idee a proposito delle forme, delle animazioni e del suono. Abbiamo sviluppato idee astratte per diversi set ed abbiamo iniziato ad improvvisare per circa tre giorni. La struttura finale di 40-50 minuti \u00e8 stata rifinita e testata in un paio di prove finali proprio prima della prima il 15 Settembre al Tesla.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Robert Henke:<\/span> Dato che la matrice di palloni gi\u00e0 esisteva quando Christopher mi ha chiesto di collaborare, abbiamo deciso di dividere il lavoro in due: lui controllva l&#8217;altezza dei palloni, il che significa la qualit\u00e0 scultorea del lavoro, ed io ho creato la musica ed il pattern di LED, che avevano bisogno di costituirsi come unit\u00e0 per essere veramente efficaci. Ho iniziato sviluppando i pattern di movimento dei LED, quindi li ho trasformati in musica e Christopher ha suggerito una geometria per i pattern. Una volta che avevamo ottenuto abbastanza modelli, abbiamo sviluppato una struttura ad un livello pi\u00f9 alto ed abbiamo definito un flusso pi\u00f9 narrativo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/design_bertramniessen05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Bertram Niessen: Qual \u00e8 il tipo di sinestesia che avete sviluppato per ATOM? Ci sono ruoli e regole costanti nel rapporto luce-musica o le relazioni sono flessibili?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Robert Henke: <\/span>Ci sono principalmente tre tipi di interazione. La prima \u00e8 una situazione multiparticellare nella quale il singolo pallone non \u00e8 importante, perch\u00e9 quello che si percepisce \u00e8 l&#8217;esperienza complessiva di un organismo vivente stroboscopico. Per questo scenario la musica pu\u00f2 essere distaccata completamente, ammesso che sia anch&#8217;essa intermittente o che fornisca il contrappunto di lunghi droni che si muovono lentamente. Il secondo tipo di interazione \u00e8 una mappatura molto precisa di eventi musicali discreti in gesti visuali. Questo generalmente produce il maggior effetto e la maggiore meraviglia. Un terzo tipo d&#8217;interazione si ottiene quando ci sono eventi musicali che sono sincronizzati al sequencing dei pattern LED ma che non sono direttamente collegati. Questa \u00e8 la forma pi\u00f9 illustrativa, ed \u00e8 emerso che alla fine \u00e8 anche quella meno convincente. Per questo mi sono concentrato sui primi due tipi di interazione e ne ho fatto derivare pattern di LED pi\u00f9 complessi applicando regole addizionali, come ad esempio il fatto che una singola nota crei un pattern che si muove nel tempo in corrispondenza con il suo decadimento, creando un senso addizionale di spazio e tempo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Christopher Bauder: <\/span>Ci sono diverse regole per le relazioni tra suono, luci e forme. Avevamo anche uno storyboard per lo spettacolo. Ma avevamo anche un grande margine di improvvisazione e modifica per il mood del momento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/design_bertramniessen03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Bertram Niessen: Quali sono i principali aspetti tecnici del vostro lavoro?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Christopher Bauder: <\/span>L&#8217;installazione \u00e8 controllata da segnali MIDI convertiti in voltaggi. L&#8217;altezza dei palloni di elio \u00e8 aggiustata con un cavo controllato dal computer, mentre l&#8217;illuminazione interna \u00e8 ottenuta con dei LED dimmabili super-bright, creando un pixel in una matrice spaziale 8&#215;8. Le luci e le posizioni dei palloni sono controllate da due computer e due software distinti. Robert controlla le animazioni e i suoni in uscita verso un sistema audio a 4 canali. Io controllo le posizioni e i movimenti dei palloni.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Robert Henke:<\/span> I LED sono pilotati via MIDI, e la musica \u00e8 ottenuta tramite sintesi con Ableton Live. Ogni nota suonata con Live \u00e8 mandata anche ad una patch di MAX che controlla i LED e che permette di realizzare nubi statistiche, movimenti e complesse mappature tra eventi musicali e pattern LED. La patch di MAX \u00e8 controllata durante la performance da una faderbox, il che implica di suonare veramente i LED. Grazie all&#8217;ultilizzo di Live, inoltre, \u00e8 possibile suonare lo show in modo diverso ogni volta, lasciando maggiore o minore spazio all&#8217;improvvisazione ed al mood del momento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/design_bertramniessen07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Bertram Niessen: E&#8217; un set up costoso? Pensate che sar\u00e0 facile per voi portarlo in giro?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Christopher Bauder:<\/span> Il costo del sistema \u00e8 abbastanza alto, dato che consiste di molti componenti; e questo ha moltiplicato il costo iniziale dell&#8217;installazione. L&#8217;intera installazione sta agilmente in 5 casse e pu\u00f2 essere spedita in ogni destinazione nel mondo in una settimana con costi ragionevoli. Solo l&#8217;elio ed i palloni nuovi vanno aggiunti per ogni spettacolo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Robert Henke:<\/span> Credo che la performance potr\u00e0 avere abbastanza successo, dato che permette di vivere un&#8217;esperienza unica. La performance al Tesla di Berlino era solo un primo test.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/monolake.de\/installations\/atom.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/monolake.de\/installations\/atom.html<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/luxflux\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.flickr.com\/photos\/luxflux<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.whitevoid.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.whitevoid.com\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.tesla-berlin.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.tesla-berlin.de\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte le cose capitano cos&#8217;, un po&#8217; per caso. \u00e9 anche vero che in alcune citt\u0088 le cose capitano per caso pi\u009d facilmente che in altre. 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Cose come andare a fare un giro al Centro Culturale Tesla di Berlino un venerd\" sera di pioggia, tanto per dare un'occhiata, girellando un po' annoiati tra le installazioni un po' interessanti e un po' no, ed imbattersi, per caso, nelle prove di una delle migliori performance\/installazioni audiovisive viste da molto tempo a questa parte.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2007-10-03T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-25T08:53:47+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/design_bertramniessen04.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Bertram Niessen","twitter_misc":{"Scritto da":"Bertram Niessen","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/","url":"https:\/\/digicult.it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/","name":"Atom: Floating Audiovisual Design &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/design_bertramniessen04.jpg","datePublished":"2007-10-03T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-25T08:53:47+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/8c36e1aa328a82436164e3f11dbc74ff"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/design_bertramniessen04.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/design_bertramniessen04.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/atom-floating-audiovisual-design\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Atom: Floating Audiovisual Design"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/8c36e1aa328a82436164e3f11dbc74ff","name":"Bertram Niessen","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bertram-niessen-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bertram-niessen-96x96.jpg","caption":"Bertram Niessen"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/bertram-niessen\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/45"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10251"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10251\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59389,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10251\/revisions\/59389"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28820"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}