{"id":10250,"date":"2007-10-03T12:00:00","date_gmt":"2007-10-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-028\/the-truth-cinema-of-pierre-bastien\/"},"modified":"2020-10-25T09:53:38","modified_gmt":"2020-10-25T08:53:38","slug":"the-truth-cinema-of-pierre-bastien","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-028\/the-truth-cinema-of-pierre-bastien\/","title":{"rendered":"Il Cinema Verita&#8217; Di Pierre Bastien"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Assistere ogni volta a un live di <span class=\"testoscuro\">Pierre Bastien<\/span> \u00e8 sicuramente un momento speciale per chiunque ami la musica contemporanea, e ama altres\u00ec sorprendersi di fronte al tocco audiovisivo lievemente poetico e quasi giocoso del poli-strumentista francese tanto caro ad <span class=\"testoscuro\">Aphex Twin che lo produce con la sua Rephlex<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">S\u00ec perch\u00e9, come molti sanno, Pierre Bastien non suona tramite i computer e non si sente molto a suo agio nella fredda estetica digitale. <span class=\"testoscuro\">Pierre Bastien<\/span> per la verit\u00e0 suona strumenti meccanici, meccanismi, oggetti: niente elettricit\u00e0, niente flussi di elettroni, niente circuiti, niente informazioni, niente strumentazioni robotiche complesse e nemmeno softwares. Niente di tutto questo, no. Pierre Bastien suona modellini meccanici autocostruiti, a mano, dai quali sembra scorrere il grasso necessario per lubrificarli: avete presente il <span class=\"testoscuro\">Meccano<\/span>? Magari quelli tra di voi che hanno intorno ai trent&#8217;anni, gli altri magari non ne hanno trovato traccia tra Internet e Second Life.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ecco il Meccano dicevamo, un kit di costruzione che comprende lingue di metallo, piatti, ruote, griglie, angoliere, ghiere e viti e bulloni per collegare i pezzi tra loro. Uno strumento in altre parole, uno tool in grado di innescare percussioni, movimenti, rotazioni, strusciamenti nello spazio allo scopo di emettere suono in due modi principali: o esercitando attivit\u00e0 fisica su uno strumento organico, suonandolo quindi, oppure amplificando acusticamente il suo stesso movimento. Questo \u00e8 quello che accade nelle orchestre meccaniche del geniale musicista francese: il <span class=\"testoscuro\">Mecanium<\/span>, il <span class=\"testoscuro\">Mecanology<\/span> e il pi\u00f9 recente <span class=\"testoscuro\">Mecanoid.<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/audiovideo_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ogni traccia di un concerto di <span class=\"testoscuro\">Pierre Bastein<\/span> ha una struttura che si ripete: le mani del musicista che si muovono agili all&#8217;interno della sua mini-orchestra meccanica fatta di decine oggetti e ingranaggi, i movimenti ritmici e ipnotici dei particolati meccanici che si ripetono all&#8217;infinito con lo scopo di costruire la base ritmica del brano, i suoni infinitesimali e pur udibili che vengono sovrapposti uno sull&#8217;altro allo scopo di arricchire l&#8217;ambiente sonoro e quando ormai il livello ipnotico ha raggiunto il suo massimo\u0085.ecco la tromba che interviene, suonata dal vivo of course, romanticamente triste, ironicamente contrastante con la fisicit\u00e0 che ammanta l&#8217;aria, con il suo suono in grado di suscitare emozioni e calore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tanti sono stati nel corso degli ultimi dieci anni gli strumenti meccanici costruiti da Pierre Bastien, tante le Orchestre Meccaniche e tantissimi i live e le esibizioni che lo hanno visto protagonista. E&#8217; altres\u00ec vero che da sempre Pierre Bastien ha prestato molta attenzione all&#8217;aspetto visivo del suo lavoro, ottenuto mediante una semplicissima operazione di video-recording live di ci\u00f2 che accade sul palco. Cinema-verit\u00e0 quasi, sia perch\u00e9 \u00e8 assolutamente fondamentale vedere come si costruisce il brano e, come dice lui stesso, focalizzare ogni singolo suono sul corrispettivo meccanico che lo genera. Ma anche perch\u00e9, e questo lo aggiungo io, l&#8217;impatto audiovisivo genera un livello di immersione e ipnosi che lascia sempre stupiti coloro che hanno la pazienza e la voglia di approcciarsi al suo live.<\/p>\n<p align=\"justify\">Qualcuno quindi potrebbe dunque dirmi: ma cosa c&#8217;\u00e8 di digitale, tecnologico, sperimentale in tutto questo? Niente, appunto, e allora? In attesa di vederlo a <span class=\"testoscuro\">Firenze al secondo Screen Music a fine Ottobre<\/span>, ho deciso di farci due chiacchere&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/audiovideo_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Marco Mancuso<\/strong>: Inizierei parlando del tuo passato come musicista. Vorrei sapere qualcosa sui tuoi studi e sulle tue esperienze successive come poli-strumentista e compositore, nonch\u00e9 conoscere di pi\u00f9 anche della tua esperienza con la Compagnia di Danza Dominique Bagouet.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testoscuro\">Pierre Bastien: <\/strong> Io ho iniziato a fare concerti nei primi anni settanta, quanto la maggior parte delle band erano dei collettivi: ogni membro era compositore che contribuiva all&#8217;approccio musicale complessivo del gruppo. Quando il nostro quartetto si ridusse a un duo con <span class=\"testoscuro\">Bernard Pruvost<\/span> (1), entrambi cercammo di compensare il gap suonando tutti gli strumenti mancanti. Questo fu realmente il punto di partenza di tutto il mio poli-strumentalismo. Lavorare poi con una compagnia di danza mi ha spinto ulteriormente oltre: il manager di <span class=\"testoscuro\">Dominique Bagouet<\/span> aveva in carico un&#8217;ampia collezione pubblica di strumenti musicali da tutto il mondo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quindi, per la seconda partitura musicale che scrivemmo per la Compagnia , fummo invitati a scegliere quali strumenti volevamo suonare da quella collezione. Fu come una sorta di super-regalo di Natale. Dai corni Tibetani alle arpe e xilofoni Africani, dagli organi a bocca dell&#8217;Asia ai violini Arabi: sperimentammo con i suoni del pianeta invece che focalizzarci solo sui ben noti timbri Occidentali. Anni dopo, mi \u00e8 quindi piaciuto essere circondato da 150 strumenti provenienti dai cinque continenti nell&#8217;esperienza dell&#8217;Orchestra Mecanium\u0085.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/audiovideo_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Come e perch\u00e9 hai iniziato il progetto dei &#8220;mechanical instruments&#8221; e l&#8217;Orchestra Mecanium nonch\u00e9 il progetto per l&#8217;Orchestra di Bel Canto di Pascal Comelade? Alla fine, l&#8217;orchestra contava circa 80 elementi\/strumenti, quindi mi domando come facessi a controllare tutto. Tendi a lavorare ancora dal vivo con l&#8217;Orchestra?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Pierre Bastien<\/strong>: <\/span> <span class=\"testoscuro\">Mecanium e Bel Canto<\/span> sono due progetti che appartengono e intersecano la mia vita musicale. Mi ci \u00e8 voluto quasi un decennio dal momento in cui ho costruito la mia prima macchina nel 1978, fino al momento in cui ho avuto un numero sufficiente di robots per suonare un intero concerto: era il 1988 al Forum Art Fair di Amburgo. Nel 1983 al contempo, quando la mia band dei <span class=\"testoscuro\">Creative Methods <\/span>interruppe la sua attivit\u00e0 live, Pascal Comelade mi chiese di unirmi al primo concerto della sua Orchestra di Bel Canto. Non solo l&#8217;esperienza fu fantastica, ma mi aiut\u00f2 anche a trascorrere tutti questi anni senza una mia propria band. Infatti, devi pensare che dieci anni sono un periodo troppo lungo per pensare di costruire una orchestra meccanica fatta di pezzi del Meccano e di piccoli motori elettrici presi da vecchi giradischi e strumenti musicali acustici. Oggi, quando voglio rinnovare il mio sistema con nuovi macchinari, il processo mi costa solo all&#8217;incirca 3 mesi. Ma alcuni anni fa niente era chiaro nella mia mente: ho costruito la prima macchina per un breve concerto a Parigi senza pensare che ce ne sarebbe stata una seconda. Dopo un po&#8217; di tempo e siccome mi ero divertito a suonare con essa, decisi di costruire due altre macchine, ma le critiche furono cos\u00ec negative che mi fermai per alcuni anni, fino a quando alcuni amici mi incoraggiarono a rincominciare.<\/p>\n<p align=\"justify\">A quel punto non mi sono pi\u00f9 fermato fino a quando arrivai a costruire un&#8217;<span class=\"testoscuro\">orchestra di 80 pezzi<\/span>, anche se non ho mai suonato dal vivo con effettivamente pi\u00f9 di 15 macchine. Nel 1996 mi venne proposta una esibizione celebrativa presso l&#8217;Apollohuis di Eindhoven, in Olanda. L\u00ec, installati ben 66 macchine e mi ci volle circa una settimana per organizzare tutta l&#8217;orchestra: nessun festival pu\u00f2 offrirti questo lusso. Come installazione, l&#8217;<span class=\"testoscuro\">Orchestra<\/span> \u00e8 quindi condotta attraverso diversi programmi meccanici: invece quindi di suonare uno strumento, queste macchine pigiano e rilasciano degli interruttori che a loro volta fanno partire o interrompono differenti ensambles che suonano in questo modo la rispettiva composizione sonora automatica. Non uso pi\u00f9 in una performance la prima versione del <span class=\"testoscuro\">Mecanium<\/span> dal 1997: ma dopo di essa ho creato il <span class=\"testoscuro\">Mecanology<\/span>, che suona oggetti della vita di tutti i giorni come forbici, martelli, spazzolini da denti, teiere, ecc\u0085(2). E inoltre ho creato differenti versioni del <span class=\"testoscuro\">Mecanoid,<\/span> dove le macchine del Meccano non suonano su strumenti od oggetti, ma suonano direttamente su altre parti di Meccano per una partitura visuale che lentamente rivela la sua potenzialit\u00e0 sonora. Infine, sto iniziando a suonare con macchine ad aria-compressa, allo scopo di ottenere nuove melodie e ritmi meno prevedibili.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/audiovideo_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Mi puoi dire anche qualcosa circa le tue installazioni? TI senti in un certo qual modo appartenente alla tradizione dei musicisti meccanici partendo dalle origini del Ballet Mecanique?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Pierre Bastien<\/strong>: <\/span> La mia attivit\u00e0 espositiva \u00e8 veramente iniziata per caso: non mi considero propriamente un artista. Ma \u00e8 comunque bello pensare che mentre ti sto rispondendo da Rotterdam, il <span class=\"testoscuro\">Mecanoid<\/span> come installazione sta suonando nel Sud della Francia e i <span class=\"testoscuro\">Paper Organs<\/span> stanno suonando con la Enclave Dance Company a Barcellona o Bruxxels, e ancora che il Steel-Drum Ensamble sta suonando in un museo di strumenti musicali e altre mie macchine ancora stanno per suonare in Giappone o Portogallo. E per quanto riguarda il <span class=\"testoscuro\">Ballet Mecanique<\/span>: mi sento molto pi\u00f9 dalla parte di Leger che di Antheil. Come ho detto prima, le mie macchine suonano generalmente poche note e quasi mai in sincrono. Esse inducono quindi una musica che \u00e8 radicalmente differente da qualsiasi ricerca sulla robotica. Devo infine ammettere che il mio primo impulso non \u00e8 fu propriamente musicale: l&#8217;idea di costruire un musicista automatico mi venne mentre stavo leggendo una descrizione di un&#8217;orchestra termodinamica in &#8220;Impressioni D&#8217;Africa&#8221; di Raymond Roussel.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: l&#8217;idea che sta alla base delle tue composizioni \u00e8 una vera sfida ed \u00e8 ovviamente del tutto originale, il risultato finale \u00e8 francamente romantico e sensuale, specialmente nel momento in cui suoni la tua tromba sulle base meccanica ormai strutturata della traccia, decisamente ipnotica e infinita. Non ti consideri una sorta di alieno all&#8217;interno del mondo della musica digitale\/elettronica? Perch\u00e9, secondo te, sei quindi invitato nei festival di arti digitali come il Todaysart? Sembra quasi che la tua musica e il tuo lavoro siano importanti per i geeks allo scopo di tenere sempre presente quanto sia importante lavorare con la materia, costruire qualcosa con le proprie mani, essere capaci di suonare uno strumento e unire differenti attitudini\u0085.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Pierre Bastien<\/strong>: <\/span> Il medium oggi sembra diventare il genere. Non pensi che stiamo facendo un grave errore a prendere cos\u00ec in considerazione lo strumento invece del risultato? &#8220;Electronic&#8221;, &#8220;digital&#8221;, &#8220;multimedia&#8221;, vengono sicuramente prima nella lista e io non sono certo la persona pi\u00f9 adatta per essere d&#8217;accordo: nel passato, ho spesso messo la parola Meccano davanti a tutto, e questo mi ha aiutato parecchio. Da allora, i giornalisti e il pubblico hanno incominciato a scrivere e parlare della mia musica. Parlare del medium, sembra essere molto pi\u00f9 facile che parlare dell&#8217;estetica: ma tu puoi suonare musica con l&#8217;ultimissimo dispositivo hi-tech o con ciotoli e ramoscelli, ma se sei in grado di &#8220;toccarmi&#8221;, beh allora io amer\u00f2 la tua musica alla stesso modo. Un&#8217;altra cosa ancora: io non sono propriamente un nuovo arrivato e mi sono sempre sentito un alieno qualunque cosa questo termine significhi. Negli anni Settanta, c&#8217;erano la musica Impro e il Punk, negli anni Ottanta la musica Acusmatica e l&#8217;Avant-Rock, negli anni Novanta la musica Elettronica e la Sperimentale : se ti senti un musicista \u00e8 molto meglio essere te stesso e dimenticarti di tutti i flussi principali e pure di quelli secondari.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/audiovideo_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: nei tuoi spettacoli dal vivo, presti moltissima attenzione all&#8217;aspetto visual del tuo lavoro, come mi hai detto tu stesso poco fa. C&#8217;\u00e8 una videocamera o un operatore che filmano tutto, tutti i circuiti in movimento. Come costruisci tutto il sistema, come funziona e come suona? Se guardi lo schermo e ascolti la musica, il risultato finale \u00e8 realmente delicato e ipnotico. Pensi quindi che l&#8217;aspetto visuale del tuo live \u00e8 importante come elemento che si aggiunge alla musica o come pura documentazione di quello che stai facendo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Pierre Bastien<\/strong>: <\/span>Non fare mistero delle fonti sonore \u00e8 una vera preoccupazione per me. Una volta suonai in una scuola per alunni non vedenti. Essi ascoltarono con attenzione e dopo il concerto vennero tutti sul palco a toccare ogni strumento. Mi ricordo che insistevano nel chiedere quando esattamente questo strumento aveva suonato, e quest&#8217;altro e quest&#8217;altro ancora. Essi stavano facendo nuovamente esperienza della composizione, &#8220;guardandola&#8221; da vicino. Quindi io realizzai quanto \u00e8 importante sentire la musica con i tuoi sensi, specialmente con gli occhi quando non sei cieco ovviamente. Ma tu hai ragione: l&#8217;aspetto ipnotico \u00e8 altres\u00ec importante nel mio lavoro audiovisivo. Sono sicuramente fortunato per il fatto che la mia musica \u00e8 tridimensionale. Non \u00e8 puro etere che svanisce con l&#8217;ultimo suono: dopo un concerto le macchine rimangono e testimoniano cosa \u00e8 accaduto realmente. Io no ho bisogno quindi un Vj che sia pi\u00f9 o meno connesso con la mia musica: il vjing nel mio caso consiste nel posizionare una videocamera di fronte all&#8217;orchestra meccanica per una proiezione in tempo reale di quello che accade. Una sorta di cinema-verit\u00e0 del suono e della musica.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag28\/articoli\/img\/audiovideo_mk07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Infine, quando e come ti ha contattato Aphex Twin? E perch\u00e9, secondo te, uno come lui decide di inserirti nella sua label ( la Rephlex Ndr ) che normalmente produce Idm e musica elettronica d&#8217;ambiente?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Pierre Bastien<\/strong>: <\/span>Beh, non ti so dire delle motivazioni di <span class=\"testoscuro\">Aphex Twin<\/span>. Penso che sia molto pi\u00f9 attento di chiunque altro a ci\u00f2 che accade nella musica moderna. E&#8217; una coincidenza? Mi mand\u00f2 un fax nel 1999 subito dopo che la mia musica era stata prodotta su un&#8217;etichetta Fiamminga, ed egli ebbe la sua prima composizione realizzata sulla Distance. Il messaggio era pieno di belle parole e un invito a unirsi all&#8217;etichetta. Al <span class=\"testoscuro\">Barbican Center<\/span>, presso la sala degli specchi, alcuni anni fa, Aphex Twin suon\u00f2 invisibile per circa 200 persone che indossavano delle cuffie, affinch\u00e9 gli uccelli esotici che c&#8217;erano l\u00ec potessero dormire normalmente. Quasi alla fine delle due ore di concerto, lui utilizz\u00f2 uno dei miei pezzi per circa 20 secondi e improvvisamente capii da che cosa era realmente composta la musica: quella notte Aphex Twin suono migliaia di estratti da molteplici fonti, imponendole all&#8217;interno di un sottile arrangiamento. Questo significava che lui aveva ascoltato milioni di dischi per la sua selection: io ero solo uno dei milioni. Ammiro moltissimo Aphex Twin per la sua musica e per essere una persona cos\u00ec aperta e cos\u00ec audace: per la stessa ragione ammiro Squarepusher che ha osato invitare Evan Parker e me a suonare al suo spettacolo di basso solista. E in generale mi sento molto fortunato ad essere cos\u00ec ispirato dalle loro recenti produzioni e live sets, invece di essere rimasto immobile ai miei primi amori.<\/p>\n<p>(1) Nu Creative Methods: &#8220;Nu Jungle Dances&#8221; is now available on Chevrotine, distr. Orkestra.<\/p>\n<p>(2) Mecanology can be heard on &#8220;Bo\u00eete N\u00b07&#8221;, ed. Cactus.<\/p>\n<p>(3) &#8220;Mecanoid&#8221; and &#8220;Pop&#8221; on Rephlex, &#8220;T\u00e9l\u00e9concerts&#8221; on Signature.<\/p>\n<p>(4) &#8220;Musiques Parallo\u00efdres&#8221; on Lowlands .<\/p>\n<p>(5) &#8220;Selected Ambient Works&#8221; on Distance.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.pierrebastien.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.pierrebastien.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.rephlex.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.rephlex.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assistere per la prima volta a un live di Pierre Bastien \u008f sicuramente un momento speciale per chiunque ami la musica contemporanea, e ama altres&#8221; sorprendersi di fronte al tocco audiovisivo lievemente poetico e quasi giocoso del poli-strumentista francese tanto caro ad Aphex Twin che lo produce con la sua Rephlex.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":28807,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,181],"tags":[29,39,53],"class_list":["post-10250","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-028","tag-audiovideo","tag-electronic-music","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Cinema Verita&#039; Di Pierre Bastien &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-028\/the-truth-cinema-of-pierre-bastien\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il Cinema Verita&#039; Di Pierre Bastien &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]To be at a Pierre Bastien&#039;s live show is always a special event for any lover of contemporary music. And the other condition to appreciate the French multi-instrumentalist&#039;s music is to esteem a slightly poetical and joyful audiovisual dash. This is a feature of this artist so dear to Aphex Twin who has realised Bastien&#039;s production with his own Rephlex Records. [:it]Assistere per la prima volta a un live di Pierre Bastien \u008f sicuramente un momento speciale per chiunque ami la musica contemporanea, e ama altres&quot; sorprendersi di fronte al tocco audiovisivo lievemente poetico e quasi giocoso del poli-strumentista francese tanto caro ad Aphex Twin che lo produce con la sua Rephlex. 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